L’#AcquaNonSiVende‬ traditi 27 milioni di italiani

L’‪#‎AcquaNonSiVende‬ in diretta dalla commissione ambiente della Camera.
Come il Pd tradisce il voto di 27 milioni di italiani!

L'#AcquaNonSiVende in diretta dalla commissione ambiente della Camera.Come il Pd tradisce il voto di 27 milioni di italiani!

Pubblicato da Massimo De Rosa su Martedì 15 marzo 2016

Oscar Giannino: «Denunciare i capi che rubano è una cosa da liberali»

Si chiama whistleblower e non è il classico spione. È una sentinella, non anonima, che rompe i rapporti malati tra aziende e regolatori. L’Italia ne ha un disperato bisogno. Ma serve un caso simbolo che cambi la testa del Paese

Né delatori né eroi: all’Italia servono sentinelle pubbliche, che denuncino quello che non va nelle aziende e nelle amministrazioni pubbliche. Possono anche essere pagati, perché quello che fanno, alla fine, produce valore per le aziende. A dirlo è Oscar Giannino, che ha una patente da liberale difficile da contestare e che da questa posizione difende i cosiddetti “whistleblower”. L’Accademia della Crusca non ha trovato un sinonimo in italiano per una figura che tra pochi mesi potrebbe entrare a pieno titolo anche in Italia. IlDdl Businarolo (dalla deputata dell’M5s Francesca Businarolo) è passato alla Camera a gennaio ed è atteso in Senato. È stato votato da grillini e Pd, mentre da Forza Italia hanno parlato di “incitazione alla delazione” e da Fdi di qualcosa che si “avvicina agli schemi della Germania nazista e della Russia comunista”. Giannino invece non ha dubbi: «Con qualche distinguo ma avrei votato a favore. Perché è una figura di cui l’Italia ha bisogno».

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Sono orgogliosa del M5S!

Lui si chiama Domenico e con le sue denunce, qualche giorno fa, ha fatto scoppiare una maxi inchiesta in Abruzzo che coinvolge 15 persone tra politici, imprenditori e funzionari: un gruppo di costruttori è stato favorito nella realizzazione del nuovo centro direzionale per la Regione Abruzzo.

UN RECORD! Il nuovo palazzo della politica regionale è al centro di un’inchiesta ancor prima di nascere.

A Domenico la medaglia al merito gliel’ha data proprio uno dei funzionari sotto indagine che, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, dice in un’intercettazione telefonica: “Ho letto sul giornale che era un esposto di Pettinari…sempre Pettinari!”

IL CLIMA PER DOMENICO NON E’ DEI MIGLIORI, la tensione si taglia a fette. Il Presidente della Regione D’Alfonso (PD), invece di ringraziare chi ha denunciato, ha attaccato – durante la seduta del Consiglio Regionale – il poliziotto della Squadra Mobile di Pescara che ha seguito l’indagine, a cui va tutta la mia solidarietà.

Domenico Pettinari – M5S è un Consigliere Regionale del MoVimento 5 Stelle e siamo orgogliosi del suo lavoro.
Stiamogli tutti vicino.

PROCESSO CIVILE, M5S: RENZI NEGA IL DIRITTO ALLA GIUSTIZIA

businarolo

Un voto contrario scontato per una delega, l’ennesima al Governo, che investe il diritto alla Giustizia dei cittadini italiani. La cosiddetta riforma per l’efficienza del processo civile, non è che uno spot, un tweet classico di questo Governo: solo parole.  Abbiamo un tribunale delle imprese che allarga le competenze aumentando i costi del 100% a carico delle piccole e medie imprese. Viene abolito il tribunale dei minori, mettendo in condizione di rischio gli stessi minori che inizieranno a frequentare delinquenti adulti,  non essendoci più una divisione degli spazi fisici in fase di giudizio.

Come membri M5s della commissione Giustizia siamo delusi: un ulteriore passaggio dolente di questa delega, è la riforma del giudizio di primo grado. Dopo anni di sentenze della Suprema Corte si era quasi giunti ad una certa efficienza, oggi si rischia di avere processi superficiali in nome della rapidità. Abbiamo provato in tutte le maniere a far ragionare la maggioranza, ma ha trionfato l’arroganza dell’intestarsi una nuova riforma, priva di qualsiasi contenuto reale. Il diritto dei cittadini viene limitato e compresso, una giustizia che diventa sempre più un costo piuttosto che un diritto.

GALAN, M5S: BENE IL VOTO IN GIUNTA SULLA DECADENZA

Galan

“Siamo soddisfatti per il voto della Giunta per le elezioni rispetto alla decadenza di Giancarlo Galan da deputato. Adesso l’auspicio è che la presidente Boldrini metta in calendario il prima possibile la discussione in Aula così che Galan cessi di essere un deputato della Repubblica e dunque di essere stipendiato dai cittadini”.

Così Davide Crippa, Fabiana Dadone e Giulia Sarti, componenti del MoVimento 5 Stelle in giunta.

Il 17 aprile per dire NO alle Trivelle vota SI’

Il 17 aprile siamo tutti chiamati a una battaglia civile contro le trivelle in mare e la devastazione delle nostre coste e del nostro Mediterraneo.

Andiamo tutti a votare al Referendum e votiamo Sì.

È la soluzione finale contro la politica fossile del governo? Non ancora. È un passo, piccolo ma importante per far capire ai politicanti preistorici che ci governano e che hanno ceduto ai petrolieri mare e coste, che noi non ci stiamo.

Che un’altra politica energetica è possibile, che il futuro dell’Italia e del nostro mare non è come lo vogliono loro, che il turismo va tutelato e sostenuto con i fatti e non con le chiacchiere.

È fondamentale che tutti noi facciamo sentire forte e chiara la nostra voce contro una legge che lascia il mare in balia di petrolieri senza scrupoli.

Il 17 aprile, al REFERENDUM CONTRO LE TRIVELLAZIONI IN MARE IL M5S VOTA SI

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No alla trasformazione in SPA della Popolare di Vicenza

berti

di Jacopo Berti, portavoce M5S Regione Veneto

Il governo ha mobilitato l’esercito per sorvegliare, domani, l’assemblea degli azionisti della Popolare di Vicenza, con la quale si dovrà decidere se trasformare in Spa la banca e mandarla in pasto agli squali della finanza o scegliere per il no.

Il governo manda l’esercito? Venga ad arrestare tutti, non a sorvegliare!

Portino via i vertici corrotti che hanno costituito quella che gli inquirenti hanno definito una “banca deviata” dentro la banca. La P2 delle banche, che noi abbiamo chiamato “B2” il cui scopo era quello di commettere reati ai danni degli azionisti allo scopo di arricchirsi.

Il nostro portavoce alla Camera Pesco ha fatto un’interrogazione per chiedere il motivo della presenza dell’esercito. Basta pressioni! Abbiamo già una mezza lettera della Bce (sì, perché l’altra metà che ho chiesto questa mattina alla sede di Vicenza insieme a degli azionisti non è concesso vederla) che viene usata come una pistola alla tempia per intimorire gli azionisti truffati e farli votare a favore della trasformazione in Spa.

Il MoVimento 5 Stelle dice No alla trasformazione in Spa, come No aveva detto al decreto ‘banche popolari’ con il quale è stato sancito che alcuni istituti debbano diventare per forza Spa in base a una soglia di attivi assolutamente arbitraria.

Chiedono ancora una volta fiducia agli azionisti, ma su quali basi? Veniamo tenuti all’oscuro di tutto: oltre alla lettera da giorni chiediamo il libro soci, per vedere chi sono gli amici degli amici che si sono salvati prima del crack. Un diritto degli azionisti che viene negato. E poi, domani si chiama una platea a votare un piano industriale che nessuno ha visto. Così, sulla fiducia. Ma fidarci di chi? Di pirati in giacca e cravatta che hanno truffato centinaia di migliaia di azionisti? Di indagati che hanno costituito una banca “deviata” per commettere illeciti? Ma stiamo scherzando? Qui sono spariti miliardi di euro e nessuno dei piccoli azionisti sa che fine abbiano fatto. E queste persone vorrebbero altri soldi e nuova fiducia? Il No può vincere all’assemblea. E’ ora che le vittime si ribellino ai carnefici, e da quello che sto vedendo stando tra di loro, non si tratta di un’impresa impossibile.

PS: Oggi il M5S incontra i risparmiatori a Vicenza all’Hotel Tiepolo alle 18. TUTTI I DETTAGLI

#LaCasaNonSiTocca! La battaglia del M5S in difesa degli italiani

casa

Ci hanno tolto il lavoro, ci hanno prosciugato le buste paga con tasse sempre più alte. Ora vogliono toglierci la casa senza nemmeno passare dal giudice. I portavoce del MoVimento 5 Stelle oggi protesteranno duramente, alla Camera e al Senato, contro il decreto che consente alle banche di pignorare la casa qualora il debitore salti la scadenza di sette rate del mutuo, anche non consecutive.

Abbiamo bloccato l’accesso alle commissioni Finanze che devono esprimere un parere, non vincolante, sul provvedimento. In seguito alla nostra azione, il provvedimento oggi non è stato discusso: una piccola vittoria! Non possiamo consentire, infatti, che il Parlamento rimanga come al solito spettatore ininfluente di fronte a questo scempio.

VIDEO Il M5S blocca l’accesso alla Commissione Finanze

O ritirano queste porcate o non entrano in commissione. #LaCasaNonSiTocca

Pubblicato da Alessandro Di Battista su Mercoledì 2 marzo 2016

Quante famiglie, nell’arco di 15 o 30 anni, potrebbero trovarsi in difficoltà momentanea con i pagamenti? Basta un padre che finisce in cassa integrazione, una madre che perde il lavoro o persino una spesa straordinaria che fa saltare il bilancio domestico. Rischiamo di vedere decine di migliaia di nuclei sbattuti per strada senza neanche una procedura esecutiva. E che dire di imprenditori e piccoli commercianti che rischiano di vedersi sottratto il capannone o il laboratorio?

Il decreto recepisce una direttiva europea del 2014 e modifica il codice civile che oggi vieta il cosiddetto “patto commissorio”. Nella foga di rendere sempre più appetibili le sofferenze bancarie da rimettere sul mercato, la Ue e il governo consentono al creditore (l’istituto) di vendere la casa a qualunque prezzo, visto che il titolare del mutuo dovrà comunque coprire l’eventuale differenza negativa tra il prezzo di dismissione dell’immobile e il debito residuo.

Inoltre, la clausola capestro può essere introdotta anche in un secondo momento rispetto alla stipula dell’accordo, come se fosse vera la favola che intermediario e controparte hanno lo stesso peso nel contratto di mutuo. Con questa riforma, il Bomba consente alle banche di vendere con facilità le case dei cittadini anche dopo aver applicato interessi usurari. E senza che il giudice possa bloccare l’abuso. Eurocrazie e governo stanno assaltando il cuore del nostro patrimonio. Noi non ci stiamo. Non possiamo accettarlo. E faremo di tutto per evitarlo.

Fai valere i tuoi diritti! La maggior parte dei media di regime stanno in silenzio, fatti sentire con un messaggio su Twitter con l’hashtag #LaCasaNonSiTocca e condividi questo post sulla tua pagina Facebook. Il web ancora non possono controllarlo.

Permessi per congedo parentale in favore dei genitori con figli minori

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Al Ministro della salute, al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione . — Per sapere – premesso che:

l’istituto dei permessi per congedo parentale in favore dei genitori con figli minori è previsto all’articolo 32 e seguenti del decreto legislativo n. 151 del 2001 e costituisce una misura di fondamentale importanza a tutela della genitorialità introdotta nel nostro ordinamento in forza della legge n. 53 del 2000 che delegava il Governo alla redazione del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e di sostegno della maternità e della paternità;
l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici specialisti ambulatoriali interni, medici veterinari e altre professionalità sanitarie ambulatoriali (cosiddetti Sumaisti) del 23 marzo 2005 e successive modifiche, non prevede per i professionisti in questione la fruizione dei permessi per congedo parentale né riconosce l’astensione post partum;

infatti, il suddetto accordo collettivo nazionale regola dall’articolo 36 all’articolo 39 le diverse tipologie di assenza ed i diversi istituti nulla prevedendo per i congedi parentali di cui agli articoli 32 e seguenti del decreto legislativo n. 151 del 2001, posto che le disposizioni del medesimo decreto legislativo n. 151 del 2001 rimandano esplicitamente alla contrattazione collettiva nazionale la regolamentazione dell’istituto, ma tale disciplina non è stata in alcun modo inserita all’interno dell’accordo collettivo nazionale dei medici (cosiddetti Sumaisti), pur essendo, lo stesso, temporalmente successivo al decreto legislativo n. 151 del 2001;

l’istituto dei congedi parentali si configura come estrinsecazione del diritto costituzionale alla tutela della famiglia del lavoratore, sia esso del settore pubblico o privato, come anche da ultimo disciplinato dal decreto legislativo n. 80 del 2015 che però non interviene sui principi della norma o sui fruitori della stessa, ma esclusivamente sulle modalità di applicazione dell’istituto, risultando per l’effetto irragionevole ed ingiustificato che restino esclusi dall’area di operatività del congedo parentale i medici specialisti ambulatoriali che operano in convenzione con il servizio sanitario nazionale, per quanto non aventi lo status di pubblici dipendenti del comparto sanità –:

quali iniziative di competenza intendano porre in essere i Ministri interrogati onde garantire la piena estensione dell’istituto dei congedi parentali, nonché la previsione dell’astensione post partum ai medici specialistici ambulatoriali che operano in convenzione con il servizio sanitario nazionale (cosiddetto Sumaisti), sino ad oggi totalmente esclusi da tale misura a sostegno della genitorialità. (5-07940)

GALAN: SEDUTA PUBBLICA PER DECADENZA GIA’ FISSATA

ITALY MAGISTRATES STRIKE

La decadenza di Giancarlo Galan ha proseguito nel corso delle settimane grazie al MoVimento 5 Stelle. La seduta pubblica è fissata per il 7 aprile, rispettando tutte le leggi e i regolamenti.

La giunta presieduta dal 5stelle Giuseppe D’Ambrosio è stata la più rapida di sempre a portare avanti un procedimento di decadenza. Il Partito democratico ignora che dal voto finale della giunta servono venti giorni prima di calendarizzare la decadenza. Le regole, come sempre, contano sempre più delle opinioni. Per il M5S le regole vanno rispettate sia quando impongono la decadenza di Galan, sia quando prevedono venti giorni di tempo fra il voto e la decadenza. Il Pd sbraita senza alcuna ragione.

La maggioranza piuttosto rifletta sull’enorme responsabilità politica di aver tenuto presidente della commissione Cultura della Camera proprio Galan nonostante la condanna per troppo tempo.

Inoltre – afferma il capogruppo5stelle Davide Crippa – attendiamo con ansia di sentire Lauricella esprimersi sui casi di incompatibilità sui quali il suo collega Stumpo preferisce non  convocare il comitato per non pronunciare incompatibili membri del suo partito.