Reddito: 29.440 domande accolte in Veneto

da Ansa

Businarolo (M5S), nonostante benessere esistono sacche povertà

VENEZIA, – Sono 29.440 le domande per il Reddito di Cittadinanza accolte in Veneto da quando è stata introdotta la misura fino al 4 settembre scorso. Lo riferisce oggi, in base ai dati dell’Osservatorio Inps, l’on. Francesca Businarolo (M5S), secondo cui “sono cifre di assoluto rispetto per una regione dove, nonostante il benessere diffuso, esistono delle sacche di povertà da combattere”.
    La provincia con maggiori destinatari del sostegno economico è quella di Vicenza, con 6.213, seguita da Padova (5.990), Venezia (5.617), Treviso (4.355) e Verona (4.342), Rovigo (2.120) e Belluno (803). A rendere noti i dati, l’Osservatorio dell’Inps.
    “Accanto ai circa trentamila veneti che hanno beneficiato del Reddito – commenta Businarolo – ci sono state ben 21.959 domande respinte o cancellate”.

Immigrazione: contano i risultati

In questi mesi il MoVimento 5 Stelle al governo ha ottenuto un risultato importantissimo: i migranti che arrivavano sulle nostre coste venivano fatti sbarcare solo dopo avere ottenuto la disponibilità da parte di altri Paesi europei ad accoglierli. La situazione attuale è esattamente la stessa: il porto resta chiuso fino a che altri Stati si attivano per gestire l’accoglienza. Nell’ultimo caso, quello della nave Ocean Viking, su 82 persone oltre il 70% sono state accolte da altri Paesi.

Questo deve essere il minimo sindacale che ci poniamo come obiettivo. Siamo soddisfatti che anche il Pd abbia compreso che, prima di fare sbarcare i migranti, si debbano avere certezze in UE sulla loro redistribuzione e che anche la linea di questo governo sia rimasta la stessa. Il rispetto per la sofferenza e la tutela delle persone più fragili devono essere un punto fermo, ma non saremo succubi a logiche che per anni hanno visto l’Italia e i suoi cittadini vittime di questo fenomeno.

La questione è molto semplice: l’Italia non può affrontare il fenomeno degli sbarchi da sola. È inaccettabile che solo il nostro Paese si faccia carico dei migranti. Sì, perché uno sbarco implica un processo di gestione e accoglienza molto complesso, di cui l’Italia si è sempre occupata da sola, ma il fenomeno migratorio e la relativa gestione riguardano tutta l’Europa. E in questi 14 mesi abbiamo sempre ottenuto che vari Paesi si facessero carico dell’accoglienza di queste persone. Questo prima non avveniva, ed è un risultato di cui siamo orgogliosi.

Questa da sempre è la linea del MoVimento 5 Stelle e non cambierà di certo adesso.

Non è cambiato niente rispetto alla azione che abbiamo portato avanti finora, sebbene qualcuno cerchi di dire il contrario. Il porto resta chiuso fino al momento in cui c’è la certezza della redistribuzione, garantendo sempre e comunque la sicurezza delle persone a bordo, la tutela di bambini e ragazzi, donne incinte e malati.
Perché (lo ribadiamo!) per noi esiste solo un metodo: quello della redistribuzione e della modifica dell’attuale regolamento di Dublino, con il 70% di redistribuzioni quale soglia minima. La redistribuzione tra i Paesi europei deve diventare una regola europea automatica e non un criterio applicabile a seconda dei casi.

Questi sono principi cardine della nostra azione politica. E su questo saremo intransigenti.
Di sicuro non ci troverete a urlare in piazza o in tv, a strumentalizzare politicamente un fenomeno che coinvolge vite umane, a fare show, minacce e dimostrazioni di forza.
Affronteremo tutto questo con la serietà che richiede, ma con altrettanta intransigenza, per ottenere il risultato che ci siamo prefissati: che la gestione dei flussi migratori diventi una questione europea e non solo italiana.

Con noi al governo nessuna vita umana sarà in pericolo, ma nessuno deve lasciare sola l’Italia.

Cittadinanza digitale, il ruolo dei nuovi media

Nel gruppo di ricerca che dirigo all’Università di Ca’ Foscari di Venezia studiamo le dinamiche sociali online e ci preoccupiamo di capire l’impatto dei nuovi media sulla società contemporanea. 

Ci siamo fatti conoscere per i nostri lavori sulle fake news in particolare per l’emergenza delle Camere d’eco* (echo-chamber).

IL RUOLO DEI NUOVI MEDIA

Per parlare di cittadinanza digitale dobbiamo esaminare il contesto in cui viviamo, contesto in cui i nuovi media ormai sono una parte preponderante del sistema di interazione giornaliero. Pensate al modo in cui accediamo alle informazioni e costruiamo la nostra visione del mondo. Dobbiamo tener conto di questi processi quando si parla di libertà di espressione e di cittadinanza, soprattutto per capire come declinare i nuovi diritti e in una prospettiva più ampia per comprendere le regole della vita sociale nel digitale

Pubblicato da Associazione Rousseau su Mercoledì 11 settembre 2019

Oggi siamo qui per parlare di cittadinanza digitale in un contesto in cui i nuovi media ormai sono una parte preponderante del nostro sistema di interazione giornaliero. Pensate al modo in cui accediamo alle informazioni e costruiamo la nostra visione del mondo.

Ci troviamo in un processo senza intermediari in cui può succedere che l’immagine con più like su Instagram sia un uovo.

Ci troviamo in un contesto in cui cerchiamo informazioni che più aderiscono alla nostra visione del mondo, creiamo sodalizi con persone che la pensano come noi. In qualche modo questi comportamenti assomigliano un po’ a quelli delle antiche tribù che seguivano una narrativa condivisa.

Dobbiamo tener conto di questi processi quando si parla di libertà di espressione e di cittadinanza, soprattutto per capire come declinare i nuovi diritti e, in una prospettiva più ampia, per comprendere le regole della vita sociale nel digitale.


*La camera dell’eco (spesso indicata con l’originale inglese echo-chamber) è una descrizione metaforica di una situazione in cui le informazioni, le idee o le credenze vengono amplificate o rafforzate dalla comunicazione e dalla ripetizione all’interno di un sistema definito.

Italia 5 Stelle, è online il nuovo sito con tutte le informazioni!

Scopri il sito di Italia 5 Stelle e tutte le informazioni per unirti a noi a Napoli!

Italia 5 Stelle si avvicina e iniziano ad arrivare le prime informazioni utili. Quest’anno saremo a Napoli, alla Mostra d’Oltremare, con una serie di novità, sia nel programma che negli spazi.

Saranno due giorni speciali e saranno, come sempre, merito vostro e delle vostre donazioni, che ci permettono di creare un momento di incontro così importante per tutti noi del Movimento.

Da qualche giorno è anche online il nuovo sito di Italia 5 Stelle. Crescerà di giorno in giorno con tutte le novità relative all’evento. Ma già contiene alcune cose fondamentali: le informazioni per esserci.

Abbiamo cercato di rendere agevole la partecipazione di tutti. Perciò, nella sezione delle informazioni utili, troverete ciò che c’è da sapere per raggiungere l’evento e per soggiornare due giorni a Napoli oltre che una serie di convenzioni con strutture recettive, per prenotare a prezzi agevolati. 

La Mostra è ben collegata, con una stazione della metropolitana a pochi metri dall’ingresso e una serie di parcheggi custoditi nelle vicinanze. Ma ci si arriva tranquillamente anche in bici, un mezzo sostenibile ed ecologico.

Vai sul sito, naviga e scopri tutte le informazioni più utili per te!

Sono tantissime le novità ancora in arrivo: Italia 5 Stelle è un cantiere di idee in continua evoluzione. Entra a farne parte anche tu.

Ci vediamo a Napoli, alla Mostra d’Oltremare il 12 e il 13 ottobre per due giorni di puro MoVimento.

Sostienici con una donazione, fallo ora. 

La squadra del MoVimento 5 Stelle al Governo. Buon lavoro!

Ecco i nostri Ministri che con coraggio e ambizione porteranno avanti i provvedimenti che servono alla crescita e allo sviluppo dell’Italia:

Questo sarà un Governo capace di sostenere le famiglie, gli imprenditori e rilanciare il mercato del lavoro.

C’è tanta voglia di fare e ripartiremo da dove ci siamo lasciati, con il taglio di 345 parlamentari e un risparmio di circa mezzo miliardo di euro da spendere in scuole, infrastrutture e ospedali.

Abbiamo molta strada davanti a noi e siamo determinati a fare tutto il possibile per migliorare la qualità della vita degli italiani.

Votazione sul nuovo governo

Quello che stiamo vivendo è un momento molto delicato per il Paese. E va affrontato mettendo al centro gli interessi e le esigenze dei cittadini, della comunità che tutti insieme formiamo.

Nel 2018 siamo andati al voto con una legge elettorale contro la quale avevamo votato nella precedente legislatura, costruita soprattutto contro il Movimento 5 Stelle.

Una legge che difficilmente avrebbe permesso il raggiungimento di una maggioranza assoluta a chi non si fosse accordato con altre forze politiche.

In campagna elettorale abbiamo promesso che avremmo fatto tutto il possibile per realizzare i nostri temi – come da sempre ci impegniamo a fare nei consigli comunali, regionali, in Parlamento, in Europa – con chi fosse stato disponibile a portarli avanti.

Gli elettori ci hanno premiato con la maggioranza relativa in Parlamento. A partire da questo abbiamo rivolto un appello a tutte le forze politiche per costruire un governo che avesse al centro gli interessi degli italiani.Abbiamo provato a farlo con il Pd e con la Lega. Quindi abbiamo scritto un contratto di governo con la Lega e siamo riusciti a portare a casa, con un grande lavoro, alcuni dei provvedimenti che ci stavano più a cuore. È un lavoro che non va disperso, reso possibile in questi mesi dall’impegno che Giuseppe Conte ha portato avanti con grandissime capacità e con serietà, restituendo all’Italia una credibilità internazionale.

Dopo 14 mesi però la Lega ha deciso di tradire questo contratto per pura convenienza e voracità elettorale, facendo cadere il governo guidato dal presidente Conte e gettando il Paese in una crisi scomposta e pericolosa per i tempi e i modi con cui è stata provocata. La Lega è venuta meno a un impegno preso, portando l’Italia in una situazione molto difficile.

Per noi il mandato dei cittadini è una cosa seria, dura cinque anni che è il tempo previsto dalla Costituzione per realizzare un programma di Governo in modo strutturale e con una visione, anche culturale, di lungo periodo.

Il MoVimento 5 Stelle è post ideologico, basa l’azione politica sui temi e non sulle persone o sulle poltrone. Siamo disponibili a impegnarci – al fianco del Presidente Conte – per mantenere le nostre promesse e tutelare gli interessi dei cittadini, a condizione che gli interlocutori con cui necessariamente occorre dialogare per portare avanti un programma per il Paese, tengano fede agli impegni assunti dinanzi agli italiani, prima ancora che al MoVimento 5 Stelle.

A nostro avviso esistono delle necessità per il Paese non rinviabili: innanzitutto tagliare 345 parlamentari, una riforma che l’Italia aspetta da molti anni giunta alla quarta lettura e fermata dal tradimento della Lega. Abbiamo inoltre il compito di impedire l’aumento dell’Iva, ma anche di lavorare a tanti temi decisivi che il nostro capo politico Luigi Di Maio ha illustrato qualche giorno fa dopo le consultazioni al Quirinale: taglio delle tasse, tutela del lavoro, avvio di un grande programma di investimenti per la tutela ambientale (green new deal) e per l’economia circolare, lotta alla criminalità organizzata, tutela e valorizzazione dei nostri beni comuni. Queste, come altre questioni determinanti per il presente e il futuro del Paese, aspettano delle risposte e delle soluzioni.

Per tutti questi motivi, vi chiediamo:

“Sei d’accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?”

QUESTO LINK trovi il il documento con il programma del nuovo Governo.

CLICCA QUI E VOTA SUBITO

(SI VOTA DALLE 9 ALLE 18 DEL 3 SETTEMBRE 2019)

L’intervento di Luigi Di Maio dopo le consultazioni con il Presidente Conte

Buon pomeriggio a tutti,

abbiamo rivolto gli auguri di buon lavoro al Presidente Giuseppe Conte, un Presidente che come MoVimento 5 Stelle abbiamo sempre considerato super partes e che abbiamo fortemente voluto per l’eccellente lavoro svolto negli ultimi 14 mesi.

Incontriamo ogni giorno tanti cittadini che ci chiedono di risolvere i propri problemi. In tanti aspettano risposte sul lavoro, sulle tasse, sugli ospedali, sulla scuola, sulla disabilità, sulle infrastrutture. Tanti chiedono risposte dal MoVimento 5 Stelle, lo fanno da sempre, sin da quando non eravamo ancora in parlamento.

Un anno e mezzo fa abbiamo vinto le elezioni politiche, ma abbiamo ottenuto solo il 33% dei voti.

In diretta dalla Camera dei Deputati, le dichiarazioni alla stampa dopo le consultazioni con il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte.

Pubblicato da Luigi Di Maio su Venerdì 30 agosto 2019

Non il 51% per essere autonomi, Il 33%.

11 milioni di italiani ci hanno chiesto di realizzare un programma con punti che aspettano da decenni. Abbiamo fatto una scelta coraggiosa e abbiamo deciso di non relegare all’opposizione quel programma, abbiamo deciso di portarlo al Governo, unendoci inevitabilmente ad altre forze politiche. Anche a rischio di sacrificare parte del consenso, per provare a realizzare quello che avevano votato gli italiani.

Siamo stati al Governo per 14 mesi con la Lega. Poi hanno deciso di far cadere tutto. Sprecando un’occasione storica. Oggi il Presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, potrebbe dar vita a un altro Governo. Potrebbe dar vita a un Conte-bis. Uso il condizionale, perché in qualità di capo politico del MoVimento 5 Stelle sono stato molto chiaro: o siamo d’accordo a realizzare i punti del nostro programma, o non si va avanti, non è questo l’approccio del MoVimento, non sono questi i nostri valori.

Abbiamo riassunto i nostri principali obiettivi in un documento che abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio. Alcuni di questi li consideriamo imprescindibili: o entrano nel programma di Governo o non si parte.

– Tra le prime cose per noi fondamentali espresse al Presidente è la nostra totale contrarietà a qualsiasi forma di patrimoniale.

Le tasse, soprattutto alle nostre imprese, vanno abbassate. Chi assume un dipendente non può pagare uno stipendio a lui e altri due stipendi in tasse. Il carico fiscale è alto e disordinato a causa della burocrazia. Questo dovrà essere un governo pro impresa.

Serve un serio taglio delle tasse e del costo del lavoro affinché possa aumentare il netto in busta paga di donne, uomini e famiglie soffocati dall’altissima pressione fiscale. L’aumento dell’Iva va bloccato e in legge di bilancio vanno approvati gli aiuti alle famiglie per il sostegno a nuove nascite.

– Altra nostra priorità è il taglio del numero dei parlamentari.

Chi ha fatto cadere il Governo credeva di poter evitare il taglio di 345 parlamentati della repubblica. Mancano due ore di lavoro in parlamento e diventa legge. Va approvato nel primo calendario della Camera alla ripresa dei lavori.

– L’ambiente non è uno slogan o un like ai post di Greta Thunberg.

Se si vuole parlare di ambiente allora diciamoci chiaramente che: chiudiamo le centrali a carbone entro il 2025, che non si costruiscono nuovi inceneritori, che si iniziano a dismettere quelli esistenti e che si iniziano a bloccare le trivellazioni petrolifere, soprattutto nel nostro splendido mare, dove sono sospese grazie al MoVimento 5 Stelle per i prossimi 12 mesi. Per ridurre i rifiuti all’origine, serve una legge contro l’obsolescenza programmata.

– Dobbiamo rendere giustizia alle 43 vittime, e alle loro famiglie, della tragedia del Ponte Morandi.

Avevamo pronto il Decreto per iniziare la revoca delle concessioni autostradali. Va fatto. Il prima possibile.

– L’Italia aspetta da anni una vera legge sul conflitto di interessi.

La si è rimandata per troppo tempo. Un nuovo Governo ha senso se si approva una seria legge sul conflitto di interessi.

– Il dimezzamento dei tempi della giustizia.

Abbiamo pronta una Riforma della Giustizia che può portare fino a 4 anni massimo, i tempi per una sentenza definitiva.

Questi sono solo alcuni dei provvedimenti che abbiamo consegnato pochi minuti fa al Presidente Conte, convinti che saprà trarne la migliore sintesi possibile con lo scopo di realizzare quel cambiamento in cui continuiamo a credere fortemente insieme a milioni di italiani. Noi crediamo che per costituire le basi per l’avvio di un governo solido e duraturo, serva gettare fondamenta come queste.

Abbiamo anche detto chiaramente che bisogna continuare a perseguire le legittime ambizioni e richieste di autonomia differenziata avanzate dalla Lombardia, dal Veneto e dall’Emilia Romagna. Avviando allo stesso tempo il processo per riconoscere i livelli essenziali di prestazione a tutte le regioni e nuovi criteri di riparto della spesa.

Oltre al piano di investimenti per il sud attraverso la creazione di una banca pubblica.

Crediamo, inoltre, che il problema dell’immigrazione sia un problema serio, reale, concreto e che debba essere affrontato con grandi competenze e capacità, nel rispetto delle diverse sensibilità manifestate dall’opinione pubblica e puntando, con determinazione, verso una revisione totale del regolamento di Dublino e un’abrogazione del folle principio europeo di chi prima accoglie, poi gestisce.

Il MoVimento 5 Stelle è stato determinante nell’elezione della nuova Presidenza della Commissione europea.

Faremo valere i nostri voti per ottenere questo obiettivo. Subito dopo la nascita della nuova Commissione, chiederemo che si riconosca all’Italia una procedura d’emergenza per la redistribuzione dei migranti negli altri Paesi europei. Questo deve essere l’obiettivo dell’Italia sul tema immigrazione. Siamo stati lasciati soli in questi anni e abbiamo fatto da soli. Ora occorre che sia l’Europa ad occuparsene.

E’ per queste ragioni che riteniamo non abbia alcun senso parlare di modifiche ai decreti sicurezza. Vanno assolutamente tenute in considerazione le autorevoli osservazioni del Capo dello Stato a quei decreti, ma senza volerne rivedere la ratio, ne’ tanto meno le linee di principio.

Ho detto due giorni fa che non rinneghiamo questi 14 mesi di Governo, al contrario, siamo orgogliosi di aver varato importantissimi decreti, come ad esempio il decreto dignità, che in pochi mesi ha prodotto effetti straordinari sul mercato del lavoro, facendo registrare un aumento dei contratti stabili a tempo indeterminato del 151% rispetto al periodo precedente.

Parliamo di oltre 320 mila contratti che prima erano precari e che ora sono stati convertiti in contratti di lavoro stabili, come ha certificato l’Inps. Anche se sulla lotta al precariato c’è ancora molto da fare.

Al presidente Conte abbiamo anche espresso il nostro sconcerto per questo surreale dibattito sugli incarichi. Era prevedibile che su tutti i media nazionali iniziasse a diffondersi il cosiddetto toto-ministri con nomi improbabili e di fantasia. Ma non troviamo sano che questo dibattito contagi anche le forze politiche, soprattutto quelle più rappresentative, le quali dovrebbero invece preoccuparsi di stilare un programma serio e omogeneo per i nostri concittadini.

Non smetteremo mai di ripeterci che consideriamo la politica un servizio.

A chi sta trascinando da giorni il MoVimento 5 Stelle in questo surreale dibattito da manuale Cencelli su incarichi e ruoli, dico che i fatti parlano per noi. Come capo politico del Movimento 5 Stelle ho rinunciato due volte alla possibilità di fare il Premier, sono 10 anni che tutti gli eletti 5 Stelle si tagliano gli stipendi. E mancano pochi giorni e taglieremo 345 poltrone da parlamentare con l’ultimo voto alla riforma costituzionale.

Gli attacchi di questi giorni al MoVimento e al sottoscritto testimoniano un dato oramai assodato: passano i Governi e le maggioranze, ma nel mirino restiamo sempre noi. Diciamo: “bene”, è un buon segno, vuol dire che continuiamo ad essere dalla parte giusta.

Questo non è il momento delle polemiche e degli attacchi. Questo è il momento del coraggio, e ne servirà tanto per cambiare questo Paese.

I nostri punti di programma sono chiari. Se entreranno nel programma di Governo, allora si potrà partire. Altrimenti, sarà meglio tornare al voto e, aggiungo, il prima possibile!

Buon lavoro a tutti.

___

Di seguito i 20 punti che Luigi Di Maio ha consegnato al Presidente del Consiglio Incaricato Giuseppe Conte, in continuità con i 10 punti presentati inizialmente al Capo dello Stato dopo il lavoro svolto con i gruppi parlamentari di Camera e Senato del MoVimento 5 Stelle.

100 mila bottiglie riciclate nella metro di Roma

La campagna +Ricicli+Viaggi è un vero e proprio successo: ben 100mila le bottigliette riciclate nelle metro di Roma in poco più di un mese.

Numeri che ci raccontano una formula vincente ed un’attenzione crescente nei confronti della sostenibilità ambientale.

Con questa iniziativa, infatti, tutti possono riciclare le bottiglie in Pet utilizzando le speciali macchinette “mangia plastica” collocate in tre stazioni: Piramide metro B, San Giovanni metro C e fermata Cipro metro A. Un gesto a favore dell’ambiente, una buona pratica per tutti.

Il funzionamento è semplicissimo: inserisci le bottiglie nella macchinetta e in cambio ottieni un credito, uno speciale ecobonus sul cellulare, attraverso le App di MyCicero e TabNet, per l’acquisto dei titoli di viaggio.

Continuiamo così.

Bolsonaro fermi la distruzione della Foresta amazzonica, serbatoio di vita e futuro per l’umanità #bolsonaropleasestop

La Foresta amazzonica è il polmone del Mondo.

Un patrimonio di tutta l’umanità. Recenti ricerche hanno definitivamente provato che le foreste assorbono più anidride carbonica di quella che producono e quindi sono fondamentali per combattere i cambiamenti climatici ( https://www.focus.it/scienza/scienze/le-foreste-assorbono-più-anidride-carbonica-di-quella-che-producono). Inoltre la Foresta Amazzonica, la cui superficie ricade per il 40% sotto il Brasile, rappresenta l’ecosistema più ricco di biodiversità del nostro Pianeta. Ospita circa 60.000 specie di piante, 1.000 specie di uccelli e oltre 300 specie di mammiferi, oltre a comunità native millenarie che vivono in simbiosi completa con la natura.

Toccare l’Amazzonia, come ogni altra grande foresta del mondo, è toccare il già delicato equilibrio del Pianeta e compromettere il futuro dell’uomo sulla Terra. Questo patrimonio, costruito in milioni di anni, è tornato a rischio a causa della deforestazione, che è ripresa a ritmi vertiginosi con l’entrata in carica del nuovo presidente del Brasile Jair Bolsonaro.
Secondo l’Istituto brasiliano di ricerche spaziali (INPE), tra il primo gennaio 2019, data dell’entrata in carica di Bolsonaro, e il 24 luglio di quest’anno, sono stati distrutti 4.200 chilometri quadrati di foresta. La superficie di foresta, distrutta per sempre in sette mesi, è pari circa alla estensione del Molise (4.460 mq).
Si tratta di un ritmo di disboscamento superiore del 50% rispetto ai primi sette mesi del 2018 ed oltre il doppio dell’area deforestata nello stesso periodo del 2017.

Da tempo la superficie della foresta amazzonica non diminuiva a un ritmo così frenetico come è avvenuto da quando Bolsonaro è diventato presidente del Brasile. Lui ha parlato di fake news, ma è stato clamorosamente smentito dai dati ufficiali (http://www.meteoweb.eu/2019/07/deforestazione-brasile-amazzonia-bolsonaro/1292216/ )
La ripresa massiccia della deforestazione è diretta conseguenza delle scelte politiche del nuovo presidente, fortemente sostenuto dalle lobby dell’agroindustria di massa e di quelle dell’estrazione mineraria. Si è deciso di affidare le riserve indigene, che prime venivano gestite dalle popolazioni autoctone, al ministero dell’Agricoltura il cui interesse principale è far posto a coltivazioni intensive come quelle della soia. Una scelta, questa, che mette tra l’altro a repentaglio la vita e gli equilibri di tantissime comunità indigene.
In Brasile c’è una legge che vieta ai proprietari terrieri di disboscare più di un quinto dei loro possedimenti. Ma da quando è in carica Bolsonaro le operazioni di controllo del governo, per far rispettare la legge, sono diminuite del 70%. A questo si è aggiunge il fenomeno dell’estrazione illegale d’ oro con utilizzo di mercurio, che ha effetti letali sulle piante e avvelena i fiumi. (https://www.greenpeace.org/italy/storia/5903/amazzonia-deforestazione-violenza-popoli-indigeni/ )
Il Brasile ha ingranato la retromarcia nella tutela di questa fondamentale riserva di ossigeno e biodiversità e questo non può non destare preoccupazione.

Dal 2004 al 2018 finalmente si era riusciti a ridurre del 72% la deforestazione. Ora questa corsa distruttiva mette nuovamente a repentaglio l’ecosistema e i già compromessi equilibri del Pianeta. Come ha fatto notare Mark Maslin, dell’University College London, “andare avanti con la deforestazione dell’Amazzonia significa rendere ancora più difficile la riduzione di emissioni di CO2 e e la lotta al cambiamento climatico”.
Lanciamo un appello a Jair Bolsonaro e chiediamo anche ai cittadini del Brasile di unirsi a noi nel pretendere che il loro presidente metta fine a questo scempio. Violentare ulteriormente l’Amazzonia significa violentare il Pianeta, mettendo a repentaglio le vite di tutti noi, quelle dei popoli nativi e delle specie animali e vegetali che vivono nella Foresta amazzonica.
Si deve attivare la comunità internazionale e deve attivarsi ciascuno di noi, perché l’Amazzonia è patrimonio di tutta l’umanità e perché sarà tutta l’umanità a subire gravi conseguenze dalla sua distruzione.

Chiediamo con forza al presidente del Brasile, che per conto del suo popolo e dell’umanità custodisce questo serbatoio di vita e futuro, di fermarne la distruzione!

Chi ha aperto questa crisi ne pagherà le conseguenze

Oggi Luigi di Maio ha incontrato i capi commissione del MoVimento 5 Stelle.

È stata fatta una ricognizione di tutte le proposte che si stavano per approvare prima della follia di Salvini di far saltare il Governo.
È incredibile quanta gente stesse per avere dei diritti e che ora, ancora una volta, rimarranno lettera morta.

Dai riders alle aziende in difficoltà, ai militari, alle persone che muoiono di inquinamento, agli operatori della cultura, ai bambini che fanno lezione nelle classi pollaio e in scuole fatiscenti, ai piccoli Comuni, ai pescatori che subiscono le quote europee e gli agricoltori che soffrono la contraffazione, ai lavoratori che hanno stipendi da due o tre euro all’ora.

Chi ha aperto questa crisi buttando tutto all’aria pagherà un caro prezzo, ne siamo certi!