AMBIENTE, BUSINAROLO (M5S): IL PROGETTO DEL COLLETTORE DEL GARDA SI PUO’ MIGLIORARE

“È possibile rivedere il progetto del rifacimento del collettore del Garda, usando gli stessi fondi già stanziati ma realizzando un’opera più sicura ed ecosostenibile, possibilmente riducendo il finanziamento messo a carico dei cittadini. Le parole del sottosegretario all’Ambiente Salvatore Micillo, diffuse attraverso una nota stampa, confermano la posizione che da sempre esprime il Movimento 5 Stelle nell’area del Garda”. Lo afferma Francesca Businarolo, portavoce M5S alla Camera eletta nel collegio Veneto 2.
“Il ministero dell’Ambiente, per voce del sottosegretario ha chiarito che, nell’ambito delle proprie competenze, può analizzare più a fondo il progetto, ancora in fase preliminare, ed eventualmente apportare modifiche, che ci saranno in ogni caso, senza per questo rinunciare ai finanziamenti per le opere di depurazione. Questo chiarimento mette la parola fine alle polemiche strumentali dei giorni passati e chiarisce che si possono ancora mettere in campo delle soluzioni migliorative per garantire l’efficienza economica, la sicurezza delle persone, la sostenibilità ambientale e la salute delle acque del Garda e dei cittadini” conclude la deputata M5S.

Tutti i disastri del Jobs Act (che i giornali provano a camuffare)

di Luigi Di Maio

Oggi tutti i giornali si rendono conto dei casini che il Pd ha combinato con il Jobs Act perché presto scadrà la cassa integrazione per 140.000 operai. E’ imbarazzante come cerchino di imputare al nostro governo la responsabilità di questo disastro. Addirittura dal primo titolo del Corriere della Sera sembra che lo stop alla cassa integrazione sia nella manovra. Ipocriti! Quando Renzi portava avanti la distruzione dei diritti dei lavoratori voi media eravate tutti lì ad osannarlo, e oggi che si vedono i risultati deleteri di quella riforma siete qui a dare la colpa a noi.

Anziché preoccuparsi di aiutare queste persone, ne ha affossato delle altre sdoganando il precariato a vita e abolendo i diritti fondamentali dei lavoratori. Hanno tolto la cassa integrazione per cessazione, hanno cancellato un anno di cassa integrazione ai lavoratori giustificando l’azione con sussidi di disoccupazione. Peccato che quel sussidio arriverà solo una volta perso definitivamente il lavoro per cui ti sei magari impegnato per una vita. Anche questo è un effetto collaterale di quella folle riforma che è stata il Jobs Act: un incentivo a smettere di lavorare, un modo per dire ai cittadini che non sono più utili, un modo per umiliare le persone.

Il MoVimento 5 Stelle ha sempre osteggiato il Jobs Act e lo rivendico con orgoglio. Con il Decreto Dignità abbiamo messo un freno precariato e la settimana scorsa abbiamo fatto ripartire la cassa integrazione in deroga per aiutare migliaia di famiglie italiane. Domani andrò di persona a incontrare i rappresentati di questi lavoratori che rischiano di non avere più un futuro e insieme capiremo come affrontare questa situazione. Non saremo perfetti, ma di sicuro non siamo senza cuore. Queste persone meritano rispetto e hanno il diritto di essere ascoltati da chi governa. Il MoVimento 5 Stelle e questo governo sono e saranno sempre vicini al popolo e questo non ce lo può togliere nessuno.

Ministro Grillo: Via il numero chiuso da medicina

Via il numero chiuso da medicina, fuori i dirigenti politicizzati dalla sanità e nuove assunzioni: ecco il piano per la Salute del ministro Giulia Grillo

di Giulia Grillo, Ministro della Salute

Da quando sono ministro della Salute mi sono subito concentrata sul tema della carenza di medici, ereditato da anni di disattenzione dei precedenti governi e da un’errata programmazione. Stiamo già lavorando su norme per sbloccare le assunzioni, superamento del numero chiuso in Medicina e misure per mandare via i dirigenti politicizzati, premiando invece merito e reali competenze.

In tantissime aree del Paese, per alcune discipline medico specialistiche i concorsi vanno deserti, i candidati non partecipano (come nel caso di Parma con zero partecipanti) e quasi ovunque partecipa un numero esiguo.

Sapete perché? Le norme che regolano l’accesso al nostro Servizio sanitario nazionale hanno da decine di anni previsto che un medico debba avere per forza una formazione dopo la laurea e l’esame di stato, peccato però che si sono fatti male i conti e non hanno formato sufficiente numero di specialisti e medici di medicina generale.

Il risultato è che in tutti questi anni, mano a mano che il problema cresceva e la politica lo ignorava, ogni Regione e ogni ASL si è barcamenata inventando soluzioni “creative” quasi mai un normale contratto di lavoro stabile.

Per risolvere il problema e per non arrivare al blocco o all’interruzione dei servizi, dobbiamo agire riformando in maniera strutturale il sistema di formazione e di accesso, ma serve tempo. Per tamponare la situazione, stiamo lavorando a una misura urgente che consenta di partecipare ai pubblici concorsi ai medici che hanno maturato un’adeguata esperienza nell’area dell’emergenza, seppur con contratti precari e senza specializzazione. Non vogliamo che chi ha salvato fino ad ora il sistema rimanga fuori per norme inadatte. Questa è la filosofia dello #sbloccaconcorsi per dare più peso alla reale competenza che alla carta.
A volte se i migliori cervelli fuggono all’estero, è anche colpa nostra. E io non voglio più che accada!

Non nascondiamoci dietro un dito, gli stipendi in tanti altri Paesi che oggi rubano i nostri migliori professionisti, sono più alti. La prossima settimana ho convocato al Ministero i sindacati proprio sul tema del contratto, fermo da quasi 10 anni.

Ci stiamo occupando però della questione formazione del personale medico, sia sulla formazione pre-laurea che post. Infatti, oggi le norme che regolano l’accesso alla facoltà di Medicina possono essere migliorate, c’è il rischio che resti fuori chi magari sarebbe diventato un grande medico. Rivedremo le modalità di selezione, ad esempio prendendo spunto dal modello francese che prevede libero accesso al primo anno e sbarramenti successivi in modo da premiare il merito. Anche in questo modello ci sono dei pro e contro, ma può essere una buona base di partenza per migliorare il sistema attuale.

Per quanto riguarda il post laurea invece, stiamo strutturando una soluzione che si basa sul calcolo delle reali necessità del sistema in modo tale da evitare carenze e fughe dei nostri giovani in altri Paesi.

Un altro nodo che intendiamo sciogliere è quello dell’incompatibilità che non consente a un medico di famiglia (MMG) in formazione di svolgere altre mansioni. A 28 anni, dopo anni di studio intenso, con 800 euro al mese non si può pensare al futuro.

Vogliamo riportare la meritocrazia nella sanità e mettere in cantiere riforme strutturali che riportino il Servizio sanitario nazionale ad un livello superiore. Dopo 30 anni di immobilismo e cattive riforme, non è facile, ma ci stiamo mettendo tutto l’impegno possibile e presto si vedranno i primi risultati. Alla sanità non bisogna tagliare fondi, ma i dirigenti nominati dalla politica, è nel contratto e lo faremo.

La mia ristrutturazione del Servizio sanitario nazionale continua, e come dico sempre, siamo solo all’inizio. E nella legge di bilancio vedrete…

Franzoso voluto nel CDA Trenord dal MoVimento 5 stelle

Una grande novità, che dà il senso della rivoluzione che stiamo portando avanti: abbiamo chiamato a far parte nel Cda di Trenord, ovvero l’operatore ferroviario della Lombardia, Andrea Franzoso.

Sapete chi è quest’uomo? E’ il whistleblower di Ferrovie Nord Milano, ovvero la holding che proprio tramite Trenord gestisce il trasporto pubblico lombardo.

Franzoso è colui che nel 2015 denunciò le malefatte e gli sperperi all’interno di Fnm, sollevando il velo su anni di ruberie. A seguito del suo gesto coraggioso, l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano, Norberto Achille, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per peculato e truffa aggravata, con l’accusa di aver usato i fondi della società per sé e la sua famiglia.

Per aver denunciato tutto questo, Franzoso è stato prima relegato al ruolo di passacarte e poi accompagnato alla porta. Per noi invece un uomo così coraggioso, onesto, con spiccata moralità, senso civico e, perché no, la schiena dritta, deve essere premiato, non allontanato.

Con noi lo Stato finalmente dà riconoscimenti a chi difende la legalità e fa il proprio lavoro a viso scoperto. Siamo convinti che l’efficienza sia nulla senza etica.

E questo è solo l’inizio.

Verona, i cittadini contro le opere inutili

In merito a quanto pubblicato dal quotidiano l’Arena di domenica 16 settembre, “Stop alle grandi opere? Verona contro Toninelli”

LA MIA DICHIARAZIONE

Verona compatta a favore dell’Alta Velocità?

Non basta qualche dichiarazione da parte di alcuni politici per capire come la pensa la città. Ci sono molti cittadini che, nel corso degli ultimi anni ed esponendosi in prima persona, hanno lottato contro un progetto imposto dall’alto, con ripercussioni sull’ambiente, sul territorio e in certi casi anche sulla salute di chi ci vive.

Il ministro Danilo Toninelli sta mettendo in pratica quanto da noi ampiamente promesso in campagna elettorale: una rigorosa verifica dei progetti e dei tracciati, senza nessuna approvazione al buio.

Per quanto riguarda il Collettore del Garda, da tempo il Movimento 5 Stelle ha accolto le istanze di molti residenti, presentando un progetto alternativo che, invece di un’opera titanica, prevede la realizzazione di piccoli depuratori, risparmiando due terzi delle risorse e diminuendo l’impatto. Senza collettore si ammazzerà il turismo?

Nessuno ricorda che la sua realizzazione prevederà l’interruzione della Gardesana, rendendo alcuni centri del lago difficilmente raggiungibili.

#SpazzaCorrotti, i pentiti aiuteranno lo Stato a scovare la corruzione

I “pentiti” aiuteranno lo Stato a scoprire nuovi casi di corruzione.

La legge #Spazzacorrotti introduce una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente.
Attenzione: non si tratta di farla passare liscia ai soliti parassiti della pubblica amministrazione, ci sono regole rigidissime da seguire. Ve le illustriamo in questo video.

Corrotti, vi conviene parlare!

#SpazzaCorrotti

Francesca Businarolo su #Spazzacorrotti

La corruzione deve essere fermata con ogni mezzo: pene più certe e più severe, strumenti di indagine più efficaci, ma anche incentivi per i “pentiti”. Per questo, la #spazzacorrotti prevede una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente, aiutando lo Stato a combattere il malaffare e a recuperare i soldi dei cittadini.Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 12 settembre 2018

#Spazzacorrotti, allunghiamo la durata dell’interdizione dai pubblici uffici

Con la legge Spazzacorrotti allunghiamo la durata dell’interdizione dai pubblici uffici e del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.

Corrotti e corruttori rischiano di non rimettere più piede in un ufficio pubblico per il resto della loro vita.

Via i parassiti dalla PA: lo Stato torni pulito!

#SpazzaCorrotti

Angela Salafia sulla Legge #SpazzaCorrotti

Chi sceglie la strada della corruzione deve rimanere alla larga dalla pubblica amministrazione. Con il “Daspo”, corrotti e corruttori rischiano seriamente di non poter più mettere piede in un ufficio pubblico per lavorare o per fare affari! E’ chiaro a tutti che la corruzione, adesso, non conviene più a nessuno.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Martedì 11 settembre 2018

Undici anni dopo il primo V-Day

Oggi è l'anniversario del V Day. Facciamo il punto su questi 11 anni incredibili. Collegatevi alla diretta!

Pubblicato da Luigi Di Maio su Sabato 8 settembre 2018

di Luigi Di Maio

Sono passati undici anni dal primo V-Day con cui è iniziato un percorso di cittadinanza attiva in Italia. In questi 11 anni è cambiato tutto, anche nel modo di vivere la politica da parte dei cittadini.
Gli unici che non se ne sono accorti sono i media, che continuano a trattarci come undici anni fa. Ci sottovalutano nei sondaggi, l’abbiamo visto spesso: quando otteniamo dei buoni risultati diventiamo la settima, l’ottava notizia o veniamo totalmente ignorati. Quando, invece, starnutiamo e non ci soffiamo il naso diventiamo la prima notizia della CNN, della BBC, di Rai1, del TG1.
Ed è fantastico perché adesso che siamo lì al Governo mi ritorna in mente una frase con cui, negli anni passati all’opposizione, ci rispondevano i giornalisti: “voi non siete al Governo, se ci andate poi diventiamo filo-governativi”. Già questo è un discorso abbastanza ignobile, però è assurdo che ora che siamo al Governo continuino a massacrarci.
Questo è il primo caso nella storia in cui al Governo ci vanno forze politiche che non stanno con le lobby e all’opposizione ci sono tutti gli interessi dei grandi potentati economici.
Sono passati esattamente tre mesi dalla nascita di questo Governo e come Movimento 5 Stelle rivendichiamo tantissimi risultati che abbiamo portato a casa.
La vita dei cittadini la cominceremo a cambiare dal primo gennaio 2019, quando sarà entrato in vigore il reddito di cittadinanza, ma in questi famosi 100 giorni abbiamo già abolito i vitalizi alla Camera, siamo diventati il primo Paese in Europa ad aver abolito la pubblicità sul gioco d’azzardo.
Il primo Governo ad eliminare la legge vergogna che impediva ai magistrati di intercettare i politici: lo ha fatto il ministro Alfonso Bonafede. Abbiamo fatto una legge sulle delocalizzazioni: d’ora in poi le aziende che prendono soldi dallo Stato e portano i macchinari in Turchia non lo possono più fare perché ci devono pagare una penale con gli interessi.
Siamo il Governo che ha mandato a casa il Jobs Act grazie al Decreto Dignità, che contiene una serie di misure per combattere il precariato dei giovani.
Abbiamo diminuito le emissioni nocive a Taranto del 20% per salvaguardare la salute dei cittadini.
Abbiamo abolito il redditometro, lo spesometro, eliminato le cadenze intermedie, lo split payment, che è un’altra cosa assurda per le partite iva.
Abbiamo licenziato l’Air Force Renzi, il più grande simbolo di una dominazione culturale della politica attraverso la quale si spendevano i nostri soldi per gli sprechi, visto che ci si facevano costruire le docce negli aerei: abbiamo interrotto il contratto, non si poteva fare.
Stiamo presentando un disegno di legge anticorruzione sul quale la Corte di Strasburgo ci ha fatto i complimenti. Ha detto che è una buona cosa perché questo è un Paese che ha distrutto la meritocrazia e favorito i corrotti. Se l’avessero fatto quelli di prima sarebbe diventata la prima notizia del Financial Times e invece continuiamo a ricevere attacchi.
Per non parlare di quello che stiamo facendo sulle concessioni autostradali: veniamo chiamati populisti da quando è successa la tragedia del ponte Morandi. Ebbene, per la prima volta abbiamo deciso di intervenire sulle concessionarie, togliendo le concessioni a quei soggetti che hanno fatto crollare un ponte. E noi saremmo i populisti?

Il movimento è nato nel 2009 e fino al 2013, quando siamo entrati in Parlamento, ci dicevano “non andrete da nessuna parte, avete al massimo il 5 per cento, siete un piccolo partito” e invece Grillo e Casaleggio ci avevano visto lungo. Camminavamo da soli senza rimborsi elettorali con la promessa di tagliare lo stipendio ai parlamentari e siamo arrivati ad essere la prima forza politica del Paese. Ci avevano detto che Renzi avrebbe distrutto il Movimento 5 Stelle perché ci aveva rubato i temi, ma evidentemente non ha realizzato nulla e infatti gli italiani lo hanno mandato a casa con il referendum.
Poi è arrivato Gentiloni e ci hanno detto che serviva un po’ di moderazione, eravamo troppo estremisti e incompetenti e poi, ancora una volta, il 4 marzo abbiamo vinto le elezioni politiche. Abbiamo vinto le comunali nelle grandi città, abbiamo vinto il referendum.
E’ vero che in undici anni nei media non è cambiato niente, ma noi abbiamo la rete, le piazze che non abbiamo mai abbandonato e oggi siamo una forza politica che quando fa una campagna come quella “bye bye vitalizi” è riuscita ad arrivare a 23 milioni di italiani. Il TG1 fa 6 milioni quando gli va bene, noi abbiamo raggiunto 23 milioni con una campagna e questo grazie alla lungimiranza che hanno avuto Gianroberto e Beppe: credere nella rete, in internet, nella capacità di condividere le informazioni.
La svolta per creare questo Governo è nata attorno al contratto: quando incontravo gli investitori esteri dicevano che il Movimento da solo al Governo sarebbe stato il peggiore scenario possibile e quindi, in qualche modo, ci hanno combattuto. Forse qualche danno ce l’hanno fatto, però alla fine siamo riusciti a formare un Governo che sta facendo le cose. Quella più grande sarà cambiare la vita dei cittadini italiani con il reddito di cittadinanza. Come capo politico del Movimento 5 Stelle sto lavorando per istituire un sistema che permetta alle persone di avere una vita serena e un lavoro.
Dobbiamo formare lavorativamente tante persone, riqualificarle e reinserirle nel mondo del lavoro: questo lo porteremo nella Legge di Bilancio, è la nostra priorità, come il superamento della Legge Fornero, come il disegno di legge che sta facendo Alfonso Bonafede sull’anticorruzione.

Vi rendete conto che siamo a un passo dal Daspo per i corrotti e dall’agente sotto copertura per i reati di corruzione? Significa che se tu corrotto vieni beccato con le mani “nella marmellata”, la pubblica amministrazione non la vedi più, che tu sia un politico o un funzionario pubblico.
Si parla sempre del cambiamento culturale. Per noi significa garantire un lavoro e un reddito ad una persona per fare in modo che non possa finire più nelle grinfie del voto di scambio e garantire che chi è corrotto d’ora in poi venga espulso dalla società.
Quello che stiamo facendo non è semplice, perché vedo continuamente che mettono la Lega contro di noi, ma vi dico che a Salvini dico subito quando non siamo d’accordo. Gli ho detto che non deve attaccare i magistrati, perché quei magistrati sono gli stessi che arrestano i mafiosi, gli stessi che arrestano i corrotti, gli scafisti, quindi vanno rispettati sempre.
Non possiamo basare il dibattito politico sulle dichiarazioni, dobbiamo badare ai fatti: questo è il primo Governo che sta facendo una rivoluzione. Tra l’altro, all’interno del disegno di legge di Bonafede c’è una norma che dice che d’ora in poi i partiti e le fondazioni di partito devono essere trasparenti. Cioè chi finanzia i partiti e le fondazioni deve dire chi è, altrimenti non può finanziarli.
Troppo spesso non si raccontano le tante cose che stiamo provando a fare, ma le dovete raccontare anche voi, dovete condividere questi video, farli girare sempre di più.

C’è un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che è la perfetta sintesi di questo Governo, un cittadino che si fa Stato. E questo è fantastico. L’altro giorno lo criticavano perché fa il professore universitario, come criticano me che faccio il ministro e facevo lo steward allo stadio San Paolo. In Italia c’è la concezione di dover fare il politicante a vita, devi fare come questi soggetti che nascono parlamentari e finiscono la loro vita a fare i presidenti della Repubblica. Tutto questo sta cambiando.
L’8 settembre di 11 anni fa ho iniziato la mia prima raccolta firme e oggi siamo al Ministero dello Sviluppo Economico. Qui stiamo facendo cose incredibili: per esempio il piano clima-energia, che cambierà la concezione energetica di questo Paese. Stiamo lavorando al piano del “made in Italy” e alla lotta alla contraffazione. Ho pronto il primo provvedimento che abolisce 140 leggi in modo da avere un unico codice del lavoro, per fare in modo che imprese e persone siano molto più facilitate ad accedere a questa giungla normativa.
Stiamo lavorando alla lotta agli sprechi, al reddito di cittadinanza, che significa aiuto anche alle famiglie che fanno figli, stiamo lavorando al business sull’immigrazione, ma c’è veramente ancora tanto da fare. Però ci dovete stare vicini, perché l’atteggiamento che vedo è sempre lo stesso da 11 anni: provare a spaccarci, a metterci ansie e tentare di creare il mito che il Movimento stia per morire.

Siamo al Governo e continueremo ad essere una forza politica dalla parte della gente perché realizzeremo le cose, non ce lo dimentichiamo mai. E questo 8 settembre 2018 lo festeggio insieme a tutti voi, con un grande abbraccio che mando a Beppe Grillo e un grande “grazie” a Gianroberto Casaleggio e Davide, che sta facendo un grande lavoro sulla piattaforma Rousseau, perché una forza politica come la nostra non esiste da nessun’altra parte e dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo creato in questi 11 anni.

PERIFERIE, BUSINAROLO (M5S): “SUBITO SOLDI AI COMUNI IN AVANZO, FINANZIAMENTO GARANTITO PER PROGETTI ESECUTIVI”

Roma, 5 set – “Sul decreto periferie si fa la solita propaganda, accusandoci di togliere risorse che invece stiamo sbloccando e per le quali i precedenti Governi non hanno fatto nulla”. Replica così Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle a quanto affermato da alcuni esponenti del Pd veronese sulla cancellazione del cofinanziamento statale per Veronetta.

“Grazie al nostro emendamento al decreto Milleproroghe i comuni potranno spendere maggiori risorse da subito: abbiamo garantito i 500 milioni necessari a 24 progetti del bando periferie già approvati e nel frattempo permetteremo ai comuni di utilizzare gli avanzi di cassa accumulati in questi anni per rilanciare gli investimenti in opere pubbliche. Si tratta di oltre 1 miliardo di euro che verrà speso già a partire da quest’anno”, continua.

“Per quanto riguarda gli altri 96 progetti verrà in ogni caso risarcita una quota degli importi già spesi per progettazione e appalti e verrà garantito il finanziamento ai progetti attualmente già esecutivi. Certo, servono soldi per palazzo Bocca Trezza e per il Silos di Levante, e servono in fretta: sono due strutture di alto valore e di interesse pubblico per Veronetta, che è parte integrante del centro di Verona. Come è stato fatto notare in passato, infatti, è anomalo che questi due progetti siano finiti all’interno di un bando destinato alle periferie. È facile, infatti, elargire fondi con quella sciatteria che ha caratterizzato il governo Renzi, con molti interventi spot che poi risultavano non appropriati dal punto di vista procedurale”. Conclude Francesca Businarolo.