Il M5S vuole una legge SERIA sul conflitto di interessi

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E’ arrivata in aula la legge sul conflitto di interessi. Una legge che il nostro Paese aspetta da vent’anni. Un’attesa che ha causato un blocco nella crescita economica e culturale del Paese, e soprattutto ha fatto sì che noi cittadini pagassimo molto più in tasse e ci tornassero indietro meno servizi e peggiori. Perché il conflitto di interessi significa che chi va a coprire una carica importante di governo o nell’ambito pubblico, lo deve fare perché è il più bravo, perché è il migliore, e quando lo fa lo deve fare per il bene dei cittadini. Se va lì invece un amico, un amico di un amico, non lo fa per il bene dei cittadini: lo fa per i propri interessi. E quindi i servizi sono peggiori e costano di più. Ebbene la legge che arriva in aula è una legge scritta e firmata dal Pd. Questa legge è solo un miraggio, fa il solletico al conflitto di interessi e lo capiamo fin dalla prima riga del primo articolo, quando si dice “i titolari di cariche politiche“: questo conflitto di interessi voluto dal PD riguarda solo le cariche politiche. Si tratta di 230 persone, è misero il numero degli interlocutori e dei destinatari di questa legge. Si dica che non è una legge sul conflitto di interessi.

Il M5S è stata la prima forza politica a depositare una proposta di legge che riguardava tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche importanti, quelli che toccano la cosa pubblica, quelli che comandano sulla nostra vita quotidiana e sulla qualità dei servizi che da cittadini riceviamo, non possono essere in conflitto di interessi, ma devono assolvere la loro funzione per il bene di tutti. Facendo così significa che i signori del PD escludono i parlamentari, escludono i consiglieri regionali, sappiamo quanto hanno rubato e quanto continuano a rubare i consiglieri regionali; escludono le grandi autorità indipendenti quale la Consob e la Banca d’Italia, e penso che ci ricordiamo perfettamente cosa non hanno fatto nel caso di Banca Etruria. Poi escludono anche gli alti burocrati di Stato, praticamente escludono quasi tutti. Sta andando in aula una legge che non riguarda il conflitto di interessi ma è un modo per il PD per lavarsi la coscienza, ripresentarsi alle elezioni amministrative che ci saranno tra pochi mesi e dire di aver fatto una legge sul conflitto di interessi. Balle! Il M5S invece è una forza politica seria. Andremo in aula con i nostri emendamenti perché un conflitto di interessi reale, che faccia andare a quegli incarichi importanti i migliori e più meritevoli, ci sia veramente. E diremo no a una legge fasulla scritta e voluta dal PD.

Votiamo subito i diritti per tutti, M5S c’è!

Il Pd non ha i numeri per votare la legge sui diritti delle coppie di fatto e la stepchild adoption, il M5S sì!

Renzi la smetta con la vergognosa propaganda a reti unificate sulla pelle dei cittadini! Il M5S è divenuto il peggiore nemico dei diritti perché il cialtrone fiorentino ha convinto tutti che il problema sono i 5 stelle, non lui che non sa garantire i numeri del suo stesso partito…

Qual’è l’obiettivo? Diffamare i 5 stelle con le menzogne o portare a casa la legge così com’è? Noi ci siamo!

Non abbiamo proposto emendamenti perché per noi andava bene così la proposta Cirinnà, il Pd ne ha proposti centinaia. Abbiamo chiesto di votare mentre Grasso (Pd) diceva che si poteva tranquillamente fare, il Pd ha chiesto il rinvio. Ora chiediamo di votare, chiediamo la stessa identica cosa, un messaggio banale, lineare, semplice, il Pd chiede di fare l’accordo con Ncd…

Ma cosa dobbiamo fare?

Votare la fiducia al governo? No grazie. Eliminare il dibattito parlamentare perché ci conviene? No grazie. Non siamo Renzi, non guardiamo la convenienza politica del momento, non l’opportunità elettorale, siamo disposti a farci insultare gratuitamente ma non scavalchiamo la democrazia per avere diritti. Non avalleremo mai le nefandezze del governo.

Caro Renzi non siamo noi a votare con voi ma è il Pd che si deve decidere a votare con noi questa proposta così com’è. Non nascondere più il tuo fallimento politico e convinci il tuo partito a votare compatto, se ne sei capace.

Interrogazione M5S su carceri di Sala Consilina e Savona

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Al Ministro della giustizia . — Per sapere – premesso che:

il 27 ottobre 2015, con decreto del Ministro della giustizia, è stata disposta la soppressione della casa circondariale di Sala Consilina (Sa), a cui è seguito il trasferimento dei circa venti detenuti ospitati nella struttura presso altri istituti penitenziari;

risulta all’interrogante che, ad oggi, nella struttura carceraria siano ancora operativi circa quaranta agenti di polizia penitenziaria, che svolgono regolarmente le loro mansioni, con turni di sorveglianza di 24 ore, otto ore e due agenti per ogni turno e che percepiscono regolarmente gli stipendi, oltre agli straordinari ed alle festività;

il sindaco di Sala Consilina, Francesco Cavallone, aveva presentato ricorso al TAR della Campania contro la chiusura della casa circondariale, che è stato però rigettato in nome della cosiddetta «razionalizzazione amministrativa»;

la presenza degli agenti nell’ambito della struttura ormai chiusa, giustificata dalla necessità di una sorveglianza contro i furti e gli atti di vandalismo, stride fortemente con le esigenze reali e urgenti del sistema carcerario italiano, attraversato da una cronica carenza di risorse e di personale;

analoga situazione a quella verificatasi a Sala Consilina si è registrata anche a Savona dove, dopo la chiusura del carcere di «S. Agostino» ed il successivo trasferimento dei quarantotto detenuti in altre strutture, il personale composto da sessanta agenti e due commissari, continua a svolgere regolarmente le proprie mansioni presso l’istituto stesso;

i casi su esposti evidenziano gravi incongruenze e mettono in evidenza l’enorme spreco di risorse, sia a livello economico che a livello di personale, che invece potrebbero essere impiegate in maniera più consona –:

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti descritti in premessa e quali iniziative, per quanto di competenza, intenda adottare al fine di far chiarezza sulla situazione del carcere di Sala Consilina (Sa) e di quello di Savona, anche attraverso un confronto con i rappresentanti sindacali, al fine di prevedere un impiego più equo delle risorse economiche e di quelle umane operanti nell’ambito del settore carcerario italiano. (5-07836)

Commissariamento Rems Nogara: la Regione era stata avvertita

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Businaolo: «Coletto non cada dalle nuvole, ha la responsabilità di questa situazione»

Era davvero inevitabile, nonché previsto, il commissariamento del progetto relativo alla Rems di Nogara. Si parla, ovviamente, di quello definitivo, la cui costruzione dovrebbe iniziare in futuro, visto che, attualmente, i pazienti psichiatrici vengono ospitati in una soluzione provvisoria, in attesa che venga resa disponibile una struttura altrettanto «provvisoria». Davanti a questo provvedimento scontato e annunciato è la reazione dell’assessore alla Sanità Luca Coletto a sembrare «comicamente triste», anche se non ai livelli di Charlie Chaplin.

La Regione, infatti, è direttamente responsabile di quanto è accaduto. Una prima diffida era arrivata già nel 2013, dal servizio tutela salute mentale del Ministero della Salute. «Tre anni fa, il Veneto è stata l’unica regione a non presentare il programma – afferma Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle – questo ha comportato il ritardo nella consegna dei 12,5 milioni messi a disposizione dal ministero della Giustizia. Abbiamo pagato l’incertezza e l’incapacità politica degli amministratori, che non sono riusciti ad approfittare di un finanziamento generoso, visto che, con gli stessi soldi, la Regione Piemonte, ha realizzato una struttura da 60 posti letto, quando invece a Nogaa sono solo 40. L’attuale assessore alla Sanità, che ricopriva lo stesso incarico anche all’epoca non faccia finta di cadere dalle nuvole. Sapeva benissimo e se non lo sapeva è ancora peggio».

Ne pagano le conseguenze anche i cittadini che usufruiscono dei servizi dell’ex ospedale Stellini.

«La situazione è così provvisoria e precaria – afferma Mirco Moreschi, consigliere comunale del M5S – che il secondo piano dell’ala est dello Stellini, già pronto per ospitare la “Comunità Alloggio”. è stato adattato, in fretta e furia, per l’arrivo degli internati degli OPG. Il tempo c’era e il governo aveva già avvertito la Regione Veneto del commissariamento: inutile stupirsene ora».

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Ecco l’articolo. Ovviamente l’assessore mente ancora e gioca con le date perché parla del decreto 2012 che metteva una scadenza alla consegna della Rems a marzo 2013…
L’accesso agli atti lo abbiamo fatto, infatti è venuta fuori la diffida del ministero.

Arriva la legge per i segnalatori di illeciti. Tutela nel pubblico e nel privato

Evento San Bonifacio

Bankitalia e la Camera dei Deputati approvano nuove disposizioni per tutelare i dipendenti che denunciano presunti illeciti. Incentivi e premi per chi denuncia, oltre a mettere al sicuro da un eventuale licenziamento

Banca Etruria, CaRiFe, Banca Marche, CaRiChieti. Delle quattro banche italiane fallite, si continua ancora a discutere. Le ombre sulla gestione degli istituti di credito erano state dipanate sui giornali già negli scorsi anni. Ma cosa sarebbe successo se dipendenti e collaboratori avessero potuto segnalare per tempo, magari in forma anonima, dubbi e perplessità sulla gestione degli istituti? Una gola profonda avrebbe potuto salvaguardare i depositi di correntisti e obbligazionisti? È quello che verrebbe da chiedersi prendendo in considerazione due provvedimenti che, di fatto, segnano il riconoscimento ufficiale di gole profonde e whistleblower anche in Italia.

Eppure soffia

Lo scorso 21 gennaio la Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge sulle “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità, di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. Presentato dalla deputata del Movimento 5 Stelle Francesca Businarolo, il provvedimento protegge chi denuncia reati commessi sul posto di lavoro. “Soffiare il fischietto” (traduzione del termine whistleblower) è una pratica già diffusa in diversi Paesi europei. Il disegno di legge cambia però l’approccio culturale alla denuncia dei reati, passando dall’obbligo di legge a un comportamento etico a difesa dell’interesse comune. Sono previsti infatti incentivi e premi per chi denuncia, oltre a mettere al sicuro da un eventuale licenziamento chi inoltra una segnalazione. Secondo il testo della legge passata al vaglio del Senato, la segnalazione di un presunto illecito nella pubblica amministrazione varrebbe un premio in denaro fino al 30% della somma recuperata a seguito della condanna definitiva della Corte dei Conti.

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Privilegi della politica bloccati grazie al M5S Veneto!

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Non hai maturato i contributi per la pensione? Non c’è problema, puoi elemosinare fino all’età pensionabile visto che lo Stato non crea politiche di reinserimento nel mondo del lavoro.

Ma se sei un politico è ovviamente diverso! Ti puoi fare tutte le leggi che vuoi e maturare privilegi, creare status particolari e disinteressarti totalmente della realtà che ti circonda. Come dicevano? Ha sempre funzionato così.

Sbagliato! Non funziona più così da quando c’è il M5S!

In Veneto Berti (M5S) blocca le furbesche manovre di Lega e Pd che sanando i loro contributi pensionistici hanno per l’ennesima volta insultato tutti i cittadini italiani.

Autostrada. Tosi cosa nascondi?

SINDACO FLAVIO TOSI, NONCHE’ PRESIDENTE DELLA AUTOSTRADA BRESCIA-PADOVA SPA, PERCHE’ NON CI DAI I DOCUMENTI? COS’HAI DA NASCONDERE?

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Il nuovo casello autostradale di Montecchio Maggiore e la bretella di collegamento hanno subìto dei notevoli ritardi. Perché? Per quale motivo la Serenissima Costruzioni Spa ha di fatto perso il lavoro di costruzione della bretella? Per avere risposte a queste domande il M5S ha intrapreso la strada dell’accesso agli atti effettuandolo a tutti i livelli: consigliere comunale di Montecchio Maggiore Perenzoni, consigliere regionale Brusco, deputati Businarolo e Fantinati, senatore Cappelletti.

Forti della rappresentanza completa di tutte le istituzioni il 15 dicembre 2015 chiediamo formalmente al Presidente Flavio Tosi di avere copia dell’atto costitutivo società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. e della Serenissima Costruzioni Spa; l’atto di affidamento a Società Autostrade Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. dei lavori di realizzazione della bretella di raccordo A4 – tangenziale e del casello nuovo di Montecchio, con il relativo contratto di appalto; l’atto di affidamento a Serenissima Costruzioni dei lavori medesimi con relativo contratto ed allegati; il bando per la nuova progettazione delle opere per la costruzione del nuovo casello. Il 13 gennaio ci risponde che non può darci i documenti in quanto la nostra richiesta non è motivata. Come se essere consiglieri, deputati e senatori non sia una motivazione sufficiente per ottenere atti riferiti ad OPERE PUBBLICHE!

Il 02 febbraio 2016 rispondiamo sottolineando come non sia necessario, né ipotizzabile, che siamo tenuti a specificare l’interesse personale e che non possono essere opposti da parte dell’Amministrazione profili di riservatezza, in quanto il soggetto pubblico è comunque tenuto al rispetto delle regole di leale cooperazione e di riservatezza nella trattazione dei dati.

Il 10 febbraio il sindaco di Verona nonché presidente dell’Autostrada Flavio Tosi ci risponde informandoci che ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti se deve fornirci gli atti o meno.

Vuole prendere o perdere tempo? Lo sa che il Ministero molto probabilmente non gli risponderà mai? Che problema ha a fornirci gli atti richiesti? Cosa ha da nascondere? Ricordiamo che si parla di MILIONI e MILIONI di €. I cittadini hanno o meno il diritto di sapere COME vengono spesi? In campagna elettorale si era tanto speso per la trasparenza ma ci sembra che stia facendo l’esatto contrario.

Interrogazione sugli ospedali psichiatrici

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Ho interrogato il Ministro della giustizia e il Ministro della salute, premesso che:
 
nel corso della puntata della trasmissione televisiva «Le Iene» del 24 gennaio 2016, andata in onda su Italia Uno, è stato presentato un servizio dai toni drammatici, con un’intervista ad un ragazzo trentunenne, di nome Antonio che, diversi anni fa, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy e aver cercato di derubare la nonna, a seguito di denuncia sporta da quest’ultima, fu sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio e internato in un ospedale psichiatrico giudiziario in cui è rimasto per nove lunghi anni e ne è uscito, con evidenti segni che ne hanno minato sia il fisico che la mente, grazie al lavoro di un giudice scrupoloso che ha riesaminato con attenzione ed impegno gli incartamenti relativi alla vicenda del giovane;
 
il caso di Antonio riporta all’attenzione la questione legata alla chiusura degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari), decretata dalla legge 30 maggio 2014, n. 81 (cosiddetta «svuotacarceri»), a cui doveva seguire la contestuale attivazione delle REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture ricettive a carattere sanitario, nelle quali ospitare pazienti con disturbo psichico, autori di reato, incompatibili con la detenzione in carcere;
ad oggi, però, risulta che sia stato chiuso definitivamente soltanto l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, peraltro soltanto attraverso un semplice cambio di targa;
nel 2008 la Commissione di inchiesta sul servizio sanitario aveva denunciato la drammatica realtà degli opg, in cui erano stati riscontrati episodi di abusi e maltrattamenti nei confronti dei pazienti ed inadeguatezza del personale sanitario ed infermieristico operante nelle strutture;
 
come sottolineato nei mesi scorsi dal Sottosegretario per la salute De Filippo il problema grave è dovuto alla mancanza di posti nelle Rems e alla mancata realizzazione delle strutture previste dalla legge in diverse regioni, per cui si è dovuto ricorrere ad assegnazioni temporanee fuori bacino, con gravi difficoltà e ripercussioni sulla sicurezza delle strutture già esistenti;
il Sottosegretario ha annunciato l’intenzione del Governo di procedere in tutti i modi consentiti dalla legge per sopperire all’operato delle regioni e delle amministrazioni che non rispetteranno gli adempimenti connessi alla realizzazione delle Rems individuate sul territorio di competenza –:
 
per sapere quale sia lo stato di attuazione della legge n. 81 del 2014 riguardo alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e quali iniziative intenda assumere il Governo per garantirne il rispetto e se si intenda procedere, nell’esercizio del potere sostitutivo previsto dalla normativa vigente, alla nomina di commissari con poteri adeguati per le regioni inadempienti, anche allo scopo di offrire condizioni di vista dignitose per le persone ospitate nelle strutture.
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La mia libertà di coscienza

Unioni Civili: M5S, nessun passo indietro! Pd gioca sui diritti

Nessun passo indietro sulle Unioni Civili da parte del Movimento Cinque Stelle. E’ il Pd a giocare, ancora una volta, con i diritti Civili e le aspettative di milioni di persone.

La decisione di lasciare libertà di coscienza su questo tema è di Beppe e Gianroberto e rientra nelle loro facoltà. La mia posizione sul provvedimento nella sua interezza non cambia, anche se sono alla Camera e la legge si sta votando al Senato.

Il Pd è impegnato a tenere questa cosa in sospeso il più a lungo possibile. Sanno che dopo il referendum si tornerà a votare e stanno usando questo tema come una bandiera. La destra, dal canto suo, porta la bandiera opposta e si va avanti così facendo già campagna elettorale a discapito delle aspettative dei cittadini. Siamo già in campagna elettorale.

Al contrario, il Movimento Cinque Stelle chiede da mesi la calendarizzazione del provvedimento. Un testo da votare nel suo insieme, perchè a beneficiarne è solo il bambino e non chi adotta. Qualunque genitore sa che dalla paternità o maternità non arrivano che doveri, i diritti li acquisisce solo il bambino ed è per questo che non accetto che si parli di ‘regalo ai gay’ o di ‘apripista all’utero in affitto’.

Alberto Airola – Movimento 5 Stelle
Vito Crimi