Un segnale importante per Verona

Una risposta rapida per quanti si trovano in situazione di sofferenza economica: quello di cui c’era disperatamente bisogno.

Anche nel territorio veronese che complessivamente non ha grandi problemi economici ma dove non mancano, purtroppo, situazioni individuali di povertà, è in arrivo una cifra ingente: un milione e 362 mila euro.

Sarà un sostegno immediato per tutti coloro che non riescono a fare fronte alla necessità più immediata: la spesa alimentare. La lotta alla povertà è stata da sempre in cima alle priorità del nostro Movimento: bene che si siano presi provvedimenti in tal senso.

Una risposta rapida per quanti si trovano in situazione di sofferenza economica: quello di cui c’era disperatamente…

Pubblicato da Francesca Businarolo su Martedì 31 marzo 2020

Indietro non si torna, serve una nuova Europa

Grazie al Presidente Conte che, in occasione del Consiglio Europeo, ha difeso il nostro Paese con fermezza e ribadito la posizione dell’Italia: no a strumenti di salvataggio che appartengono al passato, sì a una Europa finalmente solidale e a soluzioni condivise che rispondano all’eccezionalità della situazione.

Ancora in questo momento la ricetta che alcuni in Europa vorrebbero adottare continua ad essere sempre la stessa: quella dell’austerità. In un modo o nell’altro questi Paesi vorrebbero mantenere una posizione di controllo, non accettano che i tempi della Troika sono finiti sotto i colpi di una pandemia che ha completamente stravolto paramentri, bisogni e risposte. L’Europa che aveva messo la palla al piede alla Grecia oggi è impensabile: indietro non si torna.

L’Italia ha bisogno immediato di risorse da investire nell’economia reale, a beneficio di famiglie, lavoratori, autonomi e piccole e medie imprese che rischiano di fallire se non arriverà una risposta europea forte e rapida.

Avevamo detto che il decreto Cura Italia era solo il primo passo e così deve essere. Le nostre imprese devono ricevere decine di miliardi di liquidità e di indennizzi per superare l’emergenza, così come un ristoro di una parte delle imposte che abbiamo sospeso. Servono investimenti pubblici e una ulteriore estensione della cassa integrazione. Serve un reddito straordinario per i lavoratori autonomi e i professionisti. Non c’è tempo da perdere, perché in una situazione come questa intervenire tempestivamente fa tutta la differenza del mondo. Non possiamo aspettare che qualche Paese rimasto indietro alle idee economiche di dieci anni fa continui a spingere sulle solite fallimentari politiche di austerità.

Tutti sanno che questa crisi non dipende da comportamenti scorretti degli Stati, ma da una pandemia globale. È quindi il momento di soluzioni coraggiose, comuni. Cosa deve succedere ancora perché ci si renda conto che serve condivisione dei rischi a livello europeo? Il MoVimento 5 Stelle ha proposto già da tempo l’emissione di bond europei per reagire alla crisi. Non si tratta certo di far pagare ai contribuenti di altri paesi le spese italiane, che peraltro sono sostenibilissime.

Da anni infatti l’Italia rispetta i vincoli europei e nel 2019 ha raggiunto l’1,6% di deficit in rapporto al Pil, addirittura meno di quanto previsto (2,2%). Il nostro Paese ha dimostrato di saper rispettare le regole che ci si è dati insieme, pur con tutte le criticità che queste regole e vincoli presentano (la regola del 3% è del tutto arbitraria e non ha alcuna valenza scientifica), quindi di essere membro leale della comunità europea, e di questo ci deve essere dato atto.

Strumenti vecchi e, per noi dannosi, come il Mes, vanno archiviati, in quanto inadeguati al tipo di minaccia che stiamo affrontando.

Serve una svolta. Siamo un grande Paese e chiediamo con nettezza che l’Unione Europea trovi il coraggio di liberarsi delle zavorre del passato e faccia un salto in avanti. Ne va non solo dell’Italia, ma del futuro stesso dell’Unione.

Gli imprenditori italiani al centro delle misure del Cura Italia

Lo Stato non lascia soli gli imprenditori italiani davanti alla crisi provocata dall’emergenza Coronavirus. Siamo intervenuti con forza e risolutezza, utilizzando tutti i mezzi a nostra disposizione per sostenere le nostre aziende, cuore pulsante dell’economia nazionale, assicurando loro liquidità e accesso al credito. Nel decreto “Cura Italia” che ora passa al vaglio delle Camere le misure a favore delle aziende sono centrali.

A pagare il prezzo del rallentamento “obbligato” dell’economia sono soprattutto le piccole e medie imprese: per questo abbiamo potenziato il Fondo di Garanzia alle PMI con oltre un miliardo di euro. Fondo che è stato esteso anche alle imprese agricole. Inoltre, abbiamo aumentato a 5 milioni l’importo massimo ammissibile a garanzia e previsto anche la possibilità di accedere alla garanzia del fondo per rinegoziare finanziamenti già concessi. Infine, facilitiamo l’accesso ai finanziamenti estendendoli anche alle imprese che hanno problemi finanziari a causa dell’emergenza in corso. 

Abbiamo previsto anche una moratoria straordinaria dei finanziamenti a micro, piccole e medie imprese. I prestiti e le linee di credito ottenute da banche o altri intermediari finanziari sono così sospesi fino al 30 settembre 2020 e possono essere coperti dal Fondo di Garanzia per le PMI, salvaguardando così aziende e banche creditrici.

Sono sospesi fino al 31 maggio 2020 i termini per la riscossione di cartelle esattoriali, saldo e stralcio e per rottamazione-ter. Non verranno inviate nuove cartelle e sono bloccati gli atti esecutivi. Ferme anche tutte le attività di accertamento e riscossione dell’Agenzie delle entrate.

Ci sono poi settori che più di altri stanno soffrendo per via dell’emergenza Coronavirus e rischiano di pagare le conseguenze della crisi anche dopo la fine dell’emergenza sanitaria. Parliamo di settori come turismo, cultura, trasporti e ristorazione, per i quali abbiamo previsto lo stop ai versamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria. Sospeso anche il pagamento dell’Iva previsto nel mese di marzo.

Aiutiamo anche tutti quei commercianti che in questi giorni hanno dovuto chiudere bottega a causa delle misure di contenimento attuate per contrastare il diffondersi del contagio. Tutti infatti si troveranno a dover ugualmente pagare la locazione della propria attività, pur non avendo incassato. Per loro c’è un credito di imposta del 60% sul canone di affitto di bottega e negozi, che si va ad aggiungere alla deduzione già oggi percepita del 20%. Il credito d’imposta sarà spendibile in compensazione e dunque di fatto è automatico. 

E ancora, per le nostre imprese abbiamo introdotto incentivi per interventi di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro e per l’aumento della sicurezza sul luogo di lavoro. Prevediamo un credito di imposta pari al 50% delle spese fino a un massimo di 20mila euro e contributi attraverso la costituzione di un fondo Inail. Inoltre, è stato istituito presso il Ministero dell’Interno un fondo di 80 milioni di euro per l’anno 2020, per finanziare le spese di sanificazione e disinfezione degli uffici, e degli ambienti e dei mezzi di province, città metropolitane e comuni. Un intervento che consentirà di aiutare e dare garanzie alle nostre aziende in un momento difficile, tutelando la salute di tutti.

Ovviamente, non ci fermiamo qui. Per affrontare questa grave emergenza, come sempre detto, è indispensabile unire le forze ed è necessario l’apporto di tutti. Non è un caso che negli ultimi giorni l’Italia abbia ricevuto il sostegno, in termini di uomini e mezzi, da parte di molti Paesi, dalla Cina a Cuba. La macchina della solidarietà si è messa in moto da tempo ed è importante incentivare iniziative di questo tipo anche a livello nazionale.

Sempre con il decreto Cura Italia favoriamo le donazioni in denaro effettuate dalle persone fisiche e dalle imprese. Per quest’ultime, viene estesa la deducibilità delle donazioni effettuate, le erogazioni sono deducibili dal reddito d’impresa e non si considerano destinate a finalità estranee all’esercizio d’impresa. A questo decreto seguiranno altri provvedimenti già sul tavolo del Governo.

Il MoVimento 5 Stelle continuerà a lavorare per dare soluzioni al nostro settore produttivo in un momento di grande difficoltà. Le nostre aziende, quelle che fanno grande il Paese e che ci consentono di vantarci nel mondo della qualità e creatività made in Italy, potranno sempre contare sul nostro sostengo e sulla nostra riconoscenza per il lavoro che fanno.

FAQ per chi non comprende un testo ma vuole occuparsi di attualità politica

Ci siamo abituati, internet è un luogo sempre fertile quando si tratta di fake news e complottismi, e l’emergenza coronavirus ha accelerato anche le bugie. Ma ora queste sono pericolose e spiace constatare che a questi mezzi ricorrano anche i politici di opposizione che annientati dal gradimento del Premier Conte, superati a destra dall’euroscetticismo del Presidente Mattarella e in totale crisi di argomenti non fanno che rendersi ridicoli aizzando una discreta quantità di persone che faticano a comprendere un testo anche dopo averlo letto.

Voglio dare un piccolo contributo con poche FAQ semplici e comprensibili (ovviamente il post è ironico ma non per questo utile):

  • L’Italia ha dato 25 miliardi mentre altri Paesi 300/400. FALSO!
  • L’Italia ha messo a disposizione denaro per le persone e aziende in difficoltà, gli altri Paesi non hanno dato 1€ ma messo a disposizione una garanzia di Stato sui prestiti. Cosa che comunque potrebbe avvenire anche in Italia, le persone non avevano bisogno di prestiti in prima istanza ma di liquidità!
  • Il Governo è stato lento nell’emergenza mentre altri denunciavano. FALSO!
  • Il Governo italiano non ha mai cambiato opinione affidandosi sempre alla comunità scientifica ed usando il principio della gradualità nelle chiusure mentre le opposizioni hanno avuto opinioni contrastanti anche al loro interno. Molti politici come il governatore Zaia si sono lamentati dei primi provvedimenti che limitavano la circolazione per poi cambiare idea.
  • C’è una medicina che non vogliono darci. FALSO!
  • Non c’è alcuna medicina che funzioni come non c’è alcun complotto, in Italia è stato isolato il coronavirus, a Napoli si procede in maniera avanzata con le ricerche come in tutto il mondo e appena un farmaco ha effetti positivi viene testato.
  • Nel “cura Italia” c’è uno svuota carceri. FALSO!
  • Nelle carceri non c’è il coronavirus e le rivolte sono state sedate. Non esiste nessun provvedimento svuota-carceri, quello in atto trova le basi nel lavoro intrapreso con Governo Conte 1. La Lega appoggiava una riforma che facesse scontare le pene inferiori a 18 mesi agli arresti domiciliari e così abbiamo fatto ora. Incomprensibile la polemica per chi segue il tema.
  • Le opposizioni hanno dei contributi che il Governo non ascolta. FALSO!
  • Tutte le opposizioni sono state ascoltate dal Governo e a più riprese, molte considerazioni sono state inserite nel “cura Italia” perché largamente condivise e già pensate dal Governo.

Sperando d’aver dato risposte anche a chi non ne avesse in merito (anche se sembra impossibile) vi saluto.

La bestia non mi intimidisce, non c’è alcuna misura svuota-carceri

L’ultima sciocchezza di Salvini scatena la bestia.

Sullo svuota carceri Salvini ha detto balle che abbiamo puntualmente smontato ma questo non ha fermato gli aggressori da tastiera, gli analfabeti funzionali vigliacchi che dietro ad un monitor si sentono al sicuro e sparano a zero sugli avversari perché legittimati dalla bestia comunicativa del leaderino. La bestia che trasforma in bestie.

Ora la vittima sono io, ho ricevuto questa immagine sulla posta privata, immagine che non ho trovato online. Ma questo problema non nasce ora, lo abbiamo affrontato proprio con la Lega al governo utilizzando gli stessi parametri! Prevedendo pene alternative a chi deve scontare un residuo di pena tra i 7 e 18 mesi. Lo sanno questo gli analfabeti funzionali aizzati dalla bestia?

E’ quindi una sciocchezza “l’indulto mascherato” a detta di chi passeggia per Roma mentre dovrebbe stare a casa. Quello che manca agli esponenti di chi vorrebbe governare il Paese è la coerenza delle proprie stesse idee e l’esempio da dare agli italiani. Perché Salvini è responsabile anche degli ignobili attacchi della sua bestia e delle bestie al sicuro dietro ad un monitor.

Tutti devono fare la propria parte

di Vito Crimi

L’avevamo detto nei giorni scorsi: per proteggere la salute dei cittadini e per combattere questa guerra contro il Coronavirus siamo pronti anche ad avvalerci delle strutture in uso alla sanità privata, se necessario. Con il decreto legge #CuraItalia tutto questo diviene possibile.

In virtù delle nuove misure appena varate, il servizio sanitario nazionale potrà trasferire in ambito pubblico risorse umane e materiali privati fino al termine dello stato di emergenza, per un costo di 340 milioni di euro. Le strutture private dovranno mettere a disposizione il proprio personale in servizio, i locali, gli strumenti e le apparecchiature in dotazione per le attività sanitarie connesse all’emergenza. La Protezione Civile potrà disporre la requisizione di presidi sanitari (ospedali, poliambulatori e altro) e medico chirurgici, nonché di beni mobili, sia da soggetti pubblici che privati. Lo stesso vale per i Prefetti, che potranno procedere alla requisizione di alberghi o altri analoghi immobili per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria.

Prevedere l’eventualità di requisire le strutture private del territorio nazionale per salvaguardare il bene pubblico più importante, la salute di tutti i cittadini, è un atto forte imposto dall’eccezionalità del momento che stiamo vivendo. Un atto forte, ma pur sempre dovuto, necessario ad un Paese che si ritrova in guerra contro un nemico invisibile e che per sconfiggerlo deve mettere in campo ogni misura possibile.

Ovviamente i privati non lavoreranno né collaboreranno a titolo gratuito. A tutti i medici, gli infermieri e gli operatori sanitari che da settimane prestano servizio in prima linea per salvare vite umane, e a tutti coloro che contribuiranno ancora per far fronte all’emergenza, saranno riconosciuti incentivi e adeguate risorse per il lavoro straordinario effettuato. E nel caso delle requisizioni di strutture private, per i proprietari sono previsti indennizzi pari al prezzo di mercato.

L’abbiamo sempre detto e continueremo a ribadirlo: per affrontare al meglio questa emergenza è necessario che tutti facciano la propria parte. La fanno le istituzioni, lavorando a testa bassa senza sosta per reperire e distribuire le risorse sanitarie necessarie, per aiutare famiglie, imprese e lavoratori in difficoltà, per garantire la continuità dei servizi essenziali e tanto, tantissimo altro. La fanno i cittadini, restando a casa con impegno, sacrificio e senso di responsabilità. La sta facendo la sanità pubblica, prestando soccorso ai malati grazie all’immenso lavoro di donne e uomini che non si risparmiano, si alternano in turni massacranti e sono soggetti ad un’inimmaginabile pressione. E anche la sanità privata deve fare appieno la sua parte, come accade già in talune circostanze.

In questa emergenza ci siamo dentro tutti. Dobbiamo lavorare fianco a fianco e condividere tutte le risorse disponibili, per poterne uscire il prima possibile.

Uniti lottiamo e uniti vinciamo.

Coronavirus, le FAQ aggiornate del Governo

⭕ CORONAVIRUS: IL GOVERNO AGGIORNA FAQ, SI PUÒ CORRERE AL PARCO

👉 Palazzo Chigi conferma che si può uscire, oltre che per andare al lavoro, per buttare la spazzatura o andare a fare la spesa.

👉 Ci si può anche recare nelle attività commerciali, come le edicole e i tabaccai, che continuano ad essere aperte.

👉 Ci si può spostare in bicicletta per andare al lavoro e per sport, mantenendo sempre le distanze di sicurezza.

👉 È possibile fare attività motoria all’aperto, anche nei parchi pubblici a patto che non in gruppo e che si rispetti la distanza interpersonale di un metro.

👉 Si può portare a spasso il cane evitando assembramenti o portare il proprio animale domestico dal veterinario, ma non per visite di routine.

👉 Si possono andare a trovare i figli, per le coppie separate, o i propri genitori non autosufficienti.

👉 Le merci possono continuare a circolare senza limitazioni.

👉 Gli uffici pubblici restano aperti: l’assenza di disinfettanti per le mani non ne giustifica la chiusura. Ai dipendenti pubblici malati di Coronavirus non vengono decurtati i giorni di malattia.

👉 Possono essere decise limitazioni del trasporto pubblico locale.

👉 Sono vietate le assemblee di condominio e le assemblee delle associazioni, a meno che non si svolgano a distanza.

👉 Nessuna limitazione per agricoltura e pesca.

📍 Aggiungo alcuni provvedimenti adottati dalla Città di Torino ieri:

➡️ È sospesa fino al 25 marzo la ZTL

➡️ È sospeso fino al 25 marzo il pagamento della sosta nelle strisce blu

➡️ Le aree gioco per bambini sono state chiuse

➡️ I campetti sportivi sono stati chiusi

🌐 Ecco il link con domande e risposte del Governo: http://www.governo.it/it/articolo/decreto-iorestoacasa-domande-frequenti-sulle-misure-adottate-dal-governo/14278

Chi polemizza in un momento simile gioca con la vita di milioni di persone

Le opposizioni che polemizzano sulle chiusure giocano con la vita e l’indotto economico di milioni di persone in un momento di fragilità.
Se tengo aperte le farmacie avrò bisogno di corrieri che trasportino i farmaci, se tengo aperti i supermercati avrò bisogno di commessi che andranno a lavorare in macchina. Avrò quindi bisogno di benzina ma anche di meccanici. E potrei fare centinaia di esempi

Vi prego non fatevi soggiogare dal semplicismo, uscire da questa crisi non sarà facile e non esistono formule magiche. Stiamo lottando giorno per giorno mentre qualcuno, che ha troppo tempo libero, polemizza su tutto…

3 milioni dei nostri stipendi alla protezione civile

Ci siamo dentro tutti, in questa emergenza Coronavirus. E tutti insieme possiamo uscirne, ognuno di noi facendo la sua parte.
Ogni cittadino limitando i propri spostamenti a quelli strettamente necessari e indifferibili, evitando di frequentare posti in cui possono esserci assembramenti, lavandosi spesso e bene le mani, indossando una mascherina in presenza di altre persone.

Ci sono medici, infermieri, ricercatori, forze dell’ordine, personale sanitario, militare e civile che combatte in prima linea da settimane contro questo nemico invisibile. C’è un Governo che lavora giorno e notte, senza sosta, per aiutare tutti i cittadini con azioni concrete, interventi mirati, misure straordinarie.

Anche il MoVimento 5 Stelle, oltre alle proposte costruttive a sostegno di imprese, lavoratori, settori produttivi, sanità, istruzione e molto altro, farà la sua parte, con un gesto concreto e immediato.
Insieme ai capigruppo di Camera e Senato abbiamo deciso di proporre ai nostri iscritti di destinare 3 milioni di euro delle restituzioni dei nostri stipendi all’acquisto di attrezzature per la terapia intensiva e altro materiale sanitario occorrente a far fronte all’emergenza. Nei prossimi giorni procederemo alla votazione della proposta, procedura necessaria per ratificare la destinazione, ma, in considerazione del momento emergenziale, sono convinto che sarà una votazione quasi unanime. Dell’acquisto si occuperà poi la Protezione Civile, alla quale doneremo la cifra.

Ad oggi, i portavoce del MoVimento 5 Stelle hanno restituito ai cittadini 110 milioni di euro. Con questi soldi siamo riusciti a fare tanto, dal Microcredito per le piccole e medie imprese ai fondi per le popolazioni alluvionate. E possiamo ancora fare tanto, ora, subito, per sostenere le nostre strutture sanitarie nella battaglia contro il Coronavirus. Insomma rinunciamo a qualcosa per guadagnarci tutti. Sarebbe bello vedere anche i partiti agire così, non solo il MoVimento 5 Stelle.

Intanto dalla Puglia è arrivata una buona notizia. I portavoce regionali del MoVimento 5 Stelle hanno deciso di destinare 160.000 euro provenienti dal taglio dei loro stipendi all’acquisto di materiale per l’assistenza medica nel loro territorio. Un grazie sincero a tutti. In un momento di difficoltà per l’intero Paese, abbiamo bisogno di gesti importanti.

L’Italia non molla, è un Paese forte e continua a lottare. Coraggio, facciamo la nostra parte e uniti ne usciremo.

Scuole chiuse fino al 15 marzo

Sapete che in queste ore c’era una valutazione in corso sulla possibilità di chiudere o meno le scuole. Per il governo non è stata una decisione semplice.

Abbiamo aspettato anche il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso, prudenzialmente, visto che la situazione epidemiologica cambia velocemente, di mantenere chiuse le scuole nella zona rossa fino al 15 marzo, a partire da domani.

Nello stesso periodo in tutte le altre zone del Paese sarà sospesa l’attività didattica, quindi studenti e docenti non andranno a scuola mentre dirigenti e personale Ata saranno in servizio.
So che è una decisione d’impatto.

Come Ministro dell’Istruzione spero che gli alunni tornino al più presto a scuola e mi impegno a far sì che il servizio pubblico essenziale, seppur a distanza, venga fornito a tutti i nostri studenti.

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