Il Reddito di Cittadinanza non si tocca! Ecco la mappa delle 900.000 domande di sostegno

Ne abbiamo fatte di cose in un anno di Governo! Abbiamo mantenuto le promesse e dato il via a una rivoluzione del mondo del lavoro che non ha precedenti in questo Paese.

Ora la Lega Salvini, spinta dai sondaggi positivi, dalla paura di tagliare 345 poltrone in parlamento, dal terrore della riforma della prescrizione che non lascerà più impuniti i politici corrotti, ha deciso che il Governo deve cadere, tradendo il Contratto di Governo e soprattutto la fiducia degli italiani.

Si prendano la responsabilità di bloccare riforme che i cittadini aspettano da anni come il salario minimo, la riduzione del costo del lavoro (dunque stipendi più alti), le norme sui riders, sull’acqua pubblica, il dimezzamento dei tempi dei processi e una legge #SalvaMare. Tra le altre.

Ma attenzione, una cosa deve essere chiara: misure come il Reddito e la Pensione di Cittadinanza e Quota 100non si toccano!

Se e quando questo Governo vedrà la fine, nessuno dovrà penalizzare le oltre 900mila persone che hanno fatto domanda per ricevere un sostegno al reddito o i tanti che dopo una vita di sacrifici vogliono godersi l’agognata pensione. Davvero politici che vogliono salvaguardare i loro privilegi (e la loro poltrona) pensano così di distruggere quanto di buono fatto finora, andando a colpire ancora una volta i cittadini più deboli?

In questi mesi abbiamo restituito dignità e speranza a queste persone e alle loro famiglie. Abbiamo diminuito la disoccupazione e portato l’occupazione ai massimi storici. 

La rivoluzione deve andare avanti e nessuno dovrà provare a fermarla. Quota 100 ci ha permesso di smantellare l’assurda riforma Fornero, che ha creato squilibri devastanti nel mercato del lavoro. Con il Reddito e la Pensione di Cittadinanza abbiamo cominciato a rimediare a problemi che erano stati ignorati per anni dai governi precedenti. In 10 anni la povertà in Italia era aumentata del 75%: noi abbiamo voluto aiutare proprio loro, gli ultimi, gli invisibili che lo Stato aveva dimenticato. La misura è stata allargata anche ai disoccupati e ai cosiddetti “working poors”, cioè quelli che lavorano ma guadagnano talmente poco da non riuscire ad avere un’esistenza dignitosa.

Abbiamo fatto una promessa di Cambiamento ai cittadini e, seppur con grandi difficoltà, l’abbiamo mantenuta e continueremo ad essere coerenti e a combattere le nostre battaglie insieme a loro. Le nostre priorità sono il lavoro e le famiglie italiane, non le poltrone. Quello iniziato con le politiche di welfare portate avanti dal ministro Di Maio è un percorso di inclusione sociale, redistribuzione della ricchezza e rilancio dei consumi del quale il nostro Paese ha estremamente bisogno.

Nessuno si azzardi a fermarlo, nessuno pensi di poter riportare questo Paese indietro!

CLICCA QUI PER APRIRE LA MAPPA (realizzata dal portavoce alla Camera Giuseppe Brescia) DELLE 900.000 DOMANDE PERVENUTE IN TUTTO IL PAESE E IN OGNI SINGOLO COMUNE ITALIANO.