Inps: M5S, nostra proposta aiuterebbe 6 milioni di pensionati a rischio povertà

I dati pubblicati oggi dall’INPS in relazione alle pensioni non solo ci dicono che 6 pensionati su 10 percepiscono una pensione inferiore a 750 euro al mese, come il M5s denuncia da sempre, ma che oltre 6 milioni di pensionati rischiano di diventare poveri in quanto non beneficiano di alcuna prestazione legata ai requisiti reddituali bassi. Detta situazione potrebbe essere evitata se anche in Italia si introducesse immediatamente la nostra proposta sul reddito di cittadinanza”, lo afferma la Vicepresidente della Commissione lavoro del M5s al Senato, Nunzia Catalfo, prima firmataria della proposta di legge sul reddito di cittadinanza del M5s.

“Il reddito di cittadinanza proposto dal M5S – aggiunge Catalfo – aumenta le pensioni minime a 780 euro. Ciò permetterebbe di vivere una vita dignitosa ai troppi pensionati che dopo aver lavorato per un’intera vita, percepiscono una pensione misera che oscilla tra i 400 ed i 750 euro al mese e con la quale non possono garantire la propria sussistenza”.

“Questo governo continua ad ignorare i pensionati. Una categoria sempre più abbandonata e che si vedrà ulteriormente danneggiata dal decreto contro la povertà presentato dal governo. Detto decreto, infatti, come abbiamo più volte denunciato, oltre a prevedere la riduzione delle pensioni di reversibilità, prevede anche la razionalizzazione degli assegni sociali esistenti, ciò che farà indubbiamente aumentare il numero di pensionati che oggi sono già a rischio di povertà. L’unica via per salvaguardare anche i pensionati è il reddito di cittadinanza”, conclude la senatrice.

Banca Etruria: la mangiatoia di Arezzo #SfiduciamoLaBoschi

Questo articolo di Elio Lannuti, è stato originariamente pubblicato sul blog il 22 febbraio. Rileggerlo oggi è illuminante.

La riforma delle banche popolari in tutta fretta

“Dopo la contestata ed affrettata riforma delle banche popolari di Matteo Renzi, resa più presentabile dalla portabilità dei conti correnti ed i sospetti di speculazione sui titoli (sui quali indaga la Procura di Roma) prima dell’ approvazione del decreto del governo,che le ha trasformate in società per azioni, come un fulmine a ciel sereno, la Banca d’Italia ha disposto il commissariamento di Banca Etruria, i cui titoli quotati, (analogamente a quelli delle altre banche interessate, erano aumentati di un + 62% in pochi giorni), per gravi problemi patrimoniali. In un laconico comunicato, Bankitalia ha fatto sapere che sotto la sua supervisione,la procedura di amministrazione straordinaria, avrà il compito di “condurre l’attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione,e di individuare le iniziative necessarie per il superamento della crisi aziendale”, affidando a Riccardo Sora ed Antonio Pironti l’incarico di commissari straordinari, mentre Paola Leone, Silvio Martuccelli e Gaetano Maria Giovanni Presti sono componenti del Comitato di sorveglianza, tutti insediati da mercoledì 12 febbraio 2015.
Che Banca Etruria avesse erogato amicali crediti allegri, fidi incauti e linee di credito personali fino 20 milioni (!!??) a cui avrebbero avuto diritto i membri dei cda fino al 2012, era stata denunciato da Rossano Soldini, membro del cda di Banca Etruria che si dimise ad ottobre 2009 pochi giorni prima dell’ assemblea che defenestrò l’ex padre padrone Elio Faralli a vantaggio di Giuseppe Fornasari. Soldini ha raccontato in una intervista, di aver motivato la sua decisione direttamente a palazzo Koch, spiegando a Bankitalia che c’ erano consiglieri di amministrazione, sia di Arezzo che fuori, con linee di credito aperte fino a 250 milioni, cosa per lui inammissibile. Tanti di questi soldi, gli risulta, non sarebbero tornati mai più indietro. Soldini, tra l’ altro, acquistò all’ epoca spazi pubblicitari per motivare ai soci la sua clamorosa uscita. Cosa ha fatto la Banca d’Italia per accertare con atti ispettivi, quella gestione spericolata del credito e del risparmio, che porto’ la procura di Arezzo, guidata da Roberto Rossi, ad avviare solo nel 2013 una inchiesta, dopo una tardiva ispezione, che vede indagati per falso in bilancio l’ allora direttore della banca Giuseppe Fornasari, l’ ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri?

Banca Etruria commissariata

Solo dopo le due ispezioni di Bankitalia, nel 2012 e nel 2014, la popolare dell’ Etruria e del Lazio è stata multata di 2,54 milioni di euro per “violazioni delle disposizioni sulla governance, carenze nell’ organizzazione e nei controlli interni, nella gestione e nel controllo del credito, violazioni in materia di trasparenza“. La sanzione riguarda 18 tra componenti ed ex componenti del Cda e del collegio sindacale e, tra loro, Pier Luigi Boschi, padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. I problemi patrimoniali e gli incauti affidamenti, che hanno portato il sistema bancario ad accumulare 181 miliardi di euro di sofferenze, che il governo vuole trasformare in Bad Bank con generose garanzie statali per poter cartolarizzare i titoli da immettere sui mercati,non riguarda solo Banca Etruria, l’unica quotata tra le sedici banche attualmente commissariate.

Le banche alla canna del gas

Il Monte dei Paschi di Siena, che non riesce a ripagare i 4 miliardi di euro di bond statali erogati 3 anni fa dal Governo per evitare il crack, ha avuto una perdita nel 2014 di 5,34 miliardi di euro; il Banco Popolare di 1,94 miliardi dopo rettifiche per 3,6 miliardi; Veneto Banca ha registrato una perdita netta per 650 milioni di euro; la Banca Popolare di Vicenza di Zonin, che aveva superato in extremis gli stress test BCE con operazioni a danno degli obbligazionisti,ha chiuso con perdite di 497 milioni, rispetto ai 31 milioni del 2013; Ubi Banca ha subito la seconda ondata di perquisizioni della Guardia di Finanza, nell’indagine della Procura di Bergamo, che vede indagati Giovanni Bazoli, Enrico Zanetti ed altri manager. Dov’erano gli ispettori di Bankitalia? Oppure c’è il sospetto di commissariamenti ad orologeria, come politica creditizia per piazzare i soliti fiduciari di Bankitalia ? I mancati commissariamenti di Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige, solo per citare due delle banche sotto processo penale, con forti problemi patrimoniali, confermano decisioni arbitrarie che per la prima volta e’ stata censurata dal Consiglio di Stato.
La Banca d’Italia, se vuole riconquistare la credibilità al lumicino,deve cambiare registro, sia pubblicando una lista trasparente di tecnici e professionisti, che non si chiamino i soliti Inzitari, Sora, Leproux, ecc., dove attingere i commissari, che con una vigilanza più seria certamente carente, che possa prevenire commissariamenti e dissesti bancari addossati ai soliti correntisti con i più alti costi dei conti correnti pari a 321 euro,contro 114 della media europea“.
Elio Lannutti, presidente di Adusbef

Galan condannato ma si tiene gli stipendi. Decisione indegna di una democrazia

La presidente della Camera si oppone alla richiesta del Movimento 5 Stelle

Niente da fare, Giancarlo Galan, ex presidente della Regione Veneto e già presidente della commissione Cultura si terrà gli stipendi «guadagnati» come parlamentare, incluse le indennità successive al voto della Giunta  per le autorizzazioni a procedere, di cui si attende ratifica da parte dall’aula. Lo dichiara, clamorosamente, la presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. All’onorevole Boldrini, due settimane fa, avevano scritto alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle, che le chiedevano un impegno diretto affinché venissero resi gli stipendi percepiti. Non è andata così. Nemmeno una sentenza in via definitiva per corruzione riesce a «costringere» le nostre istituzioni a pretendere la restituzione di quelli che sono soldi pubblici. Nella lettera in risposta a Fabiana Dadone, Davide Crippa e Giulia Sarti, la presidente della Camera risponde, dimostrando un assoluto immobilismo politico, che non si può cambiare quanto deliberato dall’Assemblea, nonostante quest’ultima debba ancora ratificare le decisioni della giunta.

In una repubblica democratica, una persona che si è macchiata di questi crimini dovrebbe pagare per le proprie colpe e non guadagnarci. La Presidente della Camera è complice di questo sistema clientelare e contorto dove chi paga tutto viene tartassato e chi corrompe e delinque, in qualche modo, riesce comunque a farla franca.

“La presidente Boldrini ci ha risposto picche – è il commento di Fabiana Dadone, tra gli autori della lettera – da parte sua solo acqua calda e ipocrisia, per non dire malafede e totale inadeguatezza al ruolo istituzionale. Altro che rottamazione, questa è la solita casta ipocrita e distante anni luce dalla realtà dei cittadini.”

Salviamo il Made in Italy dall’invasione cinese!

Grazie al M5S il Governo oggi ha finalmente espresso la sua posizione riguardo all’ingresso della Cina nell’economia di mercato. Rispondendo alla nostrainterrogazione in Commissione Attività Produttive alla Camera, l’Esecutivo, rappresentato dal Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha dichiarato, nero su bianco, che ‘si è attivato nelle opportune sedi istituzionali e continuerà ad attivarsi affinché l’Ue mantenga pienamente efficace la propria capacità di difendersi dalla concorrenza sleale di Paesi Terzi, opponendosi ad ogni iniziativa volta a indebolire la normativa anti dumping comunitaria’.

Una prima traccia scritta ma tutta da verificare, soprattutto visto che attualmente l’agroalimentare Made in Italy subisce già la ‘concorrenza sleale di Paesi Terzi’ nella totale inettitudine del Governo. Come dimostrato di recente dalla mancata opposizione nelle sedi Ue all’import senza dazi olio d’oliva tunisino (ulteriori 35mila tonnellate, in aggiunta alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione Ue-Tunisia) e sulla stessa scia di quanto innescato dall’accordo Ue-Marocco che sta devastando la filiera orto frutticola delle regioni del Sud Italia (dagli agrumi al pomodoro).

Per questo, dopo la risposta di oggi, non possiamo comunque fidarci di questo Esecutivo e monitoreremo per verificare che s’impegni davvero nella tutela delle filiere produttive dell’agricoltura italiana e della sicurezza alimentare del Belpaese dall’invasione del gigante asiatico, il cui ingresso nell’economia di mercato – è bene ricordarlo – secondo uno studio dell’AEGIS Europe, un’alleanza industriale europea, provocherebbe la perdita di 400mila posti di lavoro in Italiae 3 milioni di in tutta Europa.

Un rischio che da tempo denunciamo e che proviamo a scongiurare con unamozione volta ad impegnare il Governo in tal senso. Anche perché la ‘colonizzazione’ dell’agricoltura, e in più in generale dell’economia italiana, è già in atto. Basta ricordare il colosso ChemChi (China National Chemical Corporation) che in Italia ha già acquistato una buona quota di Poste italiane, il 100% della Pirelli e altre 345 aziende di varia natura, oltre che Syngenta, la più importante azienda europea produttrice di sementi e pesticidi, che opera anche in Italia e che risponderà alla nuova gestione e, probabilmente, alle esigenze dell’alimentazione cinese ben diversa da quella tricolore…

Leggi QUI la risposta integrale del Governo sul riconoscimento della Cina come economia di mercato.

Conservatorio Pollini, gli interventi spot non bastano, serve un piano per l’istruzione musicale

Dopo la segnalazione, fondi quintuplicati all’ente padovano.

businarolo

Si faccia la riforma attesa da anni.

La situazione del Conservatorio Pollini di Padova è tragica, come sanno bene gli studenti e gli insegnanti, ed è figlia del mancato riordino dell’istruzione superiore artistica e musicale. A fare presente lo stato dell’ente padovano, lo scorso giugno, era stata la deputata del Movimento 5 Stelle, Francesca Businarolo, con un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Negli scorsi giorni è arrivata la risposta: un elenco generico di interventi «ad hoc», con una sola nota veramente positiva per il Pollini, ovvero l’aumento del fondo di funzionamento da 10.280 euro nel 2014 a 63.953 nel 2015, stabilito con un apposito decreto a novembre.

Com’è possibile che un fondo ordinario venga quintuplicato in un solo anno?  E cosa garantisce che nel 2016 non venga ridotto nuovamente? Evidentemente, se è stato messo in atto questo intervento, un problema c’era, come avevamo opportunamente segnalato. Ancora una volta, in ogni caso, viene elusa la questione principale: la riforma della formazione accademica e musicale, che aspetta da oltre sedici anni. C’è bisogno di maggior attenzione, da parte di questo governo, che vada finalmente a colmare quest’assurdo ritardo normativo e burocratico, con un nuovo sistema di reclutamento, l’ordinamento di tutti i corsi di studio, la statalizzazione degli istituti musicali, l’incremento delle risorse. L’intero sistema dell’alta formazione musicale costa allo Stato circa dieci milioni di euro per il funzionamento, come una piccola università. È questo il valore che diamo alla cultura che ci ha resi famosi in tutto il mondo?

Come per il Conservatorio Pollini di Padova, gli altri conservatori italiani e gli Istituti facenti parte dell’Afam (Alta formazione artistica, musicale e coreutica) hanno subito, negli anni, moltissimi tagli alle risorse, che li ha costretti ad un deplorevole stato di mera sopravvivenza.

Chiediamo che il governo adotti misure immediate e concrete per l’avvio definitivo a questa riforma, affinché sia dato il giusto riconoscimento al valore sociale e culturale dell’Alta formazione artistica e musicale e perché queste eccellenze italiane continuino a salvaguardare e a diffondere il nostro patrimonio.

“L’auspicio – aggiunge Francesca Betto, consigliere comunale del M5S a Padova – è che venga invertita la tendenza che ha visto, negli ultimi anni significativi tagli alla cultura, anche a livello regionale, con molte fondazioni, tra le quali l’orchestra di Padova e del Veneto che rischiano di scomparire”.

QUI L’INTERROGAZIONE E LA RISPOSTA DEL MINISTRO

Disabilità e lavoro: nessuno deve rimanere indietro

Non c’è lavoro senza dignità. E non c’è dignità quando i diritti vengono calpestati. Questo vale per tutti e vale ancora di più per le persone che vivono una disabilità. E’ pensando a loro che il M5S ha presentato in Senato una proposta di legge, a prima firma Paola Taverna, che punta a modificare la norma del ’99 sul cosiddetto ‘collocamento mirato’ e a facilitare l’ingresso dei disabili nel mondo del lavoro e a migliorarne le condizioni.

La proposta, nata dalla collaborazione con l’Associazione L’Arte nel Cuore, prevede che le aziende che assumono un disabile possano scegliere di stipulare una convenzione con una Onlus dando la possibilità al neo assunto di lavorare in un’associazione che sappia valorizzarne capacità e inclinazioni. In questo mododiciamo stop ai tanti, troppi casi di persone con disabilità che spesso finiscono parcheggiate in un ufficio senza una vera mansione, allo stesso tempo l’azienda può adempiere agli obblighi di legge ed evitare sanzioni e si aiutano le associazioni a reperire risorse umane.

E lo facciamo senza creare nuove fondazioni, che spesso diventano mangiatoie di soldi pubblici, e con una proposta a costo zero.

Questa è l’idea di welfare e lavoro che il M5S vuole portare avanti, un’idea molto diversa da quella di un governo che continua a sparare balle e numeri a caso per far credere che con il suo Jobs Act siano aumentati i posti di lavoro e che ha tentato di colpire i disabili, considerando pensioni di invalidità e d’accompagnamento come redditi.

E tutto questo in una realtà in cui gli ultimi dati disponibili (relativi al biennio 2012-2013) ci dicono che l’84% dei disabili in età lavorativa non ha un impiego e i disoccupati iscritti nelle liste di collocamento obbligatorio sono 750mila.

Nel M5S nessuno deve rimanere indietro.

UE e governo all’attacco dei mercatini, M5S dice NO

Questo governo non trascura proprio nessuno: il suo attacco distruttivo è arrivato anche ai commercianti ambulanti dei mercatini.

Come forse ricorderete, lo scorso ottobre avevamo denunciato come l’Italia, unica in Europa insieme alla Spagna, avesse deciso di recepire la direttiva Bolkestein anche per il commercio ambulante: gli ambulanti italiani si ritroveranno tutti senza licenza. Le licenze saranno rimesse a gara nel 2017, e potranno partecipare anche le multinazionali e le grandi imprese straniere. Il risultato sarà che i mercatini rionali e festivi saranno invasi dai soliti marchi da centro commerciale, mentre le migliaia di famiglie che oggi svolgono commercio ambulante con tutte le licenze a posto finiranno letteralmente in mezzo alla strada.

Il M5S combatte da tempo contro la Bolkestein (che coinvolge anche la cessione delle spiagge), ed ha presentato una proposta di legge ad hoc. La nostra legge difende proprio le aziende individuali, a gestione familiare, e comunque le società di persone dall’accesso del grande capitale. Le Regioni possono predisporre piani di riqualificazione urbana e la Conferenza unificata individua i criteri per il rilascio e il rinnovo automatico della concessione dei posteggi, ma sempre dicendo no in modo deciso alla Bolkenstein e riservando il commercio ambulante alle nostre Pmi.

L’emersione della condotta sublacuale dal Lago di Garda non può che destare preoccupazione

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Pur apprezzando il tempestivo intervento dei gestori per la messa in sicurezza, i portavoce M5S in Parlamento, in regione Lombardia e Veneto e nei comuni delle province di Brescia e Verona, sollevano dubbi sulla causalità dell’accaduto.

Fa specie che dopo anni dall’installazione della conduttura, si verifichi ora un problema così banale e allo stesso tempo preoccupante; ora che siamo in pieno dibattito sulle diverse soluzioni possibili per la gestione fognaria locale.

Devono emergere le vere responsabilità dell’accaduto, verificando il possibile coinvolgimento in un eventuale “procurato allarme”, delle stesse persone che stanno strumentalizzando l’accaduto.

Il M5S condanna ogni tentativo di strumentalizzazione dell’evento volto alla promozione di soluzioni emergenziali ed eccessivamente onerose per le casse pubbliche.

Invitiamo i gestori ad una più accurata manutenzione delle reti e chiediamo alle amministrazioni pubbliche di vigilare ed intervenire tempestivamente in caso di inadempienze degli stessi.

La proposta che prevede la posa di nuove condotte sulla Gardesana e la realizzazione di un tratto di collettamento a Visano non è sostenibile; produrrà il solito sperpero di denaro pubblico oltre ad un inutile prolungamento dei tempi.

Castelvecchio, ladri presi, le opere ancora no

museo

I ladri sono stati presi, le opere ancora no. Fa piacere la notizia degli arresti degli autori della rapina di Castelvecchio, ma prima di esultare aspettiamo il ritorno dei quadri.

Con una speranza: che, una volta riavutoli indietro, i veronesi, a partire dagli amministratori, sappiano valorizzare un patrimonio che è stato scoperto dal grande pubblico, solo dopo essere stato sottratto.

opere

L’#AcquaNonSiVende‬ traditi 27 milioni di italiani

L’‪#‎AcquaNonSiVende‬ in diretta dalla commissione ambiente della Camera.
Come il Pd tradisce il voto di 27 milioni di italiani!

L'#AcquaNonSiVende in diretta dalla commissione ambiente della Camera.Come il Pd tradisce il voto di 27 milioni di italiani!

Pubblicato da Massimo De Rosa su Martedì 15 marzo 2016