Interrogazione al Ministro dell’Istruzione sul Conservatorio “Pollini” di Padova

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Il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) rappresenta un fiore all’occhiello per l’Italia, un settore che dà lustro al nostro paese, specie all’estero, in virtù della fama internazionale che accompagna la nostra produzione artistica, musicale, drammatica e coreutica.

Le istituzioni AFAM legalmente riconosciute in Italia sono 137, in prevalenza Accademie (43) e istituti superiori di Studio musicali (78 di cui 58 sono Conservatori). I conservatori, in particolare, nel corso degli ultimi anni, hanno subito diversi tagli alle risorse per il funzionamento e la didattica, che hanno portato ad una situazione di estrema incertezza e precarietà.

In particolare il Conservatorio “Pollini” di Padova attraversa una situazione di grave difficoltà legata principalmente alla inadeguatezza delle risorse economico-finanziarie, che impedisce la realizzazione di interventi concreti per la manutenzione delle strutture. L’edificio, infatti, versa in condizioni di grave precarietà e necessita di un urgente intervento di restauro; l’inadeguatezza delle aule, una biblioteca sita al primo piano della struttura, con il pavimento a rischio crollo sotto il peso degli armadi o la mancanza di un valido sistema di insonorizzazione, costituiscono enormi limiti per la realizzazione di progetti molto importanti che non possono essere attuati per mancanza di spazi, così come risulta difficile accettare le richieste da parte di studenti stranieri che vogliono perfezionarsi in Italia.

Tale stato di cose rappresenta un serio pericolo per l’incolumità di chiunque operi nell’ambito del Conservatorio e per questo ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per sapere come intenda intervenire, nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, al fine di garantire la sicurezza degli allievi e del personale ed il regolare svolgimento della didattica.

Qui trovate il testo completo dell’interrogazione a risposta in Commissione sul Conservatorio Pollini di Padova.

LA VERITA’ SULLA LOTTA AI PREGIUDIZI IN ITALIA

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In molti hanno manifestato domenica in piazza San Giovanni a Roma: un milione di persone in piazza per «difendere la famiglia naturale» e combattere la teoria gender. O forse 400mila. A prescindere dal numero, si tratta di un campanello d’allarme che non bisogna sottovalutare e che dimostra come sul tema ci sia molta disinformazione.

La cosiddetta «teoria gender», infatti, non esiste: si tratta di uno spauracchio creato ad arte per fabbricare un nemico. La verità è che sulla lotta ai pregiudizi di genere l’Italia è in netto ritardo rispetto al resto d’Europa, pur trattandosi di un Paese che ha problemi quotidiani con l’omofobia: solo nell’ultima settimana si sono registrate cinque aggressione a danni di omosessuali.

A questo riguardo, il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, attualmente ferma in commissione Cultura della Camera. Lo scopo è quello di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole, seguendo una precisa indicazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Nessuno pensa di «indottrinare i bambini», naturalmente, ma a delle iniziative per prevenire il bullismo per questioni legate alla sessualità, purtroppo molto diffuso.

Non si tratta di fornire dei modelli di comportamento specifici, ma di promuovere concretamente le pari opportunità. Dobbiamo prendere atto che la sessualità si presenta ad un’età più precoce rispetto al passato. Ignorare questa realtà non serve a nulla se non a esporre i più giovani a rischi sanitari e a disagi psicologici.

INCONTRO CON GLI STUDENTI

comitato per la legislazione

Qualche giorno fa ho avuto il piacere di incontrare un gruppo di studenti dell’Università di Firenze che sono venuti a conoscere il Comitato per la Legislazione di cui faccio parte.

È stato molto interessante il confronto con loro e ci hanno suggerito di sponsorizzare di più la nostra attività, che non è politica ma tecnica, infatti facciamo il controllo qualità delle leggi.

Se la maggioranza seguisse i pareri del comitato per la legislazione, tanti problemi di applicazione delle norme non ci sarebbero e si intaserebbero meno i tribunali.

Referendum sull’euro: consegna delle firme

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L’8 giugno il M5S ha depositato in Senato 200.000 firme per dare il via alla legge di iniziativa popolare che porterà al referendum consultivo sull’euro.

Il 9 giugno anche il Presidente del Senato Grasso in persona ha ricevuto le firme dei cittadini. Da quel momento non ci sono più scuse. Da una parte i cittadini e dall’altra i partiti, che hanno davanti a loro due possibilità: ignorare le firme dei cittadini come già successo in passato, o permettere ad essi di esprimersi su un argomento fondamentale della vita economica e sociale del Paese, sul quale non c’è mai stato un vero dibattito.

In ogni caso questa volta sarà diverso: in Parlamento siedono più di 130 portavoce del M5S, pronti a dare battaglia e a vigilare perché tutte le tappe che porteranno al referendum siano rapidamente rispettate.

Subito dopo la consegna delle firme, infatti, ci siamo attivati in Parlamento perché la Legge di iniziativa popolare venga discussa e approvata. Una volta approvata la legge costituzionale per l’istituzione del referendum consultivo, gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita dall’euro.

Considerando i tempi di passaggio della legge di iniziativa popolare tra la Camera e il Senato, il referendum si terrà probabilmente in un periodo compreso tra il dicembre 2015 e il gennaio 2016. Molto dipende anche dall’ostruzionismo della maggioranza e del Governo. Il M5S è accusato ogni giorno di non collaborare, in maniera del tutto strumentale. Ora vedremo se davanti ad una richiesta esplicita dei cittadini la maggioranza darà il suo appoggio al M5S o saprà dire solo no.

Nell’euro siamo entrati sull’onda delle menzogne del centro-sinistra e con il nullaosta del centro-destra. Grazie al M5S si potrà finalmente aprire un dibattito e in caso di voto favorevole all’uscita dall’euro la maggioranza dovrà tenerne conto per non essere spazzata via e sostituita da un Governo a 5 stelle.

Il referendum sull’euro è un voto sul futuro dell’Italia. Non va sprecato!

NUOVE STELLE NEL FIRMAMENTO DEL MOVIMENTO 5 STELLE

5 stelle venete regione

Dopo queste elezioni il Movimento 5 stelle si è radicato nel territorio in modo ancora più importante, risultando la seconda forza politica a livello nazionale e l’unica vera alternativa a Renzi.

Grazie agli attivisti, ai consiglieri, ai candidati in tutte le liste e a tutti i simpatizzanti che hanno collaborato a rendere possibile questo risultato.

Grazie a chi ha votato, ed è un grande grazie considerato l’alto dato relativo all’astensionismo, dovuto alla scelta chirurgica del governo di votare il 31 maggio, a ridosso del ponte del 2 giugno.

I miei complimenti vanno ai nuovi portavoce del movimento 5 stelle in tutta Italia!

Un augurio particolare ai 5 neo consiglieri del Movimento 5 stelle eletti in regione Veneto.

È stato un percorso lungo e impegnativo ma il risultato è stato grandioso!

Complimenti a Jacopo Berti​, Marco Dalla Gassa​, Manuel Brusco​, Erika Baldin​ e Simone Scarabel​.