Autostrada. Tosi cosa nascondi?

SINDACO FLAVIO TOSI, NONCHE’ PRESIDENTE DELLA AUTOSTRADA BRESCIA-PADOVA SPA, PERCHE’ NON CI DAI I DOCUMENTI? COS’HAI DA NASCONDERE?

AUTOSTRADA A31 VALDASTICO SUD Viadotto Torri di Quartesolo_sb

Il nuovo casello autostradale di Montecchio Maggiore e la bretella di collegamento hanno subìto dei notevoli ritardi. Perché? Per quale motivo la Serenissima Costruzioni Spa ha di fatto perso il lavoro di costruzione della bretella? Per avere risposte a queste domande il M5S ha intrapreso la strada dell’accesso agli atti effettuandolo a tutti i livelli: consigliere comunale di Montecchio Maggiore Perenzoni, consigliere regionale Brusco, deputati Businarolo e Fantinati, senatore Cappelletti.

Forti della rappresentanza completa di tutte le istituzioni il 15 dicembre 2015 chiediamo formalmente al Presidente Flavio Tosi di avere copia dell’atto costitutivo società Autostrada Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. e della Serenissima Costruzioni Spa; l’atto di affidamento a Società Autostrade Brescia Verona Vicenza Padova S.p.a. dei lavori di realizzazione della bretella di raccordo A4 – tangenziale e del casello nuovo di Montecchio, con il relativo contratto di appalto; l’atto di affidamento a Serenissima Costruzioni dei lavori medesimi con relativo contratto ed allegati; il bando per la nuova progettazione delle opere per la costruzione del nuovo casello. Il 13 gennaio ci risponde che non può darci i documenti in quanto la nostra richiesta non è motivata. Come se essere consiglieri, deputati e senatori non sia una motivazione sufficiente per ottenere atti riferiti ad OPERE PUBBLICHE!

Il 02 febbraio 2016 rispondiamo sottolineando come non sia necessario, né ipotizzabile, che siamo tenuti a specificare l’interesse personale e che non possono essere opposti da parte dell’Amministrazione profili di riservatezza, in quanto il soggetto pubblico è comunque tenuto al rispetto delle regole di leale cooperazione e di riservatezza nella trattazione dei dati.

Il 10 febbraio il sindaco di Verona nonché presidente dell’Autostrada Flavio Tosi ci risponde informandoci che ha chiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti se deve fornirci gli atti o meno.

Vuole prendere o perdere tempo? Lo sa che il Ministero molto probabilmente non gli risponderà mai? Che problema ha a fornirci gli atti richiesti? Cosa ha da nascondere? Ricordiamo che si parla di MILIONI e MILIONI di €. I cittadini hanno o meno il diritto di sapere COME vengono spesi? In campagna elettorale si era tanto speso per la trasparenza ma ci sembra che stia facendo l’esatto contrario.

Interrogazione sugli ospedali psichiatrici

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Ho interrogato il Ministro della giustizia e il Ministro della salute, premesso che:
 
nel corso della puntata della trasmissione televisiva «Le Iene» del 24 gennaio 2016, andata in onda su Italia Uno, è stato presentato un servizio dai toni drammatici, con un’intervista ad un ragazzo trentunenne, di nome Antonio che, diversi anni fa, dopo aver assunto una pasticca di ecstasy e aver cercato di derubare la nonna, a seguito di denuncia sporta da quest’ultima, fu sottoposto ad un trattamento sanitario obbligatorio e internato in un ospedale psichiatrico giudiziario in cui è rimasto per nove lunghi anni e ne è uscito, con evidenti segni che ne hanno minato sia il fisico che la mente, grazie al lavoro di un giudice scrupoloso che ha riesaminato con attenzione ed impegno gli incartamenti relativi alla vicenda del giovane;
 
il caso di Antonio riporta all’attenzione la questione legata alla chiusura degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari), decretata dalla legge 30 maggio 2014, n. 81 (cosiddetta «svuotacarceri»), a cui doveva seguire la contestuale attivazione delle REMS (residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza), strutture ricettive a carattere sanitario, nelle quali ospitare pazienti con disturbo psichico, autori di reato, incompatibili con la detenzione in carcere;
ad oggi, però, risulta che sia stato chiuso definitivamente soltanto l’ospedale psichiatrico giudiziario di Castiglione delle Stiviere, peraltro soltanto attraverso un semplice cambio di targa;
nel 2008 la Commissione di inchiesta sul servizio sanitario aveva denunciato la drammatica realtà degli opg, in cui erano stati riscontrati episodi di abusi e maltrattamenti nei confronti dei pazienti ed inadeguatezza del personale sanitario ed infermieristico operante nelle strutture;
 
come sottolineato nei mesi scorsi dal Sottosegretario per la salute De Filippo il problema grave è dovuto alla mancanza di posti nelle Rems e alla mancata realizzazione delle strutture previste dalla legge in diverse regioni, per cui si è dovuto ricorrere ad assegnazioni temporanee fuori bacino, con gravi difficoltà e ripercussioni sulla sicurezza delle strutture già esistenti;
il Sottosegretario ha annunciato l’intenzione del Governo di procedere in tutti i modi consentiti dalla legge per sopperire all’operato delle regioni e delle amministrazioni che non rispetteranno gli adempimenti connessi alla realizzazione delle Rems individuate sul territorio di competenza –:
 
per sapere quale sia lo stato di attuazione della legge n. 81 del 2014 riguardo alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari e quali iniziative intenda assumere il Governo per garantirne il rispetto e se si intenda procedere, nell’esercizio del potere sostitutivo previsto dalla normativa vigente, alla nomina di commissari con poteri adeguati per le regioni inadempienti, anche allo scopo di offrire condizioni di vista dignitose per le persone ospitate nelle strutture.
iene

La mia libertà di coscienza

Unioni Civili: M5S, nessun passo indietro! Pd gioca sui diritti

Nessun passo indietro sulle Unioni Civili da parte del Movimento Cinque Stelle. E’ il Pd a giocare, ancora una volta, con i diritti Civili e le aspettative di milioni di persone.

La decisione di lasciare libertà di coscienza su questo tema è di Beppe e Gianroberto e rientra nelle loro facoltà. La mia posizione sul provvedimento nella sua interezza non cambia, anche se sono alla Camera e la legge si sta votando al Senato.

Il Pd è impegnato a tenere questa cosa in sospeso il più a lungo possibile. Sanno che dopo il referendum si tornerà a votare e stanno usando questo tema come una bandiera. La destra, dal canto suo, porta la bandiera opposta e si va avanti così facendo già campagna elettorale a discapito delle aspettative dei cittadini. Siamo già in campagna elettorale.

Al contrario, il Movimento Cinque Stelle chiede da mesi la calendarizzazione del provvedimento. Un testo da votare nel suo insieme, perchè a beneficiarne è solo il bambino e non chi adotta. Qualunque genitore sa che dalla paternità o maternità non arrivano che doveri, i diritti li acquisisce solo il bambino ed è per questo che non accetto che si parli di ‘regalo ai gay’ o di ‘apripista all’utero in affitto’.

Alberto Airola – Movimento 5 Stelle
Vito Crimi

Chi denuncia gli illeciti dei colleghi va protetto

Fonte: Tutele in arrivo per chi fa la spia in azienda

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di Valeria Zeppilli – Se quanto approvato nei giorni scorsi dalla Camera troverà consensi anche in Senato, fare la spia tra colleghi potrebbe divenire un’attività tutelata dalla legge.

Niente remore, niente complicità: se in azienda vengono compiuti degli illeciti, chi li denuncia andrà preservato da eventuali minacce o ritorsioni.

Non è previsto nessun premio per la “fuga di notizie”, ma le eventuali discriminazioni contro il cosiddetto whistleblowing potrebbero ora essere sanzionate da parte dell’ANAC (l’autorità anticorruzione) con multe molto salate, che si aggirano su cifre che vanno da cinquemila a trentamila euro.

Ciò, ovviamente, purché la “denuncia” dell’illecito sia fatta in buona fede e senza dolo o colpa grave.

Insomma: deve esserci un ragionevole convincimento che la condotta illecita si sia effettivamente verificata.

La proposta di legge, più nel dettaglio, si fonda sulla convinzione che il whistleblowing rappresenti una questione culturale e di diritto e che il suo riconoscimento possa responsabilizzare i cittadini onesti, perché, si legge nell’introduzione al d.d.l., “non restino testimoni silenziosi quando ravvisano abusi e comportamenti illeciti nei luoghi di lavoro“.

L’obiettivo perseguito, quindi, è quello di ridurre alcuni dei gravi reati che corrodono la nostra società, come la frode fiscale e la corruzione, attraverso la protezione dei soggetti che pongono in essere la segnalazione, nella convinzione che la denuncia di un illecito sia un dovere civico per ogni cittadino prima che un diritto.

Cà Filissine: bando pubblico e in fretta!

pescantina

Il Comune di Pescantina non può continuare a fare come crede, serve urgentemente un bando pubblico per la discarica di Cà Filissine! Ha tenuto conto dell’Autorità nazionale anticorruzione il Comune?

La vergogna di questa discarica è andata avanti per troppo tempo, è ora di finirla!

#WIRED #whistleblowing, un’opportunità da non sprecare

Legge sul whistleblowing, un’opportunità da non sprecare. Ecco cosa manca

È stata approvata alla Camera con 281 sì, 71 no e 18 astenuti; ed è ora sotto esame al Senato. Associazioni ed esperti segnalano alcune criticità

L’opportunità di una svolta nella lotta alla corruzione. Si tratta della proposta di legge sul cosiddetto whistleblowing che è stataapprovata alla Camera con 281 sì, 71 no e 18 astenuti; ed è ora sotto esame al Senato. Una norma pensata con l’obiettivo di tutelare il dipendente che segnala gli illeciti avvenuti sul luogo di lavoro e che, quindi, punta a favorire le denunce.

“Non è più tempo di ‘farci i fatti i nostri‘, dobbiamo smetterla di cooperare con corrotti e corruttori, e denunciare”, spiega a Wired.itLeonardo Ferrante, referente scientifico nazionale della campagna anticorruzione Riparte il futuro, promossa dal Gruppo Abele e Libera. “In Italia facciamo ancora fatica a tradurre in modo opportuno il termine whistleblower. Non è una spia, né un delatore, né un eroe. Ma una persona che fa semplicemente il proprio dovere, per evitare che gli effetti di una condotta sbagliata si ripercuotano sull’economia del Paese e sulla vita delle persone che ci vivono”.

Per capire quanto sia ormai indispensabile un cambio d’attitudine basta dare un’occhiata al rapporto di Transparency International, che pochi giorni fa ha presentato il Corruption Perceptions Index  2015, cioè l’indice che misura il livello di malaffare all’interno del settore pubblico, in base alla percezione di businessman e di esperti del settore. Il risultato? L’Italia, pur migliorando rispetto all’anno scorso, si piazza al 61esimo posto globale: nel girone degli Stati con problemi gravi. In Europa solo la Bulgaria fa peggio di noi. Ed è in questo panorama che si inquadra il nuovo testo, che porta il nome di Francesca Businarolo del Movimento 5 Stelle.

Sicuramente un passo in avanti rispetto alle regole dettate dallalegge Severino (la 190 del 2012). Perché potenzia la norma già esistente per gli impiegati pubblici, includendo sia gli enti pubblici economici sia gli enti di diritto privato sotto il controllo pubblico, e allarga la tutela al settore privato (anche se chiede di integrare la disciplina nel Modello 231 – Responsabilità amministrativa delle società e degli enti – che non è obbligatorio). Senza le dovute migliorie e integrazioni, però, la nuova legge rischia di deludere le aspettative. Associazioni ed esperti segnalano, infatti, alcune lacune. “Non possiamo esprimere una valutazione complessiva senza tener conto di tutti i soggetti che dovranno poi operare alla luce della norma. A partire dall’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), cui sono riconosciuti maggiori ruoli che in passato”, avverte Ferrante. Ma ci sono delle criticitàche andrebbero risolte a monte.

La prima, nonché la più importante, riguarda la poca chiarezza sull’iter che deve seguire il segnalante, che non è ben descritto. E potrebbe generare confusione fin dal momento iniziale. Il secondo è l’assenza di un sostegno, cioè la possibilità di prevedere un accompagnamento per il whistleblower “da parte di enti civici riconosciuti, in grado di fare questo tipo di lavoro”. Terzo: la sua effettiva salvaguardia sul piano pratico. “Manca un fondo di garanzia che preveda delle risorse da mettere a disposizione, nel caso in cui la persona in questione subisca delle ritorsioni. Non è giusto che debba pagare per aver fatto solo ciò che doveva”, conclude il referente di Riparte il Futuro.

Un altro problema lo segnala l’avvocato Francesco Paolo Micozzi. E si nasconde nella definizione di buona fede: importante per evitare che la denuncia venga fatta per vendetta, o per ottenere dei vantaggi. “Tuttavia – avverte Micozzi –perché la segnalazione venga considerata in buona fede, deve essere circostanziata. Un termine ambiguo: non si capisce se ciò implichi la presenza nel testo di un particolare numero di dettagli o di documenti di supporto. Né da chi il materiale debba essere valutato.  È importante dato che chi non è in buona fede può essere sanzionato, anche con il licenziamento, e ciò potrebbe costituire un deterrente”.

Fabio Pietrosanti, cofondatore del Centro Hermes per la trasparenza e i diritti umani digitali, punta il dito contro il fatto che “la norma non tiene ancora conto dell’esigenza di considerare pure le segnalazioni anonime, come invece suggeriscono le migliori pratiche internazionali”. E soprattutto non prevede un sistema informatico unico capace di controllare il flusso delle denunce.  “Oggi – prosegue Pietrosanti – non è possibile conoscere quante segnalazioni sono arrivate a un ente, di quale tipo, e con quali caratteristiche, né entro quanto tempo sono state prese in carico, in quale modo sono state classificate, e quali azioni hanno comportato. Mentre il whistleblowing informatizzato dovrebbe garantire la misurazione di tutto ciò e poi renderla open data. In modo che il cittadino possa essere informato sull’andamento delle procedure”. Vero, è previsto che Anac dia delle linee guida. “Ma sono aspetti talmente importanti che, se non imposti per legge, non è detto che vengano poi implementati dagli enti”.

Dire “Salvini non ha mai lavorato” non è reato

Matteo Salvini, non è reato dire che non ha mai lavorato. Giudice archivia querela al Fatto Quotidiano

Il leader del Carroccio “non svolge o non ha mai svolto nessuna ‘attività civile'”, scrive il gip di Bergamo nelle motivazioni, dunque nessun processo contro il nostro giornalista che lo aveva definito “politico di professione”. Inoltre, l’accusa di aver mandato a fondo la Padania “è sotto gli occhi di tutti” e le affermazioni graffianti potrebbero essere stigmatizzate sul giornale “delle suore domenicane”, ma non sul Fatto

Il decreto salva-banche è illegittimo

Oltre che immorale e incostituzionale, l’azzeramento dei risparmi dei cittadini deciso con il decreto ‘svuota-banche’ è anche illegittimo. Quel provvedimento va ritirato subito perché proprio la misura di riduzione delle azioni e delle obbligazioni subordinate, in pratica la confisca dei titoli, si basa su una norma che nel novembre scorso ancora non esisteva. O meglio: non era entrata in vigore.
Il M5S ha fatto una scoperta clamorosa. La riduzione dei titoli delle quattro banche operata da Bankitalia e sancita dal decreto 183/2015 (salva-banche) del 22 novembre scorso, infatti, è fondata in modo esplicito sull’articolo 52 del decreto 180/2015, emanato appena sei giorni prima, ossia quello che recepisce la Brrd, la direttiva sul bail-in.

Peccato che in quello stesso decreto, l’articolo 106 dica che il 52 sarebbe entrato in vigore solo il primo gennaio 2016 (data ribadita dalla stessa direttiva Ue quando fa riferimento al bail-in appunto).
Morale? Governo e Bankitalia hanno azzerato a novembre i risparmi di decine di migliaia di investitori in ragione di una norma che sarebbe entrata in vigore solo a gennaio.

C’è un chiaro problema di carenza normativa che offende lo stato di diritto.

Vi immaginate cosa accadrebbe se, per esempio, il governo stabilisse oggi con un decreto che aumenterà l’aliquota Iva al 25% nel 2018 e poi l’aumento scattasse improvvisamente fra una settimana?
Il M5S non può accettare questo far west. I soldi vanno restituiti a tutti. Continueremo a lottare in ogni sede affinché la tutela del risparmio e il principio di legalità siano pienamente rispettati.

Alessio Villarosa, M5s Camera

WHISTLEBLOWING – BERTI (M5S): “IN VENETO PRONTE ALTRE DUE LEGGI, ANTICORRUZIONE E DIFESA DELLA CORTE DEI CONTI”

berti

CORRUZIONE: APPROVATA LEGGE M5S SUL WHISTLEBLOWING

BUSINAROLO: “UNA GRANDE VITTORIA, I CITTADINI POTRANNO DENUNCIARE LA CORRUZIONE SENZA PAURA”

BERTI: “IN VENETO PRONTE ALTRE DUE LEGGI, ANTICORRUZIONE E DIFESA DELLA CORTE DEI CONTI”

E’ stata approvata alla Camera la nostra legge a prima firma della deputata veneta Francesca Businarolo sul whistleblowing, ovvero sulla protezione di chi denuncia un episodio di corruzione. Una legge che permetterà di tutelare chi denuncia la corruzione, che inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro, e le denunce potranno essere anonime, ma devono essere assolutamente documentate e circostanziate.

Businarolo spiega la sua legge: “Senza questa legge, se un cittadino italiano che lavora in un ufficio pubblico assiste ad un episodio di corruzione da parte del capo o dei colleghi e lo denuncia rischia ritorsioni, vendette e in molti casi di perdere il lavoro. La naturale conseguenza è che anche se siamo in uno dei Paesi più corrotti, le denunce sono poche e quindi la magistratura non riesce a debellare il male della corruzione nella Pubblica amministrazione. Con la nostra legge invece vengono garantiti anonimato e protezione a chi segnala illeciti.

E’ una fondamentale vittoria del Movimento 5 Stelle dopo anni di impegnativo lavoro con associazioni e segnalatori di corruzione. Meno corruzione in Italia significa meno disoccupazione e meno cittadini costretti ad emigrare. Da oggi si volta pagina.

Questa legge necessaria ci porta finalmente ad un livello europeo nella lotta al cancro della corruzione e soprattutto dimostra la maturità del M5S come forza di Governo”.

Il Capogruppo del M5S Jacopo Berti in Regione Veneto aggiunge: “Finalmente una legge dalla parte degli onesti e non dei corrotti. Questo lavoro di lotta alla corruzione procede contemporaneamente anche in Regione Veneto, dove stiamo portando avanti altre due battaglie fondamentali al riguardo: la nostra proposta di legge Anticorruzione regionale, ormai prossima alla presentazione, e quella per salvare la Corte dei Conti a seguito del suo depotenziamento voluto dal Governo. Appresa la notizia, ci siamo messi subito al lavoro su una proposta di legge per salvare questo organo fondamentale.

La lotta alla corruzione richiede l’arruolamento di tutti: i cittadini, grazie alla legge Businarolo; la magistratura, una Corte dei Conti nel pieno dei propri poteri e la politica onesta che coraggiosamente abbiamo portato nelle istituzioni.

Possiamo dire a gran voce che grazie al M5S l’onestà sta tornando di moda!” conclude Berti.

WHISTLEBLOWING: i fatti e le opinioni (sforbiciate) dei giornali

Sul WHISTLEBLOWING i giornali possono avere opinioni ma DEVONO riportare i fatti, è loro obbligo deontologico. 

arena corriere verona m5s

Qui di seguito il mio comunicato, inviato sia al Corriere che all’ Arena di Verona. Giudicate voi stessi.

“L’approvazione della legge sul whistleblowing, la protezione dei segnalatori di corruzione, è una fondamentale vittoria del Movimento Cinque Stelle dopo anni di impegnativo lavoro con associazioni e segnalatori di corruzione. Una legge che permetterà di tutelare chi denuncia la corruzione, che inverte l’onere della prova a carico del datore di lavoro, e le denunce potranno essere anonime, ma devono essere assolutamente documentate e circostanziate. Questa legge necessaria ci porta finalmente ad un livello europeo nella lotta al cancro della corruzione e soprattutto dimostra la maturità del Movimento Cinque Stelle come forza di Governo. Persino molti scandali «made in Veneto», da quello del Mose, alla gestione dell’Agec di Verona, si sarebbero potuti prevenire se ci fosse stato un simile provvedimento.
Il progetto di legge è stato ostacolato, nel corso del suo iter parlamentare, in ogni modo. Avremmo voluto che fosse riconosciuto anche un premio a denuncia la corruzione, ma il PD e NCD si sono opposte, ma crediamo che sia un grande passo in avanti per tutti i cittadini onesti che ogni giorno sia nel pubblico che nel privato combattono la corruzione per difendere posti di lavoro, lavoratori e un’idea di Paese sano e giusto. Voglio ricordare che siamo uno dei Paesi con maggiore corruzione che si traduce con emigrazione dei giovani, con disoccupazione e con un tessuto economico che non cresce in maniera sana. Da oggi si volta pagina”.
Francesca Businarolo, deputata Movimento 5 Stelle.