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[accordion clicktoclose=true tag=h4][accordion-item title=”Cos’è un’interrogazione parlamentare?”]

L’interrogazione parlamentare è la domanda che uno o più parlamentari rivolgono al governo nel suo complesso o a un singolo ministro per essere informati sulla veridicità di un fatto o di una notizia e sui provvedimenti che il Governo intende adottare o ha già adottato in merito.

La domanda viene formulata per iscritto e la risposta del Ministro interpellato potrà essere in forma scritta o orale secondo quanto richiesto dal parlamentare interrogante che indica pure se intende ottenere risposta in commissione o in aula.

Il governo ha la facoltà di non rispondere alla singola interrogazione indicando però il motivo.

Una volta ottenuta la risposta l’interrogante può a sua volta replicare per dirsi o meno soddisfatto.

L’interrogazione parlamentare insieme all’interpellanza parlamentare sono gli strumenti attraverso cui il parlamento svolge la sua attività di ispezione e controllo sull’operato del governo. La differenza tra le due consiste nel fatto che l’interrogazione viene usata per ottenere vere informazioni su un fatto specifico mentre si ricorre all’interpellanza quando si vuole avere spiegazioni e informazioni su questioni che riguardino comportamenti o intenzioni – quindi l’indirizzo politico – del governo. In sostanza la seconda ha un peso politico maggiore e – anche per questo – viene svolta solo in aula.[/accordion-item]

[accordion-item title=”Cos’è un ordine del giorno?”]

L’ordine del giorno (abbreviato con O.d.G.) è un documento che specifica, ad esempio in un’assemblea elettiva, quali saranno gli argomenti discussi e in che sequenza verranno affrontati.

Esso è, nel diritto pubblico italiano, uno degli strumenti forgiati dal diritto parlamentare riguardanti la funzione di indirizzo e controllo del Governo.

Solitamente è usanza che l’ultimo punto di un ordine del giorno consti nella dicitura: «Varie ed eventuali», ad indicare temi che in sede di preparazione dell’assemblea e convocazione alla stessa (momento in cui l’ordine del giorno viene stilato), non potevano essere previsti o problemi che emergano nel corso delle discussioni dei punti precedenti.

Ma è anche l’atto scritto, proposto da ciascun parlamentare, che vuole esprimere una direttiva politica al Governo: esso difatti può impegnare il Governo ad interpretare una legge in un certo qual modo o ad adottare delle leggi tramite alcuni provvedimenti di attuazione; inoltre può sottolineare alcuni aspetti specifici della materia in esame verso i quali indirizzare l’azione governativa.

Il Governo esprime il proprio parere sugli ordini del giorno, accogliendoli, non accogliendoli o accogliendoli solo come raccomandazione.

L’ordine del giorno approvato dall’Assemblea o dalla Commissione parlamentare competente (ovvero accettato dal Governo) vincola l’Esecutivo a darvi seguito.

È da ricordare che, nel caso in cui il Governo non voglia attuare un ordine del giorno particolarmente rilevante, può ricorrere allo strumento della questione di fiducia.

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[accordion-item title=”Cos’è una proposta di legge?”]

Nell’ordinamento giuridico italiano con i termini:

progetto di legge, art. 71 della Costituzione,

disegno di legge, art. 72 della Costituzione,

proposta di legge, art. 71 della Costituzione

si indica un testo suddiviso in articoli che viene presentato dagli, o agli organi depositari del potere legislativo, cui spetta l’iniziativa legislativa. Solitamente viene accompagnato da una relazione, che è però formalmente necessaria solo per le proposte popolari.

I termini sono contenuti nella Costituzione della Repubblica Italiana e si riferiscono allo stesso atto; tuttavia tradizionalmente la dottrina distingue:

la proposta di legge, proveniente da un membro dell’assemblea legislativa a cui il testo è proposto (camera dei deputati, senato della Repubblica o consiglio regionale),

il disegno di legge, con cui si indica un testo presentato dall’organo esecutivo (il governo).

La dizione progetto di legge indica l’insieme dei due istituti e non ha una menzione formale nella costituzione, ove si eccettui l’ultimo capoverso dell’art. 71.

Al Senato della Repubblica

Indica un testo normativo proposto all’approvazione del Senato, presentato da chi ha il potere d’iniziativa legislativa, ossia:

Almeno cinquantamila elettori,

Almeno un parlamentare,

Il Governo,

Un Consiglio regionale,

Il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL).

Alla Camera dei deputati

Indica un progetto di legge di iniziativa governativa, per distinguerlo dalla proposta di legge che è di altra iniziativa. Previo esame da parte della Commissione competente, essi giungono in Aula per l’approvazione.[/accordion-item]

[accordion-item title=”Cos’è una commissione parlamentare d’inchiesta?”]

Le commissioni parlamentari d’inchiesta sono degli organi parlamentari della Repubblica Italiana.

L’art. 82 della Costituzione della Repubblica Italiana prevede che:

«Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.

A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La commissione di inchiesta procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni della Autorità giudiziaria. »[/accordion-item]

[accordion-item title=”Cos’è una risoluzione”]

La risoluzione è uno degli atti con cui il Parlamento indirizza il Governo. Non ha valore formale ma meramente procedurale, non incide giuridicamente sulla vita del Governo, infatti in caso di voto contrario non è tenuto a dimettersi, a meno che non vi abbia posto la questione di fiducia, ma ha valore politico.

Affini alle mozioni, vengono presentate a conclusione di un dibattito.[/accordion-item]

[accordion-item title=”Cos’è il Whistleblowing?”]

Il “whistleblower” (soffiatore nel fischietto) è il lavoratore che, durante l’attività lavorativa all’interno di un’azienda, rileva una possibile frode, un pericolo o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’impresa/ente pubblico/fondazione; per questo decide di segnalarla. Il “whistleblowing” è uno strumento legale – già collaudato da qualche anno, anche se con modalità diverse, negli Stati Uniti e in Gran Bretagna – per informare tempestivamente eventuali tipologie di rischio: pericoli sul luogo di lavoro, frodi all`interno, ai danni o ad opera dell’organizzazione, danni ambientali, false comunicazioni sociali, negligenze mediche, illecite operazioni finanziarie, minacce alla salute, casi di corruzione o concussione e molti altri ancora. E’ evidente come i primi in grado di intuire o ravvisare eventuali anomalie all’interno di un`impresa, di un ente pubblico o di un`organizzazione no-profit sono spesso coloro che vi lavorano e che sono in una posizione privilegiata per segnalare queste irregolarità. Tuttavia, indipendentemente dalla gravità o meno del fenomeno riscontrato, molto spesso i dipendenti non danno voce ai propri dubbi per pigrizia, ignoranza, egoismo ma, soprattutto, per paura di ritorsioni (se non addirittura del licenziamento) o per la frustrazione di non vedere un seguito concreto e fattivo alle proprie denunce.

Che cosa indica e come si traduce la parola inglese Whistleblower secondo l’Accademia della Crusca: leggi qui

 

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[accordion-item title=”È vero che i parlamentari del Movimento 5 Stelle restituiscono parte degli stipendi e della diaria?”]

Si, è vero. Il fatto che il Movimento 5 Stelle si riduca lo stipendio e lo doni a un Fondo per il credito alle microimprese è cosa ancora poco nota al grande pubblico. Se vuoi aiutarci a diffondere la notizia, per favore condividi queste informazioni: http://www.beppegrillo.it/movimento/parlamento/microcredito/

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