Villa Zamboni, bene storico a rischio privatizzazione

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L’antico proprietario, oltre ottant’anni fa l’aveva destinata, con un testamento scritto di suo pugno, ai bambini del suo paese, Valeggio sul Mincio. Ora il Comune, che a suo tempo ha rifiutato un contributo regionale di 250mila euro per il restauro dello stabile, vuole alienarla ai privati.

Si tratta di una concessione gratuita ad un progetto privati allo scopo, secondo le indicazioni della giunta, di valorizzare il turismo e i prodotti locali.

Così facendo, però, si è andati contro la volontà di Giuseppe Zamboni autore del testamento  che aveva esplicitamente destinato l’uso della villa, donata al Comune, ad asilo infantile oppure “ospitaletto” per i più piccoli. Questa è stata effettivamente la destinazione dello stabile fino al 2001, anno in cui è stata dichiarata inagibile per quegli scopi. Ci sono però altre possibilità di recuperare la villa mantenendola veramente “pubblica”, cioè di proprietà del Comune e con una funzione che sia fruibile da parte dei cittadini.

L’amministrazione locale, del resto aveva avuto la sua occasione: nel 2008 la Regione ha assegnato 250mila euro per il restauro conservativo della villa. Soldi rifiutati con il cambio di amministrazione.

Ora la villa versa in condizioni critiche, non solo l’immobile giace abbandonato ma persino il parco è inaccessibile, a causa del crollo di un muro. Abbiamo chiesto al ministero di verificare se c’è l’approvazione della sopritendenza, ma soprattutto abbiamo voluto segnalare l’episodio, che ci sembra ignorare i principi di fondo della gestione dei beni del territorio.

A sollevare la questione è stato il meetup di Valeggio, nello specifico Chiara Corsini, a cui vanno i nostri ringraziamenti.

Qui il testo dell’interrogazione

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