L’intervento di Luigi Di Maio dopo le consultazioni con il Presidente Conte

Buon pomeriggio a tutti,

abbiamo rivolto gli auguri di buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte, un Presidente che come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre considerato super partes e che abbiamo fortemente voluto per l’eccellente lavoro svolto negli ultimi 14 mesi.

Incontriamo ogni giorno tanti cittadini che ci chiedono di risolvere i propri problemi. In tanti aspettano risposte sul lavoro, sulle tasse, sugli ospedali, sulla scuola, sulla disabilità, sulle infrastrutture. Tanti chiedono risposte dal MoVimento 5 Stelle, lo fanno da sempre, sin da quando non eravamo ancora in parlamento.

Un anno e mezzo fa abbiamo vinto le elezioni politiche, ma abbiamo ottenuto solo il 33% dei voti.

In diretta dalla Camera dei Deputati, le dichiarazioni alla stampa dopo le consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Venerdì 30 agosto 2019

Non il 51% per essere autonomi, Il 33%.

11 milioni di italiani ci hanno chiesto di realizzare un programma con punti che aspettano da decenni. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa e abbiamo deciso di non relegare all’opposizione quel programma, abbiamo deciso di portarlo al Governo, unendoci inevitabilmente ad altre forze politiche. Anche a rischio di sacrificare parte del consenso, per provare a realizzare quello che avevano votato gli italiani.

Siamo stati al Governo per 14 mesi con la Lega. Poi hanno deciso di far cadere tutto. Sprecando un’occasione storica. Oggi il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, potrebbe dar vita a un altro Governo. Potrebbe dar vita a un Conte-bis. Uso il condizionale, perché in qualità di capo politico del MoVimento 5 Stelle sono stato molto chiaro: o siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma, o non si va avanti, non è questo l’approccio del MoVimento, non sono questi i nostri valori.

Abbiamo riassunto i nostri principali obiettivi in un documento che abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio. Alcuni di questi li consideriamo imprescindibili: o entrano nel programma di Governo o non si parte.

– Tra le prime cose per noi fondamentali espresse al Presidente è la nostra totale contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale.

Le tasse, soprattutto alle nostre imprese, vanno abbassate. Chi assume un dipendente non può pagare uno stipendio a lui e altri due stipendi in tasse. Il carico fiscale è alto e disordinato a causa della burocrazia. Questo dovrà essere un governo pro impresa.

Serve un serio taglio delle tasse e del costo del lavoro affinché possa aumentare il netto in busta paga di donne, uomini e famiglie soffocati dall’altissima pressione fiscale. L’aumento dell’Iva va bloccato e in legge di bilancio vanno approvati gli aiuti alle famiglie per il sostegno a nuove nascite.

– Altra nostra priorità è il taglio del numero dei parlamentari.

Chi ha fatto cadere il Governo credeva di poter evitare il taglio di 345 parlamentati della repubblica. Mancano due ore di lavoro in parlamento e diventa legge. Va approvato nel primo calendario della Camera alla ripresa dei lavori.

– L’ambiente non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg.

Se si vuole parlare di ambiente allora diciamoci chiaramente che: chiudiamo le centrali a carbone entro il 2025, che non si costruiscono nuovi inceneritori, che si iniziano a dismettere quelli esistenti e che si iniziano a bloccare le trivellazioni petrolifere, soprattutto nel nostro splendido mare, dove sono sospese grazie al MoVimento 5 Stelle per i prossimi 12 mesi. Per ridurre i rifiuti all’origine, serve una legge contro l’obsolescenza programmata.

– Dobbiamo rendere giustizia alle 43 vittime, e alle loro famiglie, della tragedia del Ponte Morandi.

Avevamo pronto il Decreto per iniziare la revoca delle concessioni autostradali. Va fatto. Il prima possibile.

– L’Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi.

La si è rimandata per troppo tempo. Un nuovo Governo ha senso se si approva una seria legge sul conflitto di interessi.

– Il dimezzamento dei tempi della giustizia.

Abbiamo pronta una Riforma della Giustizia che può portare fino a 4 anni massimo, i tempi per una sentenza definitiva.

Questi sono solo alcuni dei provvedimenti che abbiamo consegnato pochi minuti fa al Presidente Conte, convinti che saprà trarne la migliore sintesi possibile con lo scopo di realizzare quel cambiamento in cui continuiamo a credere fortemente insieme a milioni di italiani. Noi crediamo che per costituire le basi per l’avvio di un governo solido e duraturo, serva gettare fondamenta come queste.

Abbiamo anche detto chiaramente che bisogna continuare a perseguire le legittime ambizioni e richieste di autonomia differenziata avanzate dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Avviando allo stesso tempo il processo per riconoscere i livelli essenziali di prestazione a tutte le regioni e nuovi criteri di riparto della spesa.

Oltre al piano di investimenti per il sud attraverso la creazione di una banca pubblica.

Crediamo, inoltre, che il problema dell’immigrazione sia un problema serio, reale, concreto e che debba essere affrontato con grandi competenze e capacità, nel rispetto delle diverse sensibilità manifestate dall’opinione pubblica e puntando, con determinazione, verso una revisione totale del regolamento di Dublino e un’abrogazione del folle principio europeo di chi prima accoglie, poi gestisce.

Il MoVimento 5 Stelle è stato determinante nell’elezione della nuova Presidenza della Commissione europea.

Faremo valere i nostri voti per ottenere questo obiettivo. Subito dopo la nascita della nuova Commissione, chiederemo che si riconosca all’Italia una procedura d’emergenza per la redistribuzione dei migranti negli altri Paesi europei. Questo deve essere l’obiettivo dell’Italia sul tema immigrazione. Siamo stati lasciati soli in questi anni e abbiamo fatto da soli. Ora occorre che sia l’Europa ad occuparsene.

E’ per queste ragioni che riteniamo non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno assolutamente tenute in considerazione le autorevoli osservazioni del Capo dello Stato a quei decreti, ma senza volerne rivedere la ratio, ne’ tanto meno le linee di principio.

Ho detto due giorni fa che non rinneghiamo questi 14 mesi di Governo, al contrario, siamo orgogliosi di aver varato importantissimi decreti, come ad esempio il decreto dignità, che in pochi mesi ha prodotto effetti straordinari sul mercato del lavoro, facendo registrare un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato del 151% rispetto al periodo precedente.

Parliamo di oltre 320 mila contratti che prima erano precari e che ora sono stati convertiti in contratti di lavoro stabili, come ha certificato l’Inps. Anche se sulla lotta al precariato c’è ancora molto da fare.

Al presidente Conte abbiamo anche espresso il nostro sconcerto per questo surreale dibattito sugli incarichi. Era prevedibile che su tutti i media nazionali iniziasse a diffondersi il cosiddetto toto-ministri con nomi improbabili e di fantasia. Ma non troviamo sano che questo dibattito contagi anche le forze politiche, soprattutto quelle più rappresentative, le quali dovrebbero invece preoccuparsi di stilare un programma serio e omogeneo per i nostri concittadini.

Non smetteremo mai di ripeterci che consideriamo la politica un servizio.

A chi sta trascinando da giorni il MoVimento 5 Stelle in questo surreale dibattito da manuale Cencelli su incarichi e ruoli, dico che i fatti parlano per noi. Come capo politico del Movimento 5 Stelle ho rinunciato due volte alla possibilità di fare il Premier, sono 10 anni che tutti gli eletti 5 Stelle si tagliano gli stipendi. E mancano pochi giorni e taglieremo 345 poltrone da parlamentare con l’ultimo voto alla riforma costituzionale.

Gli attacchi di questi giorni al MoVimento e al sottoscritto testimoniano un dato oramai assodato: passano i Governi e le maggioranze, ma nel mirino restiamo sempre noi. Diciamo: “bene”, è un buon segno, vuol dire che continuiamo ad essere dalla parte giusta.

Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi. Questo è il momento del coraggio, e ne servirà tanto per cambiare questo Paese.

I nostri punti di programma sono chiari. Se entreranno nel programma di Governo, allora si potrà partire. Altrimenti, sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile!

Buon lavoro a tutti.

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Di seguito i 20 punti che Luigi Di Maio ha consegnato al Presidente del Consiglio Incaricato Giuseppe Conte, in continuità con i 10 punti presentati inizialmente al Capo dello Stato dopo il lavoro svolto con i gruppi parlamentari di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle.

100 mila bottiglie riciclate nella metro di Roma

La campagna +Ricicli+Viaggi è un vero e proprio successo: ben 100mila le bottigliette riciclate nelle metro di Roma in poco più di un mese.

Numeri che ci raccontano una formula vincente ed un’attenzione crescente nei confronti della sostenibilità ambientale.

Con questa iniziativa, infatti, tutti possono riciclare le bottiglie in Pet utilizzando le speciali macchinette “mangia plastica” collocate in tre stazioni: Piramide metro B, San Giovanni metro C e fermata Cipro metro A. Un gesto a favore dell’ambiente, una buona pratica per tutti.

Il funzionamento è semplicissimo: inserisci le bottiglie nella macchinetta e in cambio ottieni un credito, uno speciale ecobonus sul cellulare, attraverso le App di MyCicero e TabNet, per l’acquisto dei titoli di viaggio.

Continuiamo così.

Bolsonaro fermi la distruzione della Foresta amazzonica, serbatoio di vita e futuro per l’umanità #bolsonaropleasestop

La Foresta amazzonica è il polmone del Mondo.

Un patrimonio di tutta l’umanità. Recenti ricerche hanno definitivamente provato che le foreste assorbono più anidride carbonica di quella che producono e quindi sono fondamentali per combattere i cambiamenti climatici ( https://www.focus.it/scienza/scienze/le-foreste-assorbono-più-anidride-carbonica-di-quella-che-producono). Inoltre la Foresta Amazzonica, la cui superficie ricade per il 40% sotto il Brasile, rappresenta l’ecosistema più ricco di biodiversità del nostro Pianeta. Ospita circa 60.000 specie di piante, 1.000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi, oltre a comunità native millenarie che vivono in simbiosi completa con la natura.

Toccare l’Amazzonia, come ogni altra grande foresta del mondo, è toccare il già delicato equilibrio del Pianeta e compromettere il futuro dell’uomo sulla Terra. Questo patrimonio, costruito in milioni di anni, è tornato a rischio a causa della deforestazione, che è ripresa a ritmi vertiginosi con l’entrata in carica del nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro.
Secondo l’Istituto brasiliano di ricerche spaziali (INPE), tra il primo gennaio 2019, data dell’entrata in carica di Bolsonaro, e il 24 luglio di quest’anno, sono stati distrutti 4.200 chilometri quadrati di foresta. La superficie di foresta, distrutta per sempre in sette mesi, è pari circa alla estensione del Molise (4.460 mq).
Si tratta di un ritmo di disboscamento superiore del 50% rispetto ai primi sette mesi del 2018 ed oltre il doppio dell’area deforestata nello stesso periodo del 2017.

Da tempo la superficie della foresta amazzonica non diminuiva a un ritmo così frenetico come è avvenuto da quando Bolsonaro è diventato presidente del Brasile. Lui ha parlato di fake news, ma è stato clamorosamente smentito dai dati ufficiali (http://www.meteoweb.eu/2019/07/deforestazione-brasile-amazzonia-bolsonaro/1292216/ )
La ripresa massiccia della deforestazione è diretta conseguenza delle scelte politiche del nuovo presidente, fortemente sostenuto dalle lobby dell’agroindustria di massa e di quelle dell’estrazione mineraria. Si è deciso di affidare le riserve indigene, che prime venivano gestite dalle popolazioni autoctone, al ministero dell’Agricoltura il cui interesse principale è far posto a coltivazioni intensive come quelle della soia. Una scelta, questa, che mette tra l’altro a repentaglio la vita e gli equilibri di tantissime comunità indigene.
In Brasile c’è una legge che vieta ai proprietari terrieri di disboscare più di un quinto dei loro possedimenti. Ma da quando è in carica Bolsonaro le operazioni di controllo del governo, per far rispettare la legge, sono diminuite del 70%. A questo si è aggiunge il fenomeno dell’estrazione illegale d’ oro con utilizzo di mercurio, che ha effetti letali sulle piante e avvelena i fiumi. (https://www.greenpeace.org/italy/storia/5903/amazzonia-deforestazione-violenza-popoli-indigeni/ )
Il Brasile ha ingranato la retromarcia nella tutela di questa fondamentale riserva di ossigeno e biodiversità e questo non può non destare preoccupazione.

Dal 2004 al 2018 finalmente si era riusciti a ridurre del 72% la deforestazione. Ora questa corsa distruttiva mette nuovamente a repentaglio l’ecosistema e i già compromessi equilibri del Pianeta. Come ha fatto notare Mark Maslin, dell’University College London, “andare avanti con la deforestazione dell’Amazzonia significa rendere ancora più difficile la riduzione di emissioni di CO2 e e la lotta al cambiamento climatico”.
Lanciamo un appello a Jair Bolsonaro e chiediamo anche ai cittadini del Brasile di unirsi a noi nel pretendere che il loro presidente metta fine a questo scempio. Violentare ulteriormente l’Amazzonia significa violentare il Pianeta, mettendo a repentaglio le vite di tutti noi, quelle dei popoli nativi e delle specie animali e vegetali che vivono nella Foresta amazzonica.
Si deve attivare la comunità internazionale e deve attivarsi ciascuno di noi, perché l’Amazzonia è patrimonio di tutta l’umanità e perché sarà tutta l’umanità a subire gravi conseguenze dalla sua distruzione.

Chiediamo con forza al presidente del Brasile, che per conto del suo popolo e dell’umanità custodisce questo serbatoio di vita e futuro, di fermarne la distruzione!

Chi ha aperto questa crisi ne pagherà le conseguenze

Oggi Luigi di Maio ha incontrato i capi commissione del MoVimento 5 Stelle.

È stata fatta una ricognizione di tutte le proposte che si stavano per approvare prima della follia di Salvini di far saltare il Governo.
È incredibile quanta gente stesse per avere dei diritti e che ora, ancora una volta, rimarranno lettera morta.

Dai riders alle aziende in difficoltà, ai militari, alle persone che muoiono di inquinamento, agli operatori della cultura, ai bambini che fanno lezione nelle classi pollaio e in scuole fatiscenti, ai piccoli Comuni, ai pescatori che subiscono le quote europee e gli agricoltori che soffrono la contraffazione, ai lavoratori che hanno stipendi da due o tre euro all’ora.

Chi ha aperto questa crisi buttando tutto all’aria pagherà un caro prezzo, ne siamo certi!

Con il Codice Rosso mai più violenze

In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Le vittime di stupro sono circa 650mila. Nove donne su dieci, però, non riescono a denunciare. C’è troppa urgenza di intervenire, per questo dovevamo approvare al più presto la nostra proposta sul codice rosso e le norme antiviolenza su donne e bambini.
Anche per incoraggiare le vittime a denunciare, abbiamo pensato a una corsia preferenziale per le indagini: in questo modo chi ha subito violenze sarà sentito entro poche ore, così da poter bloccare subito l’aggressore ed evitare il peggio. Come al pronto soccorso: i casi vengono trattati a seconda dell’urgenza.

Con il Codice Rosso mai più violenze

In Italia viene uccisa una donna ogni 72 ore. Le vittime di stupro sono circa 650mila. Nove donne su dieci, però, non riescono a denunciare. C'è troppa urgenza di intervenire, per questo dovevamo approvare al più presto la nostra proposta sul codice rosso e le norme antiviolenza su donne e bambini.Anche di questa nuova legge parleremo a Italia 5 Stelle, per festeggiare i 10 anni del MoVimento. Vi aspettiamo il 12 e 13 ottobre alla Mostra d'Oltremare a Napoli. Intanto non fate mancare il vostro supporto anche con una donazione. CLICCATE QUI https://dona.ilblogdellestelle.it/?o=15Elvira Lucia Evangelista Devis Dori

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Sabato 17 agosto 2019

Poi abbiamo previsto pene più forti per chi si macchia di reati così gravi. Fino a 7 anni di carcere per chi è responsabile di maltrattamento e stalking; fino a 12 anni per violenza sessuale e fino a 14 anni per violenza sessuale di gruppo; in caso di atti di violenza sui minori il carcere può arrivare fino a 24 anni.

Il MoVimento 5 Stelle ha voluto inserire anche la norma che allunga i tempi per denunciare l’aggressore per fatti di violenza: non più 6 ma 12 mesi. Un passo così importante e delicato ha bisogno del tempo necessario per maturare.
Nasce finalmente il reato di revenge porn, una battaglia che noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo condotto con impegno e passione. Basta impunità per chi rovina la vita di una persona lanciando nel fango del web le sue immagini intime.
La deformazione del volto con l’acido o qualsiasi altro sfregio permanente vengono puniti, poi, col carcere da 8 a 14 anni. Questa nuova legge ha un significato importante e decisivo, anche sul piano culturale. Alle donne e a tutte le vittime di violenza diciamo: dovete essere libere di vivere e liberi di vivere. Denunciate, lo Stato è dalla vostra parte!

Anche di questa nuova legge parleremo a Italia 5 Stelle, per festeggiare i 10 anni del MoVimento. Vi aspettiamo il 12 e 13 ottobre alla Mostra d’Oltremare a Napoli. Intanto non fate mancare il vostro supporto anche con una donazione.

Salvini stacca e il Senato non può autorizzare il sequestro del PC di Siri. Coincidenze?

Salvini ha aperto una crisi di Governo immotivata nel bel mezzo di agosto che potrebbe creare serissimi problemi agli italiani.

Aumento dell’IVA, il rischio concreto di non stabilizzare 80mila insegnanti precari come il MoVimento 5 Stelle aveva previsto, senza contare tutte le norme fondamentali per il Paese che non sono state approvate a causa dei NO della stessa Lega.

Ma c’è una coincidenza che spiazza: Salvini ha staccato la spina all’Esecutivo Conte proprio mentre il Senato si trovava impegnato ad autorizzare il sequestro del computer di Siri. Senza quell’autorizzazione gli inquirenti non possono analizzare il contenuto di quel PC.

Lì dentro ci potrebbero essere delle risposte in merito alle indagini che vedono coinvolto il senatore della Lega, fianco a fianco con Matteo Salvini negli ultimi tavoli convocati al Viminale.

Ma tu vedi il caso!

I cittadini non hanno diritto di sapere se in quel PC siano o non siano presenti dei contenuti che potrebbero chiarire i legami di Siri con Arata? Come è noto, il filone giudiziario su Arata coinvolge anche presunti fiancheggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro, l’ultimo custode dei patti scellerati fra pezzi di Stato e Cosa nostra.

Una cosa gli italiani, però, già hanno potuto saperla e apprezzarla: chi è indagato per corruzione in un’inchiesta che coinvolge anche mafiosi, non può stare al Governo con noi. Ed è stato il MoVimento 5 Stelle a chiedere le dimissioni dell’ex sottosegretario Siri che Salvini ha provato in tutti i modi a tenere dentro il Governo!

Con il ministro Bonafede abbiamo realizzato lo Spazzacorrotti, che sbatte fuori i corrotti dalla Pubblica Amministrazione, e messo nero su bianco la riforma della Giustizia che dimezza i tempi dei processi e che è stata bloccata dalla Lega. Perché? Berlusconi ha chiamato, Salvini ha obbedito.

Ve lo ricordate il Decreto Biondi varato dal Governo Berlusconi?

Carcere vietato per i reati della Pubblica Amministrazione, comprese corruzione e concussione. Un decreto che scarcerò migliaia di detenuti, per non parlare di quelli coinvolti in Tangentopoli. Quel decreto fu identificato dall’accusa al processo Dell’Utri come risposta all’appoggio elettorale di Cosa Nostra, in particolare del clan stragista dei Graviano, a Forza Italia.

È più facile per la Lega tornare tra le braccia di Berlusconi. Hanno gettato completamente la maschera ed hanno tradito gli italiani perbene!

Matteo Salvini, in nome della trasparenza e se ha il coraggio, vada in Procura e consegni il PC di Siri ai magistrati.

GLI ITALIANI HANNO DIRITTO DI SAPERE COSA C’È LÌ DENTRO!

Il Reddito di Cittadinanza non si tocca! Ecco la mappa delle 900.000 domande di sostegno

Ne abbiamo fatte di cose in un anno di Governo! Abbiamo mantenuto le promesse e dato il via a una rivoluzione del mondo del lavoro che non ha precedenti in questo Paese.

Ora la Lega Salvini, spinta dai sondaggi positivi, dalla paura di tagliare 345 poltrone in parlamento, dal terrore della riforma della prescrizione che non lascerà più impuniti i politici corrotti, ha deciso che il Governo deve cadere, tradendo il Contratto di Governo e soprattutto la fiducia degli italiani.

Si prendano la responsabilità di bloccare riforme che i cittadini aspettano da anni come il salario minimo, la riduzione del costo del lavoro (dunque stipendi più alti), le norme sui riders, sull’acqua pubblica, il dimezzamento dei tempi dei processi e una legge #SalvaMare. Tra le altre.

Ma attenzione, una cosa deve essere chiara: misure come il Reddito e la Pensione di Cittadinanza e Quota 100non si toccano!

Se e quando questo Governo vedrà la fine, nessuno dovrà penalizzare le oltre 900mila persone che hanno fatto domanda per ricevere un sostegno al reddito o i tanti che dopo una vita di sacrifici vogliono godersi l’agognata pensione. Davvero politici che vogliono salvaguardare i loro privilegi (e la loro poltrona) pensano così di distruggere quanto di buono fatto finora, andando a colpire ancora una volta i cittadini più deboli?

In questi mesi abbiamo restituito dignità e speranza a queste persone e alle loro famiglie. Abbiamo diminuito la disoccupazione e portato l’occupazione ai massimi storici. 

La rivoluzione deve andare avanti e nessuno dovrà provare a fermarla. Quota 100 ci ha permesso di smantellare l’assurda riforma Fornero, che ha creato squilibri devastanti nel mercato del lavoro. Con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza abbiamo cominciato a rimediare a problemi che erano stati ignorati per anni dai governi precedenti. In 10 anni la povertà in Italia era aumentata del 75%: noi abbiamo voluto aiutare proprio loro, gli ultimi, gli invisibili che lo Stato aveva dimenticato. La misura è stata allargata anche ai disoccupati e ai cosiddetti “working poors”, cioè quelli che lavorano ma guadagnano talmente poco da non riuscire ad avere un’esistenza dignitosa.

Abbiamo fatto una promessa di Cambiamento ai cittadini e, seppur con grandi difficoltà, l’abbiamo mantenuta e continueremo ad essere coerenti e a combattere le nostre battaglie insieme a loro. Le nostre priorità sono il lavoro e le famiglie italiane, non le poltrone. Quello iniziato con le politiche di welfare portate avanti dal ministro Di Maio è un percorso di inclusione sociale, redistribuzione della ricchezza e rilancio dei consumi del quale il nostro Paese ha estremamente bisogno.

Nessuno si azzardi a fermarlo, nessuno pensi di poter riportare questo Paese indietro!

CLICCA QUI PER APRIRE LA MAPPA (realizzata dal portavoce alla Camera Giuseppe Brescia) DELLE 900.000 DOMANDE PERVENUTE IN TUTTO IL PAESE E IN OGNI SINGOLO COMUNE ITALIANO. 

La coerenza dello scarafaggio

di Beppe Grillo – Il mondo politico europeo ha un “punto fisso rispetto alle stelle”: il MoVimento 5 Stelle è biodegradabile, e ci contano così tanto che non resta da fare altro: deluderli. Perchè non sanno neppure cosa significhi biodegradabile. La vita scorre per cicli: prima eri uno che tentava di tenere duro con Salvini e adesso, solo perché lui è nel pieno del suo ciclo di vuoto intamarrimento tu devi morire?

Questa mattina me ne stavo lì, in mezzo ad un cespuglio, a quasi cento metri dall’acqua fresca, assordato dalle cicale, come fossero il sentore di un nuovo pubblico. Cosa fate tutto il giorno? Con quel suono ritmico, ipnotico. Una vocina ripetitiva ha preso subito forma dal cicaleccio: “sopravviviamo, sopravviviamo… sopravviviamo”.

Io non vorrei che la gente abbia confuso la biodegradabilità con l’essere dei kamikaze. Noi ci muoviamo sinuosi nel mondo e i nostri nemici pregano che la coerenza, solo la nostra, sia una sorta di colonna vertebrale di cristallo: “non vi preoccupate… sono talmente coerenti che si spezzano piuttosto che sopravvivere! Questo pensano, pure molti sprovveduti al nostro interno.

Le lavatrici buttate nei fiumi cosa sono nella loro essenza? Coerentemente in attesa di arruginirsi? Ed è così che pregano e sperano che sia il M5S. C’è Matteo Salvini che immagina il MoVimento come qualcosa che vive solo grazie a lui! Ma siamo diventati scemi? Lo so, non dovrei mettere troppi punti interrogativi perché qualcuno potrebbe anche rispondere, tipo: siamo diventati scemi? “Siiiiiiiiiiiiiiii”.

Ci siamo andati ad infilare in un mondo cupo e perinificato: traditori! Belin ma se la TAV la vuole tutta Europa, tranne il M5S in Italia, cosa c’entra il tradimento…

Hanno confuso coerenza con rigidità, anche molti di noi fanno questa confusione ed allora scattano meccanismi incredibili! Ma è tutto così semplice in realtà…  Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari, non si può lasciare il paese in mano a della gente del genere solo perché crede che senza di loro non sopravviveremmo. Un complesso di Edipo in avvitamento che  è soltanto un’illusione.

Ciò che è naturale è biodegradabile, ma cerca anche di sopravvivere insieme alla sua specie, lasciamoci quindi alle spalle Psiconani, Ballerine e Ministri Propaganda a galleggiare come orridi conglomerati di plastica nei mari: per loro quella è vita, una gran vita, per noi soltanto sporcizia non biodegradabile. #ForzaCosta!

Dobbiamo fare dei cambiamenti? Facciamoli subito, altro che elezioni, salviamo il paese dal restyling in grigioverde dell’establishment, che lo sta avvolgendo! Come un serpente che cambia la pelle.

E che l’estate ci illumini, in alto i cuori!

P.s. Se la gente vedesse le cose per come sono capirebbe che quella di Salvini è una fuga e non un tradimento. Lui scappa dagli impegni che ha preso perché è un infiltrato dell’establishment che si sente scoperto. Sta scappando dal governo e dagli italiani remando nel lago del loro risentimento.

Pernigotti salva! Resta in Italia e zero esuberi. Cioccolatini ai detrattori del MoVimento

Pernigotti è un marchio storico meraviglioso, lo conosciamo tutti. La situazione di questa azienda era così critica che rischiava di scomparire, di diventare uno spezzatino, sganciata dal territorio e dai lavoratori che l’hanno resa grande nel corso dei decenni.

https://www.facebook.com/LuigiDiMaio/videos/366463794037619/

CI ABBIAMO LAVORATO, OGNI GIORNO, E ADESSO È SALVA!

Nessun lavoratore perderà il suo posto e l’azienda resta non solo in Italia, ma a Novi Ligure, il territorio a cui appartiene. Non vediamo l’ora di incontrare i lavoratori e condividere con loro questa che era una promessa che avevamo fatto loro e che adesso è diventata realtà. È stato presentato un nuovo piano industriale con l’ingresso di due nuovi investitori, la cooperativa torinese Spes che rileverà il ramo d’azienda che produce il cioccolato e il torrone, e l’imprenditore Giordano Emendatori che rileverà, invece, il ramo relativo ai preparati per i gelati.

Quante ce ne hanno dette? Ma con il lavoro, l’umiltà, l’impegno costante di tanti portavoce nazionali, regionali e comunali abbiamo raggiunto l’obiettivo. Opposizioni, giornali, sindacati continuano ad attaccarci per ogni tavolo di crisi e per interventi rivoluzionari come il Decreto Dignità che stanno portando risultati. Ma noi non molliamo ed andiamo avanti. E’ successo anche con Pernigotti.

LEGGETE COSA DICEVANO QUALCHE MESE FA.

Dal PD, da cui abbiamo ereditato oltre 150 crisi aziendali, arrivavano attacchi come questi: “Di Maio incapace di tutelare Italia e suoi lavoratori”“Di Maio tradisce Pernigotti” o “Di Maio è l’unico a non farsi valere”.

La sinistra che, invece di difendere i lavoratori, per anni li ha completamente ignorati, imprecava così: “Basta prendere in giro i lavoratori, è triste dover constatare che alle promesse e agli annunci non sono seguiti comportamenti e atti del Governo conseguenti”.

Il sindacalista Uil Tiziano Crocco andava oltre: “Di Maio? Tante promesse, ma ci ha snobbato scappando come un coniglio”.

E CHE DIRE DEI GIORNALI?

Secolo d’Italia: “La Pernigotti ormai è finita e Di Maio deve solo nascondersi. […] Un vero fallimento”.

Il Giornale: “Il caso più imbarazzante per Di Maio &C è quello della Pernigotti di Novi Ligure.”

Il Foglio: “[…] ministro del controsviluppo Gigino Di Maio, cresciuto professionalmente negli spazi economicamente sconfinati del San Paolo. È molto scosso dalla chiusura della Pernigotti, ovviamente un bel pasticcio, così ha annunciato una trovata da cioccolataio: introdurre una misura che impedisca di sradicare i marchi storici dal loro territorio di origine.”

Non chiederanno MAI scusa agli italiani come non lo hanno fatto per il Decreto Dignità e per tutte le altre volte in cui sono stati smentiti dai risultati che abbiamo portato.

Siamo felici per i lavoratori Pernigotti e per le loro famiglie. Loro sanno che occorre lavorare duro, non con gli slogan o i titoli di giornale, ed è quello che come MoVimento 5 Stelle continueremo a fare.

Riforma processo civile, più rapidità ed efficienza per i cittadini

Con la riforma del processo penale e civile ci stiamo impegnando per restituire agli italiani una giustizia che sia davvero efficace.

I cittadini hanno bisogno di poter contare su processi veloci e più semplici, e il testo che abbiamo preparato risponde esattamente a queste esigenze. Abbiamo individuato ciò che non funzionava nel nostro sistema civile e abbiamo cercato di porvi rimedio, ascoltando anche le indicazioni giunte da chi opera tutti i giorni nelle aule dei tribunali.

Sono tanti gli aspetti toccati dalla proposta di riforma: tra questi, una novità importante, riguarda le modalità con cui inizieranno i processi decisi dal giudice “unico” (c.d. monocratico), riproponendo un meccanismo piú semplice e veloce, con l’atto introduttivo che avrà sempre la forma del ricorso.
Tutto sarà più concentrato, senza udienze inutili e tempi morti. In questo modo tutte le cause dureranno molto meno e si arriverà presto ad una sentenza. Facciamo un esempio: per definire una causa per un incidente stradale, oggi, più o meno, occorrono in media circa 3 anni, più o meno 4 udienze; con la riforma del processo civile, la stessa causa durerà più o meno un anno, e si potrà definire il tutto in un’udienza o al massimo due.

Inoltre, quelle procedure più lunghe e complesse (come le cause decise dal collegio, composto da più giudici) saranno sostituite da quelle semplificate. Cambiamenti importanti riguarderanno anche le cause davanti al Giudice di Pace, dove ogni giorno si svolgono centinaia di giudizi che riguardano la vita quotidiana di tantissime persone; anche in questo caso il processo si avvierà in modo semplificato e, sempre per snellire tutta la procedura, verrà eliminato il tentativo obbligatorio di conciliazione. Questo significa che si potrà entrare direttamente nel vivo della causa, ottenendo un grande risparmio di tempo.

Sempre con l’obiettivo di evitare perdite di tempo, abbiamo previsto delle sanzioni pecuniarie per le parti che non collaborano nel processo, nell’ottica di una maggiore collaborazione reciproca. Infine, verranno modificati i meccanismi di risoluzione delle cause al di fuori delle aule dei tribunali: ad esempio, verrà eliminata la negoziazione assistita obbligatoria per le cause relative agli incidenti stradali.

Vogliamo anche potenziare il processo telematico, cittadini e uffici giudiziari potranno utilizzare la posta elettronica certificata per il deposito di tutti gli atti e per le notifiche, consentendo un sostanzioso risparmio di tempo e di denaro.

Anche per il Consiglio Superiore della Magistratura ci saranno grandi novità; in questo caso occorreva mettere mano a una situazione che, come ci hanno ricordato gli ultimi scandali giudiziari, non poteva essere più trascurata.

Riformare il CSM significa prima di tutto favorire la meritocrazia e metterlo definitivamente al riparo dalle influenze della politica. Stop alle porte girevoli per i magistrati che intraprendono la carriera politica e tra CSM e incarichi elettivi. Meno discrezionalità per le nomine a capo degli uffici e progressioni di carriera basate su criteri qualitativi e quantitativi più stringenti. Criteri più rigorosi per l’eleggibilità dei magistrati al CSM e nuovo sistema di elezioni per contrastare il fenomeno delle correnti all’interno del Consiglio. Infine verrà inserito un tetto massimo per i membri del CSM: i magistrati che hanno già ricoperto, nei 5 anni precedenti, una carica parlamentare nazionale o europea, o che sono stati membri del governo, non potranno essere eletti al Consiglio.

Dopo la legge “SpazzaCorrotti” e la riforma della prescrizione siamo pronti a compiere un altro passo verso una giustizia più efficiente capace di dare risposte veloci e concrete agli italiani.

Il testo preparato dal Ministro Bonafede è pronto e comprende la riforma del processo penale. Contiamo di poter offrire presto ai cittadini anche questo prezioso contributo. Stiamo riformando la giustizia per restituirla finalmente ai cittadini.