I difensori delle donne a giorni alterni

In questo video sentirete le parole che ho appena detto in aula. Per capire meglio la causa di questo intervento, vi devo raccontare cos’è successo questa mattina.

I difensori delle donne a giorni alterniIn questo video sentirete le parole che ho appena detto in aula. Per capire meglio la causa di questo intervento, vi devo raccontare cos'è successo questa mattina. Sono relatrice del ddl anticorruzione e firmataria dell'emendamento che prevede la riforma della prescrizione. È un periodo molto intenso e tutti, nessuno escluso, stiamo lavorando sodo per fare un buon lavoro. Questa mattina eravamo riuniti con alcuni colleghi della maggioranza per discutere del provvedimento Spazzacorrotti e ci trovavamo nell'ufficio di Giulia Sarti, che ci ospitava ma era momentaneamente fuori dalla stanza.Sentiamo bussare e diciamo di farsi avanti. Fiano entra urlando chiedendo dove fosse Giulia Sarti, lamentandosi, urlando, del ritardo sull'inizio dell'ufficio di presidenza. Poco dopo, continuando a urlare, se n'è andato. Tutte grida a favore dei giornalisti che si erano raggruppati nel corridoio antistante. Insomma una sceneggiata, bella e buona a cui io non ho voluto sottostare. Sono andata da lui per chiedere di rispettare le regole di buona educazione, di farsi annunciare prima di entrare nell'ufficio della presidente della commissione Giustizia. Ero arrabbiata, ma non sono una che alza la voce e chi mi conosce sa che il mio tono è sempre moderato. Siccome lui non voleva ascoltare, e se ne voleva andare, l'ho fermato e lui ha iniziato ad urlare che non dovevo alzare le mani, con arroganza mi chiamava signorina e mi ha consigliato di tornare all'asilo. Un'altra sceneggiata a favore dei giornalisti, questa volta ai danni della mia dignità. Aggiungete a ciò il fatto che Fiano è molto alto, e io non sono un donnone, anzi. Immaginate la scena… Io credo che il posto di una donna sia dove vuole stare. Una donna deve potersi chiarire con un collega, senza essere apostrofata con aggettivi sessisti. Sono abituata a trattare le persone con rispetto, senza distinzioni. Purtroppo, oggi Fiano non ha saputo fare altrettanto: non mi ha trattato con dignità. Sono una donna, sono una mamma, ho una cultura, sono una deputata e se voglio chiarire una questione, lo faccio. In questo caso è stata minata la mia dignità e non lo accetto, assolutamente. Evidentemente, la cultura del rispetto non appartiene a tutti, o almeno non tutti i giorni. Da Fiano, non accetto le scuse, sul suo comportamento deciderà la presidenza della Camera.

Pubblicato da Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle su Martedì 6 novembre 2018

Sono relatrice del ddl anticorruzione e firmataria dell’emendamento che prevede la riforma della prescrizione. È un periodo molto intenso e tutti, nessuno escluso, stiamo lavorando sodo per fare un buon lavoro. Questa mattina eravamo riuniti con alcuni colleghi della maggioranza per discutere del provvedimento Spazzacorrotti e ci trovavamo nell’ufficio di Giulia Sarti, che ci ospitava ma era momentaneamente fuori dalla stanza.

Sentiamo bussare e diciamo di farsi avanti. Fiano entra urlando chiedendo dove fosse Giulia Sarti, lamentandosi, urlando, del ritardo sull’inizio dell’ufficio di presidenza. Poco dopo, continuando a urlare, se n’è andato. Tutte grida a favore dei giornalisti che si erano raggruppati nel corridoio antistante. Insomma una sceneggiata, bella e buona a cui io non ho voluto sottostare. Sono andata da lui per chiedere di rispettare le regole di buona educazione, di farsi annunciare prima di entrare nell’ufficio della presidente della commissione Giustizia.

Ero arrabbiata, ma non sono una che alza la voce e chi mi conosce sa che il mio tono è sempre moderato. Siccome lui non voleva ascoltare, e se ne voleva andare, l’ho fermato e lui ha iniziato ad urlare che non dovevo alzare le mani, con arroganza mi chiamava signorina e mi ha consigliato di tornare all’asilo. Un’altra sceneggiata a favore dei giornalisti, questa volta ai danni della mia dignità. Aggiungete a ciò il fatto che Fiano è molto alto, e io non sono un donnone, anzi. Immaginate la scena… 

Io credo che il posto di una donna sia dove vuole stare. Una donna deve potersi chiarire con un collega, senza essere apostrofata con aggettivi sessisti. Sono abituata a trattare le persone con rispetto, senza distinzioni. Purtroppo, oggi Fiano non ha saputo fare altrettanto: non mi ha trattato con dignità. Sono una donna, sono una mamma, ho una cultura, sono una deputata e se voglio chiarire una questione, lo faccio. In questo caso è stata minata la mia dignità e non lo accetto, assolutamente. Evidentemente, la cultura del rispetto non appartiene a tutti, o almeno non tutti i giorni.

Da Fiano, non accetto le scuse, sul suo comportamento deciderà la presidenza della Camera.

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