Riccardo Fraccaro Questore della Camera per l’eliminazione degli sprechi della politica

Ringrazio tutti per la fiducia, l’elezione a Questore della Camera è un onore che porterò avanti con rigore e determinazione. Il mio primo atto è stato la rinuncia all’indennità di funzione, oltre 3.100 euro mensili. Un gesto di coerenza e sobrietà che mi sembra doveroso fare anche per dare un indirizzo chiaro al ruolo che ricoprirò.

È la prima volta che il M5S a Montecitorio ottiene questa carica fondamentale per la gestione del bilancio e dell’amministrazione.
 Tra l’altro sarò il Questore anziano, ovvero quello che ha ottenuto più voti, un riconoscimento importante che assolverò con responsabilità.

Nella scorsa legislatura ho svolto il ruolo di Segretario di Presidenza occupandomi, insieme agli altri colleghi, della riduzione dei costi della politica. Ora mi impegnerò per l’eliminazione definitiva di sprechi inaccettabili e insostenibili per un’istituzione democratica. La nostra priorità sarà l’abolizione dei vitalizi, il simbolo dell’ingiustizia sociale alimentata da un sistema di potere che il 4 marzo i cittadini hanno sconfessato. Il Collegio dei Questori, di concerto con l’Ufficio di Presidenza, dovrà farsi interprete delle istanze espresse dalla volontà popolare. La Terza Repubblica è iniziata. Cambiamo l’Italia.

Riccardo Fraccaro

La rivoluzione culturale continua!

https://www.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1479979902114069/

di Alessandro Di Battista

Roberto Fico, l’anima del Movimento, Presidente della Camera. Mi sembra un sogno, la verità è che l’impegno paga sempre e, come diceva Gianroberto, non si può sconfiggere chi non si arrende mai. Non ci siamo mai arresi, più ci attaccavano e più trovavamo forza. Io ho fatto parte di tutto questo e ne farò parte per sempre. Mi inorgoglisce aver dato un contributo a questa rivoluzione culturale che ha permesso ad un cittadino normale, meravigliosamente normale, come Roberto, di diventare la terza carica dello Stato.

Per le frattaglie radical chic o per gli pseudo-intellettuali che guardano il mondo da qualche super-attico tutto questo è scandaloso. Più o meno queste sono le loro parole: “vi rendete conto, un ragazzo che ha lavorato nei call-center Presidente della Camera”. Io uso le loro stesse parole ma con un tono diverso: “vi rendete conto, un ragazzo che ha lavorato nei call-center Presidente della Camera”. Per me tutto questo è meraviglioso.

Mi mancherà tanto la “politica in primissima linea”. Gli ultimi 5 anni della mia vita, i più intensi, li ho passati così, in primissima linea. Non è stata semplice la scelta che ho preso, ma l’ho presa seguendo la mia indole, le mie aspirazioni, i miei desideri ed un vento che quando arriva arriva. E’ come un richiamo e non lo posso ignorare, non riesco ad ignorarlo.

Dovete essere felici per me. Vado a fare quel che ho sempre sognato di fare: scrivere e viaggiare con la mia famiglia. Il 1 giugno partiremo direzione San Francisco, io, Sahra, e Andrea, zaino e passeggino in spalla. Da giugno a dicembre pubblicherò alcune cose con Il Fatto Quotidiano e con la web TV Loft. Scriverò, studierò, girerò reportage video insieme a Sahra e per sei mesi avremo qualche compagno di viaggio: il Pacifico, la polvere d’America e l’assoluta libertà.

Dopo la California sarà la volta del Messico, poi il Guatemala dove ho lasciato un pezzo di cuore e poi si vedrà, sarà l’alba a fare il programma. Dovete capirmi, io sono curioso, una vita non mi basta, voglio andare dovunque, se esistessero Macondo e Giancaldo vorrei andare anche lì…😉

Ci sono fenomeni da approfondire, popolazioni da conoscere, idee da raccontare, c’è tanta vita, anche al di fuori del Parlamento, quel Parlamento che ho provato ad onorare con il massimo impegno ma che, per lo meno per adesso, mi va decisamente stretto.

Il nostro viaggio ve lo racconteremo passo dopo passo, resteremo in contatto, ci scriveremo, vi chiederò dritte, agganci, consigli e chissà, qualcuno di voi potrà anche venire a trovarci.

Ovviamente torneremo, sicuramente per il prossimo Natale, poi si vedrà, la vita, grazia a Dio, ha più fantasia di noi. Un abbraccio enorme e grazie per il vostro incredibile sostegno!

Il discorso di insediamento di Roberto Fico alla Presidenza della Camera dei Deputati

XVIII Legislatura – Camera dei Deputati

Il mio discorso di insediamento da Presidente della Camera dei Deputati

Pubblicato da Roberto Fico su sabato 24 marzo 2018

di Roberto Fico

Signore deputate, signori deputati! Sono emozionato nel rivolgermi oggi, in quest’Aula, a tutti voi e a tutti i cittadini. Vi ringrazio per la fiducia che mi avete accordato con un incarico di così alta responsabilità. Onorerò il mio impegno con la massima imparzialità e il massimo rigore. Desidero innanzitutto rivolgere il saluto mio e di quest’Aula al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, garante degli equilibri e dei valori costituzionali. Valori che per essere affermati nella nostra Carta costituzionale hanno richiesto il sacrificio di tanti uomini e tante donne nella lotta contro il nazifascismo. Vogliamo ricordare quel sacrificio con particolare commozione oggi, nell’anniversario dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Rivolgo inoltre il mio saluto alla Presidente Laura Boldrini, che mi ha preceduto in questo importante incarico, al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Corte Costituzionale. Mi perdonerete se cercherò di esprimere con un breve cenno personale l’emozione di rivolgermi oggi a questa Assemblea. Il mio impegno di cittadino nella vita pubblica, condiviso con tante altre persone, ha avuto inizio dalla difesa del territorio e dei beni comuni. Negli anni, l’impegno è andato oltre la dimensione locale, e ha raggiunto una dimensione nazionale, rendendomi portavoce di tutti i cittadini, e oggi, ad avere la responsabilità di rappresentare quest’Assemblea.

Non vi nascondo che, se ripenso a questo percorso, a come è nato e mi ha condotto su una strada inaspettata, la giornata di oggi assume un significato che mi tocca umanamente nel profondo. Ci troviamo nel luogo in cui si esprime la sovranità popolare. Il luogo della proposta, dell’ascolto e dell’analisi di scelte destinate a incidere sulle vite di milioni di persone. Sento personalmente questa grande responsabilità. Questo è il luogo dove il futuro può prendere forma e intendiamo costruirlo insieme, a partire da oggi, con l’unico interesse del bene collettivo, perché abbiamo il compito di servire un’intera nazione. Dobbiamo far sì che in quest’Aula i cittadini possano sentirsi rappresentati, vedendola come un punto di riferimento in cui tornare a riporre la propria fiducia. Ed è proprio ai cittadini che penso, quando invito tutti noi a riflettere sulla necessità che il Parlamento ritrovi la centralità che gli è garantita dalla Costituzione. Obiettivo determinante per affrontare non soltanto le sfide interne, ma anche per dare nuovo valore all’idea stessa di Europa e affrontare le grandi sfide globali della nostra epoca.

La questione della centralità del Parlamento ha attraversato la storia costituzionale del nostro Paese con declinazioni e sfumature diverse. Vorrei provare a dirvi cos’è, per me, oggi, la centralità del Parlamento e come possiamo contribuire a riaffermarla ai nostri giorni, in un contesto in cui il rapporto tra potere legislativo e potere esecutivo continua a essere caratterizzato dall’abuso di strumenti che dovrebbero essere residuali, in cui poteri e competenze sono spesso trasferiti in altre sedi decisionali, in cui gli interessi sono frammentati e le leggi sono sempre più settoriali e tecniche. Dobbiamo impegnarci a difendere il Parlamento da chi cerca di influenzarne i tempi e le scelte a proprio vantaggio personale.

Abbiamo provato tante volte la sensazione amara di essere esposti a pressioni esterne inaccettabili. La massima apertura e la costruzione di rapporti, anche all’esterno del Parlamento, sono un contributo fondamentale al processo democratico, ma voglio affermare con forza che le decisioni finali devono maturare solo e soltanto nelle Commissioni e nell’Aula, perché soltanto un lavoro indipendente può dare vita a leggi di qualità. Per questo motivo voglio affermare con decisione che non consentirò scorciatoie né forzature del dibattito. Un Parlamento centrale, per me, è un Parlamento di cui i cittadini possano fidarsi, e possono farlo perché sanno che qui è perseguito esclusivamente l’interesse generale, qui sono esaminate le loro proposte di legge, qui si realizza la volontà espressa attraverso i referendum, qui si deve intercettare lo spirito di cambiamento che anima l’Italia del 2018 e che i cittadini hanno espresso così chiaramente con il voto del 4 marzo. Le istituzioni sono assolutamente tenute a farsi carico della richiesta di cambiamento, se non vogliono diventare vuote e inaridirsi. L’intento di rinnovamento deve essere la linfa vitale di questa legislatura. Il rinnovamento ha un significato molto chiaro: cominciare a fare scelte che guardino al bene di tutti, e non solo di una piccola parte.

Gli squilibri che in questi anni si sono creati, vanno riequilibrati. Per questo, è ora prioritario andare verso il superamento definitivo dei privilegi. Il taglio ai costi della politica dev’essere uno dei principali obiettivi di questa legislatura. Sono profondamente convinto che si debbano e si possano razionalizzare i costi della Camera dei deputati, senza per questo tagliare i costi della democrazia. Qualcosa è stato fatto, ma c’è ancora tantissimo da fare. Occorre andare avanti, perché certi interventi, che ancora oggi qualcuno riduce a una mera questione di bilancio dello Stato, toccano in realtà due temi cruciali della nostra democrazia: – il rispetto per la cosa pubblica e – il rapporto di fiducia tra i cittadini e la più alta istituzione rappresentativa. Questa fiducia non si costruisce con proclami o dichiarazioni d’intento, ma solo attraverso l’esempio, le azioni concrete, le nostre scelte quotidiane, i voti che quest’Aula esprimerà. Dobbiamo aprire ancora di più quest’Aula ai cittadini, sia in senso fisico sia valorizzando gli istituti di democrazia diretta previsti dalla Costituzione. Per esempio, attraverso la previsione di tempi certi per l’esame delle proposte di legge di iniziativa popolare. Ma non solo. Penso a come le Camere – condividendo una riflessione avviata in altri ordinamenti – possano anche diventare luoghi per utilizzare le nuove tecnologie digitali a supporto del processo legislativo, per coinvolgere maggiormente le persone. Quello dell’innovazione è un tema su cui in questi anni si è fatto un lavoro significativo. A questo proposito, voglio esprimere un ringraziamento a tutto il personale dell’Amministrazione della Camera dei deputati, che è un modello di qualità nel panorama europeo. Bisogna continuare su questa strada.

Le innovazioni devono andare di pari passo con altri importanti interventi che potrebbero essere realizzati nell’ambito di una riforma del Regolamento della Camera dei deputati. Perché è anche da qui che passa il miglioramento della qualità della vita di tutti. Si tratta di interventi a cui non possiamo sottrarci, anche alla luce delle recenti novità introdotte al Senato della Repubblica. In questo senso il mio impegno come Presidente della Camera sarà ispirato a tre princìpi: – garantire un alto livello qualitativo della discussione parlamentare; – garantire il rispetto di tutte le componenti, sia di maggioranza sia di opposizione; – interpretare lo spirito di cambiamento che i cittadini ci hanno espresso nelle ultime consultazioni elettorali. Consentitemi ora una riflessione di carattere più generale. Se il Parlamento deve essere luogo di analisi e di visione di lungo periodo, deve dare una risposta alle domande: Quale legislazione vogliamo produrre? Quali strumenti adottare e come usarli per governare i processi economici e sociali? È necessario porre fine a un modo di legiferare confuso, fatto di aggiustamenti continui, deroghe, estensioni, perché questo modo crea incertezza e diventa un danno per i cittadini e per la crescita del Paese.

Mi piace immaginare il Parlamento come istituzione pensante, come istituzione culturale che si interroga su che cosa deve fare. Un Parlamento capace di esprimere una visione di Paese è un Parlamento che rispetta i cittadini e ispira così in loro il senso di appartenenza e di fiducia, nel futuro e nella classe politica. E quando i cittadini sentono che le loro richieste sono ascoltate, che è data una risposta ai loro bisogni, allora consolidano il loro essere comunità ed è in quel momento che si crea unione e coesione. Una comunità unita non può tollerare nessuna forma di illegalità, e non si rassegna di fronte alle ingiustizie, anzi, è capace di rispondere con determinazione, perché ha la forza che gli deriva dal sentirsi pienamente rappresentata e rispettata dalle istituzioni. Così, ogni richiesta di pizzo a un imprenditore non sarà più un attacco al singolo, ma a tutta la collettività. Ogni ragazzo che abbandona la scuola e sceglie la via dello spaccio o della violenza, sarà una sconfitta per tutti noi. Ogni individuo che non riesce a vivere un’esistenza dignitosa, sarà una vergogna e una responsabilità per tutti. È solo ritrovando lo spirito di essere comunità di cittadini, che possiamo recuperare il senso di Stato che vogliamo incarnare: portare equilibrio laddove ci sono squilibri, in modo che nessuno debba più sentirsi ai margini e tutti riescano a esprimere le proprie potenzialità. È dall’individuo che bisogna ripartire.

Per questo motivo, voglio concludere con l’auspicio che in quest’Aula ciascuno di noi porti avanti il proprio impegno con la continua tensione al miglioramento, andando a superare persino l’espressione migliore di sé stesso. Perché sono fermamente convinto che la bontà di ciò che possiamo realizzare sia sempre frutto del valore umano che mettiamo nelle nostre azioni. Auguri di buon lavoro a tutti noi.

Bocciata la commissione d’inchiesta sul trasporto di animali vivi

di Eleonora Evi, EFDD – M5S Europa

Qualche giorno fa l’Europa decide di bocciare la costituzione di una commissione d’inchiesta sul trasporto di animali vivi verso Paesi terzi. La Conferenza dei Presidenti del Parlamento europeo infatti, ovvero quell’organo apicale che ha il compito di decidere l’agenda dei lavori, ha impedito la creazione della commissione sopra citata, che avrebbe avuto il compito d’indagare sui motivi delle costanti e continue violazioni della normativa europea per quanto riguarda il trasporto di animali vivi.

Sono infatti oltre 3 milioni gli animali che ogni anno vengono spostati dall’UE a Paesi extra-UE; e come tutti hanno avuto modo di vedere grazie a inchieste e denunce di ogni genere, questi “viaggi” sono a dir poco terrificanti. Un numero spropositato e insensato di animali muore ad ogni giro per via di condizioni di spostamento inimmaginabili.

Questa commissione d’inchiesta avrebbe avuto il ruolo di approfondire i motivi reali per cui le stesse regole europee vengono costantemente violate in nome di chissà quale profitto. Purtroppo, però, i presidenti dei grandi gruppi (popolari e socialisti in testa, quindi PPE ed S&D) hanno deciso di trasformare questa decisione in qualcosa di molto più morbido e meno vincolante. Un semplice rapporto d’implementazione, per usare un termine tecnico, che non ha lo stesso peso – ovviamente – di una commissione creata ad hoc.

Così, in una stanza chiusa, poche persone hanno stravolto la volontà di 223 eurodeputati che nei mesi passati avevano sostenuto ben altro iter istituzionale. Una decisione assurda e antidemocratica che certamente avrà delle ripercussioni. Noi non ci fermeremo e non ci faremo di certo intimidire da queste storture normative. Cercheremo di arrivare nuovamente a una votazione sull’istituzione della commissione d’inchieste in plenaria. Vi terremo costantemente aggiornati.

17 miliardi di euro per la crescita demografica dell’Italia

Uno dei temi che interessano più da vicino la qualità della vita di tutti noi è la necessità di aiutare le coppie e le famiglie che hanno figli. Per loro il programma del MoVimento 5 Stelle prevede un investimento di 17 miliardi di euro.

L’Italia è agli ultimi posti in Europa per la nascita di bambini. Le nascite continuano a calare dal 2008 e nel 2016 il trend si è confermato con decisione (12 mila bimbi in meno rispetto all’anno precedente) Il MoVimento 5 Stelle vuole invertire questa tendenza e, attraverso una serie di sostegni ed aiuti riportare il nostro Paese al primo posto in Europa per nascite. Applicando un modello che sta già funzionando in Francia sono previsti rimborsi per asili nido, pannolini e baby sitter. In questo modo il MoVimento 5 Stelle pensa alla costruzione di un welfare familiare serio. Si tratta di riorganizzare i sostegni per il babysitting e per l’acquisto dei prodotti dell’infanzia. Bisogna pure coinvolgere gli enti locali, rafforzando le loro dotazioni (per asili, assistenza…) con maggiori trasferimenti pubblici. Ma anche le imprese, sostenendone le politichefamily friendly.

Per fare tutto ciò pensiamo di aumentare gradualmente la spesa per il welfare familiare in rapporto al Pil portandola dall’attuale 1,5% al 2,5%, eguagliando il livello francese. Insomma in questo modo pensiamo di tutelare gli italiani che vogliono formare una famiglia. Ma bisogna anche tutelare la terza età. Per queste due categorie prevediamo l’introduzione dell’Iva agevolata al 4% per l’acquisto di prodotti neonatali e per l’infanzia e di prodotti, dispositivi e protesi, per la terza età. Inoltre prevediamo l’introduzione di misure che guardano a tutelare le donne lavoratrici (150 euro al mese per 3 anni dalla fine della maternità per le donne che rientrano al lavoro e sgravi contributivi per 3 anni per le imprese che mantengono al lavoro le lavoratrici dopo la nascita del figlio), l’innalzamento dell’importo detraibile per l’assunzione di colf e badanti, l’innalzamento dell’indennità di congedo parentale dal 30% della retribuzione all’80% e l’innalzamento dell’indennità di maternità dall’80 al 100%. E’ un progetto ambizioso ma indispensabile per il quale abbiamo previsto un costo nella legislatura di 17 miliardi.

La copertura si ottiene da una parte inglobando il reddito di inclusione (2,5 miliardi annui), sostituito dal nostro reddito di cittadinanza, e dall’altra con un mix di spending review ed eventuale deficit.

Per un Parlamento al servizio dei cittadini

In questi giorni ci vedete impegnati in un dialogo non semplice per proporre i Presidenti del Senato e della Camera. La scelta delle persone che ricopriranno questi incarichi è cruciale. Stiamo parlando della seconda e della terza carica dello Stato, e soprattutto stiamo parlando degli arbitri che dovranno dirigere la partita dell’approvazione di buone leggi. Come sapete, al MoVimento 5 Stelle non interessa il gioco della poltrona: quello che ci preme è che il Parlamento funzioni al meglio, perché è lì che si decidono le leggi che possono migliorare o peggiorare la qualità della vita di tutti, è lì che le forze politiche devono dimostrare il proprio valore e la propria coerenza. Per questo agiamo nella massima trasparenza e anche in queste ore vi stiamo raccontando passo passo come ci muoviamo. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che la forza politica con la maggioranza relativa di seggi nelle due Camere condivide con i suoi elettori e con tutti i cittadini questo percorso. Non abbiamo nulla da nascondere, e nulla che non possa essere detto.

Il nostro primo obiettivo è che Camera e Senato lavorino nelle migliori condizioni possibili: maggiore è la qualità del lavoro del Parlamento, migliori saranno le leggi. C’è un esempio che, in negativo, ci dà perfettamente la misura di questo: ricordate il decreto IMU-Bankitalia, in cui il governo regalò 7,5 miliardi alle banche? Era il 2014. Applicando la cosiddetta “ghigliottina“, si impedì alle opposizioni, per la prima volta nella storia della Camera dei deputati, di fare sentire la propria voce. Il decreto passò direttamente al voto e fu approvato senza discussione. Al Senato non si contano le volte in cui sono stati letteralmente cancellati con un colpo di spugna (la cosiddetta “tagliola“) emendamenti che avrebbero potuto migliorare un provvedimento. Questa volta andremo al governo, saremo maggioranza ma vogliamo tutelare anche le opposizioni. Questo significa rispettare il lavoro del Parlamento.

Il prossimo obiettivo è abolire i vitalizi. Qualche mese fa siamo arrivati a un passo dall’eliminarli, e ora vogliamo andare fino in fondo. Gli uffici di Presidenza regolano la vita dei parlamentari. Possiamo agire direttamente sul bilancio della Camera, e un Presidente del MoVimento 5 Stelle spianerebbe la strada a questo traguardo.

Per questo abbiamo bisogno di figure serie e responsabili, che garantiscano imparzialità e vicinanza ai bisogni dei cittadini. Non si tratta solo di applicare il diritto parlamentare. Si tratta dei vostri soldi, dei vostri diritti, di semplificare o complicare la vita ai cittadini. Seguiteci in questa battaglia.

Luigi Di Maio

Giulia e Danilo, i due nuovi capigruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera e al Senato

Giulia Grillo e Danilo Toninelli sono i nuovi capigruppo del MoVimento 5 Stelle, rispettivamente alla Camera e al Senato, e resteranno in carica per 18 mesi. In bocca al lupo!

Il punto di Danilo Toninelli, neo Capogruppo M5S al Senato

Oggi ho incontrato la nuova squadra dei portavoce del MoVimento 5 Stelle. Un'emozione indescrivibile! Siamo quasi 350, di cui due terzi alla prima legislatura. Una ventata di freschezza! Siamo la prima forza politica del Parlamento e daremo vita ad un Governo di cambiamento. Nel mio ruolo di capogruppo al Senato darò il massimo per realizzare il progetto che sta scritto nel nostro programma e che voi avete votato. Forza!

Pubblicato da Danilo Toninelli su venerdì 9 marzo 2018

Ciao a tutti, come alcuni di voi già sapranno nei prossimi mesi daró il mio contributo al Movimento nel ruolo di Capogruppo alla Camera. Oggi ci siamo incontrati con i 227 deputati che occuperanno più di 1/3 dell’emiciclo di Montecitorio. È stato un momento di grande entusiasmo ed un punto di partenza per il grande lavoro che ci aspetta. Saremo sempre concreti e con i piedi per terra; siamo consapevoli di avere un compito difficile ma queste elezioni ci hanno dimostrato che nulla è impossibile. Con umiltà, dedizione e passione faremo il massimo. Statene certi.
Giulia Grillo, capogruppo MoVimento 5 Stelle Camera

Venerdì ho incontrato la nuova squadra dei portavoce del MoVimento 5 Stelle. Un’emozione indescrivibile! Siamo quasi 350, di cui due terzi alla prima legislatura. Una ventata di freschezza! Siamo la prima forza politica del Parlamento e daremo vita ad un Governo di cambiamento. Nel mio ruolo di capogruppo al Senato darò il massimo per realizzare il progetto che sta scritto nel nostro programma e che voi avete votato. Forza!
Danilo Toninelli, capogruppo MoVimento 5 Stelle Senato

Un ringraziamento a tutti voi

Grazie a tutti per aver contribuito a questa impresa storica. L’obbiettivo è uno: garantire felicità e un’alta qualità della vita agli italiani.

Un ringraziamento a tutti voi

Grazie a tutti per aver contribuito a questa impresa storica. L'obbiettivo è uno: garantire felicità e un'alta qualità della vita agli italiani.

Pubblicato da Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle su sabato 10 marzo 2018

 

E’ ora di cambiare l’Italia!

>>nella foto: Le regioni in giallo sono quelle dove il MoVimento 5 Stelle è la prima forza politica<<

Di seguito la lettera di Luigi Di Maio a Repubblica

Gentile direttore,

come ho avuto modo di dire a caldo commentando i risultati, con il voto del 4 marzo è iniziata la Terza Repubblica, che sarà la Repubblica dei Cittadini. La portata di questo voto è immensa e segna uno spartiacque con tutto quello che è venuto prima. Forse ancora non ne apprezziamo del tutto l’importanza, soprattutto per quanto inciderà sugli anni a venire. Ma una cosa è sicura. Da qui non si torna più indietro. Il voto ha ormai perso ogni connotazione ideologica. I cittadini non hanno votato per appartenenza o per simpatia, hanno votato per mettere al centro i temi che vivono nella propria quotidianità e per migliorare la propria qualità di vita. La narrazione del “va tutto bene” non ha retto di fronte alla realtà vissuta dagli italiani. Dieci milioni di poveri non possono essere ignorati. 30 miliardi di sprechi non possono non essere eliminati. Una tassazione folle per le imprese non può non essere ritoccata. La sicurezza nelle città giorno e notte non può non essere garantita. La disoccupazione, soprattutto giovanile, non può continuare a dilagare. Questo è il messaggio che arriva forte e chiaro dalle urne.

Non è stato un voto ideologico, così come non è stato un voto di protesta. E’ stato un voto programmatico e i punti principali sono quelli sinteticamente ricordati sopra. Abbiamo ascoltato il Paese e messo al centro del dibattito elettorale questi temi, proponendo non solo le ricette, ma anche le persone che possono realizzarle. Mi riferisco ai professori, professionisti e manager che ho inserito nella nostra proposta di squadra di governo e che abbiamo presentato agli italiani, come promesso, prima del voto. Per questo i cittadini hanno deciso di darci fiducia regalandoci un risultato storico: hanno finalmente visto un progetto, al quale chi vuole può partecipare, e i mezzi e le persone per realizzarlo. Mi piace sottolineare che siamo l’unica forza politica nazionale che ha ottenuto un grandissimo risultato al sud (con punte del 50%), ma anche molto ben radicata al nord: siamo primi in Piemonte (oltre il 27%), Emilia-Romagna (27%), Liguria (30%), Valle d’Aosta dove per la prima volta con il 25% eleggiamo una parlamentare donna, e la seconda in Veneto (oltre il 24%), Friuli (oltre il 24%), Lombardia (oltre il 22%) e Trentino Alto Adige (19.5%).

Sento tutta la responsabilità di fronte a questa apertura di credito da parte dei cittadini e non intendo sottrarmi agli oneri che ne derivano. Ho detto in ogni città dove sono stato in campagna elettorale che il governo per noi si sarebbe potuto fare in base a convergenze sui temi ed è la linea che intendo portare avanti in totale trasparenza di fronte ai cittadini e al capo dello Stato. Tutte le forze politiche devono manifestare responsabilità in tal senso. Non è possibile che ora inizino teatrini, che si avviino giochi di palazzo e strategie alla House of Cards. Adesso è il momento di fare le cose che aspettiamo da 30 anni e lo si può fare solo cambiando metodo. La politica deve smetterla di essere arrogante e deve iniziare ad essere umile. Tre sono gli ingredienti che suggeriamo in base alla nostra esperienza: 1) partecipazione, 2) ascolto, 3) trasparenza.

Nella Terza Repubblica, la Repubblica dei cittadini, i cittadini devono essere coinvolti nei processi decisionali, devono essere ascoltati mentre le decisioni vengono eseguite e devono essere messi al corrente dei risultati di ciò che si fa. Solo in questo modo tornerà l’amore e la passione per la politica. Politica da anni vuol dire cose brutte: corruzione, prepotenza, sprechi, privilegi, conflitti d’interesse, voltagabbana, tradimenti, casta, poltrone, soldi, clientele, tangenti, speculazione, bugie. Basta! “Politica vuol dire realizzare” disse Alcide De Gasperi. Politica per noi sarà realizzare il programma che abbiamo presentato agli elettori. Politica sarà mantenere gli impegni. Politica sarà onestà.

Per decenni i partiti hanno messo al centro i loro interessi, per decenni la formazione dei governi è avvenuta con il bilancino per accontentare gli appetiti dell’uno e dell’altro. L’obbiettivo erano sempre e soltanto le poltrone, mai gli interessi dei cittadini. Questo è il passato. Ora i tempi sono maturi per mettere al centro i temi che interessano i cittadini, il loro bene, la qualità della loro vita. Li hanno lasciati ai margini, noi ora i cittadini li rimettiamo al centro. Il governo sarà con chi, insieme a noi, è pronto a fare la stessa cosa. È una “rivoluzione copernicana” della politica che il MoVimento 5 Stelle invoca da sempre e per la quale i cittadini ci hanno dato un mandato chiaro. “Partecipa. Scegli. Cambia.” era quello che abbiamo chiesto ai cittadini, loro hanno partecipato e hanno scelto. Ora insieme abbiamo la storica occasione di cambiare l’Italia. Io non voglio perderla e chi ha scelto di ostacolare a tutti i costi il cambiamento faccia pure, ma sappia che non si può fermare il vento con le mani e che noi nonostante tutto cambieremo l’Italia.

Il MoVimento 5 Stelle pilastro della legislatura

Per il MoVimento 5 Stelle queste elezioni politiche sono state un trionfo. Siamo i vincitori assoluti di queste elezioni. E quindi, prima di tutto, un grande grazie ai circa 11 milioni di italiani che ci hanno votato onorandoci con la loro fiducia. È veramente un onore poter ricevere un tale consenso, come prima forza politica del Paese con un vantaggio enorme sulla seconda. L’altro grazie va a chi ha permesso tutto questo. A chi ha iniziato: a Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio, che oltre dieci anni fa hanno dato il via a questo percorso. Un grazie va agli attivisti, ai militanti, ai volontari, a coloro che si sono adoperati, che hanno dato il massimo, a coloro che hanno donato. Perché mi piace ricordare che la nostra è stata una campagna che si è autofinanziata, senza soldi pubblici e senza finanziamenti dalle lobby. Questo è un altro nostro grande orgoglio.
E un grazie e un in bocca al lupo va ai parlamentari eletti. Il MoVimento 5 Stelle ha triplicato il numero dei suoi parlamentari rispetto alla passata legislatura.
Ci sono intere regioni dove ci ha voltato oltre il 50% dei cittadini, più di un cittadino su due ha scelto il MoVimento 5 Stelle. Ci sono aree in cui abbiamo raggiunto il 75% dei consensi. Siamo la prima forza politica anche in Piemonte e in Liguria, abbiamo fatto eleggere la prima parlamentare donna in Valle d’Aosta. Siamo anche la prima forza politica in Piemonte e in Lazio dove governiamo i capoluoghi Torino e Roma. Siamo l’unica forza politica che rappresenta tutto il territorio nazionale: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia.

Il MoVimento 5 Stelle rappresenta l’intera nazione. Non posso dire lo stesso di altri, che invece sono delle forze politiche territoriali. E il fatto di essere rappresentativi dell’intera nazione ci proietta inevitabilmente verso il governo del Paese.
Le coalizioni non hanno i numeri per governare. Ed è per questo che ci prendiamo la grande responsabilità di dare un governo all’Italia.

Voglio dire a tutta la comunità internazionale e a tutti coloro che ci stanno osservando, agli investitori, ma in generale ai cittadini italiani ed europei che noi questa responsabilità la sentiamo.

Questo è un risultato post ideologico. Un risultato che va al di là dei tradizionali schemi di destra e sinistra. È un risultato che riguarda i grandi temi irrisolti della nazione, non le ideologi. E questo lo dobbiamo tenere ben presente.
Siamo consapevoli che i cittadini hanno votato il programma del MoVimento 5 Stelle. Vogliamo realizzare questi programma ma più in generale sappiamo bene che cu sono delle questioni che emergono dai risultati elettorali del 4 marzo, come la povertà e i tagli agli sprechi, l’immigrazione, la sicurezza, il lavoro, le tasse e lo sviluppo economico per le imprese. Questi sono i temi che dobbiamo affrontare. E abbiamo l’occasione storica per fornire delle soluzioni a questi problemi. Abbiamo la grande occasione di portare a compimento quelle cose che aspettiamo da trent’anni. Ed è per questo che voglio dirlo chiaramente: siamo aperti al confronto con tutte le forza politiche, a partire dall’individuazione delle figure che vorremo individuare per le presidenze delle due camere. Ma soprattutto per i temi che dovranno riguardare il programma dei lavori della diciottesima legislatura.

Noi sentiamo questa grande responsabilità perché sentiamo finalmente che si possono realizzare quelle cose che gli italiani aspettano da 30 anni. E sono fiducioso, perché sono sicuro che il Presidente della Repubblica saprà guidare questo momento con autorevolezza e sensibilità, come ha sempre fatto.
Oggi per noi inizia la Terza Repubblica. E la Terza sarà finalmente la Repubblica dei cittadini italiani.