Vicecommissari assunti, ma non operativi. Spreco nelle forze dell’ordine?

 Ennesimo caso di sprechi, nell’amministrazione della giustizia e, allo stesso tempo, di scarsa attenzione alle problematiche delle carceri: 120 ufficiali di polizia penitenziaria che hanno concluso il corso per conseguire la nomina di vice commissari a gennaio 2013 e che hanno giurato il 3 mpolizia-penitenziariaaggio 2013 sono ancora in attesa di diventare operativi e continuano a rimanere a disposizione percependo 1.800 euro al mese, soldi che arrivano dai contribuenti.

Un’anomalia dovuta al fatto che l’Amministrazione penitenziaria ha avviato il corso senza che ci fosse una corrispettiva vacanza in organico, violando quindi il decreto legislativo 146 del 200 che prevede un numero massimo di vicecommissari, commissari e superiori. Una conseguenza, questa, del ritardo, ingiustificabile, nell’espletamento delle procedure per la promozione alla qualifiche di commissario capo agli aventi diritto che ha creato una sorta di «effetto domino».  Leggi tutto “Vicecommissari assunti, ma non operativi. Spreco nelle forze dell’ordine?”

Psicologi in carcere, attenzione alla discriminazione lavorativa

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Non sono solo i detenuti a soffrire delle ingiustizie delle carceri italiane.  Ci sono discriminazioni anche tra i lavoratori che si impegnano ogni giorno a garantire standard all’altezza anche nei luoghi dove si sconta una pena.

Un caso eclatante è quello degli psicologi giudiziari: c’è una sostanziale disparità di trattamento, nonché di retribuzione.

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Centrali biogas: attenzione al rischio per la salute

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In Veneto gli impianti a biogas, negli ultimi anni, sono letteralmente spuntati come funghi. Questo anche agli aiuti che la Regione Veneto ha deciso di erogare, allo scopo di sostenere le aziende agricole e zootecniche in un periodo di difficoltà del settore.

Ma forse non sono state presi in debita considerazione i rischi per l’ambiente e per la salute.

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Chiusura uffici giudiziari: in arrivo disagi per i cittadini

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Quando il governo ha pensato di chiudere gli uffici giudiziari periferici non ha preso in considerazione le conseguenze sui servizi resi ai cittadini. Un esempio è quello di Chioggia, che ospitava una sezione distaccata del tribunale di Venezia, senza oneri economici per lo Stato (l’edificio è di proprietà comunale). Dalla sua chiusura, il tribunale veneziano non è in grado di sobbarcarsi il carico di lavoro, senza contare la strada in più che cittadini della parte Sud della provincia devono fare (anche oltre due ore con i mezzi pubblici). Ho portato la situazione all’attenzione dell’esecutivo. (Settembre 2013)

Qui l’interrogazione completa

Alluvione Veneto, quali misure di prevenzione?

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Dopo la devastante alluvione del 2010,  a marzo 2013 l’acqua è tornata a minacciare l’Est Veronese, in particolare i comuni tra Monteforte d’Alpone e San Bonifacio, causando danni enormi alla popolazione, agli agricoltori e all’imprese del territorio. L’ennesimo disastro che chiama a un’azione condivisa per una vera salvaguardia del territorio. Ho portato all’attenzione dei ministri competenti la situazione, con una richiesta: escludere dal patto di stabilità le spese che i Comuni interessati devono affrontare per opere di prevenzione ambientale. (Luglio 2013)

Qui l’interrogazione completa

Mozziconi di sigarette: raccogliamo e tuteliamo l’ambiente!

mozziconiSecondo i dati del 2012 dell’Istituto superiore di sanità (ISS), ogni giorno in Italia si fumano 140 milioni di sigarette, pari a 51 miliardi di sigarette all’anno.

La maggior parte dei mozziconi sono abbandonati per strada, una minima parte nella spazzatura: con essi nel 2010 sono stati dispersi nell’ambiente 324 tonnellate di nicotina, e molte altre sostanze tossiche e metalli pesanti, come ad esempio Leggi tutto “Mozziconi di sigarette: raccogliamo e tuteliamo l’ambiente!”

Casa circondariale di Montorio (Verona): un carcere sovraffolato

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Dopo una visita al carcere di Verona Montorio (15 aprile 2013) ho presentato un’interrogazione al ministero della Giustizia.  Come molte altre case circondariali in Italia, Montorio soffre di un grave problema di sovraffollamento: ci sono 901 detenuti a fronte di una capienza normale di 440 posti.  Le celle, che misurano 12 metri quadrati, erano state progettate per due detenuti, invece ne contengono quattro: una situazione lontanissima dagli standard europei in base ai quali si parla di tortura nel caso in cui ogni detenuto non abbia a disposizione almeno 7 metri quadrati di spazio.

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