SVILUPPO ECONOMICO E INNOVAZIONE

Il ruolo dello stato nella transizione al modello circolare

Nella nostra prima legislatura abbiamo dimostrato grande attenzione ai temi dell’economia circolare: ambiente, energia pulite, sviluppo tecnologico, rifiuti zero, sostegno all’autoproduzione, alle piccole e medie imprese e alla stabilità del posto di lavoro. Per dare continuità a questo impegno dobbiamo governare e riprenderci le nostre leve economiche, senza le quali lo Stato non può dare il suo fondamentale contributo alla ripresa economica e alla transizione dall’economia lineare a quella circolare.

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Dal modello di sviluppo lineare a quello circolare

Abbiamo sviluppato un programma partecipato, insieme agli esperti e ai cittadini, per trascinare l’Italia fuori dalla stagnazione e riconvertire l’economia attraverso una nuova rivoluzione, questa volta attenta non solo alla crescita, ma anche all’ambiente, alle condizioni dei lavoratori e al benessere sociale. Dovremo consumare meno e meglio, trasformare il prodotto finito da potenziale rifiuto a materia prima del nuovo ciclo produttivo, disimpegnare i lavoratori dalle mansioni fisicamente più logoranti per mezzo di uno sviluppo tecnologico trainato dallo Stato lungo tutta la catena produttiva. Ne beneficerà anche il bilancio pubblico, sgravato da parte dei costi sanitari prodotti dal modello attuale e da una ritrovata piena occupazione, che darà il via ad un nuovo circolo virtuoso. Per realizzare la transizione all’economia circolare, però, non potremmo farci frenare da vincoli di bilancio anti-scientifici, come quelli che ci impone l’Unione Europea attraverso il Fiscal Compact.

Il percorso del programma su Rousseau

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