#WIRED #whistleblowing, un’opportunità da non sprecare

Legge sul whistleblowing, un’opportunità da non sprecare. Ecco cosa manca

È stata approvata alla Camera con 281 sì, 71 no e 18 astenuti; ed è ora sotto esame al Senato. Associazioni ed esperti segnalano alcune criticità

L’opportunità di una svolta nella lotta alla corruzione. Si tratta della proposta di legge sul cosiddetto whistleblowing che è stataapprovata alla Camera con 281 sì, 71 no e 18 astenuti; ed è ora sotto esame al Senato. Una norma pensata con l’obiettivo di tutelare il dipendente che segnala gli illeciti avvenuti sul luogo di lavoro e che, quindi, punta a favorire le denunce.

“Non è più tempo di ‘farci i fatti i nostri‘, dobbiamo smetterla di cooperare con corrotti e corruttori, e denunciare”, spiega a Wired.itLeonardo Ferrante, referente scientifico nazionale della campagna anticorruzione Riparte il futuro, promossa dal Gruppo Abele e Libera. “In Italia facciamo ancora fatica a tradurre in modo opportuno il termine whistleblower. Non è una spia, né un delatore, né un eroe. Ma una persona che fa semplicemente il proprio dovere, per evitare che gli effetti di una condotta sbagliata si ripercuotano sull’economia del Paese e sulla vita delle persone che ci vivono”.

Per capire quanto sia ormai indispensabile un cambio d’attitudine basta dare un’occhiata al rapporto di Transparency International, che pochi giorni fa ha presentato il Corruption Perceptions Index  2015, cioè l’indice che misura il livello di malaffare all’interno del settore pubblico, in base alla percezione di businessman e di esperti del settore. Il risultato? L’Italia, pur migliorando rispetto all’anno scorso, si piazza al 61esimo posto globale: nel girone degli Stati con problemi gravi. In Europa solo la Bulgaria fa peggio di noi. Ed è in questo panorama che si inquadra il nuovo testo, che porta il nome di Francesca Businarolo del Movimento 5 Stelle.

Sicuramente un passo in avanti rispetto alle regole dettate dallalegge Severino (la 190 del 2012). Perché potenzia la norma già esistente per gli impiegati pubblici, includendo sia gli enti pubblici economici sia gli enti di diritto privato sotto il controllo pubblico, e allarga la tutela al settore privato (anche se chiede di integrare la disciplina nel Modello 231 – Responsabilità amministrativa delle società e degli enti – che non è obbligatorio). Senza le dovute migliorie e integrazioni, però, la nuova legge rischia di deludere le aspettative. Associazioni ed esperti segnalano, infatti, alcune lacune. “Non possiamo esprimere una valutazione complessiva senza tener conto di tutti i soggetti che dovranno poi operare alla luce della norma. A partire dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), cui sono riconosciuti maggiori ruoli che in passato”, avverte Ferrante. Ma ci sono delle criticitàche andrebbero risolte a monte.

La prima, nonché la più importante, riguarda la poca chiarezza sull’iter che deve seguire il segnalante, che non è ben descritto. E potrebbe generare confusione fin dal momento iniziale. Il secondo è l’assenza di un sostegno, cioè la possibilità di prevedere un accompagnamento per il whistleblower “da parte di enti civici riconosciuti, in grado di fare questo tipo di lavoro”. Terzo: la sua effettiva salvaguardia sul piano pratico. “Manca un fondo di garanzia che preveda delle risorse da mettere a disposizione, nel caso in cui la persona in questione subisca delle ritorsioni. Non è giusto che debba pagare per aver fatto solo ciò che doveva”, conclude il referente di Riparte il Futuro.

Un altro problema lo segnala l’avvocato Francesco Paolo Micozzi. E si nasconde nella definizione di buona fede: importante per evitare che la denuncia venga fatta per vendetta, o per ottenere dei vantaggi. “Tuttavia – avverte Micozzi –perché la segnalazione venga considerata in buona fede, deve essere circostanziata. Un termine ambiguo: non si capisce se ciò implichi la presenza nel testo di un particolare numero di dettagli o di documenti di supporto. Né da chi il materiale debba essere valutato.  È importante dato che chi non è in buona fede può essere sanzionato, anche con il licenziamento, e ciò potrebbe costituire un deterrente”.

Fabio Pietrosanti, cofondatore del Centro Hermes per la trasparenza e i diritti umani digitali, punta il dito contro il fatto che “la norma non tiene ancora conto dell’esigenza di considerare pure le segnalazioni anonime, come invece suggeriscono le migliori pratiche internazionali”. E soprattutto non prevede un sistema informatico unico capace di controllare il flusso delle denunce.  “Oggi – prosegue Pietrosanti – non è possibile conoscere quante segnalazioni sono arrivate a un ente, di quale tipo, e con quali caratteristiche, né entro quanto tempo sono state prese in carico, in quale modo sono state classificate, e quali azioni hanno comportato. Mentre il whistleblowing informatizzato dovrebbe garantire la misurazione di tutto ciò e poi renderla open data. In modo che il cittadino possa essere informato sull’andamento delle procedure”. Vero, è previsto che Anac dia delle linee guida. “Ma sono aspetti talmente importanti che, se non imposti per legge, non è detto che vengano poi implementati dagli enti”.

Dire “Salvini non ha mai lavorato” non è reato

Matteo Salvini, non è reato dire che non ha mai lavorato. Giudice archivia querela al Fatto Quotidiano

Il leader del Carroccio “non svolge o non ha mai svolto nessuna ‘attività civile'”, scrive il gip di Bergamo nelle motivazioni, dunque nessun processo contro il nostro giornalista che lo aveva definito “politico di professione”. Inoltre, l’accusa di aver mandato a fondo la Padania “è sotto gli occhi di tutti” e le affermazioni graffianti potrebbero essere stigmatizzate sul giornale “delle suore domenicane”, ma non sul Fatto

Il decreto salva-banche è illegittimo

Oltre che immorale e incostituzionale, l’azzeramento dei risparmi dei cittadini deciso con il decreto ‘svuota-banche’ è anche illegittimo. Quel provvedimento va ritirato subito perché proprio la misura di riduzione delle azioni e delle obbligazioni subordinate, in pratica la confisca dei titoli, si basa su una norma che nel novembre scorso ancora non esisteva. O meglio: non era entrata in vigore.
Il M5S ha fatto una scoperta clamorosa. La riduzione dei titoli delle quattro banche operata da Bankitalia e sancita dal decreto 183/2015 (salva-banche) del 22 novembre scorso, infatti, è fondata in modo esplicito sull’articolo 52 del decreto 180/2015, emanato appena sei giorni prima, ossia quello che recepisce la Brrd, la direttiva sul bail-in.

Peccato che in quello stesso decreto, l’articolo 106 dica che il 52 sarebbe entrato in vigore solo il primo gennaio 2016 (data ribadita dalla stessa direttiva Ue quando fa riferimento al bail-in appunto).
Morale? Governo e Bankitalia hanno azzerato a novembre i risparmi di decine di migliaia di investitori in ragione di una norma che sarebbe entrata in vigore solo a gennaio.

C’è un chiaro problema di carenza normativa che offende lo stato di diritto.

Vi immaginate cosa accadrebbe se, per esempio, il governo stabilisse oggi con un decreto che aumenterà l’aliquota Iva al 25% nel 2018 e poi l’aumento scattasse improvvisamente fra una settimana?
Il M5S non può accettare questo far west. I soldi vanno restituiti a tutti. Continueremo a lottare in ogni sede affinché la tutela del risparmio e il principio di legalità siano pienamente rispettati.

Alessio Villarosa, M5s Camera

WHISTLEBLOWING – BERTI (M5S): “IN VENETO PRONTE ALTRE DUE LEGGI, ANTICORRUZIONE E DIFESA DELLA CORTE DEI CONTI”

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CORRUZIONE: APPROVATA LEGGE M5S SUL WHISTLEBLOWING

BUSINAROLO: “UNA GRANDE VITTORIA, I CITTADINI POTRANNO DENUNCIARE LA CORRUZIONE SENZA PAURA”

BERTI: “IN VENETO PRONTE ALTRE DUE LEGGI, ANTICORRUZIONE E DIFESA DELLA CORTE DEI CONTI”

E’ stata approvata alla Camera la nostra legge a prima firma della deputata veneta Francesca Businarolo sul whistleblowing, ovvero sulla protezione di chi denuncia un episodio di corruzione. Una legge che permetterà di tutelare chi denuncia la corruzione, che inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro, e le denunce potranno essere anonime, ma devono essere assolutamente documentate e circostanziate.

Businarolo spiega la sua legge: “Senza questa legge, se un cittadino italiano che lavora in un ufficio pubblico assiste ad un episodio di corruzione da parte del capo o dei colleghi e lo denuncia rischia ritorsioni, vendette e in molti casi di perdere il lavoro. La naturale conseguenza è che anche se siamo in uno dei Paesi più corrotti, le denunce sono poche e quindi la magistratura non riesce a debellare il male della corruzione nella Pubblica amministrazione. Con la nostra legge invece vengono garantiti anonimato e protezione a chi segnala illeciti.

E’ una fondamentale vittoria del Movimento 5 Stelle dopo anni di impegnativo lavoro con associazioni e segnalatori di corruzione. Meno corruzione in Italia significa meno disoccupazione e meno cittadini costretti ad emigrare. Da oggi si volta pagina.

Questa legge necessaria ci porta finalmente ad un livello europeo nella lotta al cancro della corruzione e soprattutto dimostra la maturità del M5S come forza di Governo”.

Il Capogruppo del M5S Jacopo Berti in Regione Veneto aggiunge: “Finalmente una legge dalla parte degli onesti e non dei corrotti. Questo lavoro di lotta alla corruzione procede contemporaneamente anche in Regione Veneto, dove stiamo portando avanti altre due battaglie fondamentali al riguardo: la nostra proposta di legge Anticorruzione regionale, ormai prossima alla presentazione, e quella per salvare la Corte dei Conti a seguito del suo depotenziamento voluto dal Governo. Appresa la notizia, ci siamo messi subito al lavoro su una proposta di legge per salvare questo organo fondamentale.

La lotta alla corruzione richiede l’arruolamento di tutti: i cittadini, grazie alla legge Businarolo; la magistratura, una Corte dei Conti nel pieno dei propri poteri e la politica onesta che coraggiosamente abbiamo portato nelle istituzioni.

Possiamo dire a gran voce che grazie al M5S l’onestà sta tornando di moda!” conclude Berti.

WHISTLEBLOWING: i fatti e le opinioni (sforbiciate) dei giornali

Sul WHISTLEBLOWING i giornali possono avere opinioni ma DEVONO riportare i fatti, è loro obbligo deontologico. 

arena corriere verona m5s

Qui di seguito il mio comunicato, inviato sia al Corriere che all’ Arena di Verona. Giudicate voi stessi.

“L’approvazione della legge sul whistleblowing, la protezione dei segnalatori di corruzione, è una fondamentale vittoria del Movimento Cinque Stelle dopo anni di impegnativo lavoro con associazioni e segnalatori di corruzione. Una legge che permetterà di tutelare chi denuncia la corruzione, che inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro, e le denunce potranno essere anonime, ma devono essere assolutamente documentate e circostanziate. Questa legge necessaria ci porta finalmente ad un livello europeo nella lotta al cancro della corruzione e soprattutto dimostra la maturità del Movimento Cinque Stelle come forza di Governo. Persino molti scandali «made in Veneto», da quello del Mose, alla gestione dell’Agec di Verona, si sarebbero potuti prevenire se ci fosse stato un simile provvedimento.
Il progetto di legge è stato ostacolato, nel corso del suo iter parlamentare, in ogni modo. Avremmo voluto che fosse riconosciuto anche un premio a denuncia la corruzione, ma il PD e NCD si sono opposte, ma crediamo che sia un grande passo in avanti per tutti i cittadini onesti che ogni giorno sia nel pubblico che nel privato combattono la corruzione per difendere posti di lavoro, lavoratori e un’idea di Paese sano e giusto. Voglio ricordare che siamo uno dei Paesi con maggiore corruzione che si traduce con emigrazione dei giovani, con disoccupazione e con un tessuto economico che non cresce in maniera sana. Da oggi si volta pagina”.
Francesca Businarolo, deputata Movimento 5 Stelle.

#SvegliaItalia molti cittadini chiedono rispetto

Oggi ero in piazza Bra a Verona per manifestare a favore delle unioni civili c’erano tanti cittadini che chiedevano rispetto di famiglie e coppie e che hanno solo bisogno di essere riconosciute dalla legge.

Sveglia Italia

#SvegliaItalia Oggi ero in piazza Bra per manifestare a favore delle unioni civili c'erano tanti cittadini che chiedevano rispetto di famiglie e coppie e che hanno solo bisogno di essere riconosciute dalla legge

Posted by Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle on Sabato 23 gennaio 2016

#‎SvegliaItalia‬

#Etruria: Banche e massoni

No Bavaglio

Banca Etruria è una delle vicende bancarie più brutte e sporche a cui si è assistito in Italia.

Un governo che calpesta e disprezza i risparmiatori mentre tutela la casta dei banchieri con un decreto “Salvabanche“, doppiamente casta nel suo intreccio di parentele coi ministri. Banchieri che, invece di supportare le imprese del Paese, cercano di mettere il risparmio dei cittadini truffati in mano a massoni e faccendieri, lasciando scegliere a mestatori da Prima Repubblica i dirigenti di una banca già in condizioni disastrose.

Cose già viste, riciclate, aggiornate, e persino se possibile peggiorate: tutto il marcio degli antichi rapporti clientelari tra banche, partiti, lobby e certa (im)prenditoria, all’ombra di un maestoso conflitto di interessi.

Il MoVimento 5 Stelle al governo, avrebbe adottatto soluzioni del tutto diverse partendo da due principi: la discontinuità col passato delle clientele e l’eliminazione del conflitto di interessi. Ora vanno salvati i 150mila risparmiatori truffati, accertate le responsabilità dei vertici bancari e rimessa completamente in discussione questa vigilanza assente e lacunosa rimuovendo Giuseppe Vegas dalla Consob.

Domenica 24 gennaio il M5S sarà ad Arezzo. L’appuntamento è alle ore 10 in Piazza San Jacopo, con Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Daniele Pesco, Alessio Villarosa, Chiara Gagnarli, e molti altri parlamentari, cittadini e risparmiatori per difendere il risparmio, che è tutelato in teoria dalla Costituzione (articolo 47) ma massacrato nella pratica dall’insipienza di questo governo.I truffati del “Salvabanche” vanno risarciti integralmente.
Il governo deve salvare i risparmiatori, non le banche e i suoi conflitti di interessi.

 

Il M5S protegge chi denuncia #Whistleblowing

m5s protegge

“Negli scorsi mesi vi abbiamo raccontato di una società partecipata da Regione Lombardia, Fnm (Ferrovie Nord Milano), che si era trasformata in una scandalosa parentopoli, nel bancomat personale di manager indegni e ufficio di collocamento per la politica. Una vicenda che vide il M5S schierato in prima in linea per denunciare lo scandalo prima, e per esortare una doverosa inversione di tendenza poi, con la partecipazione all’assemblea dei soci di fine maggio scorso insieme a Beppe Grillo.

Il caso era scoppiato grazie al coraggio di un dipendente, Andrea Franzoso, che aveva svelato le spese folli del presidente Achille. Un coraggio pagato a caro prezzo. Perché a riflettori spenti il ragazzo ha denunciato di essere stato rimosso dal suo incarico e, come si legge nel ricorso presentato in tribunale, “costretto a trascorrere la giornata lavorativa nella più completa inattività e con progressivo isolamento”, con i colleghi restii ad avvicinarsi per timore di ritorsioni della società anche nei loro confronti. Oggi abbiamo chiesto alla giunta Maroni spiegazioni su questa avvilente vicenda che fa perdere ancor di più la fiducia nelle istituzioni e nei suoi enti, ma abbiamo sbattuto su un muro di gomma. Abbiamo chiesto cosa intende fare Regione Lombardia in concreto per tutelare quei dipendenti che hanno assunto la posizione di whistleblower, esattamente come ha fatto Andrea, denunciando le irregolarità dall’interno e collaborando nella prevenzione dei fenomeni di corruzione e illegalità, ma Maroni ha preferito voltare lo sguardo dall’altra parte, e in un certo modo giustificare con la sua inerzia l’operato della sua partecipata. Ma noi non molliamo.

Chiediamo a tutti i dipendenti delle partecipate, di fronte alle stesse situazioni, di prendere esempio da Andrea! Il MoVimento 5 Stelle sarà sempre al vostro fianco. La protezione e la valorizzazione di chi denuncia è uno dei nostri obiettivi più importanti. Per questo motivo continuiamo a sostenere la necessità di approvare in parlamento la proposta di legge del M5S a tutela del whistleblowing a prima firma Francesca Businarolo.

Stefano Buffagni – Capogruppo del M5S Lombardia

Galan non decade grazie al Pd!

E’ intollerabile che Giancarlo Galan sia ancora un deputato della Repubblica nonostante la sua condanna definitiva. Questo succede perché il Partito democratico ha disertato per ben due volte la Giunta per le elezioni permettendo a Forza Italia e Ncd di prendere tempo.

La diserzione di massa del primo partito del Parlamento non può essere casuale. Evidentemente è arrivato un ordine di scuderia per permettere all’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan di continuare a percepire soldi pubblici per più tempo possibile. Parliamo di un comportamento vergognoso che fa sponda all’illegalità.

Emergenza giustizia, il carcere di Rovigo

CARCERE DI ROVIGO
Qui la mia Interrogazione http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4%2F10424&ramo=CAMERA&leg=17

Problemi e questioni sindacali, certo. Ma anche problemi strutturali che non ci dovrebbero – perlomeno in teoria – essere in un carcere appena aperto e di recente costruzione. Invece anche di questo si è parlato nel corso della manifestazione di protesta indetta dai sindacati di polizia penitenziaria e che ha visto anche un incontro in Prefettura, nella mattinata di lunedì 11 gennaio.http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-01-11/disastro-nuovo-carcere-piove-dentro-topi-e-pavimenti-rovinati/#.VpZ5kRXhChe

Pochi, costretti agli straordinari, vista anche la vigilanza richiesta al nuovo carcere in attesa del trasferimento dei detenuti, senza riscaldamento, con la necessità di affrontare il freddo con l’ausilio di stufette elettriche. Le ragioni per protestare, insomma, la polizia penitenziaria ritiene di averle tutte, presenza di topi inclusa. Lo farà a partire da lunedì 11 gennaio. Ma non tutti potranno partecipare, dal momento che la sicurezza deve comunque essere garantita. http://www.rovigooggi.it/articolo/2016-01-10/troppo-pochi-per-protestare/#.VpZ3aRXhChe

– 26 milioni di euro spesi
– anni di ritardi
– topi, muri bucati, pavimenti gonfiati dall’acqua…
– problemi con le guardie carcerarie

DOVE SONO FINITI I SOLDI VISTO IL MATERIALE SCADENTE UTILIZZATO?

Ora il Provveditore del Triveneto inizia con le grandi pulizie dopo le proteste dei sindacati ma davvero bisogna sempre arrivare a queste situazioni???