Il M5S protegge chi denuncia #Whistleblowing

m5s protegge

“Negli scorsi mesi vi abbiamo raccontato di una società partecipata da Regione Lombardia, Fnm (Ferrovie Nord Milano), che si era trasformata in una scandalosa parentopoli, nel bancomat personale di manager indegni e ufficio di collocamento per la politica. Una vicenda che vide il M5S schierato in prima in linea per denunciare lo scandalo prima, e per esortare una doverosa inversione di tendenza poi, con la partecipazione all’assemblea dei soci di fine maggio scorso insieme a Beppe Grillo.

Il caso era scoppiato grazie al coraggio di un dipendente, Andrea Franzoso, che aveva svelato le spese folli del presidente Achille. Un coraggio pagato a caro prezzo. Perché a riflettori spenti il ragazzo ha denunciato di essere stato rimosso dal suo incarico e, come si legge nel ricorso presentato in tribunale, “costretto a trascorrere la giornata lavorativa nella più completa inattività e con progressivo isolamento”, con i colleghi restii ad avvicinarsi per timore di ritorsioni della società anche nei loro confronti. Oggi abbiamo chiesto alla giunta Maroni spiegazioni su questa avvilente vicenda che fa perdere ancor di più la fiducia nelle istituzioni e nei suoi enti, ma abbiamo sbattuto su un muro di gomma. Abbiamo chiesto cosa intende fare Regione Lombardia in concreto per tutelare quei dipendenti che hanno assunto la posizione di whistleblower, esattamente come ha fatto Andrea, denunciando le irregolarità dall’interno e collaborando nella prevenzione dei fenomeni di corruzione e illegalità, ma Maroni ha preferito voltare lo sguardo dall’altra parte, e in un certo modo giustificare con la sua inerzia l’operato della sua partecipata. Ma noi non molliamo.

Chiediamo a tutti i dipendenti delle partecipate, di fronte alle stesse situazioni, di prendere esempio da Andrea! Il MoVimento 5 Stelle sarà sempre al vostro fianco. La protezione e la valorizzazione di chi denuncia è uno dei nostri obiettivi più importanti. Per questo motivo continuiamo a sostenere la necessità di approvare in parlamento la proposta di legge del M5S a tutela del whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo.

Stefano Buffagni – Capogruppo del M5S Lombardia

IL PD HA DISTRUTTO LA LEGGE M5S PER COMBATTERE LA CORRUZIONE!

12246902_641522835990976_6228360346817443273_n

Il PD e il Governo ancora una volta dimostrano tutta la loro contrarietà alla legalità. E’ stata distrutta la nostra legge sul whistleblowing (tutele e incentivi per i dipendenti che denunciano reati) con una serie di emendamenti vergogna che hanno depotenziato un’ottima legge contro la corruzione.

Abbiamo speso tempo ed energie su un disegno di legge che aveva suscitato anche il plauso dell’ambasciatore americano a Roma e dell’associazione Trasparency, la più importante al mondo nella lotta alla corruzione.

Il whistleblowing permette di proteggere chi denuncia la corruzione, quindi i poteri forti e gli interessi economici di gruppi di potere. Ora Renzi e la sua maggioranza dicono chiaramente agli onesti che questo non è un Paese per la legalità.

Non c’è da credere alla propaganda di chi vorrà dimostrare come hanno provato a migliorare la nostra legge, perché l’hanno distrutta. La nostra era una proposta di legge ineccepibile. Hanno tolto premialità e protezione, e hanno depotenziato la lotta contro la corruzione anche per i soggetti che lavorano nel privato.

Oggi l’Italia fa un drastico passo indietro nel suo essere un Paese civile e democratico, e diventa sempre di più un Paese fondato sull’illegalità.

IL WHISTLEBLOWER NON E’ UNO SPIONE. RISPOSTA ALL’AVV. ROSSETTI

whistleblowing-protection

Qualche giorno fa il sito mondoudinese.it pubblicava una nota a firma dell’avv. Massimo Rossetti, responsabile dell’area giuridico-legale dell’associazione Federsupporter, dal titolo: “O’ spione”, figura istituzionale”, in cui venivano mosse alcune critiche riguardanti principalmente la possibilità di denunciare, in forma anonima, eventuali comportamenti irregolari in ambito calcistico.

Ciò a seguito di quanto dichiarato dal presidente della Lega Calcio di serie B, dr. Andrea Abodi, che è tornato a riproporre (dopo averlo fatto nel 2013) il ricorso dalle denunce di combine protette da anonimato.

Secondo l’avv. Rossetti il Codice di Giustizia Sportiva della FIGC già prevede, all’art. 7, commi 7 e 8, l’obbligo di denuncia di illeciti, posti a carico dei tesserati, sanzionando l’inadempimento con l’inibizione o la squalifica non inferiore a sei mesi e con l’ammenda non inferiore a 30mila euro.

Ritengo opportuno rispondere a quanto scritto dall’avv. Rossetti, poiché quello del “whistleblowing” è un argomento che seguo da vicino, avendo presentato una proposta di legge in tal senso, attualmente all’esame della Commissioni riunite Giustizia e Lavoro pubblico e privato della Camera dei Deputati e che auspico approdi a breve in Aula.

Innanzitutto il termine “spione” utilizzato nel titolo già evidenzia uno degli errori riscontrati più di frequente, quello cioè di confondere il whistleblower con il delatore, due figure assolutamente non sovrapponibili, visto che la denuncia di una condotta illecita (whistleblowing) differisce dalla delazione perché permette la tutela di interessi pubblici e perché le denunce vanno verificate.

Nella nota si contesta la possibilità della denuncia in forma anonima: al contrario, ritengo che la scelta dell’anonimato abbia un duplice obiettivo, da una parte può essere utile per incoraggiare ed incentivare le persone a segnalare e denunciare comportamenti anomali, dall’altro garantire la sicurezza dell’autore delle segnalazioni che, nel 90% dei casi, diviene bersaglio di minacce e comportamenti vessatori da parte dei colleghi o superiori denunciati, con gravi ripercussioni a livello psico-fisico e, molto spesso, in ambito lavorativo. Nella proposta di legge a mia firma, infatti, si garantisce il diritto alla riservatezza del whistleblower, la cui identità non può essere rilevata senza il suo consenso e tenuto conto dell’impossibilità di approfondire le segnalazioni, in quanto anonime, queste sono prese in esame soltanto se adeguatamente documentate.

Aggiungo, infine, che la possibilità di effettuare la segnalazione in forma anonima è già prevista in ambito sportivo: nella risoluzione, di undici punti, dal titolo: “Il calcio europeo unito per l’integrità del gioco”, presentata in occasione del XXXVIII Congresso Ordinario UEFA, svoltosi in Kazakistan nel 2014, è stata evidenziata l’esigenza di fornire un sistema di raccolta di informazioni sicuro per consentire la denuncia, se necessario in modo anonimo, di casi di combine o tentativi di concludere combine”.

linee guida di Raffaele Cantone per i DIPENDENTI CHE DENUNCIANO la corruzione

Raffaele Cantone

Sono arrivate le linee guida di Raffaele Cantone – presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione – per proteggere le denunce dei dipendenti pubblici, il c.d whistleblowing.

Come spesso accade, il Parlamento rimane indietro e ancora non abbiamo una legge organica sul whistleblowing. Per questo sto pressando in Ufficio di Presidenza affinchè venga calendarizzata il prima possibile la proposta di legge M5S a mia prima firma!

Qui il link alle linee guida di Cantone:
http://www.ediliziaeterritorio.ilsole24ore.com/…/corruzione…

Qui il link alla proposta di legge M5S:
http://bit.ly/legge_whistleblowing

ANCHE MONZA APRE AL WHISTLEBLOWING

whistleblowing a monza

È stato attivato un account presso il Servizio Integrità, accessibile al solo personale addetto al servizio, presso il quale i componenti dell’organizzazione potranno segnalare fatti rilevanti sotto il profilo disciplinare o penale.

L’identità del segnalante non può essere rivelata e la documentazione ricevuta presso la suddetta casella sarà periodicamente trasferita su appositi supporti custoditi a cura del Servizio Integrità. Chi fornirà segnalazioni infondate subirà procedimenti sanzionatori previsti dalle legge per questo tipo di azioni. Leggi tutto “ANCHE MONZA APRE AL WHISTLEBLOWING”

DEPOSITATA INTERROGAZIONE AL MINISTERO DEI TRASPORTI SU MANCATA TUTELA DIPENDENTE ANAS

Whistle-blowing-copy

Siamo alle solite, un dipendente pubblico denuncia il direttore dei lavori che prende illegittimamente 230.000 euro e che succede? Subisce molestie a livello morale, vessazioni e persecuzioni da suoi colleghi e superiori. Alla fine è costretto a dimettersi.

Nel frattempo la procura della Repubblica di Perugia ha emanato tre avvisi di garanzia nei confronti dei dirigenti dell’azienda pubblica (Anas) contestando loro il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato.

Per fare luce sull’accaduto e spingere ad una legislazione che tuteli seriamente i dipendenti (non solo pubblici, ma anche privati) ho depositato questa interrogazione!