Niente melina sulla prescrizione

di seguito l’intervista del Ministro Alfonso Bonafede su Il Fatto Quotidiano 

Il Ministro che è rimasto dov’era doveva ripartire da lì, dalla sua riforma della giustizia: “Uno dei motivi per cui Matteo Salvini ha fatto saltare il governo è stato quello di fermarla”. Venerdì scorso, il Guardasigilli Alfonso Bonafede, numero due di fatto del MoVimento 5 Stelle, si è ritrovato a Palazzo Chigi con un altro alleato di governo, il Pd, a misurare la distanza su prescrizione e riforma del Csm. Mentre quello rimasto fuori, Matteo Renzi, gli ricordava che dovranno comunque passare da lui per varare qualsiasi legge.

Uscendo da Palazzo Chigi, lei si era mostrato molto soddisfatto sull’incontro con i dem. Ma poi il Pd ha diffuso comunicati critici sulla sua riforma della prescrizione. Spiazzato?

Non esiste alcun problema sulla prescrizione. Noi e il Pd partiamo da posizioni differenti sul tema, ma quelle sono norme già approvate, che entreranno in vigore a gennaio. Io e gli esponenti democratici siamo stati invece pienamente d’accordo sul varare una legge delega per una riforma che dimezzerà i tempi dei processi penali e civili.

Tanti dem hanno parlato contro la prescrizione: il problema esiste.

Non capisco perché se ne continui a parlare. E comunque io non accetto che qualcuno possa fare melina sulla riforma per poi magari dire a dicembre che esiste un nodo sulla prescrizione. Lavoriamo per ridurre i tempi dei processi.

Conferma che la riforma verrà spacchettata in due leggi delega?

Potrebbe accadere, per permettere al Parlamento di valutare tutto nel modo giusto. La riforma penale e del Csm e quella civile partirebbero in contemporanea in due rami differenti del Parlamento. Ma la priorità sarà approvare entro il 31 dicembre la riforma penale.

Prima della prescrizione, perché non si sa mai…

Guardi, un fatto che nessuno ricorda mai è che i primi effetti processuali della riforma sulla prescrizione entreranno in vigore non prima di quattro anni. Con le nuove norme elimineremo un’isola di impunità, innanzitutto per i colletti bianchi, ed è doveroso nei confronti di persone come i familiari delle vittime della strage di Viareggio.

La nuova prescrizione non piace neanche a Renzi. Non lo avete invitato al tavolo, ma con lui dovrete parlare.

Intendo incontrare gli addetti ai lavori e tutte le forze di governo, prima che la riforma della giustizia arrivi in aula. Per esempio mi interessa molto confrontarmi con Pietro Grasso di LeU.

È disposto a incontrare anche Renzi?

Certamente.

La riforma della prescrizione non convince neanche il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura David Ermini. Soprattutto, è assolutamente critico al sorteggio per i membri del Csm. E venerdì su questo le ha detto no anche il Pd.

E suo diritto esprimere perplessità, ma il punto principale è che la riforma del Consiglio non è contro i magistrati, bensì contro le degenerazioni del correntismo. Io ho difeso le istituzioni e la magistratura quando è scoppiato lo scandalo del Csm, e dal vicepresidente mi aspetterei un atteggiamento positivo, perché è innegabile che ci siano cose da cambiare.

Sul sorteggio sono critici anche tanti addetti ai lavori. E, insisto, il Pd. Lei stesso ha parlato di “divergenze”.

I democratici sollevano un problema di legittimità costituzionale del sorteggio. So che questo aspetto è stato posto da altri, e lo valuteremo assieme. Continuo a pensare che sia una misura giusta, ma l’essenziale è riformare il Csm, cancellando le porte girevoli tra politica e magistratura. E un pacchetto di norme molto ambizioso, e chi lo ostacola rischia di difendere un sistema malato.

Lei è in un governo di cui fa parte Luca Lotti, al centro del caso del Csm. Non è un problema politico che la pone a disagio?

Non parlo di inchieste o di singoli elementi di altre forze politiche. Io valuto quello che mi arriva sul tavolo. Il Pd era consapevole del patto di governo sottoscritto con il MoVimento 5 Stelle, dove tra i punti c’è anche l’esigenza di interrompere i rapporti tra politica e magistratura. I democratici non possono avere dubbi su questo. Anzi,la riforma della giustizia rappresenta un’occasione per eliminare qualsiasi tipo di equivoco sull’argomento.

Invece il Renzi che difende Berlusconi che equivoci genera? Ha detto che a Firenze 10 hanno indagato senza prove. Grave, non pensa?

Non mi interessa rispondere a un singolo senatore. Da quando sono Ministro però ripeto che la politica deve rispettare la magistratura, a maggior ragione quando si tratta di magistrati che indagano su mafia e terrorismo, mettendo a rischio la propria vita per servire lo Stato.

Torniamo alla trattativa con 11 Pd. Lei ha bloccato la riforma delle intercettazioni del precedente Ministro della Giustizia, quell’Andrea Orlando con cui ora deve trattare. Un problema in più?

Ma no. Venerdì non abbiamo parlato di questo, ma ci confronteremo. Le intercettazioni sono uno strumento fondamentale per la lotta alla corruzione e alla criminalità. Vanno tutelati tutti gli interessi in gioco, a partire da quello alla privacy, e quella riforma pregiudicava per esempio il diritto alla difesa e la qualità delle registrazioni perché i magistrati venivano estromessi nella prima parte delle indagini.

Promettete da tempo il carcere per i grandi evasori. Darete corpo alle promesse, e come?

Certamente, anche se dobbiamo ancora decidere lo strumento. Di certo verranno rideterminate le soglie di punibilità, abbassandole.

Manettari, diranno. E magari hanno ragione…

L’intenzione è colpire persone condannate in via definitiva. Chi sbaglia deve pagare.

Obiettivo “Salario minimo”, stop allo sfruttamento dei lavoratori

Salve a tutti, è per me un onore essere Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali.

È in questo Ministero che è nato uno degli interventi più importanti per tantissime persone e famiglie che erano rimaste indietro: sto parlando del reddito di cittadinanza che permette a milioni di persone di formarsi e di reinserirsi nel mondo del lavoro e soprattutto di uscire dall’ansia di non arrivare a fine mese, di non poter pagare una visita specialistica ai figli, o di non poter mettere a tavola un pasto decente.

Ora dopo aver raggiunto questo obiettivo che, abbiamo sempre considerato importantissimo, il prossimo obiettivo fondamentale, per me, è quello di dare all’Italia un salario minimo orario.

Attualmente nel nostro Paese migliaia di persone lavorano per 3, 4, 5 euro all’ora o hanno contratti capestro. Questa situazione è inaccettabile anche considerando il fatto che in Europa ben 22 Paesi hanno già previsto un salario minimo.

Vorrei ricordare anche insieme a voi l’articolo 36 della Costituzione che afferma: “il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Qualità del lavoro, esistenza libera e dignitosa, diritto ad una giusta retribuzione: tutto questo non può esistere se ci sono persone che in Italia nel 2019 vengono pagate pochi euro all’ora. Per questo vogliamo introdurre un salario minimo orario collegato alla contrattazione collettiva portata avanti dai sindacati. Parliamo di un salario che non possa in ogni caso essere inferiore alla soglia di dignità stabilita dalla legge.

NUNZIA CATALFO – MINISTRO DEL LAVORO

Qualità del lavoro, esistenza libera e dignitosa, diritto alla sicurezza e alla giusta retribuzione: questi gli obiettivi principali del nuovo ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo.Ascoltate!

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 25 settembre 2019

Fino a poche settimane fa, da senatrice, stavo lavorando ad un disegno di legge che è ormai in dirittura d’arrivo, certamente vogliamo ascoltare tutti quelli che possono dare il loro prezioso contributo. Le parti sociali, le associazioni dei datori di lavoro per avere una legge condivisa con tutti e che rispetti lavoratori e imprese.

Proprio per questo, tale provvedimento sarà accompagnato da due misure che considero altrettanto fondamentali: il taglio del cuneo fiscale, e una legge sulla rappresentanza sindacale.

Indietro non si torna, il salario minimo è fondamentale se vogliamo avere un Paese all’avanguardia, dove i lavoratori, tutti i lavoratori hanno una dignità.

Prima abbiamo messo in sicurezza le persone più in difficoltà con il reddito di cittadinanza e abbiamo puntato sul lavoro stabile con il Decreto Dignità, ora siamo pronti a dare paghe vere ai lavoratori. È finito il tempo dei salari da fame, il lavoro delle persone per noi è una cosa seria, vogliamo tutelarlo e farlo crescere.

Questo è il nostro impegno, così come è per me un’assoluta priorità: la sicurezza sul lavoro. In questi giorni sono purtroppo molto frequenti le notizie di morti sul lavoro in tutta Italia e ho già convocato un tavolo con il Ministero della Salute e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro e l’INAIL per mettere in campo subito un’azione forte.

Grazie a tutti per la vostra attenzione, seguitemi e ci aggiorniamo presto!

Come arrivare a Italia 5 Stelle il 12 e 13 ottobre

Destinazione Mostra d’Oltremare per Italia 5 Stelle? Dubbi su come raggiungere la splendida location?

No panic: arrivare a uno dei due ingressi dello spazio fieristico napoletano (da viale Kennedy e da via Terracina) è facile, qualunque mezzo si scelga di utilizzare.

Nessun problema dunque per chi fa la scelta più green e punta sui mezzi pubblici. Bastano, ad esempio, 3 minuti a piedi dalla stazione della linea cumana “Mostra d’Oltremare” e dalla stazione “Edenlandia”, circa 10 minuti dalla metro “Campi Flegrei – Piazzale Tecchio”. Per raggiungere questa fermata basta prendere la Metropolitana linea 2 dalla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi in direzione “Pozzuoli Solfatara”: poche fermate e siete alla fermata “Campi Flegrei – Piazzale Tecchio”.

Per chi arriva in nave, una volta al porto di Napoli, la soluzione migliore è l’autobus 151 in direzione Fuorigrotta (o Piazzale Tecchio o Viale Kennedy). In alternativa, si può prendere l’Alibus in direzione Stazione Centrale per poi proseguire con la Metro.

Per chi sceglierà di raggiungere Napoli con un pullman regionale, è bene sapere che questi arrivano tutti al parcheggio Metropark, corso Lucci/via Ferraris, praticamente a due passi dalla Stazione Centrale di Napoli “Piazza Garibaldi”. Da lì potrai prendere la Metropolitana Linea 2 Direzione Pozzuoli (fermata “Campi Flegrei – Piazzale Tecchio”).

Per i ciclisti allenati che se la sentono di percorrere un percorso di circa 10 chilometri tra la stazione Centrale e la Mostra d’Oltremare è anche disponibile una mappa degli itinerari ciclabili della città. Grazie a una convenzione con un parcheggio limitrofo alla Mostra, saranno disponibili posti riservati per poter parcheggiare le bici in tutta sicurezza.

Se si opta per il taxi, si trovano all’esterno della stazione ferroviaria oppure contattando: Radio Taxi Partenope, al numero di telefono 081 0101, Taxi Napoli: 081 8888 o Tramite App My Taxi e Wetaxi (tragitto di circa 20 minuti).

Se preferirai raggiungere Napoli con la tua auto o moto potrai imboccare la Tangenziale di Napoli (A56), direzione Pozzuoli e prendere l’uscita n.10, Fuorigrotta, seguendo le indicazioni Mostra d’Oltremare Viale John Fitzgerald Kennedy. Oltre i parcheggi della Mostra disponibili per il pubblico abbiamo stipulato una convenzione con il parcheggio di Via Terracina al prezzo fisso di 8 euro al giorno.

È fondamentale per noi che, chi arriva a Italia 5 Stelle il 12 e 13 ottobre, trovi la migliore accoglienza possibile: per questo abbiamo stipulato delle convenzioni con strutture recettive in zona Mostra d’Oltremare, in modo che il vostro soggiorno a Napoli sia anche conveniente, oltre che speciale.

Queste e moltissime altre informazioni le trovate sul sito di Italia 5 Stelle che è in continuo aggiornamento.

Come sapete il MoVimento 5 Stelle non accetta finanziamenti pubblici né quelli di grandi gruppi di interesse, per cui anche Italia 5 Stelle è finanziata dalle vostre donazioni.

Aiutateci a rendere speciale il nostro evento più importante. Sosteneteci con una donazione!

Ci vediamo a Napoli!

Il taglio dei parlamentari è a un passo. Mezzo miliardo di euro torna ai cittadini

Mancano appena due ore di lavoro e taglieremo 345 poltrone, risparmiando per gli italiani mezzo miliardo di euro ad ogni legislatura. 345 stipendi da 14 mila euro al mese che i contribuenti non dovranno più pagare e che torneranno nelle loro tasche. Abbiamo già abolito i vitalizi e le pensioni d’oro, ora manca l’ultimo sforzo alla Camera per portare a casa questa terza riforma anti-casta, la più importante di tutte.

Il voto definitivo sulla riduzione di deputati e senatori sarà inserito nel primo calendario utile già mercoledì prossimo, in occasione della conferenza dei capigruppo. A qualcuno, da una vita profondamente attaccato alle poltrone, è mancato il coraggio di portare a termine il lavoro, e chissà che uno dei motivi della caduta del governo precedente, in pieno agosto, non sia anche e, soprattutto, questo. Il MoVimento 5 Stelle invece ha preso un impegno di fronte al Paese, lo ha portato avanti passo dopo passo e non permetterà che l’obiettivo sfumi adesso che è stato quasi raggiunto il traguardo.

In 10 anni il taglio dei parlamentari farà risparmiare 1 miliardo di euro, che potrà essere reinvestito, ad esempio, per costruire 133 nuove scuole o 67.000 aule per i nostri bambini, ma anche per comprare 13.000 ambulanze, assumere 25000 infermieri o 11.000 medici. 1 miliardo equivale a 133 nuovi treni per i nostri pendolari, al Sud come al Nord. Non sono briciole, ma soldi veri per i cittadini.

Non pretendiamo di risolvere i problemi del Paese con il taglio dei costi della politica, ma abbiamo sempre detto che dopo anni di sacrifici e austerità a danno di lavoratori e imprese toccava alla politica tirare la cinghia e dare l’esempio. È quello che abbiamo fatto spontaneamente per 5 anni dall’opposizione e che facciamo tuttora: tagliarci parte dello stipendio per finanziare il microcredito alle imprese. Ma una volta al governo era giusto estendere per legge a tutto il Parlamento, il rispetto sacro dei soldi pubblici che ci ha sempre contraddistinto.

Con il taglio dei parlamentari la nostra democrazia sarà più snella ed efficiente, a misura di cittadino invece che di casta. Mancano 2 ore di lavoro. Facciamolo subito!

Reddito: 29.440 domande accolte in Veneto

da Ansa

Businarolo (M5S), nonostante benessere esistono sacche povertà

VENEZIA, – Sono 29.440 le domande per il Reddito di Cittadinanza accolte in Veneto da quando è stata introdotta la misura fino al 4 settembre scorso. Lo riferisce oggi, in base ai dati dell’Osservatorio Inps, l’on. Francesca Businarolo (M5S), secondo cui “sono cifre di assoluto rispetto per una regione dove, nonostante il benessere diffuso, esistono delle sacche di povertà da combattere”.
    La provincia con maggiori destinatari del sostegno economico è quella di Vicenza, con 6.213, seguita da Padova (5.990), Venezia (5.617), Treviso (4.355) e Verona (4.342), Rovigo (2.120) e Belluno (803). A rendere noti i dati, l’Osservatorio dell’Inps.
    “Accanto ai circa trentamila veneti che hanno beneficiato del Reddito – commenta Businarolo – ci sono state ben 21.959 domande respinte o cancellate”.

Immigrazione: contano i risultati

In questi mesi il MoVimento 5 Stelle al governo ha ottenuto un risultato importantissimo: i migranti che arrivavano sulle nostre coste venivano fatti sbarcare solo dopo avere ottenuto la disponibilità da parte di altri Paesi europei ad accoglierli. La situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l’accoglienza. Nell’ultimo caso, quello della nave Ocean Viking, su 82 persone oltre il 70% sono state accolte da altri Paesi.

Questo deve essere il minimo sindacale che ci poniamo come obiettivo. Siamo soddisfatti che anche il Pd abbia compreso che, prima di fare sbarcare i migranti, si debbano avere certezze in UE sulla loro redistribuzione e che anche la linea di questo governo sia rimasta la stessa. Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l’Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno.

La questione è molto semplice: l’Italia non può affrontare il fenomeno degli sbarchi da sola. È inaccettabile che solo il nostro Paese si faccia carico dei migranti. Sì, perché uno sbarco implica un processo di gestione e accoglienza molto complesso, di cui l’Italia si è sempre occupata da sola, ma il fenomeno migratorio e la relativa gestione riguardano tutta l’Europa. E in questi 14 mesi abbiamo sempre ottenuto che vari Paesi si facessero carico dell’accoglienza di queste persone. Questo prima non avveniva, ed è un risultato di cui siamo orgogliosi.

Questa da sempre è la linea del MoVimento 5 Stelle e non cambierà di certo adesso.

Non è cambiato niente rispetto alla azione che abbiamo portato avanti finora, sebbene qualcuno cerchi di dire il contrario. Il porto resta chiuso fino al momento in cui c’è la certezza della redistribuzione, garantendo sempre e comunque la sicurezza delle persone a bordo, la tutela di bambini e ragazzi, donne incinte e malati.
Perché (lo ribadiamo!) per noi esiste solo un metodo: quello della redistribuzione e della modifica dell’attuale regolamento di Dublino, con il 70% di redistribuzioni quale soglia minima. La redistribuzione tra i Paesi europei deve diventare una regola europea automatica e non un criterio applicabile a seconda dei casi.

Questi sono principi cardine della nostra azione politica. E su questo saremo intransigenti.
Di sicuro non ci troverete a urlare in piazza o in tv, a strumentalizzare politicamente un fenomeno che coinvolge vite umane, a fare show, minacce e dimostrazioni di forza.
Affronteremo tutto questo con la serietà che richiede, ma con altrettanta intransigenza, per ottenere il risultato che ci siamo prefissati: che la gestione dei flussi migratori diventi una questione europea e non solo italiana.

Con noi al governo nessuna vita umana sarà in pericolo, ma nessuno deve lasciare sola l’Italia.

Cittadinanza digitale, il ruolo dei nuovi media

Nel gruppo di ricerca che dirigo all’Università di Ca’ Foscari di Venezia studiamo le dinamiche sociali online e ci preoccupiamo di capire l’impatto dei nuovi media sulla società contemporanea. 

Ci siamo fatti conoscere per i nostri lavori sulle fake news in particolare per l’emergenza delle Camere d’eco* (echo-chamber).

IL RUOLO DEI NUOVI MEDIA

Per parlare di cittadinanza digitale dobbiamo esaminare il contesto in cui viviamo, contesto in cui i nuovi media ormai sono una parte preponderante del sistema di interazione giornaliero. Pensate al modo in cui accediamo alle informazioni e costruiamo la nostra visione del mondo. Dobbiamo tener conto di questi processi quando si parla di libertà di espressione e di cittadinanza, soprattutto per capire come declinare i nuovi diritti e in una prospettiva più ampia per comprendere le regole della vita sociale nel digitale

Pubblicato da Associazione Rousseau su Mercoledì 11 settembre 2019

Oggi siamo qui per parlare di cittadinanza digitale in un contesto in cui i nuovi media ormai sono una parte preponderante del nostro sistema di interazione giornaliero. Pensate al modo in cui accediamo alle informazioni e costruiamo la nostra visione del mondo.

Ci troviamo in un processo senza intermediari in cui può succedere che l’immagine con più like su Instagram sia un uovo.

Ci troviamo in un contesto in cui cerchiamo informazioni che più aderiscono alla nostra visione del mondo, creiamo sodalizi con persone che la pensano come noi. In qualche modo questi comportamenti assomigliano un po’ a quelli delle antiche tribù che seguivano una narrativa condivisa.

Dobbiamo tener conto di questi processi quando si parla di libertà di espressione e di cittadinanza, soprattutto per capire come declinare i nuovi diritti e, in una prospettiva più ampia, per comprendere le regole della vita sociale nel digitale.


*La camera dell’eco (spesso indicata con l’originale inglese echo-chamber) è una descrizione metaforica di una situazione in cui le informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla ripetizione all’interno di un sistema definito.

Italia 5 Stelle, è online il nuovo sito con tutte le informazioni!

Scopri il sito di Italia 5 Stelle e tutte le informazioni per unirti a noi a Napoli!

Italia 5 Stelle si avvicina e iniziano ad arrivare le prime informazioni utili. Quest’anno saremo a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, con una serie di novità, sia nel programma che negli spazi.

Saranno due giorni speciali e saranno, come sempre, merito vostro e delle vostre donazioni, che ci permettono di creare un momento di incontro così importante per tutti noi del Movimento.

Da qualche giorno è anche online il nuovo sito di Italia 5 Stelle. Crescerà di giorno in giorno con tutte le novità relative all’evento. Ma già contiene alcune cose fondamentali: le informazioni per esserci.

Abbiamo cercato di rendere agevole la partecipazione di tutti. Perciò, nella sezione delle informazioni utili, troverete ciò che c’è da sapere per raggiungere l’evento e per soggiornare due giorni a Napoli oltre che una serie di convenzioni con strutture recettive, per prenotare a prezzi agevolati. 

La Mostra è ben collegata, con una stazione della metropolitana a pochi metri dall’ingresso e una serie di parcheggi custoditi nelle vicinanze. Ma ci si arriva tranquillamente anche in bici, un mezzo sostenibile ed ecologico.

Vai sul sito, naviga e scopri tutte le informazioni più utili per te!

Sono tantissime le novità ancora in arrivo: Italia 5 Stelle è un cantiere di idee in continua evoluzione. Entra a farne parte anche tu.

Ci vediamo a Napoli, alla Mostra d’Oltremare il 12 e il 13 ottobre per due giorni di puro MoVimento.

Sostienici con una donazione, fallo ora. 

La squadra del MoVimento 5 Stelle al Governo. Buon lavoro!

Ecco i nostri Ministri che con coraggio e ambizione porteranno avanti i provvedimenti che servono alla crescita e allo sviluppo dell’Italia:

Questo sarà un Governo capace di sostenere le famiglie, gli imprenditori e rilanciare il mercato del lavoro.

C’è tanta voglia di fare e ripartiremo da dove ci siamo lasciati, con il taglio di 345 parlamentari e un risparmio di circa mezzo miliardo di euro da spendere in scuole, infrastrutture e ospedali.

Abbiamo molta strada davanti a noi e siamo determinati a fare tutto il possibile per migliorare la qualità della vita degli italiani.

Votazione sul nuovo governo

Quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato per il Paese. E va affrontato mettendo al centro gli interessi e le esigenze dei cittadini, della comunità che tutti insieme formiamo.

Nel 2018 siamo andati al voto con una legge elettorale contro la quale avevamo votato nella precedente legislatura, costruita soprattutto contro il Movimento 5 Stelle.

Una legge che difficilmente avrebbe permesso il raggiungimento di una maggioranza assoluta a chi non si fosse accordato con altre forze politiche.

In campagna elettorale abbiamo promesso che avremmo fatto tutto il possibile per realizzare i nostri temi – come da sempre ci impegniamo a fare nei consigli comunali, regionali, in Parlamento, in Europa – con chi fosse stato disponibile a portarli avanti.

Gli elettori ci hanno premiato con la maggioranza relativa in Parlamento. A partire da questo abbiamo rivolto un appello a tutte le forze politiche per costruire un governo che avesse al centro gli interessi degli italiani.Abbiamo provato a farlo con il Pd e con la Lega. Quindi abbiamo scritto un contratto di governo con la Lega e siamo riusciti a portare a casa, con un grande lavoro, alcuni dei provvedimenti che ci stavano più a cuore. È un lavoro che non va disperso, reso possibile in questi mesi dall’impegno che Giuseppe Conte ha portato avanti con grandissime capacità e con serietà, restituendo all’Italia una credibilità internazionale.

Dopo 14 mesi però la Lega ha deciso di tradire questo contratto per pura convenienza e voracità elettorale, facendo cadere il governo guidato dal presidente Conte e gettando il Paese in una crisi scomposta e pericolosa per i tempi e i modi con cui è stata provocata. La Lega è venuta meno a un impegno preso, portando l’Italia in una situazione molto difficile.

Per noi il mandato dei cittadini è una cosa seria, dura cinque anni che è il tempo previsto dalla Costituzione per realizzare un programma di Governo in modo strutturale e con una visione, anche culturale, di lungo periodo.

Il MoVimento 5 Stelle è post ideologico, basa l’azione politica sui temi e non sulle persone o sulle poltrone. Siamo disponibili a impegnarci – al fianco del Presidente Conte – per mantenere le nostre promesse e tutelare gli interessi dei cittadini, a condizione che gli interlocutori con cui necessariamente occorre dialogare per portare avanti un programma per il Paese, tengano fede agli impegni assunti dinanzi agli italiani, prima ancora che al MoVimento 5 Stelle.

A nostro avviso esistono delle necessità per il Paese non rinviabili: innanzitutto tagliare 345 parlamentari, una riforma che l’Italia aspetta da molti anni giunta alla quarta lettura e fermata dal tradimento della Lega. Abbiamo inoltre il compito di impedire l’aumento dell’Iva, ma anche di lavorare a tanti temi decisivi che il nostro capo politico Luigi Di Maio ha illustrato qualche giorno fa dopo le consultazioni al Quirinale: taglio delle tasse, tutela del lavoro, avvio di un grande programma di investimenti per la tutela ambientale (green new deal) e per l’economia circolare, lotta alla criminalità organizzata, tutela e valorizzazione dei nostri beni comuni. Queste, come altre questioni determinanti per il presente e il futuro del Paese, aspettano delle risposte e delle soluzioni.

Per tutti questi motivi, vi chiediamo:

“Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”

QUESTO LINK trovi il il documento con il programma del nuovo Governo.

CLICCA QUI E VOTA SUBITO

(SI VOTA DALLE 9 ALLE 18 DEL 3 SETTEMBRE 2019)