Tav Brescia – Verona: Situazione ad alto rischio di illegalità

Esposto TAV

Questa mattina a Verona e provincia abbiamo annunciato che presenteremo un esposto, indirizzato a Procura della Repubblica e Questura di Verona, oltre che all’Arma dei Carabinieri, relativo alle imprese coinvolte nella realizzazione del tratto ferroviario ad Alta Velocità Brescia – Verona. Si tratta di un’azione congiunta con i rappresentanti del M5S di Brescia e provincia. Leggi tutto “Tav Brescia – Verona: Situazione ad alto rischio di illegalità”

Avio Handling, le liberalizzazioni non devono andare a danno dei lavoratori

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Sabato scorso ho partecipato a Verona al dibattito dal titolo «AvioEnding, ovvero…cronaca di un disastro annunciato».

Al centro del dibattito c’è stata la vicenda dei dipendenti di Avio Handling – società detenuta al 100% da una società pubblica, la “Catullo” – da due anni in cassa integrazione e ora a un passo dalla mobilità. Leggi tutto “Avio Handling, le liberalizzazioni non devono andare a danno dei lavoratori”

Rifiuti, discariche e inceneritori: danni anche in Veneto

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«Un disastro ambientale», «una macchia di un sistema che non funziona». Sono parole dure, quelle che arrivano dalla commissione parlamentare speciale sui rifiuti, impegnata, la scorsa settimana, in due indagini nel Veronese: all’inceneritore di Ca’ del Bue, costato 80 milioni solo di appalto iniziale, e alla discarica di Pescantina, diventata un motivo d’allarme, a causa della profondità del percolato, per un’intera comunità.

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Sessione di Domande & Risposte sul whistleblowing

Giovedì 30 ottobre alle 18,30 lancerò sulla mia pagina una sessione di “domande & risposte” di 45 minuti sulla mia proposta di legge sul whistleblowing e risponderò in diretta a tutti voi cercando di chiarire ogni dubbio.

Fatelo sapere anche ai vostri amici, a quelli che magari pensano che il whistleblowing – cioè la segnalazione dei reati – equivalga alla delazione. Facciamogli capire che c’è una differenza abissale, che grazie al whistleblowing possiamo davvero combattere la corruzione e recuperare MILIARDI DI EURO per finanziare il reddito di cittadinanza e ridurre le tasse!

VI ASPETTO…e nel frattempo guardate questo video e PASSATE PAROLA!!

Villa Zamboni, bene storico a rischio privatizzazione

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L’antico proprietario, oltre ottant’anni fa l’aveva destinata, con un testamento scritto di suo pugno, ai bambini del suo paese, Valeggio sul Mincio. Ora il Comune, che a suo tempo ha rifiutato un contributo regionale di 250mila euro per il restauro dello stabile, vuole alienarla ai privati.

Si tratta di una concessione gratuita ad un progetto privati allo scopo, secondo le indicazioni della giunta, di valorizzare il turismo e i prodotti locali.

Così facendo, però, si è andati contro la volontà di Giuseppe Zamboni autore del testamento  che aveva esplicitamente destinato l’uso della villa, donata al Comune, ad asilo infantile oppure “ospitaletto” per i più piccoli. Questa è stata effettivamente la destinazione dello stabile fino al 2001, anno in cui è stata dichiarata inagibile per quegli scopi. Ci sono però altre possibilità di recuperare la villa mantenendola veramente “pubblica”, cioè di proprietà del Comune e con una funzione che sia fruibile da parte dei cittadini.

L’amministrazione locale, del resto aveva avuto la sua occasione: nel 2008 la Regione ha assegnato 250mila euro per il restauro conservativo della villa. Soldi rifiutati con il cambio di amministrazione.

Ora la villa versa in condizioni critiche, non solo l’immobile giace abbandonato ma persino il parco è inaccessibile, a causa del crollo di un muro. Abbiamo chiesto al ministero di verificare se c’è l’approvazione della sopritendenza, ma soprattutto abbiamo voluto segnalare l’episodio, che ci sembra ignorare i principi di fondo della gestione dei beni del territorio.

A sollevare la questione è stato il meetup di Valeggio, nello specifico Chiara Corsini, a cui vanno i nostri ringraziamenti.

Qui il testo dell’interrogazione

Il software non è adeguato? La giustizia blocca i pagamenti

sangavino15Innovazione e burocrazia, un binomio che spesso si presta a paradossi. L’ultimo arriva dal Ministero della giustizia.

Lo scorso giugno è entrato in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica per i rapporti con le pubbliche amministrazioni. Peccato che la piattaforma utilizzata dal giustizia italiana (un canale chiamato Siamm) non consente l’inoltro della fattura elettronica. Una situazione imbarazzante che ha avuto come conseguenza il blocco dei pagamenti.

Situazione che è pesata in particolare sui giudici onorari di tribunale, per i quali vige l’obbligo della fatturazione elettronica.

Su questa vicenda è stato presentata un’interrogazione.

Qui il testo completo.