MARCIA PER LA SALUTE CONTRO LA RIAPERTURA DELLA DISCARICA A PESCANTINA

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Sabato ci siamo trovati per ribadire la nostra contrarietà ad un progetto di bonifica che è tutto tranne che una bonifica, ma la realizzazione di una nuova discarica, destinata ad ospitare migliaia di metri cubi di rifiuti e a restare aperta per trent’anni.

Il progetto depositato in Regione e che l’amministrazione comunale sta portando avanti è molto dubbio sotto il profilo scientifico:

1) non si sa quale sarà l’ammontare dei rifiuti conferiti. Nel piano economico di parla di 200mila metro cubi annui, nel documento progettuale di 120mila: una differenza non da poco.

2) controversa anche la pratica dell’air sparging, che secondo i progettisti dovrebbe essere usata per la bonifica, ma che dagli studi effettuati all’estero è adatta solo ai rifiuti gassosi e non al ferro e al manganese presenti a Ca’ Filissine.

Molte incertezze, dunque, ma una sicurezza: IL PROGETTO È DANNOSO PER LA SALUTE DEI CITTADINI. Si tratta di una discarica che prevede, solo per i rifiuti, un via vai di 45 (ma che saranno molti più) camion al giorno, senza contare il trasporto del percolato!

LA DISCARICA DI PESCANTINA VA BONIFICATA E CHIUSA!

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Vi chiedete mai perchè la politica sia da sempre favorevole alle discariche e agli inceneritori, come quelli di Ca’ del Bue, Brescia e Padova, le cui ceneri verranno portate a Pescantina? E perchè, al contrario, non si trovino mai i soldi per le bonifiche?

Perchè RIFIUTI = SOLDI!
Tanti più rifiuti arrivano, tanto più tempo rimarrà aperta la discarica e tanti più soldi saranno mossi.

Secondo la Commissione parlamentare per le ecomafie, che ha visitato anche Pescantina, il VENETO è la prima Regione per reati legati al ciclo dei rifiuti!

Il Movimento 5 Stelle lotterà perchè Pescantina, la più grande discarica della Regione, venga BONIFICATA e CHIUSA!

Tav Brescia – Verona: Situazione ad alto rischio di illegalità

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Questa mattina a Verona e provincia abbiamo annunciato che presenteremo un esposto, indirizzato a Procura della Repubblica e Questura di Verona, oltre che all’Arma dei Carabinieri, relativo alle imprese coinvolte nella realizzazione del tratto ferroviario ad Alta Velocità Brescia – Verona. Si tratta di un’azione congiunta con i rappresentanti del M5S di Brescia e provincia. Leggi tutto “Tav Brescia – Verona: Situazione ad alto rischio di illegalità”

Rifiuti, discariche e inceneritori: danni anche in Veneto

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«Un disastro ambientale», «una macchia di un sistema che non funziona». Sono parole dure, quelle che arrivano dalla commissione parlamentare speciale sui rifiuti, impegnata, la scorsa settimana, in due indagini nel Veronese: all’inceneritore di Ca’ del Bue, costato 80 milioni solo di appalto iniziale, e alla discarica di Pescantina, diventata un motivo d’allarme, a causa della profondità del percolato, per un’intera comunità.

Leggi tutto “Rifiuti, discariche e inceneritori: danni anche in Veneto”

I numeri del dissesto idrogeologico

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Il 68,9% dei Comuni (5.581) è ad alto rischio idrogeologico.

Sarebbero necessari 43 miliardi di euro per mettere in sicurezza il territorio italiano (27 al Centro-Nord, 13 al Sud, 3 per gli interventi di recupero delle coste). Dal 1944 al 2012 lo Stato – utilizzando i soldi dei contribuenti – ha speso 61,5 miliardi di euro per rimediare ai danni provocati dal dissesto idrogeologico. Lo Stato continua ad intervenire per sanare i danni, anche se agire in emergenza costa in media di più degli interventi di prevenzione. Leggi tutto “I numeri del dissesto idrogeologico”

Incendio a Ca Di David: siti industriali dismessi

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Ho chiesto al Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare la reale composizione della nube sprigionatasi a seguito di un incendio e la sua eventuale nocività per la salute e se intenda disporre un sopralluogo del Comando Carabinieri Tutela Ambiente (C.C.T.A.), nonché assumere iniziative normative, affinché nei siti industriali dismessi, nei quali i soggetti responsabili non abbiano effettuato gli interventi di bonifica o messa in sicurezza necessari, siano assicurate specifiche forme di sorveglianza ambientale.

Qui l’interrogazione completa