Se crolla Deutsche Bank sarà impossibile salvare le banche italiane

La nuova linea di politica estera di Obama, il braccio di ferro fra Washington e Berlino sui casi Volkswagen, Apple e Deutsche Bank, la fragilità delle banche italiane. In questa intervista il giornalista e scrittore Marcello Foa analizza gli ultimi scenari di politica internazionale e mette in guardia: “se crolla Deutsche Bank per l’Italia sarà molto peggio rispetto alla caduta di Lehman Brothers”.

VIDEO. Ascolta e condividi l’analisi di Marcello Foa.

L’INCONTRO OBAMA RENZI HA CAMBIATO LA POLITICA ESTERA ITALIANA?
Certamente sì. Se analizziamo il comportamento di Renzi negli ultimi tempi vediamo che da un lato cercava di ritagliarsi uno spazio politico in Europa, dall’altro tendeva la mano alla Russia. Ecco spiegata la sua partecipazione al vertice di San Pietroburgo con Putin. Renzi veniva, però, essenzialmente snobbato dai partner europei. Ha un significato politico molto profondo il fatto che oggi Obama lo abbia ufficialmente investito di un ruolo più importante di quello che era lecito aspettarsi fino a qualche mese fa. Renzi diventa il primo alleato americano in Europa. E questo avviene anche per una ragione logica. In passato questa posizione era occupata dalla Gran Bretagna, ma uscendo dall’UE questo alleato americano non parteciperà più ai vertici europei. Un altro Paese di riferimento era la Germania, ma adesso c’è un forte attrito perché ha bloccato il TTIP e su scelte di politica estera mostra un tentativo di autonomia e indipendenza che Washington non gradisce. La Francia è in campagna elettorale e Hollande dovrà giocarsela con Marine Le Pen e un altro candidato della destra, ma comunque in una situazione molto fragile. In Spagna la situazione politica è bloccata. Quindi chi resta? L’Italia che improvvisamente viene rivalutata. Tutto questo ha delle implicazioni molto forti perché, se l’Italia vuole adempiere a questo nuovo ruolo, starà molto attenta, anzi sarà molto zelante, a rispettare le direttive e gli interessi americani.

COSA SI NASCONDE DIETRO I CONTINUI ATTRITI FRA EUROPA E STATI UNITI?
Ci sono due letture. La prima è quella di chi pensa siano normali attriti di business fra grandi aziende e grandi Paesi. La seconda è quella complottista di che dice: è tutto coordinato, è un gioco di finzioni e ripicche. Il caso Apple è emblematico. Non si è mai visto un governo che protesta in modo così veemente contro l’Unione europea, rea di aver preteso il pagamento di una tassa meno scontata di quella che paga in Irlanda. Il che è paradossale perché anche gli Stati Uniti dovrebbero avere tutti gli interessi nel far pagare le tasse alla Apple. Se il governo americano prende le difese della Apple significa che i rapporti fra il grande business americano e il potere politico sono molto più stretti di quello che noi siamo abituati a pensare. Questo è il punto: i confini tra quello che è lo Stato e quelli che sono i grandi interessi delle multinazionali a Washington è caduto e il governo americano fa prioritariamente gli interessi di queste grandi aziende. Altro braccio di ferro importante è quello sulla Deutsche Bank che, se crolla, è molto peggio della Lehman Brothers.

COSA SUCCEDE ALLE BANCHE ITALIANE SE CADE DEUTSCHE BANK?
Uno tsunami. Si interrompono i pagamenti tra le banche e si ripete l’incubo del 2008. Le banche italiane, a parte Banca Intesa, sono tutte malmesse e questo significa che le difficoltà si acuiranno. Se crolla Deutsche Bank le regole che l’Europa ha approvato dovranno essere applicate e probabilmente non basteranno. Ricadremo nei casi, come quello too big to fail. È uno scenario da incubo perché le concatenazioni sono a valanga e tengono ad ampliarsi molto.

Il World Tour #Iodicono del Movimento 5 Stelle

iodcitu

Il World Tour #Iodicono del Movimento 5 Stelle è iniziato il 12 ottobre con la prima tappa francese a Strasburgo e a seguire Zurigo e Stoccarda.
A partire da oggi, per le prossime settimane i portavoce del Movimento 5 Stelle incontreranno le comunità italiane sparse per il mondo per raccontare loro in cosa consiste davvero la riforma costituzionale.

Parteciperanno al Tour molti portavoce
: Manlio Di Stefano, Piernicola Pedicini, Ignazio Corrao, Mirella Liuzzi, Lello Ciampolillo, Roberto Cotti, Danilo Toninelli, Matteo Dall’Osso, Luca Frusone, Daniele Del Grosso, Ornella Bertorotta, Nunzia Catalfo, Marco Valli, Michele Dell’Orco, Giuseppe Brescia, Vito Petrocelli, Paola Carinelli, Isabella Adinolfi, Laura Agea, Daniela Aiuto, Gianluca Vacca, Simone Valente, Maria Edera Spadoni, Rosa D’amato, Elena Fattori, Angelo Tofalo, Nicola Bianchi, Luigi Di Maio.

Elenco delle prime tappe confermate:

28 ottobre Monaco di Baviera
4 novembre Tallin
8 novembre Londra
10 novembre Madrid
12 novembre Londra
14 novembre Lisbona
15 novembre Mosca
15 novembre Bruxelles
16 novembre Parigi
18 novembre Losanna
18 novembre Grenoble
19 novembre Lugano
20 novembre Dublino

ps: altre città sono ancora in attesa di conferma

#FolliaPd per gli anziani: svendetevi la casa per avere la pensione

Proposta del Pd ai pensionati: “Esiste uno strumento, che magari conosciamo poco, fatto apposta per gli anziani proprietari di casa che percepiscono pensioni basse che si chiama prestito vitalizio ipotecario. Gli anziani proprietari di casa con un’ipoteca sulla propria casa, rimanendo proprietari e stando dentro la propria casa, possono ricevere una somma da un istituto bancario che gli da una mano a vivere un po’ meglio, ma rimangono a casa e rimangono proprietari della loro casa. E’ un aiuto per gli anziani. Dopo di che, troveremo tutti i complotti “siamo amici delle banche, vogliamo favorire le banche” lo diranno. Ma questo è un aiuto per tutti quegli anziani che prendono pensioni basse, sono proprietari di case e hanno bisogno di un po’ di liquidità per vivere meglio.
Lo ha detto in Tv la parlamentare piddina Morani. E’ vergognoso che il prestito vitalizio ipotecariovenga spacciato in tv dal Pd come una formula magica per la quale la banca ti dà soldi, tu rimani in casa e resti proprietario. Che si è fumata? Queste balle potrebbero convincere degli anziani in difficoltà a compiere una scelta sulla base di informazioni inaccurate. Il prestito vitalizio ipotecarioche mediamente ha tassi di interesse appena al di sotto di quello di usura funziona così:
1) Hai più di 60 anni e ti ipotechi la casa per avere dei soldi subito
2) Ti danno un prestito compreso tra il 15% e il 50% del valore della casa
3) Muori
4) I tuoi eredi devono restituire il totale dei soldi prestati in un’unica soluzione normalmente entro un anno dalla tua scomparsa. Gli eredi hanno due possibilità: se vogliono conservare la casa, possono rimborsare tutto, oppure la casa potrà essere venduta e quanto dovuto sarà rimborsato alla banca con il ricavato. Se non avrai eredi, o questi non procedessero al rimborso, il finanziamento viene estinto con la vendita dell’immobile
5) Qualora dopo un anno dalla tua morte il finanziamento non venisse rimborsato, la banca può vendere l’immobile al valore di mercato, valore che si decurta del 15% all’anno
Non è proprio come lo racconta Morani. E’ un po’ come stringere attorno al tuo collo e a quello dei tuoi familiari un cappio da cui potranno liberarsi solo (s)vendendo la casa o regalandola alla banca. Una follia. Anche perchè se i tuoi figli avessero le disponibilità per pagare il prestito che ti ha dato la banca non farebbero prima a darti direttamente i soldi durante la pensione? Le famiglie poi oggi hanno il problema inverso: con la pensione da fame i nonni devono campare pure figli e nipoti.
La soluzione del Pd non è aumentare le pensioni, ma un consiglio da squilibrati: “regalate la casa alle banche“.
La prima cosa da fare è innalzare le pensioni minime e con il nostro Reddito di Cittadinanza la pensione minima sarà di 780 euro, la seconda cosa è abolire le pensioni d’oro. La terza è impedire che il Pd continui a proporre assurdità ai pensionati.

Ps: La Morani ha detto che il MoVimento 5 Stelle si è astenuto alla votazione sul prestito vitalizio ipotecario. Non è vero, continua a mentire. Ecco la prova:

#SiateGenerosi e oggi sarà il Pace e Bene Day

Oggi arriva finalmente in Aula la legge del MoVimento 5 Stelle per dimezzare gli stipendi a tutti i parlamentari italiani. Stabilisce per tutti quanto i nostri portavoce fanno già da anni devolvendo la parte tagliata dello stipendio nel fondo per il microcredito che ha fatto nascere più di 2.000 aziende e creato oltre 6.000 posti di lavoro.
Nessun parlamentare morirà di fame o stenti. Avranno tutti uno stipendio adeguato al loro lavoro e non un compenso d’oro alla faccia di chi non arriva a fine mese. Il risparmio previsto è 61 milioni dagli stipendi e 26 milioni dalle spese telefoniche e di viaggio. In totale 87 milioni di euro più il valore incommensurabile di un gesto per riavvicinare la classe politica ai cittadini, i veri datori di lavoro di tutti i deputati e senatori.

Oggi non ci sono più scuse. Hanno fatto una riforma costituzionale per risparmiare 58 milioni di euro, possono approvare la legge 5 Stelle per risparmiarne 87 subito e salvare la faccia. Chi voterà contro questa legge lo farà per egoismo, per tenersi i suoi privilegi, per tenersi i suoi soldi. Nulla vi è dovuto e il vostro non è uno stipendio, ma un privilegio inaccettabile: avete gli stipendi parlamentari più alti di tutta Europa nel Paese europeo che più di tutti soffre la crisi e la disoccupazione e nell’unico insieme alla Grecia in cui non esiste un Reddito di Cittadinanza. Renzi poteva dire ai suoi di votare questa legge, ma non l’ha fatto perchè pensa che sarebbe una vittoria del MoVimento 5 Stelle che potrebbe danneggiare la sua campagna referendaria. Un ragionamento egoista. Questa misura serve per gli italiani, non per noi: noi lo stipendio ce lo tagliamo già e non dobbiamo dimostrare niente a nessuno. Renzi è stato sordo al nostro appello, per questo mi rivolgo direttamente ai parlamentari del Pd e di tutti i partiti: lasciatevi andare a uno slancio di generosità e votate la legge del MoVimento 5 Stelle per dimezzare il vostro stipendio. In cambio riceverete gli abbracci dei cittadini e il mio personale.
Oggi può essere il Pace e bene Day, un V Day all’incontrario. Fate quel che è giusto: #SiateGenerosi. I cittadini vi guardano: non deludeteci.

Dibattito dedicato al Whistleblowing a Roma

Ieri, presso la residenza dell’ambasciatore americano a Roma, ho partecipato a un’intera giornata di dibattito dedicato al Whistleblowing.

Su questo argomento gli americani hanno molte cose da dire e il confronto con la legislazione fa impallidire. Là la legge funziona: i Whistleblower sono tutelati e premiati. Lo stato americano grazie alla tutela dei segnalatori di illeciti in 30 anni ha recuperato quasi 60 miliardi di dollari dalle frodi pubbliche e private.

Grazie alla campagna #vocidigiustizia promossa da Transparency International e da Riparte il futuro, sembra che il senato, nello specifico la senatrice Anna Finocchiaro, presidente della commissione Affari Costituzionali, si stia muovendo. Ma si deve fare in fretta: l’Italia ha bisogno da troppo tempo di una vera tutela per le #vocidigiustizia!

L’anticipo pensionistico è il derivato più tossico della storia

La pensione anticipata attraverso il prestito implica che il cittadino venga messo nelle condizioni di scommettere sulla propria morte: il derivato più tossico che sia mai stato inventato. L’anticipo pensionistico permette ai lavoratori ai quali mancano almeno 3 anni per raggiungere il requisito di vecchiaia, di andare in pensione in anticipo grazie a un prestito bancario da rimborsare in 20 anni. Chi deciderà di andare in pensione con tre anni di anticipo rispetto all’età di vecchiaia potrebbe avere un taglio netto dell’assegno fino a circa il 20% secondo i calcoli della Uil. Se hai una pensione di 1.000 euro dovrai pagare una rata di 199 euro al mese per 13 mensilità per 20 anni (il prestito sarebbe di 39.000 euro). Con una pensione di 2.500 euro netti la rata sarebbe di 499,10 euro al mese, in pratica il 20% dell’assegno originario (il prestito ammonterebbe a 97.500 euro) e metà della rata che pagherai andrà alle banche e alle assicurazioni. Quasi abbiamo paura a chiederci se il prestito è assicurato oppure no: nel primo caso si tratta di un’orgia assicurativa sostenuta con i soldi pubblici, nel secondo caso del fenomeno più divisivo dopo la legge sul divorzio degli anni ’70! Anni in cui dividersi e dividere le cose non aveva lo stesso significato che ha oggi.
Non a caso il 71% degli italiani non si fida della misura del governo. I pensionati saranno avanti con l’età e con pochi soldi in tasca ma non sono rincoglioniti: l’APE è una presa in giro e non risolve il problema di chi vuole riposarsi dopo una vita di lavoro e di contributi pagati. La prima cosa da fare è innalzare le pensioni minime e con il nostro Reddito di Cittadinanza la pensione minima sarà di 780 euro, la seconda cosa è abolire le pensioni d’oro. Restituiamo dignità ai cittadini e aboliamo i privilegi.

Questa riforma porterà alla dittatura dei governi Ed è anche illegittima

Da L’Arena

È una riforma costituzionale legittima? «No, perché prodotta da un Parlamento eletto con una legge elettorale (Porcellum) dichiarata incostituzionale». Produce semplificazione? «No. Moltiplica fino a dieci i procedimenti legislativi e incrementa la confusione». Supera il bicameralismo? «No. Lo rende più confuso e crea conflitti di competenza tra Stato e Regioni, tra Camera e nuovo Senato». Con queste e altri motivazioni, «Dieci ragioni per il No», il Movimento 5 Stelle affonda la riforma costituzionale su cui si andrà alle urne nel referendum del 4 dicembre. I «pentastellati» Francesca Businarolo e Mattia Fantinati, deputati, i consiglieri comunali di Verona Riccardo Saurini, di Bovolone Lorena Montagnoli, di Isola della Scala Alessandro Chesini e di Pescantina Samuele Braghetta, illustrano la loro posizione. «È una riforma su 47 dei 139 articoli della Costituzione, quindi tantissimi», dice la Businarolo, «ed è stata approvata a colpi di fiducia e di “canguri”. Castra i deputati, vincolandoli al leader di turno al Governo, non elimina il Senato, non toglie la diaria. In questa legislatura sono state promulgate 232 leggi, ma la maggior parte convertite in decreti legge. Si arriverebbe a una dittatura del Governo». Secondo il 5 Stelle la riforma non garantisce l’equilibrio fra i poteri, «perché mette gli organi di garanzia, come presidente della Repubblica e Corte costituzionale, in mano alla falsa maggioranza prodotta dal premio previsto dall’Italicum», e inoltre «non diminuisce i costi della politica, perché quelli del Senato sono ridotti solo di un quinto e per ottenere l’obiettivo sarebbe stato meglio dimezzare i deputati».

E ancora, per il M5S, la riforma «non amplia la partecipazione diretta dei cittadini, perché triplica da 50mila e 150mila le firme per i disegni di legge di iniziativa popolare». Fantinati contesta poi il Senato fatto di consiglieri regionali e sindaci e il fatto che «a questi sarà anche data l’immunità parlamentare. Quindi avremo consiglieri regionali/senatori con immunità e altri senza. In ogni caso, l’immunità parlamentare andrebbe tolta, come andrebbe impedito, in Parlamento, il cambio di casacca degli eletti, che magari poi formano gruppi con altri parlamentari che non rappresentano chi li ha eletti». Anche Lorena Montagnoli contesta sottolinea il tema dell’immunità, oltre «all’impossibilità per sindaci e consiglieri regionali di svolgere anche il ruolo di senatori». Chesini annuncia l’iniziativa del 27 ottobre a Isola della Scala, con il giornalista e blogger Piero Ricca e Manuel Brusco, consigliere regionale del M5S, mentre Braghetta quella di Pescantina, del 28 ottobre, con Gianfranco Pasquino, professore di Scienze politiche. Saurini: «Questa riforma è fatta per il No».E.G.

Serit: l’Anac chiede spiegazioni

La lettera dopo la segnalazione di Francesca Businarolo: «Progetto tutto da chiarire»
Caso Serit, ora l’Anac, l’autorità anti corruzione, chiede chiarezza alla controllata di Amia. L’avviso è stato inviato ieri sera e riguarda l’edificazione del centro di stoccaggio e trattamento rifiuti di Rivoli Veronese. In particolare, l’Anac chiede alla ditta di smaltimento rifiuti di fare luce sulle modalità e i costi di acquisizione dei terreni di imposta del sito; l’iter procedurale seguito per l’autorizzazione della costruzione del centro di stoccaggio e le eventuali procedure per l’affidamento dei lavori.
 
Si tratta di un obbligo per la ditta che, se inosservante, andrà incontro a delle sanzioni. 
 
La segnalazione all’Anac è arrivata dalla deputata del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo, che ha firmato, assieme ad Alberto Zolezzi un’interrogazione rivolta al ministero dell’Ambiente. Vi si chiede di verificare se non ci siano anomalia nell’aumento di valore del terreno per il nuovo stabile, triplicato dopo un passaggio in leasing, e all’assegnazione diretta dei lavori, nonostante si tratti di un’azienda di servizio pubblico.
 
«La verifica richiesta dall’Anac – è il commento di Businarolo – è una buona notizia. Finalmente l’azienda dovrà dare una risposta su una vicenda alquanto oscura e che ha fatto venire dubbi a molti cittadini».

Boom di Impregilo in borsa, esposto del M5S

Businarolo: «Noi ormai soli contro l’opera simbolo della corruzione»

Una crescita del 6,75%, praticamente un vero e proprio balzo in borsa, in tempo di crisi. È quanto è aumentato, in un solo giorno. Il titolo della Salini – Impregilo, l’azienda già appaltatrice del Ponte sullo Stretto di Messina. Un miracolo reso possibile dalle dichiarazioni del premier Matteo Renzi, che ha annunciato di voler rilanciare questa «grande opera», Il Movimento 5 Stelle, attraverso il deputato Andrea Colletti, ha presentato un esposto alla magistratura. C’è, infatti, il rischio concreto di aggiotaggio, dato che sicuramente gli stretti collaboratori del presidente del Consiglio erano a conoscenza del suo annuncio.

«Una scelta corretta – commenta Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle – giusto vigilare anche su questi aspetto. Per quanto riguarda il Ponte sullo Stretto, prendiamo atto che siamo rimasti gli unici a combatterlo con ogni mezzo. Un’opera che non si deve fare e perennemente in odore di mafia e corruzione, il cui prezzo è già stato abbondantemente pagato dai cittadini italiani anche se è rimasta – almeno finora – esclusivamente sulla carta».