Avio Handling, le liberalizzazioni non devono andare a danno dei lavoratori

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Sabato scorso ho partecipato a Verona al dibattito dal titolo «AvioEnding, ovvero…cronaca di un disastro annunciato».

Al centro del dibattito c’è stata la vicenda dei dipendenti di Avio Handling – società detenuta al 100% da una società pubblica, la “Catullo” – da due anni in cassa integrazione e ora a un passo dalla mobilità.

Vi racconto in sintesi che cosa è successo:

  • la società Catullo è gestore dell’aeroporto di Verona e in data 29 giugno 2009 costituisce una nuova società denominata Avio Handling, partecipata al 100% dalla Catullo, attribuendo alla stessa il servizio di handling nello scalo aeroportuale di Verona;
  • nel corso degli anni la società madre Catullo addebita alla partecipata Avio Handling voci di spesa molto pesanti, tanto che la partecipata chiude i primi bilanci con perdite di milioni di euro, via via crescenti;
  • nel 2010 la società Airport Global Service (AGS), inizia ad operare nello scalo veronese con contratto in service con Avio Handling, senza disporre di struttura, mezzi e autonomia funzionale propria, in palese violazione delle direttive ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile). AGS dapprima infatti utilizza risorse umane e strumentali di esclusiva proprietà di Avio Handling, successivamente stipula un contratto di subappalto di mezzi con la stessa Avio Handling, riuscendo pertanto a fornire alla Catullo servizi ad un prezzo concorrenziale, senza avere l’ammontare dei costi fissi della società Avio;
  • vengono inoltre trasferiti dalla società Avio Handling, avente il medesimo gruppo dirigente della Catullo, alla società AGS i mezzi di proprietà della società Avio, nonchè personale dipendente formato da Avio, permettendo ad AGS di offrire servizi in concorrenza alla società partecipata dalla Catullo e di aumentare la quota di mercato presso lo scalo veronese.

Date queste premesse appare chiaro come poi questa gestione scellerata da parte del gruppo dirigente della Catullo abbia portato la società Avio sul baratro e difatti un gruppo di lavoratori il 20 dicembre 2011 presenta un esposto presso la procura di Verona per la cattiva gestione da parte della Catullo, «un ente di gestione assolutamente inerte ed anzi compiacente di fronte alle violazioni della libera concorrenza a danno della propria società». Tali valutazioni vengono trasmesse anche all’ENAC, per quanto di competenza, con lettera raccomandata AR inviata il 22 dicembre 2011, senza ottenere alcuna risposta.

Come si è conclusa ad oggi la vicenda per i lavoratori? 110 su 219 sono stati ricollocati nella società GH che è subentrata ad Avio a condizioni molto favorevoli, in deroga al CCNL e alle tutele previste per i lavoratori. 76 dipendenti del personale residuo è stato posto in Cassa integrazione guadagni straordinaria a zero ore, fino a fine 2014, per la maggior parte anziani, giovani mamme o persone con problemi di salute.

Al dibattito di sabato scorso ho quindi parlato della mia interrogazione parlamentare al “Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti” su questa vicenda, in particolare mi sono soffermata sui mancati controlli da parte di ENAC (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) e ho sottolineato il fatto che il processo di liberalizzazione del servizio di handling nel trasporto aereo non possa avvenire a discapito dei livelli occupazionali e della situazione di precarietà dei contratti dei lavoratori.

Trovate la mia interrogazione parlamentare qui
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