MOSE. DAL DISASTRO ALLA GESTIONE: PERCHE’ ZAIA È CRITICO?

La realizzazione del Mose quanti danni ha fatto alla nostra terra? Tanti, tantissimi. Non solo perché costa una enormità di soldi – 100 milioni l’anno di manutenzione e gestione, oltre ai 5,5 miliardi di euro già stanziati negli ultimi 20 anni – ma perché la sua costruzione ha ingrassato la pancia di imprenditori e amministrati disonesti – lo scandalo Galan, con tutti i soldi della cricca spostati nei paradisi fiscali è ancora una ferita aperta per il Veneto e per il Paese intero.

La novità è che il governo sta cercando di gestire quel disastro, portando a termine il Mose e programmando la fase di manutenzione futura. Abbiamo appreso che a breve verrà nominato un commissario che sovrintenda alle fasi di completamento, collaudo e avviamento del Mose, con poteri superiori rispetto a quelli dei due amministratori straordinari. Inoltre, è previsto un soggetto pubblico che gestisca le risorse che saranno prese dalla fiscalità generale – nessuna tassa di scopo è prevista! Le due proposte sono contenute in un emendamento al Decreto Sblocca Cantieri.

Che altro chiedere? Mi pare un passo importante, anche perché così si riconosce l’interesse nazionale della ‘questione Venezia-acqua alta’. Per questo mi pare davvero insopportabile la polemica lanciata dal Presidente della Regione Zaia: non so voi cosa ne pensiate ma io vorrei che Zaia ammettesse che quell’emendamento porterà finalmente a termine, nell’interesse di tutti, un’opera simbolo, per tutto il Paese, dell’inerzia, dello spreco e del malaffare. E che nel futuro vorremmo fosse solo una struttura per preservare la bella città dai danni delle maree.

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