Il governo impugna la legge veneta per chi disturba i cacciatori

Creare nuovi reati e relative sanzioni non è competenza della regione Veneto e questi nuovi reati potrebbero pure essere incostituzionali. “Complimenti” a chi ha avuto l’ideona: Zaia e Berlato

Il consiglio dei ministri del 10 marzo, ha deliberato l’impugnativa della legge della regione veneto 1/2017 con “norme regionali in materia di disturbo all’esercizio dell’attivita’ venatoria e piscatoria: modifiche alla legge regionale 50/1993, “norme regionali per la protezione della fauna selvatica e per il prelievo venatorio” e alla legge regionale 19/1998, “norme per la tutela delle risorse idrobiologiche e della fauna ittica e per la disciplina dell’esercizio della pesca nelle acque interne e marittime interne della regione veneto”, in quanto alcune norme, “che individuano come illeciti amministrativi comportamenti di disturbo o di ostruzionismo delle attivita’ venatorie e piscatorie, stabilendo al riguardo specifiche sanzioni amministrative, eccedono dalle competenze regionali.

Whistleblowing «fai da te». Il caso dell’Agenzia delle Dogane

Segnalazioni dai dipendenti sì, ma solo se non si fanno «per invidia». Chi giudica? L’agenzia stessa

Whistleblowing, sì, ma «fai da te». Con tanto potere discrezionale da parte di quello stesso ente che dovrebbe concedere ai propri dipendenti la possibilità di effettuare denunce anonime per evitare abusi. Accade all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, nell’ambito della legge anticorruzione (la 190 del 2012) ha adottato un Piano Triennale di prevenzione della corruzione, valido fino al 2019, che prevede la possibilità di denunce da parte di dipendenti. Fin qui tutto bene.

Il problema arriva leggendo tra le righe del piano. Proprio nella parte dedicata al whistleblowing si legge, al punto 5.12 che «la tutela […] deve essere concepita in modo tale da non incoraggiare un utilizzo opportunistico e strumentale dell’istituto, utilizzo di cui, invero, sulla base dell’esperienza sin qui maturata si ha ragione di intravedere il rischio», E ancora: «La disposizione normativa esclude dalla tutela di legge i casi in cui la condotta del mittente […] integri gli estremi dei reati di calunnia o di diffamazione». Infine si legge: «È esclusa, quindi, la possibilità che l’istituto sia utilizzato, senza conseguenze sanzonatorie al puro scopo di attaccare persone sgradite per motivi di inimicizia».

Un regolamento che a due deputati del Movimento 5 Stelle, Francesca Businarolo e Daniele Pesco è sembrato inaccettabile. «Non si capisce su che base poggi “l’esperienza sin qui maturata” di cui parla l’estensore del regolamento dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – affermano i deputati – così come sembrano del tutto arbitrarie i provvedimento conseguenti. Parrebbe proprio che sia proprio l’Agenzia a ritenere di dover decidere in autonomia se i fatti denunciati siano calunniosi o meno. Il che è un evidente controsenso: la calunnia è un reato e serve un giudice per poter stabilire se sussiste o meno. Ancora più surreale la parte che riguarda le denunce per inimicizia: come possono pensare di arrogarsi il diritto a fare un processo alle intenzioni e quindi a censurare una denuncia? E come si può pensare che questo salvaguardi l’anonimato? Anche queste verifiche devono essere effettuate in sede penale».

Businarolo e Pesco hanno segnalato il caso all’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, chiedendo una verifica sulla legittimità del regolamento alla luce della normativa vigente. C’è il dubbio, inoltre, che possa sussistere il reato di abuso d’ufficio nel caso il potere disciplinare interno all’Agenzia venga esercitato non in funzione dell’interesse pubblico ma con motivi pretestuosi e con un intento ritorsivo.

«Da quando è iniziata la legislatura – sottolinea Francesca Businarolo – mi sono impegnata personalmente e assieme al gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle affinché il whistleblowing sia normato anche in Italia da una legge. Una proposta a mia prima firma ha ottenuto il voto favorevole della camera dei deputati, ora però è fermo al Senato in commissione Affari Costituzionali. Ecco perché sono pronta a denunciare ogni applicazione “all’italiana”, che sembra fatta appositamente per dire che c’è una legge a tutela dei segnalatori, quando questi vengono ignorati o addirittura perseguiti».

Trovati i microorganismi divora-Pfas

Consiglio di vedere il video della conferenza di giovedì 23 marzo dove il dott. Prisa ha spiegato egregiamente come funziona questa “tecnologia”.

Vedrete che i dubbi che ora avete saranno quasi tutti dipanati.

Incarico incompatibile per Mariastella Gelmini, ma tutti fanno finta di niente

L’ex ministro  è sia parlamentare che presidente della Comunità del Garda, ma la legge non lo permette. Scatta la segnalazione all’Anac
Parlamentare e presidente della Comunità del Garda, in totale spregio alle regole. È il caso di Mariastella Gelmini, deputata di Forza Italia, eletta nell’ottobre 2015 a capo della Comunità del Garda, quando, già da due anni, era noto il suo incarico istituzionale. Eppure, se qualcuno avesse controllato le norme, si sarebbe accorto facilmente che ce ne sono molte che vietano questo tipo di doppio incarico. Uno su tutti, il decreto legislativo dell’8 aprile 2013, numero 39, che mette nero su bianco il fatto che gli incarichi di presidente e amministratore delegato di enti di diritto privato in controllo pubblico, di livello nazionale, regionale e locale, sono incompatibili con quelli di deputati e senatori. La legge era già in vigore quando gli amministratori gardesani si sono trovati per eleggere il presidente dell’ente, eppure nessuno ha obiettato. Né c’è stato qualcuno che, dopo l’elezione, ha chiesto all’onorevole Gelmini di rinunciare a uno dei due incarichi. Nel frattempo, sempre l’ex ministro ha pensato bene di farsi eleggere come consigliere comunale a Milano.
Ecco perché alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle hanno inviato una segnalazione all’Anac, autorità che, sempre secondo quanto disposto dalla legge, deve vigilare sull’incompatibilità degli incarichi.
«Possibile che nessuno se ne sia accorto? – si chiede Francesca Businarolo, deputata del M5S e prima firmataria della lettera – tanta distrazione è davvero difficile da spiegare. Faremo il possibile, anche questa volta per ristabilire la legalità. Intanto, sul territorio ci si chiede se la Comunità del Garda serva veramente a fare gli interessi di quest’area così ricca di specificità. Un esempio? A parole la Comunità gardesana si è spesa per il collettore del Garda, ma i risultati ancora si stentano a vedere. Sarà difficile convincere i cittadini che il ruolo dell’ente vada molto oltre quello del poltronificio».

Discarica di Ca’ Filissine: dopo il furto di rame, arriva l’esposto del M5S

L’episodio ha peggiorato il rischio ambientale. «Il Comune doveva vigilare»

I deputati del Movimento 5Stelle, Francesca Businarolo e Alberto Zolezzi, assieme al consigliere regionale del Veneto, Manuel Brusco, questa mattina hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Verona contro il sindaco di Pescantina, Luigi Cadura del Partito Democratico.

Nell’esposto firmato dagli esponenti pentastellati si ravvisano le responsabilità dell’amministrazione comunale per il furto di quadri elettrici e cavi di rame dalla discarica di Ca’ Filissine, che è sotto sequestro dal 2006 e quindi la custodia e la sicurezza del sito spettano al Comune.

“Quanto accaduto – ha spiegato l’on. Businarolo – è estremamente grave, non solo per il danno economico al sito. Secondo la relazione di Arpav, datata 26 gennaio, infatti, l’interruzione della corrente elettrica ha fermato l’aspirazione del biogas e il processo di termodistruzione. Si è così aggravato lo storico problema del percolato, che ha ormai raggiunto livelli pericolosissimi in quanto a profondità nel suolo: la stima lo pone tra i 30 e i 40 metri, anziché i 4 che sono il limite massimo stabilito per legge”.

“La reazione dell’amministrazione comunale di Pescantina sembra essere altrettanto grave. Il sindaco Cadura si è giustificato dicendo di aver saputo tardi del furto, ben dopo il sopralluogo di Arpav. Il tutto nonostante ricopra la carica da tre anni. Ha scoperto solo ora di essere il custode legale del sito? E’ chiaro che è venuto meno, come amministratore al principio della minima diligenza” ha concluso Businarolo.

TgVerona

Lista dei senatori Pd che hanno salvato Minzolini e cancellato la Severino

Oggi la giornalista antimafia, come veniva presentata quando si è candidata, Rosaria Capacchione ha salvato Minzolini, che resta in carica perchè amico di Renzi e dei renziani. A votare a favore di Minzolini anche un ex assessore di Renzi a Firenze, Renzi non faccia finta di nulla, quelli che hanno salvato Minzolini sono renziani. E’ un atto eversivo contro le istituzioni della Repubblica, un partito, il Pd, sancisce che la legge non è uguale per tutti. Inutile che vi lamentiate delle manifestazioni forti fuori dal Parlamento se qui dentro fate cose di questo genere, atti eversivi. Oggi la legge Severino non c’è più. Mandateci alle urne perchè nonostante questo schifo crediamo ancora nella possibilità di cambiare le cose con il voto democratico.

Senatori Pd che hanno votato per salvare Minzolini:
Rosa Maria Di Giorgi (nuova vice presidente Senato – renziana doc),
Rosaria Capacchione, Emilia De Biasi, Laura Fasiolo, Emma Fattorini, Nicoletta Favero, Elena Fissore, Stefania Giannini, Pietro Ichino, Luigi Manconi, Alessandro Maran, Salvatore Margiotta, Claudio Moscardelli, Massimo Muchetti, Francesco Scalia, Ugo Sposetti, Gianluca Susta, Giorgio Tonini, Mario Tronti

Senatori Pd assenti per salvare Minzolini:
Donatella Albano, Silvana Amati, Maria Teresa Bertuzzi, Laura Cantini, Vannino Chiti, Roberto Cociancich, Vincenzo Cuomo, Gianpietro Dalla Zuanna, Mauro Del Barba, Stefano Esposito, Valeria Fedeli, Anna Finocchiaro, Nadia Ginetti, Linda Lanzillotta, Nicola Latorre, Stefano Lepri, Marco Minniti, Roberta Pinotti, Luciano Pizzetti, Francesca Puglisi, Raffaele Ranucci, Giorgio Santini, Salvatore Tomaselli, Renato Guerini Turano.

Fondazione Arena: servono risposte dalle istituzioni

«Intendiamo  far cultura, sapendo che c’è il rischio di far poco profitto, o sperare nel magnate di turno che si improvvisi mecenate? È questa la risposta che va data ai lavoratori della Fondazione Arena». Questo il commento di Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle, dopo l’incontro tra i sindacati della Fondazione Arena e i parlamentari veronesi, avvenuto lunedì.

«Come Movimento 5 Stelle – prosegue Businarolo – propendiamo per la prima soluzione, garantendo al settore dei contratti adeguati e salvaguardando, così, la nostra tradizione culturale. La tendenza da parte dell’ex governo Renzi e di quello attuale, invece, è quella di privatizzare. Rimangono da chiarire alcuni punti fondamentali della legge Brai, come quello del pareggio di bilancio. Ecco perché, ora, l’obiettivo comune – se c’è – della politica veronese dev’essere quello di portare in parlamento la voce dei lavoratori. Poi spetta a chi ha maggiori contatti con i ministeri dare risposte adeguate».

Il conservatorio Pollini è praticamente inagibile

«Si riempiono la bocca di come la cultura sia il nostro petrolio, poi nei fatti abbiamo edificio marcescenti che ospitano istituzioni secolari». Francesca Businarolo, deputata del Movimento torna a sollevare il caso del Conservatorio Pollini, la scuola di alta formazione artistico musicale padovana che da anni versa in condizione precarie.

Un breve elenco: numero di aule insufficienti (solo 19 per i 800 studenti), di cui pochissime insonorizzate, pochi insegnanti (81 docenti di ruolo e 50 a contratto), evidenti problemi di infiltrazioni di umidità, crepe nei muri, buchi e scricchiolii nei pavimenti che relegano gli strumenti musicali in angoli ritenuti più sicuri, prolungamento eccezionale di turni per permettere l’utilizzo delle aule da parte degli allievi che, spesso, sono costretti ad esercitarsi suonando all’interno dei bagni.

«Non è questo il luogo adatto dove formare i musicisti che porteranno la nostra bandiera nel resto del mondo – prosegue Businarolo -. Pochi giorni fa, il cinquantesimo rapporto del Censis sui sitemi ad alta formazione musicale ha evidenziato la notevole superiorità dei conservatori italiani, tra cui quello padovano, rispetto al resto del mondo. Il Pollini è anche una realtà ben inserita nel tessuto cittadino e promuove una serie di manifestazione ad interesse pubblico, tra cui gli apprezzati Sabato del conservatorio».

La situazione precaria del Pollini è stata segnalata con un’interrogazione al ministro dell’istruzione Valeria Fedeli. «Già lo scorso anno – nota Businarolo – avevamo evidenziato un’anomalia nell’erogazione dei fondi, che poi è stata in parte ripianato da uni ntervento ad hoc. Ma istituzioni come il Pollini e, in generale, le accademie e i conservatori veneti, meritano sicurezza non l’incerta precarietà di questi ultimi anni».

L’interrogazione parlamentare

Terremoto: Fondi per la ricostruzione al ribasso, il 100% non è garantito?

“I media stanno facendo circolare una bozza di ordinanza sulla ricostruzione pesante del Commissario Vasco Errani sulla ricostruzione pesante. Comparando i dati in essa contenuti con i rimborsi del post terremoto del 2012 in Emilia Romagna, emerge che i rimborsi nei confronti dei comuni del Centro Italia non arriveranno al 100% della spesa, come previsto dal primo Decreto Terremoto e che, in alcuni casi, sarebbero dimezzati rispetto a quelli previsti per il sisma emiliano. Il fatto richiede un immediato chiarimento da parte della presidenza del Consiglio, alla quale chiediamo come vengono stabiliti i costi parametrici e quali siano i motivi per i quali nella bozza di ordinanza citata compaiano valori così distanti rispetto a quanto fu previsto per la ricostruzione post 2012”.

Così i deputati M5s commentano l’interrogazione a prima firma della deputata marchigiana Patrizia Terzoni.

“A Palazzo Chigi chiediamo anche di intervenire per far sì che i costi parametrici previsti per la ricostruzione nelle aree colpite dal sisma del Centro Italia siano almeno equiparati a quelli già applicati nel 2012. Questa bozza non può che destare grande preoccupazione: stiamo assistendo a un nuovo, ennesimo, smacco nei confronti di territori e cittadini già pesantemente colpiti da eventi tragici? Con l’auspicio che la bozza resti tale, resta però il fatto che questa contiene elementi negativi inequivocabili: mettendo a confronto l’ordinanza sulla ricostruzione pesante per l’Emilia Romagna con quella per il Centro Italia emergono due differenze macroscopiche. Sintetizzando, per demolire e ricostruire un immobile di 200 metri quadri gravemente danneggiato nel Centro Italia l’ordinanza di Errani individua un costo parametrico di 200 mila euro, contro i 248 mila euro concessi per la ricostruzione post sisma 2009. Per un immobile con danni meno significativi, sempre su una superficie di 200 metri quadri, la stima sarebbe di 133 mila euro di rimborso massimo contro i 164 mila dell’Emilia. Anche l’ aumento dei costi parametrici previsti per le casistiche particolari presenta evidenti differenze: la maggiorazione per il cantiere “disagiato” questa volta sarebbe del 5 e non del 10%, per gli edifici di interesse culturale del 30% e non del 40%, per quelli sottoposti a vincolo paesaggistico del 10 e non più del 30%. Il chiarimento è necessario e deve essere immediato”.

Istituite dal MoVimento 5 Stelle 60 borse di studio per gli atleti disabili siciliani

60 borse di studio per un importo complessivo di 30 mila euro a favore degli atleti disabili siciliani più meritevoli. Ha preso oggi il via una nuova iniziativa sociale targata Movimento 5 Stelle Sicilia, finanziata grazie alle restituzioni di parte degli stipendi dei deputati 5Stelle all’Ars.

E’ il quinto progetto avviato dal gruppo parlamentare dopo il fondo per il Microcredito per le piccole e medie imprese, Boom-Polmoni Urbani, la Trazzera 5 stelle e la restituzione della casa alla famiglia Guarascio.

L’iniziativa è stata realizzata grazie ad un accordo sottoscritto il 26 gennaio scorso dal M5S con il Panathlon Area 9 Sicilia, associazione benemerita del Coni, che ha permesso di offrire un contributo concreto al mondo dello sport paralimpico.

Il contatto tra i deputati 5stelle e l’associazione è stato possibile grazie alla mediazione di un’atleta paraplegica, Roberta Cascio, che è anche referente nazionale nella commissione diversamente abili di Panathlon.
L’operazione è stata presentata stamattina al palazzetto dello sport del Cus di via Altfonte a Palermo alla presenza dei vertici del Panathlon del Cus e del Cip (comitato italiano paralimpico),di numerosi deputati regionali M5S e referenti tecnici, e allenatori dell’universo paralimpico.

“Dobbiamo andare avanti sempre di più in questa direzione – ha detto il governatore per la Sicilia del Panathlon, Eugenio Gugliemino -, vedere soggetti diversamente abili correre sorridenti dietro ad un pallone è una cosa che ci rende felici. Loro hanno più voglia dei normodotati di fare sport e queste borse di studio che ha generosamente offerto il M5S sono un segnale forte che va ben oltre il loro valore economico”.

“L’iniziativa – ha detto il deputato Giampiero Trizzino – è un modo per stimolare l’attività sportiva e il mondo della disabilità attraverso un progetto importante che deve essere stimolo e un punto di partenza e non d’arrivo. E’ un progetto – ci tengo a sottolinearlo – che è nato l’estate scorsa, molto tempo prima, cioè, che i riflettori dei media si accendessero potentemente sul mondo della disabilità, e che si è concretizzato a fine gennaio”.

“La politica deve prendersi le sue responsabilità – ha detto il presidente del gruppo M5S all’Ars Giancarlo Cancelleri – e deve farlo la maggioranza, ma deve farlo anche chi sta all’opposizione. In un momento in cui il tema della disabilità in Sicilia balza agli onori delle cronache per prassi istituzionali tutt’altro che edificanti, il Movimento 5 Stelle ancora una volta si mette dalla parte di chi vive un problema e cerca di dare un sostegno concreto. Lo sport è uno degli strumenti più importanti di integrazione. Per questa ragione, quando è venuta Roberta Cascio a proporci l ’idea, noi l’abbiamo immediatamente accolta e rilanciata aumentandone anzi la portata”.

Soddisfattissima alla fine della giornata si è mostrata Roberta Cascio, che ha sottolineato come “l’iniziativa è stata accolta con grande entusiasmo dalle società del CIP, che sono sembra senza fondi per realizzare le loro attività. L’ideale sarebbe ora quello di istituzionalizzare l’iniziativa”.

Nel dettaglio, il protocollo tra il M5S-Sicilia e il Panathlon-Sicilia prevede l’istituzione di 60 borse di studio sportive, almeno quattro per provincia, dal valore di 500 euro cadauna, tenendo conto del numero dei soggetti sportivi disabili individuati tra coloro che, per ragioni di carattere economico, non possono a praticare sport agonistico. Le borse di studio consentiranno a tali soggetti di essere tesserati in una società sportiva e di poter partecipare, almeno, ad un campionato nazionale ed anche, ove possibile, di acquistare l’attrezzatura sportiva o l’abbigliamento sportivo necessari.

Sarà direttamente il Panathlon, per il tramite dei propri club presenti sul territorio, ad “indicare i nominativi dei soggetti disabili cui assegnare le borse, individuandoli – tra coloro che si sono particolarmente distinti nello svolgimento dell’attività sportiva – nelle scuole, nelle finali dei “Giochi Sportivi Studenteschi” o dietro segnalazione di professori o tecnici sportivi, od ancora di altre figure che operano nel settore dello sport dei disabili. I soggetti così individuati saranno valutati dal Consiglio dei presidenti dell’Area 9, che verificherà la sussistenza dei requisiti necessari ad accedere alle borse di studio e informerà i portavoce del Movimento 5 Stelle, i quali consegneranno direttamente le somme agli atleti entro il mese di luglio”­.