Serenissima costruzioni, vediamoci chiaro

I pasticci albanesi dell’azienda nata in seno all’autostrada A4. Ora è inadempiente e licenzia, ma i vertici non si toccano
Cosa succede a Serenissima Costruzioni? È quanto chiede un’interrogazione presentata al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dal Movimento 5 Stelle e firmata dai parlamentari Francesca Businarolo, Giorgio Girgis Sorial, Alberto Zolezzi, Claudio Cominardi, Ferdinando Alberti e Arianna Spessotto.

L’azienda nata in seno ad A4 Holding, è notizia di questi giorni, verso liquidazioni, per una vertenza con delle ditte albanesi. E quaranta lavoratori rischiano di essere lasciati a casa. Si tratta dell’ultimo passaggio di una vicenda poco chiara, iniziata con la vendita di A4 al colosso spagnolo Abertis. Dopo la cessione, la società iberica leader nel settore autostradale ha ceduto Serenissima al prezzo simbolico di un euro a due società di piccole dimensioni, la pugliese lci srl (che ne detiene il 60%) e la Epis srl di Lamezia Terme (proprietaria del 40%).

La vertenza con l’Albania arriva a seguito di un contratto siglato nel 2013, quando Serenissima è risultata aggiudicataria di due importanti opere, dal valore di 35 milioni di euro: la realizzazione di un by-pass di 29 km, con 5 cavalcavia, 2 sottopassi e 8 svincoli, di collegamento della strada interna Fier-Valona-Saranda. Adesso alcune aziende locali albanesi, a cui erano stati affidati i lavori in subappalto, hanno presentato un esposto e la richiesta di fallimento per la società scaligera, per mancato pagamento dei lavori, sia da parte di Serenissima Costruzioni s.p.a, sia dalle società italiane a cui è stata ceduta. Così, con una mole di circa 18 milioni di debiti, la situazione di Serenissima Costruzioni rischia di gravare pesantemente anche sui quaranta lavoratori dipendenti, che rischiano il proprio posto, anche alla luce dei licenziamenti di ulteriore personale di stanza in Albania.

«Siamo davanti a una tipica storia italiana, anche se tutto ciò avviene con un’azienda di quel Nord-Est che ha sempre fatto sfoggio di essere efficiente sia per quanto riguarda il comparto pubblico che quello privato – è il commento di Francesca Businarolo -. In particolare, la posizione di A4 Holding appare molto anomala, poiché il presidente e le sue figure dirigenziali pur essendo stipendiate da società a partecipazione pubblica si trovano a fornire, da privati, prestazioni nella società Serenissima Costruzioni mentre, tale “commistione” viene meno, come si evince dalla vicenda sopra descritta, in caso di debiti e i licenziamenti. Insomma, siamo alla vecchia formula che vuole privatizzare i profitti e scaricare sul pubblico i costi. Il ministero deve una risposta ai dipendenti, il cui futuro lavorativo è stato messo fortemente a rischio dalla “svendita” di Serenissima alle due srl, con un’operazione che definire poco chiare è un eufemismo». 

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