LA DISCARICA DI PESCANTINA VA BONIFICATA E CHIUSA!

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Vi chiedete mai perchè la politica sia da sempre favorevole alle discariche e agli inceneritori, come quelli di Ca’ del Bue, Brescia e Padova, le cui ceneri verranno portate a Pescantina? E perchè, al contrario, non si trovino mai i soldi per le bonifiche?

Perchè RIFIUTI = SOLDI!
Tanti più rifiuti arrivano, tanto più tempo rimarrà aperta la discarica e tanti più soldi saranno mossi.

Secondo la Commissione parlamentare per le ecomafie, che ha visitato anche Pescantina, il VENETO è la prima Regione per reati legati al ciclo dei rifiuti!

Il Movimento 5 Stelle lotterà perchè Pescantina, la più grande discarica della Regione, venga BONIFICATA e CHIUSA!

OGNI VOLTA I GIORNALI CI RIPROVANO

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Vogliono SEMPRE farci sembrare come gli altri politici, ma la DIFFERENZA ormai la conoscono sempre più persone!

Il Corriere di Verona ha pubblicato le dichiarazioni di reddito dei parlamentari “DIMENTICANDOSI” di specificare che i parlamentari 5 stelle restituiscono larga parte dei propri stipendi e diarie in un Fondo per il credito alle microimprese del Ministero dello Sviluppo Economico.

Come potete verificare su www.tirendiconto.it, da marzo 2013 a maggio 2015 ho restituito oltre 107mila euro. In totale abbiamo restituito oltre 12 MILIONI DI EURO!

Questo fondo permette di garantire prestiti fino a 35 mila euro, restituibili in 7-10 anni, per aziende esistenti o idee imprenditoriali legate all’agricoltura, all’artigianato, al commercio, ai servizi e a tutte le start up innovative.

Pensate quante altre imprese potrebbero nascere se lo facessero anche gli altri parlamentari. Ma ovviamente ANCHE QUESTO tv e giornali NON VE LO DICONO!

Difendiamo le intercettazioni e la libertà d’informazione

No Bavaglio

In questi giorni stiamo discutendo la riforma del codice di procedura penale ed il Governo pare voglia mettere una stretta alla pubblicazione delle intercettazioni.

Ci aveva provato già Silvio Berlusconi, ed oggi ci ri-prova il Partito Democratico di Renzi. Il progetto prevede che nelle ordinanze di custodia cautelare i magistrati non possano inserire intercettazioni che non abbiano rilevanza penale, che finiranno in un archivio riservato nella disponibilità di pochi. Ma la cosa grave è che si prevedono severe punizioni per imbavagliare i giornalisti che le pubblicano. Leggi tutto “Difendiamo le intercettazioni e la libertà d’informazione”

CONVEGNO ALL’UNIVERSITA’ CATTOLICA DI MILANO: “FALLIMENTI E CONCORDATI STANNO UCCIDENDO LE IMPRESE”

Convegno Università Cattolica Milano

Ieri ho partecipato ad un convegno utilissimo per la nostra attività parlamentare con contributi di associazioni e imprenditori che hanno vissuto le conseguenze negative di concordati ai limiti della frode.

Il nostro impegno è quello di continuare a portare in Parlamento la voce di cittadini e imprenditori.

Ringrazio dell’invito gli organizzatori dell’evento, davvero riuscito.

Spero ci sia presto l’occasione di confrontarci nuovamente!

Legge sul Concordato Preventivo arriva in Parlamento

GRAZIE A TUTTI I CITTADINI CHE HANNO PARTECIPATO!

In questo video vi racconto alcune delle modifiche che ho apportato alla proposta di legge M5S, a mia prima firma, sul concordato preventivo grazie ai suggerimenti degli iscritti M5S. Finito questo iter, ho depositato la proposta di legge in Parlamento.

UN CLIENTE DI UNA BANCA POTRA’ DIVENTARE SOCIO DELL’AZIENDA. MA SENZA PARTECIPARE AI GUADAGNI, SOLO ALLE PERDITE!

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Con il bail-in è partito un attacco scandaloso alla tutela costituzionale del risparmio. Votiamo no a questa legge di delegazione europea perché non si possono spennare i correntisti come fossero soci delle banche in difficoltà.

Avremmo anche potuto accettare il principio della partecipazione ai rischi per il cliente con un conto sopra i 100mila euro, ma solo se si fosse riconosciuto anche il diritto all’utile. Se partecipo alle perdite, devo poter beneficiare anche dei guadagni.

Il governo e l’Europa rendono tutta rose e fiori la vita ai banchieri. La banca remunera zero i risparmi del correntista, poi prende questa sorta di materia prima e elargisce finanziamenti che costano in media l’11%, percentuale che sale al 18-19% su strumenti come le carte revolving.

In più, le banche defiscalizzano gli interessi passivi fino al 96% e ormai deducono i crediti in sofferenza in un anno solo. Così è tutto facile.

Ci chiediamo poi perché non prestano alle imprese? E’ più conveniente speculare in finanza e in derivati. Oppure andare da uno come Juncker e trasferirsi in Lussemburgo pagando pressoché zero di tasse grazie a un tax ruling.

Il governo e l’Europa amano lisciare il pelo ai banchieri e agli speculatori. Noi restiamo dalla parte delle piccole e medie imprese e dei cittadini!!

Interrogazione al Ministro dell’Istruzione sul Conservatorio “Pollini” di Padova

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Il comparto dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) rappresenta un fiore all’occhiello per l’Italia, un settore che dà lustro al nostro paese, specie all’estero, in virtù della fama internazionale che accompagna la nostra produzione artistica, musicale, drammatica e coreutica.

Le istituzioni AFAM legalmente riconosciute in Italia sono 137, in prevalenza Accademie (43) e istituti superiori di Studio musicali (78 di cui 58 sono Conservatori). I conservatori, in particolare, nel corso degli ultimi anni, hanno subito diversi tagli alle risorse per il funzionamento e la didattica, che hanno portato ad una situazione di estrema incertezza e precarietà.

In particolare il Conservatorio “Pollini” di Padova attraversa una situazione di grave difficoltà legata principalmente alla inadeguatezza delle risorse economico-finanziarie, che impedisce la realizzazione di interventi concreti per la manutenzione delle strutture. L’edificio, infatti, versa in condizioni di grave precarietà e necessita di un urgente intervento di restauro; l’inadeguatezza delle aule, una biblioteca sita al primo piano della struttura, con il pavimento a rischio crollo sotto il peso degli armadi o la mancanza di un valido sistema di insonorizzazione, costituiscono enormi limiti per la realizzazione di progetti molto importanti che non possono essere attuati per mancanza di spazi, così come risulta difficile accettare le richieste da parte di studenti stranieri che vogliono perfezionarsi in Italia.

Tale stato di cose rappresenta un serio pericolo per l’incolumità di chiunque operi nell’ambito del Conservatorio e per questo ho depositato un’interrogazione al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per sapere come intenda intervenire, nell’ambito delle proprie competenze e responsabilità, al fine di garantire la sicurezza degli allievi e del personale ed il regolare svolgimento della didattica.

Qui trovate il testo completo dell’interrogazione a risposta in Commissione sul Conservatorio Pollini di Padova.

LA VERITA’ SULLA LOTTA AI PREGIUDIZI IN ITALIA

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In molti hanno manifestato domenica in piazza San Giovanni a Roma: un milione di persone in piazza per «difendere la famiglia naturale» e combattere la teoria gender. O forse 400mila. A prescindere dal numero, si tratta di un campanello d’allarme che non bisogna sottovalutare e che dimostra come sul tema ci sia molta disinformazione.

La cosiddetta «teoria gender», infatti, non esiste: si tratta di uno spauracchio creato ad arte per fabbricare un nemico. La verità è che sulla lotta ai pregiudizi di genere l’Italia è in netto ritardo rispetto al resto d’Europa, pur trattandosi di un Paese che ha problemi quotidiani con l’omofobia: solo nell’ultima settimana si sono registrate cinque aggressione a danni di omosessuali.

A questo riguardo, il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge, attualmente ferma in commissione Cultura della Camera. Lo scopo è quello di introdurre l’educazione all’affettività nelle scuole, seguendo una precisa indicazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

Nessuno pensa di «indottrinare i bambini», naturalmente, ma a delle iniziative per prevenire il bullismo per questioni legate alla sessualità, purtroppo molto diffuso.

Non si tratta di fornire dei modelli di comportamento specifici, ma di promuovere concretamente le pari opportunità. Dobbiamo prendere atto che la sessualità si presenta ad un’età più precoce rispetto al passato. Ignorare questa realtà non serve a nulla se non a esporre i più giovani a rischi sanitari e a disagi psicologici.