Il mio ufficio a casa del No Tav sotto esproprio

Un ufficio parlamentare locale nella casa di un espropriando per i lavori del Tav. Sarà nel territorio di Castelnuovo del Garda, parte della collegio di Villafranca dove ha corso per le elezioni all’uninominale la nuova sede locale di Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle.

L’articolo 68 della Costituzione afferma che «senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza». Un principio ribadito ulteriormente dalla sentenza numero 58 del 2004 della Corte Costituzionale, che ha sancito l’estensione di questa salvaguardia a «spazi ulteriori rispetto alla residenza, identificabili come “domicilio”, in vista della tutela dell’interesse del Parlamento al pieno dispiegamento della propria autonomia, esplicantesi anche nel libero esercizio del mandato parlamentare, rispetto agli altri poteri dello Stato».

«È un dovere dei parlamentari essere presenti sul territorio – afferma Francesca Businarolo -. Durante la campagna elettorale ho incontrato moltissime persone della circoscrizione di Villafranca, inclusa l’area del basso Garda, particolarmente interessata – e minacciata – dalla tratta Brescia Verona, di prossima realizzazione, dopo il via libera del Cipe. Ho seguito l’esempio di alcuni miei colleghi bresciani della precedente legislatura, confidando di dare un aiuto concreto ai tanti cittadini che, ormai da molti anni, spesso inascoltati, sono in prima linea contro un’opera dannosa per l’ambiente, costosa per le tasche dei cittadini e inutile per gli utenti, in particolare per i pendolari che devono fare i conti con biglietti sempre più esosi e un servizio di trasporto locale sempre più scadente».

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su domenica 13 maggio 2018

AGGIORNAMENTI SUL CONTRATTO DI GOVERNO

Anche l’incontro di questa mattina è stato positivo: abbiamo fatto notevoli passi in avanti sul contratto di governo e abbiamo trovato ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani: reddito di cittadinanza, flat tax, lotta al business dell’immigrazione, abolizione della legge Fornero, conflitto di interessi.

Siamo davvero entrati nella Terza Repubblica, quella che mette al centro temi e proposte per i cittadini.

Domani ci sarà un nuovo incontro, a Milano, per andare avanti con il lavoro sul contratto di Governo. Vi terrò aggiornati come sempre!

  

Un governo politico per reddito di cittadinanza, legge anticorruzione e via la Fornero

Luigi Di Maio a Mezz'ora in più

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere. Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto. Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 6 maggio 2018

di Luigi Di Maio

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere.

Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.

Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto.

Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Alitalia, il sì alla proroga è un atto di responsabilità

Sul caso Alitalia la nostra posizione è di assoluta responsabilità: in questi giorni è all’esame della commissione speciale del Senato il decreto predisposto dal Consiglio dei Ministri che sposta al prossimo 31 ottobre i termini per un’eventuale vendita e al 15 dicembre quelli per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni. Come MoVimento 5 Stelle, riteniamo doveroso dare l’ok a questa proroga nel rispetto dei tanti lavoratori della compagnia che vivono appesi a un filo. Lo stallo politico di queste settimane, inoltre, richiede prudenza e atteggiamenti responsabili nei confronti di una realtà che, a nostro giudizio e di quello di molti esperti del settore, resta uno dei potenziali asset strategici del paese.

Dare l’ok alle decisioni prese dall’esecutivo, però, non significa che spingiamo per la vendita a qualsiasi costo. Troppe volte negli ultimi mesi si è parlato di eventuali ristrutturazioni con conseguenti tagli a mani basse ai posti di lavoro: secondo noi non è con i colpi di scure che si può rilanciare un’azienda del trasporto aereo, ma con investimenti e rinnovate politiche industriali. Del resto i dati sulla crescita del settore del trasporto aereo, che hanno tutti il segno “+” davanti, debbono per forza invitarci ad una riflessione: perché in un segmento in così forte espansione Alitalia continua a perdere milioni su milioni di euro? Sull’operato della struttura commissariale bisogna vederci chiaro, per questo nelle prossime settimane intendiamo dare il via ad un giro di audizioni e, se necessario, imbastiremo tavoli tecnici ad hoc sulla questione. Tra l’altro abbiamo appena appreso che Luigi Gubitosi è entrato nel Cda di Tim, collezionando quindi una nuova poltrona, e un nuovo incarico.

Come farà a conciliare questi due incarichi delicati e strategici per il Paese è tutto da scoprire. Il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo e vanta un costo medio del lavoro tra i più bassi a fronte di un indice medio di produttività tra i più alti: possibile che Alitalia non riesca a risalire un minimo la china in un contesto simile? Il lavoro dei tre commissari per ora difetta di trasparenza: è giunto il momento di avere tutte le delucidazioni del caso.

Caso Regeni: la verità deve emergere quanto prima

di Maria Edera Spadoni

Nell’incontro con il Presidente del parlamento egiziano Ali Abdel Aal al Cairo, in occasione del vertice dei presidenti dei Parlamenti dell’Assemblea Parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo, ho ribadito l’auspicio di una stretta collaborazione fra Italia ed Egitto per arrivare quanto prima ad individuare i responsabili della morte di Giulio Regeni, ricercatore italiano sequestrato, torturato e ucciso al Cairo a cavallo tra gennaio e febbraio del 2016.

Non possiamo dimenticare quella tragica giornata del 3 febbraio 2016 quando il corpo di Giulio fu trovato in un fosso lungo la strada del deserto Cairo-Alessandria, alla periferia del Cairo.

Il Presidente Aal ha ribadito la totale disponibilità dell’Egitto a collaborare con l’Italia nel ricercare la verità sulla morte del nostro connazionale. Il nostro Paese auspica verità e giustizia.

La perfezione del parassita

di Beppe Grillo

Come prendere una batosta storica e continuare a fare le maestrine sfruttando l’energia di chi ti ha appena sconfitto.

Tempo di elezioni, il 4 marzo si stava avvicinando e ci vedevano arrivare, terrorizzati per la tenuta del loro scenario di cartapesta minacciato dall’arrivo del primo soffio di vento del cambiamento. La finta sinistra e la finta destra, unite dall’istinto di sopravvivenza, hanno piazzato una legge elettorale che funziona come un colpo di stato alla rovescia: soffocare la democrazia con la democrazia.

Lo hanno fatto pochi istanti prima di andare a nascondersi.

Il PD e Forza Italia in queste cose agiscono con una sincronia perfetta: quando si tratta di sopravvivere tramite il camuffamento sono efficientissimi.

Il 4 marzo un terzo degli elettori ha visto nel movimento la speranza concreta che il paese potesse cambiare; il ribaltamento delle proporzioni nel centrodestra e la nanizzazione del PD sono stati gli altri due segnali inequivocabili. Stiamo vivendo uno stallo soltanto apparente, è soltanto il lavorio dei vecchi partiti che tentano di rigenerarsi sfruttando l’onda provocata dalla nostra energia, la stessa che li ha suonati come campane. Questa è la logica evolutiva dei parassiti: utilizzare l’entusiasmo del nuovo per far sopravvivere il vecchio.

La logica dell’inciucio avrebbe portato al governo in una settimana, giusto il tempo necessario alle spartizioni, ma di quale governo staremmo parlando? L’ennesimo fantoccio, figlio di catene di compromessi tanto lunghe da aver perso la loro stessa testa? Quelli che traggono nutrimento dai vizi peggiori del paese hanno subito un castigo molto severo, ma sono sopravvissuti alla reazione immunitaria degli italiani grazie a quella legge elettorale incredibile, vergognosa, che hanno piazzato come una mina lungo il sentiero democratico del paese.

L’entusiasmo di Luigi è propagandato come fosse bramosia di potere e la sinistra frou frou gioca la carta di un’improbabile supremazia intellettuale, ridicola, e figlia di accordi con quello che hanno sempre chiamato “caimano”. Lo stesso soggetto con cui hanno trovato il sistema di sopravvivere sino ad oggi. E’ la perfezione del parassita: cerca nutrimento dalle stesse forze che lo hanno sconfitto.

C’è chi potrebbe immaginare che i nostri parassiti di lusso stiano cercando di essere resuscitati proprio dalla nostra energia. Ma non potrà mai essere così: perché si tratta di gente che vive di pura ambizione, qualcosa che spinge a fare la scalata senza sapere perché, a voler diventare un pezzo grosso senza un’idea di quello che si vorrà fare davvero una volta raggiunto l’obiettivo. Ma non avendo null’altro che l’ambizione dipingono gli altri per come sentono se stessi: per questa ragione vengono accecati da paure come quella di Salvini, oppure una costruzione paranoidea della realtà come nel caso di Berlusconi. Parla di tradimenti, complotti e altre smanie della malafede, come un eroe tragico shakespeariano. Lui è responsabile delle cose soltanto quando vanno bene, questo è il suo spietato concetto di affidabilità istituzionale verso tutti. Intanto, più raffinato, il PD ha la persona giusta per dire quella cosa in quel dato momento… loro non cambiano idea, ma cambiano la persona che dirà l’idea. Una forma di selezione naturale agita da e sui portatori di idee.

E’ una cosa che dobbiamo al Paese, il tentativo di incontrarci su dei temi con questi personaggi, escludendo quelli assolutamente impossibili. Il PD e l’accozzaglia che attende il cedimento strutturale del suo garante, Berlusconi, credono davvero che vogliamo allearci con loro? Oppure sono i media, ed è la gente a crederlo?

Ma non è quello che pensiamo noi, confondere un accordo su dei temi con un’alleanza è come confondere un contratto d’affetto con l’amicizia. Le parole perdono il loro significato, la politica anche, i diritti pure… trascinati in basso da quelli che si aggrappano alla piccola fiducia residua degli italiani. Non importa se la trascineranno a fondo con loro, quello che conta è continuare a generare la loro “confusione ideale”.

Non sta certo a noi far dimenticare agli italiani quello che è stato fatto al paese negli ultimi 25 anni, non troveranno mai nel nostro entusiasmo il pretesto per continuare a nausearci. La democrazia non è un fenomeno che dura il tempo di una tornata elettorale: loro sperano che la gente lo dimentichi, noi non lo faremo.

In alto i cuori!

Prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni

di Luigi Di Maio (dichiarazioni dopo le consultazioni con il Presidente Fico) 

Consultazioni con il Presidente della Camera

Le mie dichiarazioni a seguito del secondo incontro con il Presidente della Camera Roberto FicoVoglio dire prima di tutto di uscire dalla logica della prima e della Seconda Repubblica: tutti parlano di alleanza, qui non si tratta di una alleanza. Si pensa e si usa ancora un linguaggio completamente sbagliato. Come ho detto inizia la Terza Repubblica in cui al centro si mette il cittadino. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e sono i cittadini a fare un passo avanti. Con il contratto di governo sul modello tedesco ci sarà prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni: con un elenco delle cose da fare.Qui conta solo se ai 10 milioni di poveri sotto la soglia di povertà riusciremo a dare 780 euro al mese per superare quella soglia, il Reddito di Cittadinanza. O a due pensionati 1170 al mese con la pensione di cittadinanza. A questi italiani interessa avere il Reddito di Cittadinanza o preferiscono che 2 forze politiche continuino a litigare per l’eternità? Questo se sarà, non sarà un Governo in continuità con il passato. Se lo firmeremo sarà un contratto di Governo al rialzo e non un compromesso al ribasso. In cui il garante dei cittadini sarà il Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle al Governo è una novità assoluta. Se volessimo pensare all’interesse di partito faremmo come la lega restando fuori da qualsiasi responsabilità di governo. Ma siccome non abbiamo mai pensato a interessi strategici, stiamo mettendo al centro i cittadini. Io credo che sia arrivata l’ora di ridurre finalmente le tasse, di pensare a milioni di disoccupati, ai pensionati, ai 10 milioni di poveri, a tutti quei giovani precari o disoccupati, alle famiglie che hanno bisogno di un aiuto concreto.Io capisco chi dice tra in nostri mai col Pd e tra i loro mai col M5S. Ma rendiamoci conto che qui il tema non è andare con il Pd come non era andare con la Lega, qui si sta dicendo: fare il reddito di cittadinanza, ridurre le tasse, aiutare le famiglie che fanno figli, tagliare gli sprechi. Senza negare le profonde diversità che abbiamo. Certo bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd dico di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato, e chiedo lo sforzo di non difendere per partito preso l’operato di governo di questi anni. E’ chiaro che dal 4 marzo emerga una richiesta dei cittadini sul precariato, sugli effetti della Fornero, sugli insegnanti che vengono mandati a lavorare a 1000 km da casa, sulle grandi opere inutili. Su questi problemi chiedo di far prevalere il buonsenso.E sull’informazione, io credo che tutti la vogliamo libera. Quindi qualcosa va fatto sulla Rai e anche su Mediaset. Non è accettabile che la Lega come ho letto su alcuni giornali non possa scegliere liberamente, per paura che la tv di Berlusconi possa attaccarli. Un politico non può essere proprietario di Tv.Chi vuole che si vada al voto deve sapere che per il Movimento 5 Stelle è solo una occasione per crescere ancora. Quindi la scelta è tra andare al voto e cercare con la forza del nostro 32% di cambiare le cose.Abbiamo detto al Presidente Fico che siamo disponibili ad avviare il confronto sul programma nei tempi che concorderemo. Speriamo che questo confronto porti a dei risultati nell’interesse dei cittadini.

Pubblicato da Luigi Di Maio su giovedì 26 aprile 2018

Voglio dire prima di tutto di uscire dalla logica della prima e della Seconda Repubblica: tutti parlano di alleanza, qui non si tratta di una alleanza. Si pensa e si usa ancora un linguaggio completamente sbagliato. Come ho detto inizia la Terza Repubblica in cui al centro si mette il cittadino. Qui le forze politiche fanno un passo indietro e sono i cittadini a fare un passo avanti. Con il contratto di governo sul modello tedesco ci sarà prima di tutto il cittadino e i suoi bisogni: con un elenco delle cose da fare.

Qui conta solo se ai 10 milioni di poveri sotto la soglia di povertà riusciremo a dare 780 euro al mese per superare quella soglia, il Reddito di Cittadinanza. O a due pensionati 1170 al mese con la pensione di cittadinanza. A questi italiani interessa avere il Reddito di Cittadinanza o preferiscono che 2 forze politiche continuino a litigare per l’eternità? Questo se sarà, non sarà un Governo in continuità con il passato. Se lo firmeremo sarà un contratto di Governo al rialzo e non un compromesso al ribasso. In cui il garante dei cittadini sarà il Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle al Governo è una novità assoluta. Se volessimo pensare all’interesse di partito faremmo come la lega restando fuori da qualsiasi responsabilità di governo. Ma siccome non abbiamo mai pensato a interessi strategici, stiamo mettendo al centro i cittadini. Io credo che sia arrivata l’ora di ridurre finalmente le tasse, di pensare a milioni di disoccupati, ai pensionati, ai 10 milioni di poveri, a tutti quei giovani precari o disoccupati, alle famiglie che hanno bisogno di un aiuto concreto.

Io capisco chi dice tra in nostri mai col Pd e tra i loro mai col M5S. Ma rendiamoci conto che qui il tema non è andare con il Pd come non era andare con la Lega, qui si sta dicendo: fare il reddito di cittadinanza, ridurre le tasse, aiutare le famiglie che fanno figli, tagliare gli sprechi. Senza negare le profonde diversità che abbiamo. Certo bisogna fare uno sforzo nella direzione del cambiamento. E anche al Pd dico di non entrare nella logica per cui il Movimento 5 Stelle debba negare le battaglie storiche del passato, e chiedo lo sforzo di non difendere per partito preso l’operato di governo di questi anni. E’ chiaro che dal 4 marzo emerga una richiesta dei cittadini sul precariato, sugli effetti della Fornero, sugli insegnanti che vengono mandati a lavorare a 1000 km da casa, sulle grandi opere inutili. Su questi problemi chiedo di far prevalere il buonsenso.

E sull’informazione, io credo che tutti la vogliamo libera. Quindi qualcosa va fatto sulla Rai e anche su Mediaset. Non è accettabile che la Lega come ho letto su alcuni giornali non possa scegliere liberamente, per paura che la tv di Berlusconi possa attaccarli. Un politico non può essere proprietario di Tv.

Chi vuole che si vada al voto deve sapere che per il Movimento 5 Stelle è solo una occasione per crescere ancora. Quindi la scelta è tra andare al voto e cercare con la forza del nostro 32% di cambiare le cose.

Abbiamo detto al Presidente Fico che siamo disponibili ad avviare il confronto sul programma nei tempi che concorderemo. Speriamo che questo confronto porti a dei risultati nell’interesse dei cittadini.

Business immigrazione e riforma del diritto di asilo. Vittoria al Parlamento europeo

di MoVimento 5 Stelle Europa

Oggi è stata la prima vera vittoria dell’Italia contro Mafia Capitale e contro il business dell’immigrazione; una vittoria sancita dal Parlamento europeo – in commissione LIBE – grazie all’approvazione del report a firma della portavoce Laura Ferrara. È stato inferto un duro colpo al sistema che creava business illegale e immorale facendo leva sulle lungaggini burocratiche per ottenere un verdetto sulle domande di richiesta d’asilo. Ora ci vorranno massimo sei mesi per valutare una domanda di protezione internazionale (oggi invece fino a 18!), che possono arrivare a soli due mesi per le procedure accelerate. Ci sarà una riduzione del carico burocratico per i Paesi di primo ingresso e anche maggiori garanzie per i richiedenti asilo. In un’ottica di equilibrio tra l’esigenza di garantire la protezione internazionale a chi ne ha diritto e una procedura veloce ed efficace.

Il nuovo regolamento riduce gli abusi che hanno contribuito a sovraccaricare i sistemi di asilo degli Stati membri, restringendo in modo drastico i tempi burocratici su cui si è speculato in passato. Un passo in avanti enorme considerando che un Paese di primo approdo come l’Italia da anni sopportava il peso dell’inefficienza e dell’immobilismo normativo anche a livello europeo.

È un risultato storico. Uno dei nostri obiettivi politici era quello di tagliare il cordone ombelicale che lega la criminalità organizzata con la gestione dei centri di accoglienza. Abbiamo raggiunto ciò che ci eravamo prefissati, perché al termine dell’iter di approvazione il regolamento sarà direttamente applicabile negli Stati Membri e abrogherà la precedente Direttiva Procedure e le relative leggi nazionali di attuazione, tra cui per esempio il Decreto Minniti. Inoltre, procedure più veloci portano a un taglio dei costi crescenti che lo Stato italiano sta affrontando per i centri di accoglienza.

Nel dettaglio, i contenuti possono essere riassunti in queste aree:
– tempi più brevi per valutare la domanda, 6 mesi per la procedura ordinaria (ora ce ne vogliono di fatto 18). Due mesi soltanto per quella accelerata, nel caso di domande di protezione internazionale chiaramente infondate o fraudolente;
– lista comune dei Paesi di origine sicura, verso i quali i richiedenti asilo possono essere rimandati;
– riduzione del carico burocratico per gli Stati di primo ingresso (leggasi Italia);
– la Turchia non viene considerata un Paese sicuro;
– garanzie per i richiedenti asilo, così da avere un miglioramento della qualità delle decisioni amministrative che porterà a minori ricorsi.

Questo voto conferma che il nostro lavoro è apprezzato in Europa. Dobbiamo archiviare in fretta gli errori del passato come il Regolamento di Dublino o l’Operazione Triton. Le prossime battaglie politiche saranno la lotta agli scafisti e ai trafficanti e il ricollocamento obbligatorio e automatico di tutti i migranti arrivati in Italia.

Prossimi step del regolamento: annuncio del mandato negoziale in plenaria. Le procedure di triologo (riunioni tra i rappresentanti di Parlamento, Consiglio e Commissione) inizieranno a settembre 2018.

INQUINAMENTO: M5S, STOP DIESEL

A VERONA SI MUORE PIU’ CHE A MONACO, LONDRA, BRUXELLES, VIENNA E BERLINO

VERONA 19 APRILE – In Pianura Padana-veneta e Verona si soffoca e muore di diesel. I dati dello studio dell’International Institute for Applied Systems Analysis (IIASA) e del Norwegian Meteorological Institute (MetNorway), vedono le varie zone della Pianura padano-veneta in cima alle classifiche europee di morti per diesel. A Verona si muore di diesel più che a Monaco, Londra, Bruxelles, Vienna e Berlino solo per citare aree metropolitane enormi del nostro continente.

Nell’area di Verona città, vengono stimate, a causa delle emissioni diesel, 25 morti premature ogni anno a causa dei diesel; la concentrazione di Pm 2.5 dovute al NOX (gli ossidi da azoto) sono pari a 1.02 microgrammi per metro cubo. Cifre che superano, per contentrazione e presunti decessi per la stessa causa aree metropolitane come Londra (24 morti e 0.13), Bruxelles (22 e 0. 25) Roma (20 e 0.24 ) Madrid (9 e 0.04), Barcellona (12 e 0.08), Lione (13 morti e 0.28 Pm 2.5), Parigi sud (12 e 0.20), Berlino (13 e 0.12), Vienna (13 e 0.14), Francoforte ( 15 e 0.16), Anversa (15 e 0.26).

Per quanto riguarda gli altri quadranti veneti la stima delle morti premature per diesel di Verona città risulta essere superiore a quelle di Padova (23 e 0.66 microgrammi per metro cubo Pm 2.5), di Vicenza (21 e 0.95), di Treviso (21 e 0.68), e dell’Est Veronese (18 e 0.92). Va leggermente meglio la zona del lago di Garda con una stima di 8 morti premature causate dal diesel, dato che precede quello di Venezia (7 morti premature stimate ogni anno). Le varie aree della pianura padana sono comunque tutte tra le prime 50 zone più inquinate d’Europa.

«Si tratta di valori da allarme vero e proprio: come denunciamo da anni l’Italia è la maglia nera sui dati di morti per emissioni da diesel e siamo la maglia nero nelle politiche di rilancio di settori innovativi e sostenibili – afferma Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle – Occorre invertire la rotta e sia il piano energetico del Movimento 5 Stelle che quello sulla mobilità predispongono soluzioni concrete e di rilancio industriale innovativo e amico di salute e ambiente».

STOP NUOVE AUTOSTRADE – SI A PIANI PER RADDOPPIARE FONDI PER TRASPORTI FERROVIARI LOCALI E INTERREGIONALI

«Ogni giorno oltre 25.000 Ti viaggiano sull’autostrada Milano-Venezia, si vogliono spendere 10 miliardi per far transitare al massimo 58 treni merci sulla inutile linea ad alta velocità Brescia-Padova – aggiunge Manuel Brusco, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle – A questo aggiungiamo che si vogliono realizzare nuove inutili autostrade come le varie Pedemontane che non faranno che aumentare l’inquinamento come mostrano diversi studi. Con un quinto della cifra si potrebbe rivoluzionare in maniera sostenibile il trasporto merci in tutta la pianura padana con raddoppi e potenziamenti ferroviari locali e interregionali»

STOP IMMATRICOLAZIONE DIESEL , PUNTARE SU ELETTRICO – APPOGGIO AI BLOCCHI TRAFFICO DIESEL

Per Businarolo e Brusco è fondamentale «programmare nei prossimi anni il divieto d’immatricolazione di autovetture diesel /benzina e appoggiamo sin da ora ogni blocco in tal senso da parte delle città italiane a partire da quelle della Pianura Padana, fin da subito». Inoltre occorre applicare di fatto gli accordi di programma per la pianura padana siglati nel giugno 2017 tra il Ministero dell’Ambiente e le Regioni interessate, tra cui il Veneto. «Mancano completamente le risorse – sottolineano i due esponenti pentastellati – agli accordi non è seguita la copertura».

The top 100 European places where Dieselgate kills the most

Morti per Diesel annui