GALAN: SEDUTA PUBBLICA PER DECADENZA GIA’ FISSATA

ITALY MAGISTRATES STRIKE

La decadenza di Giancarlo Galan ha proseguito nel corso delle settimane grazie al MoVimento 5 Stelle. La seduta pubblica è fissata per il 7 aprile, rispettando tutte le leggi e i regolamenti.

La giunta presieduta dal 5stelle Giuseppe D’Ambrosio è stata la più rapida di sempre a portare avanti un procedimento di decadenza. Il Partito democratico ignora che dal voto finale della giunta servono venti giorni prima di calendarizzare la decadenza. Le regole, come sempre, contano sempre più delle opinioni. Per il M5S le regole vanno rispettate sia quando impongono la decadenza di Galan, sia quando prevedono venti giorni di tempo fra il voto e la decadenza. Il Pd sbraita senza alcuna ragione.

La maggioranza piuttosto rifletta sull’enorme responsabilità politica di aver tenuto presidente della commissione Cultura della Camera proprio Galan nonostante la condanna per troppo tempo.

Inoltre – afferma il capogruppo5stelle Davide Crippa – attendiamo con ansia di sentire Lauricella esprimersi sui casi di incompatibilità sui quali il suo collega Stumpo preferisce non  convocare il comitato per non pronunciare incompatibili membri del suo partito.

Anticorruzione. Nel 2015, i dipendenti degli enti Epr hanno segnalato 18 illeciti

di Franco Mostacci – Il Foglietto

La segnalazione di illeciti avvenuti all’interno della propria amministrazione da parte di un dipendente pubblico, il cosiddetto whistleblowing non riscuote molto successo in Italia e non fanno eccezione in tal senso gli enti pubblici di ricerca.

Secondo quanto si ricava dalla relazione dei responsabili per la prevenzione della corruzione [1], solo 11 enti di ricerca su 20 (il 55%) hanno attivato una procedura per la raccolta di segnalazioni di illeciti da parte dei propri dipendenti e di questi solo Enea e Asi si sono dotati di un sistema informativo dedicato, con garanzia di anonimato.

Da gennaio 2016, anche l’Istat ha attivato un servizio web di segnalazione illeciti, anche se la tutela della riservatezza del segnalante non appare conforme alle linee guida dell’Anac, considerato che l’anonimato è mantenuto “fino a quando il Responsabile per la Prevenzione della Corruzione (RPC) non decide di istruire il caso”.

Le altre amministrazioni si limitano a raccogliere le eventuali segnalazioni in modalità cartacea o per posta elettronica, scoraggiando, di fatto, coloro che volessero denunciare illeciti di cui sono stati testimoni.

Eppure, fin dal 2013 il Piano nazionale anticorruzione richiedeva di prevedere, nell’ambito del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione di ciascuna amministrazione, interventi da realizzare con tempestività.

Ma gli enti se la prendono comoda. A titolo di esempio, nel P.T.P.C. 2015-2017 dell’Inaf si legge che “l’Istituto sta predisponendo una piattaforma informatica dedicata al whistleblowing, che permetterà ai dipendenti di segnalare on line, con garanzia di anonimato, un illecito, un ’illegalità o un’irregolarità lesivi dell’interesse pubblico”. Dalla relazione 2015 si apprende, però, che “la procedura resta in attesa di attuazione previa delibera del CDA”.

Non ci si deve allora meravigliare se le segnalazioni pervenute nel 2015 sono solo 18 e concentrate in 3 enti di ricerca (13 all’Ispra, 3 al Cnr, 2 al Crea). Un risultato che sembra scoraggiante.

Una condizione ostativa alla diffusione del whistleblowing è la presenza ingombrante di direttori generali, direttori amministrativi o del personale nel ruolo di responsabile per la prevenzione della corruzione: se ne contano ben 12 su 20.

E’ vero che le linee guida in materia di tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti, emanate lo scorso 6 maggio dall’Authority Anticorruzione prevedono l’invio direttamente all’Anac di segnalazioni che riguardano il responsabile per la prevenzione della corruzione, ma al tempo stesso appare assai improbabile che, in tali casi, l’azione dell’Anac possa essere efficace senza coinvolgere gli organi amministrativi di vertice, anche nel garantire la riservatezza dell’identità del segnalante.

Senza un deciso cambio di rotta sarà ben difficile che nella pubblica amministrazione possa realmente decollare il contrasto dall’interno alla corruzione.

Qualche segnale incoraggiante viene dall’approvazione in prima lettura alla Camera dei Deputati di una proposta di legge sulla tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un lavoro pubblico o privato (prima firmataria, Francesca Businarolo del Movimento 5 Stelle).

Se la segnalazione è effettuata in ‘buona fede’, il dipendente “non può essere sanzionato,demansionato, licenziato, trasferito o sottoposto ad altra misura organizzativa avente effetti negativi, diretti o indiretti, sulle condizioni di lavoro determinata dalla segnalazione”.

Il rafforzamento delle tutele di chi denuncia condotte illecite o abusi di cui è venuto a conoscenza in funzione del proprio rapporto di lavoro, previsto nella legge che ora prosegue il suo iter al Senato, non riuscirà probabilmente a scardinare il sistema del malaffare che, talvolta, alberga nelle pubbliche amministrazioni, ma costituisce, comunque, un passo in avanti verso l’affermazione di una cultura della legalità.

[1]Rispetto alla ricognizione del 28 gennaio scorso le relazioni presenti sono ora 17 su 20, essendosi aggiunte quelle di Area Science Park, Museo Fermi e Stazione Zoologica, mentre rimangono inadempienti Indire, Invalsi e Iisg.

Implementazione whistleblowing nelle amministrazioni pubbliche e nel privato

No Bavaglio

BUSINAROLO. — Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, al Ministro della giustizia, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

le cronache dei giorni scorsi (vedasi articoli de «Il giornale» e «La Stampa» del 18 febbraio 2016) riportavano la notizia degli esiti di un’indagine condotta dalla squadra mobile di Pavia, conclusasi con tredici arresti, nei confronti di alcuni dipendenti dell’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, ai quali sono stati contestati i reati di peculato e furto aggravato;

gli accertamenti e le verifiche da parte delle forze dell’ordine hanno avuto inizio a seguito di una denuncia, presentata nel 2013 da un ex dipendente della cooperativa per i servizi ausiliari di pulizia del Policlinico San Matteo, il quale si era accorto di alcune anomalie sul posto di lavoro messe in atto da alcuni colleghi, in particolare di continui furti di cibo, soprattutto all’interno dei locali della mensa-cucina;

dai primi riscontri sono stati accertati ben 222 episodi di furto e, in seguito, sono state indagate 48 persone (tra cui anche una guardia giurata che aveva il compito di effettuare il servizio di sorveglianza all’interno del Policlinico), le quali avevano agito indisturbate nelle varie zone adibite al servizio cucina-mensa del Policlinico, prelevando il cibo destinato ad essere distribuito all’interno della struttura sanitaria;

dopo alcuni giorni dalla denuncia al dipendente è arrivata la notizia del licenziamento e la querela da parte dei colleghi;

il caso sopra descritto rappresenta, a giudizio dell’interrogante, un evidente caso di whistleblowing, in cui l’autore di una segnalazione riguardante comportamenti anomali e atti di corruzione in ambito lavorativo, da parte di colleghi o superiori, a causa della denuncia è costretto a subire, il più delle volte, atti persecutori e minacce, dirette sia alla vita lavorativa che personale dello stesso –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e quali iniziative di competenza, anche normative, intendano intraprendere, al fine di favorire l’implementazione del whistleblowing nelle amministrazioni pubbliche e nel settore privato, allo scopo di tutelare gli autori delle segnalazioni e di impedire il verificarsi di comportamenti anomali ed episodi di corruzione nell’ambito lavorativo;

se non si ritenga opportuno assumere ogni iniziativa di competenza, alla luce di quanto sopra descritto, per far chiarezza sulle cause del licenziamento dell’ex dipendente autore della denuncia sulla conformità dello stesso alla normativa vigente.
(5-07858)

Il M5S vuole una legge SERIA sul conflitto di interessi

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E’ arrivata in aula la legge sul conflitto di interessi. Una legge che il nostro Paese aspetta da vent’anni. Un’attesa che ha causato un blocco nella crescita economica e culturale del Paese, e soprattutto ha fatto sì che noi cittadini pagassimo molto più in tasse e ci tornassero indietro meno servizi e peggiori. Perché il conflitto di interessi significa che chi va a coprire una carica importante di governo o nell’ambito pubblico, lo deve fare perché è il più bravo, perché è il migliore, e quando lo fa lo deve fare per il bene dei cittadini. Se va lì invece un amico, un amico di un amico, non lo fa per il bene dei cittadini: lo fa per i propri interessi. E quindi i servizi sono peggiori e costano di più. Ebbene la legge che arriva in aula è una legge scritta e firmata dal Pd. Questa legge è solo un miraggio, fa il solletico al conflitto di interessi e lo capiamo fin dalla prima riga del primo articolo, quando si dice “i titolari di cariche politiche“: questo conflitto di interessi voluto dal PD riguarda solo le cariche politiche. Si tratta di 230 persone, è misero il numero degli interlocutori e dei destinatari di questa legge. Si dica che non è una legge sul conflitto di interessi.

Il M5S è stata la prima forza politica a depositare una proposta di legge che riguardava tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche importanti, quelli che toccano la cosa pubblica, quelli che comandano sulla nostra vita quotidiana e sulla qualità dei servizi che da cittadini riceviamo, non possono essere in conflitto di interessi, ma devono assolvere la loro funzione per il bene di tutti. Facendo così significa che i signori del PD escludono i parlamentari, escludono i consiglieri regionali, sappiamo quanto hanno rubato e quanto continuano a rubare i consiglieri regionali; escludono le grandi autorità indipendenti quale la Consob e la Banca d’Italia, e penso che ci ricordiamo perfettamente cosa non hanno fatto nel caso di Banca Etruria. Poi escludono anche gli alti burocrati di Stato, praticamente escludono quasi tutti. Sta andando in aula una legge che non riguarda il conflitto di interessi ma è un modo per il PD per lavarsi la coscienza, ripresentarsi alle elezioni amministrative che ci saranno tra pochi mesi e dire di aver fatto una legge sul conflitto di interessi. Balle! Il M5S invece è una forza politica seria. Andremo in aula con i nostri emendamenti perché un conflitto di interessi reale, che faccia andare a quegli incarichi importanti i migliori e più meritevoli, ci sia veramente. E diremo no a una legge fasulla scritta e voluta dal PD.

Votiamo subito i diritti per tutti, M5S c’è!

Il Pd non ha i numeri per votare la legge sui diritti delle coppie di fatto e la stepchild adoption, il M5S sì!

Renzi la smetta con la vergognosa propaganda a reti unificate sulla pelle dei cittadini! Il M5S è divenuto il peggiore nemico dei diritti perché il cialtrone fiorentino ha convinto tutti che il problema sono i 5 stelle, non lui che non sa garantire i numeri del suo stesso partito…

Qual’è l’obiettivo? Diffamare i 5 stelle con le menzogne o portare a casa la legge così com’è? Noi ci siamo!

Non abbiamo proposto emendamenti perché per noi andava bene così la proposta Cirinnà, il Pd ne ha proposti centinaia. Abbiamo chiesto di votare mentre Grasso (Pd) diceva che si poteva tranquillamente fare, il Pd ha chiesto il rinvio. Ora chiediamo di votare, chiediamo la stessa identica cosa, un messaggio banale, lineare, semplice, il Pd chiede di fare l’accordo con Ncd…

Ma cosa dobbiamo fare?

Votare la fiducia al governo? No grazie. Eliminare il dibattito parlamentare perché ci conviene? No grazie. Non siamo Renzi, non guardiamo la convenienza politica del momento, non l’opportunità elettorale, siamo disposti a farci insultare gratuitamente ma non scavalchiamo la democrazia per avere diritti. Non avalleremo mai le nefandezze del governo.

Caro Renzi non siamo noi a votare con voi ma è il Pd che si deve decidere a votare con noi questa proposta così com’è. Non nascondere più il tuo fallimento politico e convinci il tuo partito a votare compatto, se ne sei capace.

Interrogazione M5S su carceri di Sala Consilina e Savona

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Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:

il 27 ottobre 2015, con decreto del Ministro della giustizia, è stata disposta la soppressione della casa circondariale di Sala Consilina (Sa), a cui è seguito il trasferimento dei circa venti detenuti ospitati nella struttura presso altri istituti penitenziari;

risulta all’interrogante che, ad oggi, nella struttura carceraria siano ancora operativi circa quaranta agenti di polizia penitenziaria, che svolgono regolarmente le loro mansioni, con turni di sorveglianza di 24 ore, otto ore e due agenti per ogni turno e che percepiscono regolarmente gli stipendi, oltre agli straordinari ed alle festività;

il sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, aveva presentato ricorso al TAR della Campania contro la chiusura della casa circondariale, che è stato però rigettato in nome della cosiddetta «razionalizzazione amministrativa»;

la presenza degli agenti nell’ambito della struttura ormai chiusa, giustificata dalla necessità di una sorveglianza contro i furti e gli atti di vandalismo, stride fortemente con le esigenze reali e urgenti del sistema carcerario italiano, attraversato da una cronica carenza di risorse e di personale;

analoga situazione a quella verificatasi a Sala Consilina si è registrata anche a Savona dove, dopo la chiusura del carcere di «S. Agostino» ed il successivo trasferimento dei quarantotto detenuti in altre strutture, il personale composto da sessanta agenti e due commissari, continua a svolgere regolarmente le proprie mansioni presso l’istituto stesso;

i casi su esposti evidenziano gravi incongruenze e mettono in evidenza l’enorme spreco di risorse, sia a livello economico che a livello di personale, che invece potrebbero essere impiegate in maniera più consona –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di far chiarezza sulla situazione del carcere di Sala Consilina (Sa) e di quello di Savona, anche attraverso un confronto con i rappresentanti sindacali, al fine di prevedere un impiego più equo delle risorse economiche e di quelle umane operanti nell’ambito del settore carcerario italiano. (5-07836)

Commissariamento Rems Nogara: la Regione era stata avvertita

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Businaolo: «Coletto non cada dalle nuvole, ha la responsabilità di questa situazione»

Era davvero inevitabile, nonché previsto, il commissariamento del progetto relativo alla Rems di Nogara. Si parla, ovviamente, di quello definitivo, la cui costruzione dovrebbe iniziare in futuro, visto che, attualmente, i pazienti psichiatrici vengono ospitati in una soluzione provvisoria, in attesa che venga resa disponibile una struttura altrettanto «provvisoria». Davanti a questo provvedimento scontato e annunciato è la reazione dell’assessore alla Sanità Luca Coletto a sembrare «comicamente triste», anche se non ai livelli di Charlie Chaplin.

La Regione, infatti, è direttamente responsabile di quanto è accaduto. Una prima diffida era arrivata già nel 2013, dal servizio tutela salute mentale del Ministero della Salute. «Tre anni fa, il Veneto è stata l’unica regione a non presentare il programma – afferma Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle – questo ha comportato il ritardo nella consegna dei 12,5 milioni messi a disposizione dal ministero della Giustizia. Abbiamo pagato l’incertezza e l’incapacità politica degli amministratori, che non sono riusciti ad approfittare di un finanziamento generoso, visto che, con gli stessi soldi, la Regione Piemonte, ha realizzato una struttura da 60 posti letto, quando invece a Nogaa sono solo 40. L’attuale assessore alla Sanità, che ricopriva lo stesso incarico anche all’epoca non faccia finta di cadere dalle nuvole. Sapeva benissimo e se non lo sapeva è ancora peggio».

Ne pagano le conseguenze anche i cittadini che usufruiscono dei servizi dell’ex ospedale Stellini.

«La situazione è così provvisoria e precaria – afferma Mirco Moreschi, consigliere comunale del M5S – che il secondo piano dell’ala est dello Stellini, già pronto per ospitare la “Comunità Alloggio”. è stato adattato, in fretta e furia, per l’arrivo degli internati degli OPG. Il tempo c’era e il governo aveva già avvertito la Regione Veneto del commissariamento: inutile stupirsene ora».

rems
Ecco l’articolo. Ovviamente l’assessore mente ancora e gioca con le date perché parla del decreto 2012 che metteva una scadenza alla consegna della Rems a marzo 2013…
L’accesso agli atti lo abbiamo fatto, infatti è venuta fuori la diffida del ministero.

Arriva la legge per i segnalatori di illeciti. Tutela nel pubblico e nel privato

Evento San Bonifacio

Bankitalia e la Camera dei Deputati approvano nuove disposizioni per tutelare i dipendenti che denunciano presunti illeciti. Incentivi e premi per chi denuncia, oltre a mettere al sicuro da un eventuale licenziamento

Banca Etruria, CaRiFe, Banca Marche, CaRiChieti. Delle quattro banche italiane fallite, si continua ancora a discutere. Le ombre sulla gestione degli istituti di credito erano state dipanate sui giornali già negli scorsi anni. Ma cosa sarebbe successo se dipendenti e collaboratori avessero potuto segnalare per tempo, magari in forma anonima, dubbi e perplessità sulla gestione degli istituti? Una gola profonda avrebbe potuto salvaguardare i depositi di correntisti e obbligazionisti? È quello che verrebbe da chiedersi prendendo in considerazione due provvedimenti che, di fatto, segnano il riconoscimento ufficiale di gole profonde e whistleblower anche in Italia.

Eppure soffia

Lo scorso 21 gennaio la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sulle “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità, di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. Presentato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo, il provvedimento protegge chi denuncia reati commessi sul posto di lavoro. “Soffiare il fischietto” (traduzione del termine whistleblower) è una pratica già diffusa in diversi Paesi europei. Il disegno di legge cambia però l’approccio culturale alla denuncia dei reati, passando dall’obbligo di legge a un comportamento etico a difesa dell’interesse comune. Sono previsti infatti incentivi e premi per chi denuncia, oltre a mettere al sicuro da un eventuale licenziamento chi inoltra una segnalazione. Secondo il testo della legge passata al vaglio del Senato, la segnalazione di un presunto illecito nella pubblica amministrazione varrebbe un premio in denaro fino al 30% della somma recuperata a seguito della condanna definitiva della Corte dei Conti.

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Privilegi della politica bloccati grazie al M5S Veneto!

casta veneto

Non hai maturato i contributi per la pensione? Non c’è problema, puoi elemosinare fino all’età pensionabile visto che lo Stato non crea politiche di reinserimento nel mondo del lavoro.

Ma se sei un politico è ovviamente diverso! Ti puoi fare tutte le leggi che vuoi e maturare privilegi, creare status particolari e disinteressarti totalmente della realtà che ti circonda. Come dicevano? Ha sempre funzionato così.

Sbagliato! Non funziona più così da quando c’è il M5S!

In Veneto Berti (M5S) blocca le furbesche manovre di Lega e Pd che sanando i loro contributi pensionistici hanno per l’ennesima volta insultato tutti i cittadini italiani.