Psicologi in carcere, attenzione alla discriminazione lavorativa

Man Behind Bars

Non sono solo i detenuti a soffrire delle ingiustizie delle carceri italiane.  Ci sono discriminazioni anche tra i lavoratori che si impegnano ogni giorno a garantire standard all’altezza anche nei luoghi dove si sconta una pena.

Un caso eclatante è quello degli psicologi giudiziari: c’è una sostanziale disparità di trattamento, nonché di retribuzione.

Solo gli psicologi inquadrati per il trattamento dei tossicodipendenti hanno diritto ad una paga adeguata al ruolo. Tutti gli altri si trovano in una zona grigia, con stipendi che di solito non superano i 18 euro lordi all’ora, mentre il tempo di impiego è bassissimo (a Rebibbia 20 ore al mese, ovvero una media di 9 minuti a detenuto). Questo ha ripercussioni anche sul servizio reso: i detenuti senza problemi di droghe non hanno quasi diritto alla consulenza.

La situazione è stata oggetto di un’interrogazione ai ministeri della Giustizia e della Salute.

Qui il testo completo.
(4-03079)

Archivi

Ti piace questo articolo?

Condividi su facebook
Condividilo su Facebook
Condividi su twitter
Condividilo su Twitter

Lascia un commento