I corrotti devono andare in carcere

I CORROTTI DEVONO ANDARE IN CARCERE!

I CORROTTI DEVONO ANDARE IN CARCERE!VI RIPROPONGO UN ESTRATTO DEL MIO INTERVENTO DI IERI.Voglio chiarire che la certezza della pena non è incompatibile con la finalità rieducativa della pena stessa. Sono due principi che necessariamente e fisiologicamente convivono, ma il principio della certezza della pena, va ribadito e va tenuto presente per dare una risposta di credibilità ai cittadini e non a una presunta opinione pubblica, perché i cittadini quella risposta oggi ce la chiedono e da quella risposta passa la fiducia che i cittadini hanno nei confronti dello Stato italiano nella sua capacità di dare una risposta di giustizia effettiva e sostanziale.Inoltre faccio un esempio che per me è molto importante: i cittadini oggi si aspettano una risposta molto chiara e precisa nella lotta alla corruzione. Proprio ieri ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione della relazione annuale dell’ANAC. La prevenzione ed il contrasto alla corruzione è uno dei punti qualificanti del programma di governo e, come Ministro della Giustizia, intendo mettere in campo le misure più risolute per stroncare questo fenomeno. Ben conscio che nessuna lotta al malaffare potrà dirsi credibile se alla condanna per i reati contro la P.A. dei c.d ‘colletti bianchi’, non seguirà un’adeguata o alcuna pena detentiva. Ricordo che attualmente – il dato è aggiornato al 31 dicembre 2017 – il numero di questi detenuti è oggi di 370, lo 0,6% del totale.Il mio impegno sarà quindi quello di creare condizioni di piena dignità della detenzione, rispondenti alle prescrizioni europee ed internazionali, sia in termini di aumento della capienza dei posti disponibili sia in termini di razionalizzazione complessiva delle strutture carcerarie. Un ambiente il più possibile favorevole per i detenuti e per tutti coloro che, a cominciare dalla Polizia penitenziaria, lavorano a stretto contatto con detenuti ed internati e, non li elenco tutti perché non voglio dimenticarne nessuno ma davvero ringrazio tutti coloro che lavorano all’interno delle carceri.Altro dato richiamato dal Presidente Palma, è quello – drammatico – dei suicidi. 23 nelle prime 24 settimane dell’anno, che fa facilmente prevedere che alla fine del 2018 il tragico bilancio non sarà lontano da quello del 2017 in cui 50 sono stati i detenuti che si sono tolti la vita. Esiste un Piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidiarie che dovrà essere potenziato. In uno Stato di diritto non è accettabile che un detenuto preferisca la morte alla detenzione.

Pubblicato da Alfonso Bonafede su sabato 16 giugno 2018

di Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia

La certezza della pena non è incompatibile con la finalità rieducativa della pena stessa. Sono due principi che necessariamente e fisiologicamente convivono, ma il principio della certezza della pena, va ribadito e va tenuto presente per dare una risposta di credibilità ai cittadini e non a una presunta opinione pubblica, perché i cittadini quella risposta oggi ce la chiedono e da quella risposta passa la fiducia che i cittadini hanno nei confronti dello Stato italiano nella sua capacità di dare una risposta di giustizia effettiva e sostanziale.

Inoltre faccio un esempio che per me è molto importante: i cittadini oggi si aspettano una risposta molto chiara e precisa nella lotta alla corruzione. La prevenzione ed il contrasto alla corruzione è uno dei punti qualificanti del programma di governo e, come Ministro della Giustizia, intendo mettere in campo le misure più risolute per stroncare questo fenomeno. Ben conscio che nessuna lotta al malaffare potrà dirsi credibile se alla condanna per i reati contro la P.A. dei c.d ‘colletti bianchi’, non seguirà un’adeguata o alcuna pena detentiva. Ricordo che attualmente – il dato è aggiornato al 31 dicembre 2017 – il numero di questi detenuti è oggi di 370, lo 0,6% del totale.

Il mio impegno sarà quindi quello di creare condizioni di piena dignità della detenzione, rispondenti alle prescrizioni europee ed internazionali, sia in termini di aumento della capienza dei posti disponibili sia in termini di razionalizzazione complessiva delle strutture carcerarie. Un ambiente il più possibile favorevole per i detenuti e per tutti coloro che, a cominciare dalla Polizia penitenziaria, lavorano a stretto contatto con detenuti ed internati e, non li elenco tutti perché non voglio dimenticarne nessuno ma davvero ringrazio tutti coloro che lavorano all’interno delle carceri.

Altro dato richiamato dal Presidente Palma, è quello – drammatico – dei suicidi. 23 nelle prime 24 settimane dell’anno, che fa facilmente prevedere che alla fine del 2018 il tragico bilancio non sarà lontano da quello del 2017 in cui 50 sono stati i detenuti che si sono tolti la vita. Esiste un Piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidiarie che dovrà essere potenziato. In uno Stato di diritto non è accettabile che un detenuto preferisca la morte alla detenzione

Stop ai tempi biblici per le liste d’attesa: la mossa del ministro della Salute Giulia Grillo

Basta con la vergogna di ottenere una mammografia dopo 13 mesi, di aspettare fino a un anno una colonscopia, una visita oncologica o neurologica. Salvo pagare di tasca propria, impoverirsi sempre di più e far fare gli affari ai privati. Lo abbiamo promesso nel contratto di Governo e adesso cerchiamo di passare dalle parole ai fatti.

Oggi ho inviato una circolare alle Regioni in cui chiedo informazioni puntuali dettagliate di ogni singola struttura sanitaria, sia pubblica che privata accreditata, per fare il punto della situazione e di qui partire per la prossima messa a punto del Piano nazionale per il governo delle liste d’attesa. Informazioni che dovranno arrivare entro quindici giorni compilando apposite schede ed eventuali note di accompagmamento. Partiremo da qui, sapendo se e quante prestazioni sanitarie siano state erogate tramite il Cup (centro unico di prenotazione), se sono garantite – e quando e come – i tempi massimi d’attesa previsti in sede locale, se i volumi di attività svolti dai medici in libera professione dentro il Ssn siano fuori regola e rispettino il principio della libera scelta dei cittadini. Sapremo anche se agli assistiti vengano chiesti balzelli extra. Cercheremo di saperlo presto e di adottare un’adeguata strategia di cambiamento per debellare un fenomeno odioso, che mina l’equità, l’uniformità di trattamento sanitario in tutta Italia, che fa carta straccia della trasparenza, dell’informazione ai cittadini e che in sostanza mina alla radice l’universalità del Servizio sanitario pubblico.

Metterò il massimo impegno e mi aspetto una grande collaborazione da parte delle Regioni in favore dei cittadini per abbattere lunghi e impossibili tempi d’attesa e per avere un giusto e democratico accesso ai servizi e alle informazioni. Cercherò di andare incontro a tutte le esigenze delle Regioni e ai loro eventuali problemi organizzativi, ma seguirò con grande determinazione nel corso del mio mandato questo obiettivo come uno dei capisaldi del Servizio sanitario pubblico e della tutela dei diritti della salute.

In Italia c’è un nuovo governo, e niente sarà più come prima

di Luigi Di Maio, Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico

Francia e Spagna hanno chiuso i loro porti da tempo. La Spagna ha praticato addirittura i respingimenti a caldo che sono stati anche condannati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. La Francia respinge quotidianamente i migranti a Ventimiglia e tutti ci ricordiamo cosa è successoqualche mese fa a Bardonecchia.

È imbarazzante che oggi i rappresentanti di questi Paesi vengano a farci la morale soltanto perché chiediamo a tutti i nostri partner europei di condividere con l’Italia diritti, doveri e solidarietà. Anziché sprecare fiato bisogna adoperarsi subito per distribuire i migranti che arriveranno durante l’estate in tutta Europa e modificare il prima possibile il Regolamento di Dublino. In Italia c’è un nuovo governo e niente sarà più come prima.

Davide continua a vincere contro Golia #ElezioniComunali2018

di Luigi Di Maio

Il MoVimento 5 Stelle anche a questa tornata elettorale si è presentato da solo in tutti i comuni contro coalizioni di decine di liste. Ogni volta è un’impresa titanica. La nostra squadra di 20 – 30 candidati se la deve vedere in campo aperto contro corazzate che schierano centinaia di candidati e contro la logica clientelare che ancora resiste in molte zone d’Italia.

Nonostante ciò, nei comuni che già amministravamo (Assemini con Sabrina Licheri, Pomezia con Adriano Zuccalà, Ragusa con Antonio Tringali) siamo nuovamente al ballottaggio, a conferma delle capacità di governo che abbiamo dimostrato nel territorio. Oltre a Ragusa, nei capoluoghi siamo al ballottaggio in tre città dove potremmo conseguire dei risultati storici: ad Avellino con Vincenzo Ciampi, a Terni con Thomas De Luca e a Imola con Manuela Sangiorgi. Affronteremo il secondo turno anche ad Acireale. Vi annuncio fin da ora che nei prossimi giorni andrò a dare una mano ai nostri candidati perchè è importantissimo rispondere a queste esigenze di cambiamento. Al primo turno i nostri candidati hanno vinto a Crispiano in Puglia, a Ripacandida in Basilicata, a Pantelleria in Sicilia, a Castel Di Lama nelle Marche.

Ogni volta che ci sono delle elezioni amministrative i media raccontano sempre la solita solfa, che siamo in affanno, che rispetto alle politiche è andata male e che quindi siamo prossimi alla scomparsa. E’ una lettura che continuano a riproporre da 5 anni a questa parte, che si è sempre rivelata falsa e che si rivelerà tale anche questa volta. Rispetto al 2013 abbiamo la possibilità di triplicare i nostri sindaci e questo è il nostro obbiettivo per i ballottaggi del prossimo 24 giugno.

Ringrazio tutti i candidati e tutti gli attivisti che grazie al loro impegno ogni giorno sul territorio hanno ottenuto questi importanti risultati e hanno dimostrato che Davide continua a vincere contro Golia.

La liquidazione da parlamentare di Alessandro Di Battista

https://web.facebook.com/dibattista.alessandro/videos/1547694532009272/

di Alessandro Di Battista

Non è mica semplice essere un “populista”. Breve video familiare girato in una casa in California. È a disposizione degli esponenti dei partiti politici morti! Tra l’altro ho calcolato che se tutti i deputati e senatori “trombati” del PD o di quel che resta della sinistra (quelli per intenderci che parlano della povera gente o della redistribuzione della ricchezza) facessero altrettanto beh ci sarebbero oltre 12 milioni di euro freschi freschi per le piccole e medie imprese italiane. Posti di lavoro insomma!

Lo Stato dalla parte dei cittadini: Sergio Bramini consulente del Mise

In diretta da Marina di Ragusa per Antonio Tringali Sindaco 5 stelle!

Pubblicato da Luigi Di Maio su domenica 3 giugno 2018

di Giampiero Rossi per il Corriere della Sera

Non posso girarmi dall’altra parte, devo occuparmi dei tanti che come me si sono visti cacciare ingiustamente dalla propria casa“. Sergio Bramini, 71 anni, è l’imprenditore monzese “fallito per colpa dello Stato” che, nonostante il credito di 4 milioni di euro accumulato dalla sua società, si è visto portare via la villa ipotecata per scongiurare il fallimento e salvare la società e i suoi 32 dipendenti. È già a Roma, dove sarà “consulente” del ministro Di Maio.

Che effetto fa lavorare per lo Stato che finora le è stato «nemico»?
«Chi è al governo adesso ha tutt’altra sensibilità. Ricordo bene di aver chiesto aiuto quando c’era il governo precedente, ma mi sono sentito rispondere che non poteva essere creato un precedente, che era troppo tardi. Ma lo Stato non può comportarsi così…».

Luigi Di Maio e Matteo Salvini sono venuti invece a trovarla proprio nella villa che stava per perdere. 
«Sì, hanno risposto al mio appello disperato. E credo che la politica debba fare questo, scendere tra la gente, ascoltare i problemi e far sentire vicinanza».

Ma lei per chi votava prima?
«Forza Italia. Poi ho smesso di credere in Dio e anche di votare».

E adesso cosa farà al governo?
«Studierò, ascolterò le associazioni che rappresentano chi vive esperienze come la mia, ho intenzione di radunarle tutte sotto un’unica sigla e proporrò un pacchetto di norme che mi hanno detto che si chiamerà legge Bramini».

Ma in questa campagna elettorale non si è mai sentito usato?
«Certo. Sono stato usato da tutti, anche dalla stampa. Ma a questo devo la notorietà che mi ha reso meno solo di fronte ai 60 agenti in tenuta antisommossa che mi hanno strappato fuori dalla mia casa. Ingiustamente. Non lo auguro a nessuno. Pensi che pochi giorni fa è morto il mio cane: non ha retto l’ennesimo cambiamento di ambiente».

Adesso occupiamoci dei diritti economici e sociali

di Alessandro Di Battista

Il nuovo governo non ha ancora iniziato a lavorare ma i soliti intellettuali “falce e cachemire” già sono partiti all’attacco: “governo pseudo-fascista“; “vogliono cancellare l’aborto e le unioni civili“; “dobbiamo aver paura di questo governo“. Dov’erano quando l’ex-Presidente Boldrini, tra un “bella ciao” e un altro, applicava la ghigliottina in Parlamento azzittendo l’opposizione e favorendo un regalo miliardario di denaro pubblico alle banche private? Dov’erano quando il loro cocco bello da Rignano provava ad abolire non il Senato ma il voto dei cittadini? Dov’erano quando due governi di centro-sinistra (Renzi e Gentiloni) posero la fiducia a due leggi elettorali (Italicum e Rosatellum) esattamente come fece Mussolini nel 1923? Ieri, come oggi del resto, costoro stavano dalla parte sbagliata della storia.

Sì, provo soddisfazione nel vederli gonfi di livore, perché non si sono mai davvero indignati per le sofferenze dei cittadini. Sì, mi compiaccio nel vederli persi, alla ricerca di un punto di riferimento di potere che non c’è più, perché quando hanno avuto la possibilità di schierarsi l’hanno fatto con chi procurava ingiustizie, non con chi le pativa. Sì, esulto nel vederli attaccare in modo scomposto questo governo continuando con le loro menzogne, quelle stesse menzogne che hanno lanciato la nostra ascesa e determinato il loro fracasso. Mi rallegro nel vedere deputati del PD scendere in piazza a difesa della Costituzione, loro che con leggi indegne hanno distrutto i diritti sociali degli italiani. E soprattutto godo guardando Pd e Forza Italia. Hanno fatto una legge elettorale oscena per stare ancora una volta dalla stessa parte e dalla stessa parte in effetti ci stanno. Ma non al governo, stanno insieme all’opposizione. Che goduria!

Ma il tempo dell’esultanza finisce qui. Lasciamoli nell’oblio mentre mangiano i pop-corn (sperando che non si strozzino). Ora è tempo di realizzare concretamente i punti del programma. Non toccando i diritti civili conquistati ma occupandoci adesso di quelli economici e sociali smantellati. Si può fare tanto, possiamo partire immediatamente dal salario minimo orario tanto caro a Luigi. In alto i cuori!