Rifiuti, discariche e inceneritori: danni anche in Veneto

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«Un disastro ambientale», «una macchia di un sistema che non funziona». Sono parole dure, quelle che arrivano dalla commissione parlamentare speciale sui rifiuti, impegnata, la scorsa settimana, in due indagini nel Veronese: all’inceneritore di Ca’ del Bue, costato 80 milioni solo di appalto iniziale, e alla discarica di Pescantina, diventata un motivo d’allarme, a causa della profondità del percolato, per un’intera comunità.

Nel secondo caso, la commissione non ha usato mezze parole: la discarica di Ca’ Filissine, in territorio di Pescantina, rappresenta un vero e proprio «disastro ambientale», addirittura in modo peggiore rispetto a quello che si prospettava. Il sito, gestito dalla Daneco, azienda che ha in carico anche la discarica di Latina, che presenta problemi analoghi, ha subito un’ulteriore peggioramento dopo le forti piogge di quest’estate, con pericolo di contaminazione della falda acquifera.

Ca’ del Bue, impianto figlio di una programmazione sbagliata, rivolta solo alla costruzione di inceneritori, senza prendere in considerazione un piano che prevedesse impianti di riciclaggio.

Anche se non era compito della commissione esprimere una valutazione sull’impianto, per i parlamentari si tratta comunque «di una macchia in un sistema che non ha mai funzionato, non essendo mai, a parte un paio d’anni, entrato in funzione. Occorre accertare le responsabilità».

La morale è che, con le risorse utilizzate per questo progetto negli ultimi vent’anni si potevano realizzare diversi impianti per il riciclo in tutto il Veneto, piuttosto che cattedrali nel deserto, nella migliore delle ipotesi inutili, perché non ci sono abbastanza rifiuti da bruciare.

Insomma, anche nel Nordest, le politiche della gestioni di rifiuti è ben lontana da essere soddisfacente, oltre che ottimale.

La situazione, a livello nazionale non potrà che peggiorare con l’approvazione della legge «SbloccaItalia» attualmente in discussione al parlamento. Nell’articolo 35 del decreto si sostiene che si deve accelerare la realizzazione di inceneritori per «superare» le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore. L’ennesima affermazione falsa di un governo patologicamente bugiardo: non esiste alcuna direttiva europea che ci obblighi a incenerire una quota dei nostri rifiuti.

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