Il 2 giugno a Roma per il diritto degli italiani di scegliersi il governo #IlMioVotoConta

L’intervista di Luigi Di Maio a Fanpage

La manifestazione del 2 giugno, l’incarico a Cottarelli e le possibili alleanze pre e post elettorali: sono questi i temi della lunga intervista che Luigi Di Maio ha concesso al direttore di Fanpage.it Francesco Piccinini. Si parte proprio con il senso della manifestazione del prossimo 2 giugno, con Di Maio che spiega: “Ovviamente è un appuntamento legato a ciò che è successo intorno alla formazione del governo, tanto è vero che l’hashtag è #ilmiovotoconta. C’era una maggioranza in Parlamento, c’era un contratto di governo, c’era la lista dei ministri, era tutto pronto e ci siamo presentati al Presidente della Repubblica. Ci è stato detto di no perché uno dei ministri in un libro era stato critico sull’euro. Poi è stato detto che questo governo non poteva partire perché volevamo uscire dall’euro, ma anche questa è una menzogna”. “La cosa paradossale”, confida Di Maio, “è che quando abbiamo incontrato il professor Savona ci ha detto ‘farò il ministro dell’economia solo se non usciremo dall’euro’, quella era anche la nostra intenzione, dunque abbiamo trovato un accordo”. Perché non Giorgetti, dunque? “Mi ha fatto sorridere questa idea, perché lui stesso aveva spiegato di non avere le competenze necessarie”.

Da qui il senso della manifestazione che, spiega, non è una prova di forza nei confronti di Mattarella: “La piazza del 2 giugno è una chiamata pacifica per tutti i cittadini che vogliono incontrarsi per ricordare il valore della nostra Costituzione, della Repubblica e della nostra sovranità da qualsiasi influenza esterna, altre nazioni, banche, agenzie di rating. Non è una piazza contro la Presidenza della Repubblica, ma a favore del diritto sacrosanto dei cittadini di votare e scegliersi un governo. Perché quello che non è partito era un governo votato dal popolo. […] Ora si sta polarizzando la discussione su Mattarella, se ha fatto bene o ha fatto male, ma il tema è un altro, è la madre di tutte le battaglie politiche, cioè la sovranità di un paese. Era questa battaglia che in quel momento si stava combattendo e non era fra le forze politiche e il Quirinale, ma tra la finanza e la politica. E se noi vogliamo assicurare il primato della politica sulla finanza non potevamo e non possiamo arretrare”.

Sulla scelta di Cottarelli, il giudizio è netto: “È un governo che non ha un voto nel popolo né un voto in Parlamento. Non solo non c’è una maggioranza, ma rischia di trasformarsi nell’unico governo della storia senza un singolo voto di fiducia”.

Sui rapporti con la Lega, prova a chiarire: “Non abbiamo fatto una alleanza e non stiamo facendo un’alleanza. Abbiamo portato avanti un contratto di governo in cui abbiamo messo i punti sui quali eravamo d’accordo. Il M5s alle elezioni è sempre andato da solo, noi e la Lega siamo forze politiche alternative e io spero di avere l’autonomia per governare da solo, anche perché le percentuali cambieranno. Ovviamente se così non fosse, c’è il contratto che volevamo realizzare e spero che si possa fare in futuro. ” Cosa accadrà quando si tornerà al Colle dopo un eventuale voto anticipato? “È molto probabile che Savona in qualche modo ritorni nel dibattito pubblico, anche perché è diventato un simbolo di quella battaglia sulla sovranità, una vicenda più grande dei semplici nomi”.

#NonFinisceQui

Quello che è successo è incredibile. Collegatevi perché ho qualcosa da dirvi.

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 27 maggio 2018

Buonasera a tutti, in sei anni in Parlamento non avevo mai visto una cosa del genere. Dovete sapere che oggi ci è stato impedito di fare il governo del cambiamento e non perché noi ci eravamo intestarditi su Savona, ma perché tutti quelli come Savona non andavano bene, tutti quelli che nella loro vita – personalità di spessore, professionisti, accademici che avevano preso parte a considerazioni in dottrina sull’Euro e sull’Europa – chi era stato critico su questi argomenti, non va bene come ministro della Repubblica.

Allora se questo è il punto abbiamo un grande problema in Italia: questa non è una democrazia libera se siamo in queste condizioni. Io sono stato un profondo estimatore del Presidente della Repubblica Mattarella ma questa scelta per me è incomprensibile. Non è comprensibile perché noi ce l’abbiamo messa tutta, abbiamo fatto un contratto di governo, in quel contratto di governo non c’era l’uscita dall’Euro, c’era la modifica dei trattati sull’Europa e la rivisitazione di alcune regole europee, questo sì. Abbiamo composto una maggioranza e abbiamo fatto tutta la squadra di governo. Noi oggi siamo andati al Colle con tutti i nomi, ministero per ministero. Ci siamo messi intorno a un tavolo e sulla base di quel contratto abbiamo deciso chi dovesse andare in un Ministero e chi in un altro a realizzare il cambiamento per il Paese.

Eravamo pronti ad abolire la legge Fornero, a modificare i contratti di lavoro super precari, dovevamo mettere a posto tante cose, l’immigrazione, i problemi economici, quanta roba avevamo progettato. E non c’è stato permesso. Eppure rappresentiamo circa il 60% del consenso popolare in Italia, rappresentiamo due forze politiche che hanno vinto le elezioni. Tuttora, oggi, queste forze M5S e Lega insieme hanno la maggioranza in Parlamento. Avevamo espresso Conte come Presidente del Consiglio incaricato, avevamo messo insieme la squadra dei ministri, eravamo pronti a governare e ci è stato detto no.

Ora il no perché? Perchè le agenzie di rating in tutta europa erano preoccupate per un uomo, un uomo che va a fare il ministro dell’economia? Che gli investitori erano preoccupati in tutta Europa? Questo è il punto? E allora ditelo, diciamocelo chiaramente: in questo Paese è inutile che andiamo a votare tanto i governi li decidono le agenzie di rating e le lobby finanziarie e bancarie, tanto i governi li decidono sempre gli stessi, anche quando il popolo dà più del 50% di consenso a due forze politiche che vogliono cambiare le cose e vogliono rappresentare per gli italiani i loro interessi, alla fine un modo per bloccare tutto questo lo si trova sempre.

È inaccettabile, è un livello di scontro istituzionale mai visto. Io voglio dire chiaramente non possiamo stare qui a guardare, a dire “va bene ok torniamo al voto”. Torniamo al voto. E poi che succede? Riportiamo Savona al Quirinale, pure con l’80% e ci ridicono NO. Perché? Perché nella sua vita ha criticato l’Euro. Uno che ha fatto il Ministro della Repubblica all’inizio della seconda Repubblica adesso non va bene più. Andava bene quando stava con Ciampi, quando sta con il MoVimeto 5 Stelle non va bene più.

Ma il punto non è Savona, vorrei che si sapesse questo. E lo dobbiamo raccontare il più possibile questo. Il punto non è un nome. Qui il punto è un modo di intendere l’Italia, sovrana oppure no. E per noi l’Italia è sovrana. Perché la sovranità appartiene al popolo. E se è questo il punto, se si vuole impedire la nascita di un governo del M5S e della Lega, un governo del cambiamento e allora ce lo devono dire chiaramente, perché oggi lo hanno dimostrato.

Io sono molto arrabbiato, potete immaginare quanto tempo abbiamo dedicato alla formazione del governo del cambiamento. Ci abbiamo messo oltre 80 giorni, ci stiamo lavorando da decine e decine di giorni, non solo la parte politica del MoVimento, ma anche tecnici, legislativi, la comunicazione, stiamo lavorando dalla mattina alla sera per dare un governo a questo Paese. Ma la verità è che stanno facendo di tutto per non mandare il MoVimento 5 Stelle al governo di questo Paese. E quando dico “stanno”, mi riferisco a quelli che sperano, a quelli che remano contro e quelli che si lasciano condizionare. E io non posso accettare che il Ministro dell’Economia italiano lo decidano o altre nazioni o le agenzie di rating che sono quelle che non ci hanno informato della crisi del 2007 facendo perdere risparmi a milioni di persone in tutto il mondo. Quelli là devono venire a decidere chi deve fare il Ministro dell’Economia di un governo del cambiamento?! Non lo so nei prossimi mesi cosa accadrà. Noi ci siamo, ci sarà sempre il MoVimento 5 Stelle, ma con una consapevolezza totalmente differente. Io voglio chiudere questo video leggendovi la lista dei ministri, perché è quella che Giuseppe Conte ha portato al Quirinale. Perché non è una cosa da poco.

ECCO LA LISTA:
PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI: Giuseppe Conte
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELLO
SVILUPPO ECONOMICO, DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI: Luigi Di Maio
VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E MINISTRO DELL’INTERNO: Matteo Salvini

Ministri senza portafoglio:
RAPPORTI CON IL PARLAMENTO E DEMOCRAZIA DIRETTA: Riccardo Fraccaro
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: Giulia Bongiorno
AFFARI REGIONALI E AUTONOMIE Enrica Stefani
SUD Barbara Lezzi
DISABILITA’ Lorenzo Fontana

Ministeri con portafoglio:
AFFARI ESTERI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE Luca Giansanti
GIUSTIZIA Alfonso Bonafede
DIFESA Elisabetta Trenta
ECONOMIA E FINANZE Paolo Savona
POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI Gianmarco Centinaio
INFRASTRUTTURE E TRASPORTI Mauro Coltorti
MIUR Marco Bussetti
MIBACT Alberto Bonisoli
SALUTE Giulia Grillo
AMBIENTE Sergio Costa

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Giancarlo Giorgetti

Questa era la squadra di governo che domani mattina poteva giurare al Quirinale.
Qual è la morale della favola? Che in questo Paese puoi essere un criminale condannato per frode fiscale, puoi essere Angelino Alfano, puoi essere una persona sotto indagine per corruzione, puoi essere una persona che si è macchiata anche di reati legati alla P.A. o all’infiltrazione della mafia nella P.A. e nello Stato e il ministro lo puoi fare, ma se hai criticato l’euro e hai criticato l’Europa non puoi permetterti neanche di pensare di fare il ministro dell’Economia. Non finisce qui. Ciao

Tempo scaduto, il Catullo dovrà pagare 13 milioni a Enav. Businarolo: «Save esperta in finanza creativa, nessuna tutela per il territorio»

Tempo scaduto per il Catullo: è in arrivo il precetto che costringe l’aeroporto veronese a sborsare i primi 13 dei 24 milioni che deve all’Enav per i servizi di controllo traffico aereo all’aeroporto di Brescia Montichiari nel periodo che va dal 2002 al 2013. Una cifra frutto di una cattiva gestione, dovuta anche all’ostinazione nel tenere aperto uno scalo praticamente non funzionante. Rimane da capire come sarà affrontata la situazione e se la manleva concessa sui debiti pregressi a Save, al momento dell’ingresso in Catullo, si dimostrerà valida. Il rischio è che i soci pubblici dovranno pagare il conto. Il bilancio 2017 del Catullo, presentato poco più di un mese fa, non aveva previsto alcun accantonamento per la causa (poi persa in primo grado) con Enav. Un dato che era stato evidenziato dal collegio sindacale nella sua relazione.

Per far fronte al pagamento dei 13 milioni di euro, Save potrebbe accollarsi la spesa, nonostante la manleva, per poi richiedere in futuro un aumento di capitale. Ciò farebbe salire la quota della società nell’aeroporto Catullo. Il tutto, nonostante il parere emesso dell’Autorità nazionale Anticorruzione abbia già considerato la precedente cessione di quote a Save come un’operazione illecita, sulla quale la Procura di Verona sta indagando e paventa l’abuso d’ufficio.

«Sono notizie allarmanti – è il commento di Francesca Businarolo – e oltre al danno c’è la beffa. A cominciare da un bilancio che è pura finanza creativa, che Save è riuscita a far approvare dal Cda con la sola opposizione di Fondazione Cariverona. Quello che lascia amareggiati è che tutto ciò accade mentre l’aeroporto di Verona, che avrebbe tutte le carte in regola per essere un importante scalo turistico e internazionale, sta cadendo, a livello societario, a pezzi. E l’attuale proprietà non fa nulla per attuare ricette che rispondano alle esigenze del territorio. Ho provveduto a segnalare tutto quanto all’Anac».

Whistleblowing: la legge a tutela del dipendente che segnala illeciti continua a evolvere

di Mariacarmela Lospinuso  – Digital4

Dopo pochi mesi dall’entrata in vigore della norma 179/2017, le organizzazioni pubbliche e private stanno introducendo strumenti, anche informatici, per recepire le segnalazioni di illeciti o irregolarità. Intanto Confindustria e INPS hanno emanato note di interpretazione, e una proposta di direttiva “whistleblowing” a livello europeo è al vaglio del Parlamento UE

Sono passati solo pochi mesi dall’entrata in vigore della legge n. 179 del 2017 cosiddetta “whistleblowing”, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. In questo periodo non soltanto il settore pubblico, ma anche quello privato hanno dovuto compiere un’opera di adeguamento alla normativa, introducendo, all’interno delle organizzazioni, nuovi strumenti che permettano a chiunque di segnalare comportamenti illeciti o irregolarità che possano recare un danno anche solo di immagine all’organizzazione stessa nonché a terzi.

Superato l’impasse iniziale, nel momento dell’introduzione del whistleblowing nel settore privato, riguardante la sua conciliabilità con l’obbligo di fedeltà che lega il dipendente al datore di lavoro (art. 2105 c.c.), il legislatore, con la legge 179/2017, ha modificato il d.lgs. 231/2001, aggiungendo tre nuovi commi all’art. 6 che disciplina i Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo (“MOGC”).

In sintesi, le principali novità introdotte dalla norma riguardano:

  • la previsione, all’interno dei Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo, di “uno o più canali” che consentano ai soggetti indicati nell’art. 5, lett. a) e b) del d.lgs. 231/2001, di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti o di violazioni del Modello Organizzativo di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte;
  • l’attivazione di almeno un canale alternativo idoneo a garantire la riservatezza con modalità informatiche;
  • la previsione, all’interno del Modello, del divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante;
  • l’indicazione, nel sistema disciplinare, di sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante, ma anche nei confronti di chi effettua con dolo e colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate;
  • la nullità del licenziamento ritorsivo o discriminatorio del segnalante. Sono altresì nulli il mutamento di mansioni ai sensi dell’articolo 2103 c.c., nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del “whistleblower”.

La portata innovativa della legge 179/2017 ha condotto Enti pubblici e Associazioni private ad intervenire per fornire una corretta interpretazione della norma.

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Il MoVimento 5 Stelle andrà al governo del Paese

IL MOVIMENTO 5 STELLE ANDRÀ AL GOVERNO DEL PAESE Questo fine settimana l'ho passato a sostenere sindaci in varie città, ma la cosa che cambia dalla prossima settimana è che il MoVimento 5 Stelle andrà al governo del Paese.Per due giorni le piazze italiane si sono colorate di giallo, con i tanti banchetti e i tanti gazebo sul contratto di governo che avete allestito in ogni Regione. A voi tutti, attivisti e portavoce del MoVimento 5 Stelle, va il mio grazie di cuore!In questo weekend avete fatto un lavoro enorme per far conoscere ai cittadini le tante cose importanti che abbiamo scritto nel contratto di governo insieme alla Lega, un contratto che sarà il cuore del governo del cambiamento che stiamo facendo nascere.In questo contratto ci sono tutte le cinque stelle del MoVimento 5 Stelle, le nostre battaglie storiche come l’acqua pubblica, la lotta al consumo di suolo, la difesa dell’ambiente, il contrasto alle grandi opere inutili, le norme anti corruzione e una seria legge sul conflitto di interesse. E ci sono anche i tanti punti del programma per la qualità della vita con cui ci siamo presentati alle elezioni: il reddito e la pensione di cittadinanza, gli aiuti alle imprese e alle famiglie con figli, la sburocratizzazione.Sono le cose per cui 11 milioni di italiani ci hanno dato fiducia. In questo contratto c’è ognuno di voi, ogni singola riga è stata scritta pensando a come migliorare la vita di un padre di famiglia, di un giovane che cerca lavoro, di un imprenditore che lotta per non chiudere la sua azienda, di una giovane madre che vuole mettere al mondo un figlio. Con questo contratto diremo all’Europa che il benessere e la felicità dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa.È il momento del coraggio, di governare e di cambiare l'Italia!

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 20 maggio 2018

di Luigi Di Maio

Questo fine settimana l’ho passato a sostenere sindaci in varie città ma la cosa che cambia dalla prossima settimana è che il Movimento 5Stelle andrà al governo del Paese.

Per due giorni le piazze italiane si sono colorate di giallo, con i tanti banchetti e i tanti gazebo sul contratto di governo che avete allestito in ogni Regione. A voi tutti, attivisti e portavoce del MoVimento 5 Stelle, va il mio grazie di cuore!

In questo weekend avete fatto un lavoro enorme per far conoscere ai cittadini le tante cose importanti che abbiamo scritto nel contratto di governo insieme alla Lega, un contratto che sarà il cuore del governo del cambiamento che stiamo facendo nascere.

In questo contratto ci sono tutte le cinque stelle del MoVimento 5 Stelle, le nostre battaglie storiche come l’acqua pubblica, la lotta al consumo di suolo, la difesa dell’ambiente, il contrasto alle grandi opere inutili, le norme anti corruzione e una seria legge sul conflitto di interesse. E ci sono anche i tanti punti del programma per la qualità della vita con cui ci siamo presentati alle elezioni: il reddito e la pensione di cittadinanza, gli aiuti alle imprese e alle famiglie con figli, la sburocratizzazione.

Sono le cose per cui 11 milioni di italiani ci hanno dato fiducia. In questo contratto c’è ognuno di voi, ogni singola riga è stata scritta pensando a come migliorare la vita di un padre di famiglia, di un giovane che cerca lavoro, di un imprenditore che lotta per non chiudere la sua azienda, di una giovane madre che vuole mettere al mondo un figlio. Con questo contratto diremo all’Europa che il benessere e la felicità dei cittadini vengono prima di ogni altra cosa.

È il momento del coraggio, di governare e di cambiare l’Italia!

Il mio ufficio a casa del No Tav sotto esproprio

Un ufficio parlamentare locale nella casa di un espropriando per i lavori del Tav. Sarà nel territorio di Castelnuovo del Garda, parte della collegio di Villafranca dove ha corso per le elezioni all’uninominale la nuova sede locale di Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle.

L’articolo 68 della Costituzione afferma che «senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza». Un principio ribadito ulteriormente dalla sentenza numero 58 del 2004 della Corte Costituzionale, che ha sancito l’estensione di questa salvaguardia a «spazi ulteriori rispetto alla residenza, identificabili come “domicilio”, in vista della tutela dell’interesse del Parlamento al pieno dispiegamento della propria autonomia, esplicantesi anche nel libero esercizio del mandato parlamentare, rispetto agli altri poteri dello Stato».

«È un dovere dei parlamentari essere presenti sul territorio – afferma Francesca Businarolo -. Durante la campagna elettorale ho incontrato moltissime persone della circoscrizione di Villafranca, inclusa l’area del basso Garda, particolarmente interessata – e minacciata – dalla tratta Brescia Verona, di prossima realizzazione, dopo il via libera del Cipe. Ho seguito l’esempio di alcuni miei colleghi bresciani della precedente legislatura, confidando di dare un aiuto concreto ai tanti cittadini che, ormai da molti anni, spesso inascoltati, sono in prima linea contro un’opera dannosa per l’ambiente, costosa per le tasche dei cittadini e inutile per gli utenti, in particolare per i pendolari che devono fare i conti con biglietti sempre più esosi e un servizio di trasporto locale sempre più scadente».

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Come funziona lo scudo della Rete

Sono tantissimi i portavoce eletti all’interno delle istituzioni, ma anche gli attivisti e gli iscritti, che avendo la necessità di essere assistiti legalmente nelle battaglie che portano avanti sul territorio, ci chiedono l’indicazione di un legale professionista, ad esempio per fare un esposto, o una denuncia, o una querela. Spesso si tratta di battaglie in cui ci si trova a combattere da soli contro soggetti economicamente più forti. Per questo motivo Scudo della Rete fornisce un elenco di avvocati che assumono un impegno etico con l’Associazione Rousseau e si rendono disponibili a svolgere a titolo completamente gratuito il primo incontro con gli iscritti o portavoce eletti, nonché il breve studio e inquadramento della pratica.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su domenica 13 maggio 2018

AGGIORNAMENTI SUL CONTRATTO DI GOVERNO

Anche l’incontro di questa mattina è stato positivo: abbiamo fatto notevoli passi in avanti sul contratto di governo e abbiamo trovato ampie convergenze sui temi che stanno a cuore agli italiani: reddito di cittadinanza, flat tax, lotta al business dell’immigrazione, abolizione della legge Fornero, conflitto di interessi.

Siamo davvero entrati nella Terza Repubblica, quella che mette al centro temi e proposte per i cittadini.

Domani ci sarà un nuovo incontro, a Milano, per andare avanti con il lavoro sul contratto di Governo. Vi terrò aggiornati come sempre!

  

Un governo politico per reddito di cittadinanza, legge anticorruzione e via la Fornero

Luigi Di Maio a Mezz'ora in più

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere. Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto. Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 6 maggio 2018

di Luigi Di Maio

In questi due mesi il MoVimento 5 Stelle ha fatto il possibile per dare al Paese un governo del cambiamento che finalmente lavori per i cittadini. Un’impuntatura sulla mia persona non c’è mai stata, perché l’unica cosa che mi sta a cuore è migliorare davvero la vita delle persone: è questa la soddisfazione più grande che posso avere.

Per questo dico a Matteo Salvini: scegliamo insieme un Presidente del Consiglio terzo, purchè sia una personalità in grado di connettersi con le esigenze del Paese, una persona di testa e cuore in grado di realizzare ciò che i cittadini ci hanno chiesto: reddito di cittadinanza, via la Legge Fornero, una seria legge anticorruzione.

Noi stiamo provando in tutti i modi a dare una soluzione politica al lavoro del Presidente Mattarella, anche per impedire che arrivi un algido tecnico che guarda ai numeri più che alle reali esigenze della gente. Se saremo in grado di fare un governo politico di questo tipo – noi e la Lega – bene, altrimenti per noi si dovrà tornare al voto.

Di certo l’alternativa di un governo tecnico non riceverà il nostro appoggio.

Alitalia, il sì alla proroga è un atto di responsabilità

Sul caso Alitalia la nostra posizione è di assoluta responsabilità: in questi giorni è all’esame della commissione speciale del Senato il decreto predisposto dal Consiglio dei Ministri che sposta al prossimo 31 ottobre i termini per un’eventuale vendita e al 15 dicembre quelli per la restituzione del prestito ponte da 900 milioni. Come MoVimento 5 Stelle, riteniamo doveroso dare l’ok a questa proroga nel rispetto dei tanti lavoratori della compagnia che vivono appesi a un filo. Lo stallo politico di queste settimane, inoltre, richiede prudenza e atteggiamenti responsabili nei confronti di una realtà che, a nostro giudizio e di quello di molti esperti del settore, resta uno dei potenziali asset strategici del paese.

Dare l’ok alle decisioni prese dall’esecutivo, però, non significa che spingiamo per la vendita a qualsiasi costo. Troppe volte negli ultimi mesi si è parlato di eventuali ristrutturazioni con conseguenti tagli a mani basse ai posti di lavoro: secondo noi non è con i colpi di scure che si può rilanciare un’azienda del trasporto aereo, ma con investimenti e rinnovate politiche industriali. Del resto i dati sulla crescita del settore del trasporto aereo, che hanno tutti il segno “+” davanti, debbono per forza invitarci ad una riflessione: perché in un segmento in così forte espansione Alitalia continua a perdere milioni su milioni di euro? Sull’operato della struttura commissariale bisogna vederci chiaro, per questo nelle prossime settimane intendiamo dare il via ad un giro di audizioni e, se necessario, imbastiremo tavoli tecnici ad hoc sulla questione. Tra l’altro abbiamo appena appreso che Luigi Gubitosi è entrato nel Cda di Tim, collezionando quindi una nuova poltrona, e un nuovo incarico.

Come farà a conciliare questi due incarichi delicati e strategici per il Paese è tutto da scoprire. Il mercato italiano è il terzo in Europa e il sesto nel mondo e vanta un costo medio del lavoro tra i più bassi a fronte di un indice medio di produttività tra i più alti: possibile che Alitalia non riesca a risalire un minimo la china in un contesto simile? Il lavoro dei tre commissari per ora difetta di trasparenza: è giunto il momento di avere tutte le delucidazioni del caso.