Caporalato, arresti a Verona: “Clima di impunità e corruzione diffusa: vanno aumentati i controlli sul lavoro”

L’operazione della Guardia di Finanza di Soave (Verona) disegna uno scenario inquietante. Il caporalato, com’è stato dimostrato da altri episodi di cronaca, non è confinato ai campi del meridione ma è purtroppo endemico anche al Nord. E la parte peggiore consiste nel sistema che,  nel caso portato alla luce da finanzieri, copriva lo sfruttamento. Diversi “colletti bianchi” sono stati implicati, tra cui un medico del lavoro, due dipendenti dell’Inps e proprio un militare della Guardia di Finanza. Il governo sta già pensando a delle misure: la prima, annunciata dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio, prevede l’aumento degli ispettori del lavoro. Risulta evidente come molti dei casi emersi, incluso quello veronese, siano figli di un clima di omertà se non di complicità, con professionisti e impiegati pubblici che si trasformavano in truffatori e falsari, convinti di farla franca. Ci sono poi le vittime, a Foggia come a Verona e nel resto della Pianura Padana persone che sono tagliate fuori dalla società civile e che non hanno accesso e talvolta nemmeno coscienza dei loro diritti di base: non solo cittadini extracomunitari, ma anche italiani, resi disperati dalla disoccupazione. Se si ritiene che i migranti siano una risorsa per la nostra economia, in particolare per il settore agricolo, allora abbiamo anche il dovere morale, da cittadini di uno Stato attento alle condizioni di tutti, di fornire loro assistenza legale.

Agli uomini della Guardia di Finanza, che si sono trovati nella sgradevole situazione di indagare su di un loro collega e che hanno consentito di scoperchiare una simile vicenda va il plauso e il ringraziamento di tutti.

Approvato il #DecretoDignità: Cittadini 1 – Sistema 0

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di Luigi Di Maio

Oggi è stato approvato il primo decreto dopo decine di anni, non scritto da potentati economici e lobby. E’ il primo decreto dopo tanti anni che mette al centro il cittadino, mette al centro gli imprenditori, mette al centro i giovani precari. Finalmente i cittadini segnano un punto: Cittadini 1 – Sistema 0.

Il lavoro precario non sarà più incentivato. Il lavoro stabile tornerà finalmente di moda!

Ci sono tante emergenze da affrontare in Italia e siamo al lavoro su tutti i fronti. Il Decreto Dignità restituisce dignità alle categorie più deboli di questo Paese, ma ce ne sono tante altre su cui dovremo lavorare. Siamo stati in Aula per tutta la discussione, non abbiamo messo la fiducia, abbiamo accolto emendamenti dell’opposizione e abbiamo approvato un provvedimento che affrontava quattro emergenze sociali: precariato, burocrazia, delocalizzazione e pubblicità sul gioco d’azzardo.

Siamo il primo Paese in Europa ad aver abolito la pubblicità sul gioco d’azzardo e dedico questo risultato a tutti quegli operatori del sociale che ogni giorno cercano di salvare padri e madri di famiglie dalle grinfie delle slot machines.

Sulla pelle dei nostri giovani non si lucra più

di Luigi Di Maio

La dignità di tutti i lavoratori, compresi quelli della gig economy, è il tema che più mi sta a cuore. Come primo atto da ministro ho subito incontrato i riders e con loro abbiamo portato avanti un tavolo con i loro datori di lavoro, ossia le piattaforme digitali che si occupano di fare le consegne a domicilio.

Gli operatori in questo mercato in Italia sono qualche decina e li ho incontrati e sentiti tutti. Parliamo di un mercato promettente, ma ancora in crescita e come spesso succede in questi casi non tutti i concorrenti sopravvivono. E’ il mercato. Tra ieri e oggi si sta cercando di dare al mio impegno per la dignità dei lavoratori la colpa del fatto che una di queste piattaforme, Foodora, sta lasciando l’Italia. E’ vero che Foodora va via, ma qualcuno sa davvero il perchè? Vi do qualche informazione in più. Foodora lascia non solo l’Italia, ma anche la Francia, l’Australia e l’Olanda perchè, spiega l’azienda: “il mercato è troppo difficile”. Quindi non per le tutele dei lavoratori che noi vogliamo aumentare.

Pensate che il mercato in cui ha deciso di investire Foodora è quello tedesco, dove i riders vengono assunti come subordinati e quindi con salario e tutele minimi.
Quello che spinge le aziende a investire più o meno è la legge della domanda e dell’offerta, non la presenza dei diritti dei lavoratori.

Sulla pelle dei nostri giovani non si lucra più.

GenX, procura inadempiente? Esposto di Businarolo e Cunial (M5S) al Csm

Presentata anche un’interrogazione in vista della scadenza del concordato volontario. Le deputate: “La Miteni doveva essere una controllata speciale”

La procura di Vicenza è stata inadempiente sul caso Miteni? È quanto chiedono le deputate Francesca Businarolo e Sara Cunial del Movimento 5 Stelle con un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, per accertare se ci siano state eventuali mancanze da parte della procura berica rispetto alle iniziative da prendere, a tutela della popolazione, per contrastare l’emergenza ambientale legata alla Miteni, azienda di Trissino attiva nell’industria chimica e il cui nome è inevitabilmente associato allo scandalo Pfas. Mentre le istituzioni erano già impegnate a contenere l’inquinamento nella rete idrica da sostanze perfluoroalchiliche, la stessa ditta è stata autorizzata, a partire dal 2014 e fino al 2017 al trattamento fino a 100 tonnellate annue di rifiuti chimici pericolosi contenenti il GenX, sostanza con possibili effetti cancerogeni.

“Va fatta chiarezza fino in fondo – afferma Businarolo – ci sono stati troppi ritardi e troppe cose a lungo sottaciute riguardo a Pfas. Ora si apprende dell’utilizzo di altre sostanze chimiche, proprio nel periodo in cui doveva esserci piena attenzione sulla ditta vicentina, quest’ultima ha ricorso all’uso di un altro agente potenzialmente tossico. I cittadini hanno diritto che venga detta loro la verità una volta per tutte e di conoscere i rischi che realmente corrono”.

 “Abbiamo inoltre presentato al Governo – aggiunge Cunial – in particolare al ministro della Giustizia, un’interrogazione per richiedere di accertare che sia mai stata fatta la rogatoria internazionale per sapere chi siano i reali proprietari della Miteni nonché di verificare velocemente la reale intenzione aziendale, visto che il 19 settembre scadrà il concordato volontario, termine che potrebbe dotare l’azienda della possibilità di sottrarsi dalle proprie responsabilità nei confronti della comunità e infine indagare sull’assenza totale da parte della procura di Vicenza di qualsiasi iniziativa in termini di provvedimenti d’urgenza a tutela della popolazione”.