Svendita aeroporto di Verona: per l’Antitrust la procedura è scorretta

«L’indizione di una procedura ad evidenza pubblica è preferibile alla trattativa privata ai fini dell’individuazione del partner più adeguato a collaborare con il socio pubblico alla gestione di società titolari di concessioni aeroportuali». Con queste parole, l’Antitrust «bacchetta» i vertici dell’aeroporto di Verona a seguito dell’esposto presentato all’Anac da alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle: le deputate Francesca Businarolo e Arianna Spessotto e il consigliere regionale Manuel Brusco.

Proprio la segnalazione all’autorità anticorruzione ha fatto sì che l’Antitrust, attraverso il presidente Giovanni Pitruzzella si esprimesse molto chiaramente riguardo alla necessità di una gara per l’acquisizione delle quote pubbliche di un aeroporto. Lo ha fatto con una missiva inviata ai presidenti delle Camere, al presidente del Consiglio, al ministro dei Trasporti e all’Enac, che prende spunto proprio dalla vicenda Save -Catullo, citata apertamente.

«Nel corso del 2014 – si legge nella nota dell’autorità garante della concorrenza e del libero mercato – in assenza di procedure di evidenza pubblica per la selezione del socio privato, la società Save, società privata di gestione degli aeroporti di Venezia e Treviso, ha acquisito il controllo congiunto della società Aeroporto Valerio Catullo di Villafranca di Verona, titolare della gestione degli aeroporti di Verona e Brescia» sebbene, prosegue l’Antitrust «sotto il profilo della concorrenza per il mercato, l’indizione di una procedura ad evidenza pubblica sia comunque preferibile». Si ricorda che, nel 2014, Save aveva acquistato dal Catullo il 40% delle quote.

«Si tratta di una risposta importante – afferma Businarolo – noi avevamo evidenziato come l’operazione, condotta in modo non conforme a quanto raccomandato dalle normative, abbia portato ben pochi vantaggi allo scalo veronese, sia in termine economici che occupazionali. Anche se si tratta di un’osservazione che non ha valore retroattivo, è evidente la condanna della procedura seguita. Come minimo, il comportamento dei vertici del Catullo dovrà essere improntato, in futuro, a una maggiore trasparenza».

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