Whistleblowing: la legge a tutela del dipendente che segnala illeciti continua a evolvere

di Mariacarmela Lospinuso  – Digital4

Dopo pochi mesi dall’entrata in vigore della norma 179/2017, le organizzazioni pubbliche e private stanno introducendo strumenti, anche informatici, per recepire le segnalazioni di illeciti o irregolarità. Intanto Confindustria e INPS hanno emanato note di interpretazione, e una proposta di direttiva “whistleblowing” a livello europeo è al vaglio del Parlamento UE

Sono passati solo pochi mesi dall’entrata in vigore della legge n. 179 del 2017 cosiddetta “whistleblowing”, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. In questo periodo non soltanto il settore pubblico, ma anche quello privato hanno dovuto compiere un’opera di adeguamento alla normativa, introducendo, all’interno delle organizzazioni, nuovi strumenti che permettano a chiunque di segnalare comportamenti illeciti o irregolarità che possano recare un danno anche solo di immagine all’organizzazione stessa nonché a terzi.

Superato l’impasse iniziale, nel momento dell’introduzione del whistleblowing nel settore privato, riguardante la sua conciliabilità con l’obbligo di fedeltà che lega il dipendente al datore di lavoro (art. 2105 c.c.), il legislatore, con la legge 179/2017, ha modificato il d.lgs. 231/2001, aggiungendo tre nuovi commi all’art. 6 che disciplina i Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo (“MOGC”).

In sintesi, le principali novità introdotte dalla norma riguardano:

  • la previsione, all’interno dei Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo, di “uno o più canali” che consentano ai soggetti indicati nell’art. 5, lett. a) e b) del d.lgs. 231/2001, di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti o di violazioni del Modello Organizzativo di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte;
  • l’attivazione di almeno un canale alternativo idoneo a garantire la riservatezza con modalità informatiche;
  • la previsione, all’interno del Modello, del divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante;
  • l’indicazione, nel sistema disciplinare, di sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante, ma anche nei confronti di chi effettua con dolo e colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate;
  • la nullità del licenziamento ritorsivo o discriminatorio del segnalante. Sono altresì nulli il mutamento di mansioni ai sensi dell’articolo 2103 c.c., nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del “whistleblower”.

La portata innovativa della legge 179/2017 ha condotto Enti pubblici e Associazioni private ad intervenire per fornire una corretta interpretazione della norma.

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Il MoVimento 5 Stelle andrà al governo del Paese

IL MOVIMENTO 5 STELLE ANDRÀ AL GOVERNO DEL PAESE Questo fine settimana l'ho passato a sostenere sindaci in varie città, ma la cosa che cambia dalla prossima settimana è che il MoVimento 5 Stelle andrà al governo del Paese.Per due giorni le piazze italiane si sono colorate di giallo, con i tanti banchetti e i tanti gazebo sul contratto di governo che avete allestito in ogni Regione. A voi tutti, attivisti e portavoce del MoVimento 5 Stelle, va il mio grazie di cuore!In questo weekend avete fatto un lavoro enorme per far conoscere ai cittadini le tante cose importanti che abbiamo scritto nel contratto di governo insieme alla Lega, un contratto che sarà il cuore del governo del cambiamento che stiamo facendo nascere.In questo contratto ci sono tutte le cinque stelle del MoVimento 5 Stelle, le nostre battaglie storiche come l’acqua pubblica, la lotta al consumo di suolo, la difesa dell’ambiente, il contrasto alle grandi opere inutili, le norme anti corruzione e una seria legge sul conflitto di interesse. E ci sono anche i tanti punti del programma per la qualità della vita con cui ci siamo presentati alle elezioni: il reddito e la pensione di cittadinanza, gli aiuti alle imprese e alle famiglie con figli, la sburocratizzazione.Sono le cose per cui 11 milioni di italiani ci hanno dato fiducia. In questo contratto c’è ognuno di voi, ogni singola riga è stata scritta pensando a come migliorare la vita di un padre di famiglia, di un giovane che cerca lavoro, di un imprenditore che lotta per non chiudere la sua azienda, di una giovane madre che vuole mettere al mondo un figlio. Con questo contratto diremo all’Europa che il benessere e la felicità dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa.È il momento del coraggio, di governare e di cambiare l'Italia!

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 20 maggio 2018

di Luigi Di Maio

Questo fine settimana l’ho passato a sostenere sindaci in varie città ma la cosa che cambia dalla prossima settimana è che il Movimento 5Stelle andrà al governo del Paese.

Per due giorni le piazze italiane si sono colorate di giallo, con i tanti banchetti e i tanti gazebo sul contratto di governo che avete allestito in ogni Regione. A voi tutti, attivisti e portavoce del MoVimento 5 Stelle, va il mio grazie di cuore!

In questo weekend avete fatto un lavoro enorme per far conoscere ai cittadini le tante cose importanti che abbiamo scritto nel contratto di governo insieme alla Lega, un contratto che sarà il cuore del governo del cambiamento che stiamo facendo nascere.

In questo contratto ci sono tutte le cinque stelle del MoVimento 5 Stelle, le nostre battaglie storiche come l’acqua pubblica, la lotta al consumo di suolo, la difesa dell’ambiente, il contrasto alle grandi opere inutili, le norme anti corruzione e una seria legge sul conflitto di interesse. E ci sono anche i tanti punti del programma per la qualità della vita con cui ci siamo presentati alle elezioni: il reddito e la pensione di cittadinanza, gli aiuti alle imprese e alle famiglie con figli, la sburocratizzazione.

Sono le cose per cui 11 milioni di italiani ci hanno dato fiducia. In questo contratto c’è ognuno di voi, ogni singola riga è stata scritta pensando a come migliorare la vita di un padre di famiglia, di un giovane che cerca lavoro, di un imprenditore che lotta per non chiudere la sua azienda, di una giovane madre che vuole mettere al mondo un figlio. Con questo contratto diremo all’Europa che il benessere e la felicità dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa.

È il momento del coraggio, di governare e di cambiare l’Italia!

Il mio ufficio a casa del No Tav sotto esproprio

Un ufficio parlamentare locale nella casa di un espropriando per i lavori del Tav. Sarà nel territorio di Castelnuovo del Garda, parte della collegio di Villafranca dove ha corso per le elezioni all’uninominale la nuova sede locale di Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle.

L’articolo 68 della Costituzione afferma che «senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza». Un principio ribadito ulteriormente dalla sentenza numero 58 del 2004 della Corte Costituzionale, che ha sancito l’estensione di questa salvaguardia a «spazi ulteriori rispetto alla residenza, identificabili come “domicilio”, in vista della tutela dell’interesse del Parlamento al pieno dispiegamento della propria autonomia, esplicantesi anche nel libero esercizio del mandato parlamentare, rispetto agli altri poteri dello Stato».

«È un dovere dei parlamentari essere presenti sul territorio – afferma Francesca Businarolo -. Durante la campagna elettorale ho incontrato moltissime persone della circoscrizione di Villafranca, inclusa l’area del basso Garda, particolarmente interessata – e minacciata – dalla tratta Brescia Verona, di prossima realizzazione, dopo il via libera del Cipe. Ho seguito l’esempio di alcuni miei colleghi bresciani della precedente legislatura, confidando di dare un aiuto concreto ai tanti cittadini che, ormai da molti anni, spesso inascoltati, sono in prima linea contro un’opera dannosa per l’ambiente, costosa per le tasche dei cittadini e inutile per gli utenti, in particolare per i pendolari che devono fare i conti con biglietti sempre più esosi e un servizio di trasporto locale sempre più scadente».

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su domenica 13 maggio 2018

AGGIORNAMENTI SUL CONTRATTO DI GOVERNO

Anche l’incontro di questa mattina è stato positivo: abbiamo fatto notevoli passi in avanti sul contratto di governo e abbiamo trovato ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani: reddito di cittadinanza, flat tax, lotta al business dell’immigrazione, abolizione della legge Fornero, conflitto di interessi.

Siamo davvero entrati nella Terza Repubblica, quella che mette al centro temi e proposte per i cittadini.

Domani ci sarà un nuovo incontro, a Milano, per andare avanti con il lavoro sul contratto di Governo. Vi terrò aggiornati come sempre!

  

Un governo politico per reddito di cittadinanza, legge anticorruzione e via la Fornero

Luigi Di Maio a Mezz'ora in più

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere. Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto. Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 6 maggio 2018

di Luigi Di Maio

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere.

Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.

Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto.

Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Alitalia, il sì alla proroga è un atto di responsabilità

Sul caso Alitalia la nostra posizione è di assoluta responsabilità: in questi giorni è all’esame della commissione speciale del Senato il decreto predisposto dal Consiglio dei Ministri che sposta al prossimo 31 ottobre i termini per un’eventuale vendita e al 15 dicembre quelli per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni. Come MoVimento 5 Stelle, riteniamo doveroso dare l’ok a questa proroga nel rispetto dei tanti lavoratori della compagnia che vivono appesi a un filo. Lo stallo politico di queste settimane, inoltre, richiede prudenza e atteggiamenti responsabili nei confronti di una realtà che, a nostro giudizio e di quello di molti esperti del settore, resta uno dei potenziali asset strategici del paese.

Dare l’ok alle decisioni prese dall’esecutivo, però, non significa che spingiamo per la vendita a qualsiasi costo. Troppe volte negli ultimi mesi si è parlato di eventuali ristrutturazioni con conseguenti tagli a mani basse ai posti di lavoro: secondo noi non è con i colpi di scure che si può rilanciare un’azienda del trasporto aereo, ma con investimenti e rinnovate politiche industriali. Del resto i dati sulla crescita del settore del trasporto aereo, che hanno tutti il segno “+” davanti, debbono per forza invitarci ad una riflessione: perché in un segmento in così forte espansione Alitalia continua a perdere milioni su milioni di euro? Sull’operato della struttura commissariale bisogna vederci chiaro, per questo nelle prossime settimane intendiamo dare il via ad un giro di audizioni e, se necessario, imbastiremo tavoli tecnici ad hoc sulla questione. Tra l’altro abbiamo appena appreso che Luigi Gubitosi è entrato nel Cda di Tim, collezionando quindi una nuova poltrona, e un nuovo incarico.

Come farà a conciliare questi due incarichi delicati e strategici per il Paese è tutto da scoprire. Il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo e vanta un costo medio del lavoro tra i più bassi a fronte di un indice medio di produttività tra i più alti: possibile che Alitalia non riesca a risalire un minimo la china in un contesto simile? Il lavoro dei tre commissari per ora difetta di trasparenza: è giunto il momento di avere tutte le delucidazioni del caso.

Caso Regeni: la verità deve emergere quanto prima

di Maria Edera Spadoni

Nell’incontro con il Presidente del parlamento egiziano Ali Abdel Aal al Cairo, in occasione del vertice dei presidenti dei Parlamenti dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, ho ribadito l’auspicio di una stretta collaborazione fra Italia ed Egitto per arrivare quanto prima ad individuare i responsabili della morte di Giulio Regeni, ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo a cavallo tra gennaio e febbraio del 2016.

Non possiamo dimenticare quella tragica giornata del 3 febbraio 2016 quando il corpo di Giulio fu trovato in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.

Il Presidente Aal ha ribadito la totale disponibilità dell’Egitto a collaborare con l’Italia nel ricercare la verità sulla morte del nostro connazionale. Il nostro Paese auspica verità e giustizia.

La perfezione del parassita

di Beppe Grillo

Come prendere una batosta storica e continuare a fare le maestrine sfruttando l’energia di chi ti ha appena sconfitto.

Tempo di elezioni, il 4 marzo si stava avvicinando e ci vedevano arrivare, terrorizzati per la tenuta del loro scenario di cartapesta minacciato dall’arrivo del primo soffio di vento del cambiamento. La finta sinistra e la finta destra, unite dall’istinto di sopravvivenza, hanno piazzato una legge elettorale che funziona come un colpo di stato alla rovescia: soffocare la democrazia con la democrazia.

Lo hanno fatto pochi istanti prima di andare a nascondersi.

Il PD e Forza Italia in queste cose agiscono con una sincronia perfetta: quando si tratta di sopravvivere tramite il camuffamento sono efficientissimi.

Il 4 marzo un terzo degli elettori ha visto nel movimento la speranza concreta che il paese potesse cambiare; il ribaltamento delle proporzioni nel centrodestra e la nanizzazione del PD sono stati gli altri due segnali inequivocabili. Stiamo vivendo uno stallo soltanto apparente, è soltanto il lavorio dei vecchi partiti che tentano di rigenerarsi sfruttando l’onda provocata dalla nostra energia, la stessa che li ha suonati come campane. Questa è la logica evolutiva dei parassiti: utilizzare l’entusiasmo del nuovo per far sopravvivere il vecchio.

La logica dell’inciucio avrebbe portato al governo in una settimana, giusto il tempo necessario alle spartizioni, ma di quale governo staremmo parlando? L’ennesimo fantoccio, figlio di catene di compromessi tanto lunghe da aver perso la loro stessa testa? Quelli che traggono nutrimento dai vizi peggiori del paese hanno subito un castigo molto severo, ma sono sopravvissuti alla reazione immunitaria degli italiani grazie a quella legge elettorale incredibile, vergognosa, che hanno piazzato come una mina lungo il sentiero democratico del paese.

L’entusiasmo di Luigi è propagandato come fosse bramosia di potere e la sinistra frou frou gioca la carta di un’improbabile supremazia intellettuale, ridicola, e figlia di accordi con quello che hanno sempre chiamato “caimano”. Lo stesso soggetto con cui hanno trovato il sistema di sopravvivere sino ad oggi. E’ la perfezione del parassita: cerca nutrimento dalle stesse forze che lo hanno sconfitto.

C’è chi potrebbe immaginare che i nostri parassiti di lusso stiano cercando di essere resuscitati proprio dalla nostra energia. Ma non potrà mai essere così: perché si tratta di gente che vive di pura ambizione, qualcosa che spinge a fare la scalata senza sapere perché, a voler diventare un pezzo grosso senza un’idea di quello che si vorrà fare davvero una volta raggiunto l’obiettivo. Ma non avendo null’altro che l’ambizione dipingono gli altri per come sentono se stessi: per questa ragione vengono accecati da paure come quella di Salvini, oppure una costruzione paranoidea della realtà come nel caso di Berlusconi. Parla di tradimenti, complotti e altre smanie della malafede, come un eroe tragico shakespeariano. Lui è responsabile delle cose soltanto quando vanno bene, questo è il suo spietato concetto di affidabilità istituzionale verso tutti. Intanto, più raffinato, il PD ha la persona giusta per dire quella cosa in quel dato momento… loro non cambiano idea, ma cambiano la persona che dirà l’idea. Una forma di selezione naturale agita da e sui portatori di idee.

E’ una cosa che dobbiamo al Paese, il tentativo di incontrarci su dei temi con questi personaggi, escludendo quelli assolutamente impossibili. Il PD e l’accozzaglia che attende il cedimento strutturale del suo garante, Berlusconi, credono davvero che vogliamo allearci con loro? Oppure sono i media, ed è la gente a crederlo?

Ma non è quello che pensiamo noi, confondere un accordo su dei temi con un’alleanza è come confondere un contratto d’affetto con l’amicizia. Le parole perdono il loro significato, la politica anche, i diritti pure… trascinati in basso da quelli che si aggrappano alla piccola fiducia residua degli italiani. Non importa se la trascineranno a fondo con loro, quello che conta è continuare a generare la loro “confusione ideale”.

Non sta certo a noi far dimenticare agli italiani quello che è stato fatto al paese negli ultimi 25 anni, non troveranno mai nel nostro entusiasmo il pretesto per continuare a nausearci. La democrazia non è un fenomeno che dura il tempo di una tornata elettorale: loro sperano che la gente lo dimentichi, noi non lo faremo.

In alto i cuori!

Prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni

di Luigi Di Maio (dichiarazioni dopo le consultazioni con il Presidente Fico) 

Consultazioni con il Presidente della Camera

Le mie dichiarazioni a seguito del secondo incontro con il Presidente della Camera Roberto FicoVoglio dire prima di tutto di uscire dalla logica della prima e della Seconda Repubblica: tutti parlano di alleanza, qui non si tratta di una alleanza. Si pensa e si usa ancora un linguaggio completamente sbagliato. Come ho detto inizia la Terza Repubblica in cui al centro si mette il cittadino. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e sono i cittadini a fare un passo avanti. Con il contratto di governo sul modello tedesco ci sarà prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni: con un elenco delle cose da fare.Qui conta solo se ai 10 milioni di poveri sotto la soglia di povertà riusciremo a dare 780 euro al mese per superare quella soglia, il Reddito di Cittadinanza. O a due pensionati 1170 al mese con la pensione di cittadinanza. A questi italiani interessa avere il Reddito di Cittadinanza o preferiscono che 2 forze politiche continuino a litigare per l’eternità? Questo se sarà, non sarà un Governo in continuità con il passato. Se lo firmeremo sarà un contratto di Governo al rialzo e non un compromesso al ribasso. In cui il garante dei cittadini sarà il Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle al Governo è una novità assoluta. Se volessimo pensare all’interesse di partito faremmo come la lega restando fuori da qualsiasi responsabilità di governo. Ma siccome non abbiamo mai pensato a interessi strategici, stiamo mettendo al centro i cittadini. Io credo che sia arrivata l’ora di ridurre finalmente le tasse, di pensare a milioni di disoccupati, ai pensionati, ai 10 milioni di poveri, a tutti quei giovani precari o disoccupati, alle famiglie che hanno bisogno di un aiuto concreto.Io capisco chi dice tra in nostri mai col Pd e tra i loro mai col M5S. Ma rendiamoci conto che qui il tema non è andare con il Pd come non era andare con la Lega, qui si sta dicendo: fare il reddito di cittadinanza, ridurre le tasse, aiutare le famiglie che fanno figli, tagliare gli sprechi. Senza negare le profonde diversità che abbiamo. Certo bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd dico di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato, e chiedo lo sforzo di non difendere per partito preso l’operato di governo di questi anni. E’ chiaro che dal 4 marzo emerga una richiesta dei cittadini sul precariato, sugli effetti della Fornero, sugli insegnanti che vengono mandati a lavorare a 1000 km da casa, sulle grandi opere inutili. Su questi problemi chiedo di far prevalere il buonsenso.E sull’informazione, io credo che tutti la vogliamo libera. Quindi qualcosa va fatto sulla Rai e anche su Mediaset. Non è accettabile che la Lega come ho letto su alcuni giornali non possa scegliere liberamente, per paura che la tv di Berlusconi possa attaccarli. Un politico non può essere proprietario di Tv.Chi vuole che si vada al voto deve sapere che per il Movimento 5 Stelle è solo una occasione per crescere ancora. Quindi la scelta è tra andare al voto e cercare con la forza del nostro 32% di cambiare le cose.Abbiamo detto al Presidente Fico che siamo disponibili ad avviare il confronto sul programma nei tempi che concorderemo. Speriamo che questo confronto porti a dei risultati nell’interesse dei cittadini.

Pubblicato da Luigi Di Maio su giovedì 26 aprile 2018

Voglio dire prima di tutto di uscire dalla logica della prima e della Seconda Repubblica: tutti parlano di alleanza, qui non si tratta di una alleanza. Si pensa e si usa ancora un linguaggio completamente sbagliato. Come ho detto inizia la Terza Repubblica in cui al centro si mette il cittadino. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e sono i cittadini a fare un passo avanti. Con il contratto di governo sul modello tedesco ci sarà prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni: con un elenco delle cose da fare.

Qui conta solo se ai 10 milioni di poveri sotto la soglia di povertà riusciremo a dare 780 euro al mese per superare quella soglia, il Reddito di Cittadinanza. O a due pensionati 1170 al mese con la pensione di cittadinanza. A questi italiani interessa avere il Reddito di Cittadinanza o preferiscono che 2 forze politiche continuino a litigare per l’eternità? Questo se sarà, non sarà un Governo in continuità con il passato. Se lo firmeremo sarà un contratto di Governo al rialzo e non un compromesso al ribasso. In cui il garante dei cittadini sarà il Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle al Governo è una novità assoluta. Se volessimo pensare all’interesse di partito faremmo come la lega restando fuori da qualsiasi responsabilità di governo. Ma siccome non abbiamo mai pensato a interessi strategici, stiamo mettendo al centro i cittadini. Io credo che sia arrivata l’ora di ridurre finalmente le tasse, di pensare a milioni di disoccupati, ai pensionati, ai 10 milioni di poveri, a tutti quei giovani precari o disoccupati, alle famiglie che hanno bisogno di un aiuto concreto.

Io capisco chi dice tra in nostri mai col Pd e tra i loro mai col M5S. Ma rendiamoci conto che qui il tema non è andare con il Pd come non era andare con la Lega, qui si sta dicendo: fare il reddito di cittadinanza, ridurre le tasse, aiutare le famiglie che fanno figli, tagliare gli sprechi. Senza negare le profonde diversità che abbiamo. Certo bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd dico di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato, e chiedo lo sforzo di non difendere per partito preso l’operato di governo di questi anni. E’ chiaro che dal 4 marzo emerga una richiesta dei cittadini sul precariato, sugli effetti della Fornero, sugli insegnanti che vengono mandati a lavorare a 1000 km da casa, sulle grandi opere inutili. Su questi problemi chiedo di far prevalere il buonsenso.

E sull’informazione, io credo che tutti la vogliamo libera. Quindi qualcosa va fatto sulla Rai e anche su Mediaset. Non è accettabile che la Lega come ho letto su alcuni giornali non possa scegliere liberamente, per paura che la tv di Berlusconi possa attaccarli. Un politico non può essere proprietario di Tv.

Chi vuole che si vada al voto deve sapere che per il Movimento 5 Stelle è solo una occasione per crescere ancora. Quindi la scelta è tra andare al voto e cercare con la forza del nostro 32% di cambiare le cose.

Abbiamo detto al Presidente Fico che siamo disponibili ad avviare il confronto sul programma nei tempi che concorderemo. Speriamo che questo confronto porti a dei risultati nell’interesse dei cittadini.