Chiederemo l’elenco dei debitori di Carige, la pagherà chi ha fatto favori ad altri riducendola così

Ci tengo davvero tanto a dirvi che, per me, quello che stiamo facendo  non solo è importante, ma ci crediamo.

Sulle banche, per quanto mi riguarda, con tutte le azioni che porteremo a casa quest’anno, faremo in modo che d’ora in poi nessun banchiere possa restare impunito e nessun risparmiatore debba avere la preoccupazione di dove ha messo i soldi. Le banche dello Stato possono esistere e con queste possiamo aiutare le famiglie. Allo stesso tempo dobbiamo però punire fortemente quei banchieri che, anche nel caso di Banca Carige, hanno messo in ginocchio la banca.

Non sarà la stessa musica, ve lo assicuro. La musica è cambiata sulle banche e lo vedrete nei prossimi giorni, quando pubblicheremo l’elenco dei debitori di Carige e vedremo chi troveremo in quella lista.

Ovviamente, se troveremo delle persone in difficoltà economica e impossibilitate a pagare, neanche ve lo diremo il nome. Ma se troveremo i soliti noti e troveremo i soliti soggetti che hanno avuto favori dalle banche in questi anni, allora non solo ve lo comunicheremo come governo – e questa già è una novità – ma soprattutto la faremo pagare a tutti i banchieri che in questi anni hanno ridotto così Banca Carige per fare un favore a qualcun altro.

Correntisti derubati, il mio commento alle decisioni del Banco Popolare

Cosa capiterà a breve nei loro conti correnti aperti presso alcune tra le più conosciute banche presenti sul territorio veronese?

A prevedere il costo di 25 euro anche il Banco Popolare.

businarolo

Saranno i cittadini a pagare i salvataggi delle banche, gli incolpevoli correntisti che, agli istituti di credito hanno affidato i loro risparmi. È proprio una banca «veronese», salvo fusioni dell’ultim’ora, a inaugurare una pratica  che purtroppo rischia di essere seguita da altri sportelli. Banco Popolare (assieme a Unicredit, altro istituto molto radicato in città) e Ubi hanno unilateralmente aumentato i costi dei conti correnti per recuperare i fondi versati al «Fondo nazionale di risoluzione», che verrà utilizzato per sostenere le banche toscane tanto care a questo governo.

Parliamo chiaramente: questo è un furto vero e proprio: i correntisti verranno derubati di 25 euro, per risolvere una situazione che non solo loro non hanno creato, ma che subiscono anche. La comunicazione delle banche, inoltre, risulta molto ambigua: si parla di generiche “spese per elaborazione competenze periodo di liquidazione.

Visto che si tratta di una tassa vera e propria, andava quanto meno specificato meglio. Questo è il genere di provvedimenti che temevamo e che, come volevasi dimostrare, sta diventando realtà. Ormai per gli italiani cercare di risparmiare sta diventando una vera e propria impresa. Il rischio è quello di finire derubati dalle stesse banche a cui si affidano i soldi guadagnati con fatica.

Veneto Banca, la coscienza sporca dei partiti

L’arresto di Vincenzo Consoli , ex ad di Veneto Banca segna un punto di svolta nelle indagini su questo istituto di credito. Una azione quella della magistratura che arriva dopo anni di denunce del Movimento 5 Stelle tramite esposti in Procura e interrogazioni. A questo importante sviluppo giudiziario, speriamo ne seguano altrettanti per le inchieste in atto sulla Banca Popolare di Vicenza, scandalo sul quale abbiamo già presentato diverse denunce in Procura.
Su Veneto Banca, la politica dei vecchi partiti dalla Lega al Pd passando per Forza Italia ha la coscienza politicamente sporca.

Zaia era sempre in prima fila alle assemblee degli azionisti a sostenere Consoli come avvenne nel 2010, nel 2008 l’allora sindaco di Montebelluna Laura Puppato, oggi senatrice Pd gli conferì la cittadinanza onoraria. Titolo che è stato ritirato solo a marzo di quest’anno.
Per non parlare dei finanziamenti di Veneto Banca nel 2012 a Denis Verdini, ben 7,6 milioni di euro di prestitoper poter pagare la sanzione per bancarotta fraudolenta che Banca d’Italia gli aveva erogato” per finire con i prestiti a Giancarlo Galan, grazie ai quali l’ex governatore ed ex ministro acquistò e ristrutturò la faraonica Villa Rondella.

Banca Etruria: la mangiatoia di Arezzo #SfiduciamoLaBoschi

Questo articolo di Elio Lannuti, è stato originariamente pubblicato sul blog il 22 febbraio. Rileggerlo oggi è illuminante.

La riforma delle banche popolari in tutta fretta

“Dopo la contestata ed affrettata riforma delle banche popolari di Matteo Renzi, resa più presentabile dalla portabilità dei conti correnti ed i sospetti di speculazione sui titoli (sui quali indaga la Procura di Roma) prima dell’ approvazione del decreto del governo,che le ha trasformate in società per azioni, come un fulmine a ciel sereno, la Banca d’Italia ha disposto il commissariamento di Banca Etruria, i cui titoli quotati, (analogamente a quelli delle altre banche interessate, erano aumentati di un + 62% in pochi giorni), per gravi problemi patrimoniali. In un laconico comunicato, Bankitalia ha fatto sapere che sotto la sua supervisione,la procedura di amministrazione straordinaria, avrà il compito di “condurre l’attività aziendale secondo criteri di sana e prudente gestione,e di individuare le iniziative necessarie per il superamento della crisi aziendale”, affidando a Riccardo Sora ed Antonio Pironti l’incarico di commissari straordinari, mentre Paola Leone, Silvio Martuccelli e Gaetano Maria Giovanni Presti sono componenti del Comitato di sorveglianza, tutti insediati da mercoledì 12 febbraio 2015.
Che Banca Etruria avesse erogato amicali crediti allegri, fidi incauti e linee di credito personali fino 20 milioni (!!??) a cui avrebbero avuto diritto i membri dei cda fino al 2012, era stata denunciato da Rossano Soldini, membro del cda di Banca Etruria che si dimise ad ottobre 2009 pochi giorni prima dell’ assemblea che defenestrò l’ex padre padrone Elio Faralli a vantaggio di Giuseppe Fornasari. Soldini ha raccontato in una intervista, di aver motivato la sua decisione direttamente a palazzo Koch, spiegando a Bankitalia che c’ erano consiglieri di amministrazione, sia di Arezzo che fuori, con linee di credito aperte fino a 250 milioni, cosa per lui inammissibile. Tanti di questi soldi, gli risulta, non sarebbero tornati mai più indietro. Soldini, tra l’ altro, acquistò all’ epoca spazi pubblicitari per motivare ai soci la sua clamorosa uscita. Cosa ha fatto la Banca d’Italia per accertare con atti ispettivi, quella gestione spericolata del credito e del risparmio, che porto’ la procura di Arezzo, guidata da Roberto Rossi, ad avviare solo nel 2013 una inchiesta, dopo una tardiva ispezione, che vede indagati per falso in bilancio l’ allora direttore della banca Giuseppe Fornasari, l’ ex direttore generale Luca Bronchi e il dirigente David Canestri?

Banca Etruria commissariata

Solo dopo le due ispezioni di Bankitalia, nel 2012 e nel 2014, la popolare dell’ Etruria e del Lazio è stata multata di 2,54 milioni di euro per “violazioni delle disposizioni sulla governance, carenze nell’ organizzazione e nei controlli interni, nella gestione e nel controllo del credito, violazioni in materia di trasparenza“. La sanzione riguarda 18 tra componenti ed ex componenti del Cda e del collegio sindacale e, tra loro, Pier Luigi Boschi, padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi. I problemi patrimoniali e gli incauti affidamenti, che hanno portato il sistema bancario ad accumulare 181 miliardi di euro di sofferenze, che il governo vuole trasformare in Bad Bank con generose garanzie statali per poter cartolarizzare i titoli da immettere sui mercati,non riguarda solo Banca Etruria, l’unica quotata tra le sedici banche attualmente commissariate.

Le banche alla canna del gas

Il Monte dei Paschi di Siena, che non riesce a ripagare i 4 miliardi di euro di bond statali erogati 3 anni fa dal Governo per evitare il crack, ha avuto una perdita nel 2014 di 5,34 miliardi di euro; il Banco Popolare di 1,94 miliardi dopo rettifiche per 3,6 miliardi; Veneto Banca ha registrato una perdita netta per 650 milioni di euro; la Banca Popolare di Vicenza di Zonin, che aveva superato in extremis gli stress test BCE con operazioni a danno degli obbligazionisti,ha chiuso con perdite di 497 milioni, rispetto ai 31 milioni del 2013; Ubi Banca ha subito la seconda ondata di perquisizioni della Guardia di Finanza, nell’indagine della Procura di Bergamo, che vede indagati Giovanni Bazoli, Enrico Zanetti ed altri manager. Dov’erano gli ispettori di Bankitalia? Oppure c’è il sospetto di commissariamenti ad orologeria, come politica creditizia per piazzare i soliti fiduciari di Bankitalia ? I mancati commissariamenti di Monte dei Paschi di Siena e Banca Carige, solo per citare due delle banche sotto processo penale, con forti problemi patrimoniali, confermano decisioni arbitrarie che per la prima volta e’ stata censurata dal Consiglio di Stato.
La Banca d’Italia, se vuole riconquistare la credibilità al lumicino,deve cambiare registro, sia pubblicando una lista trasparente di tecnici e professionisti, che non si chiamino i soliti Inzitari, Sora, Leproux, ecc., dove attingere i commissari, che con una vigilanza più seria certamente carente, che possa prevenire commissariamenti e dissesti bancari addossati ai soliti correntisti con i più alti costi dei conti correnti pari a 321 euro,contro 114 della media europea“.
Elio Lannutti, presidente di Adusbef

No alla trasformazione in SPA della Popolare di Vicenza

berti

di Jacopo Berti, portavoce M5S Regione Veneto

Il governo ha mobilitato l’esercito per sorvegliare, domani, l’assemblea degli azionisti della Popolare di Vicenza, con la quale si dovrà decidere se trasformare in Spa la banca e mandarla in pasto agli squali della finanza o scegliere per il no.

Il governo manda l’esercito? Venga ad arrestare tutti, non a sorvegliare!

Portino via i vertici corrotti che hanno costituito quella che gli inquirenti hanno definito una “banca deviata” dentro la banca. La P2 delle banche, che noi abbiamo chiamato “B2” il cui scopo era quello di commettere reati ai danni degli azionisti allo scopo di arricchirsi.

Il nostro portavoce alla Camera Pesco ha fatto un’interrogazione per chiedere il motivo della presenza dell’esercito. Basta pressioni! Abbiamo già una mezza lettera della Bce (sì, perché l’altra metà che ho chiesto questa mattina alla sede di Vicenza insieme a degli azionisti non è concesso vederla) che viene usata come una pistola alla tempia per intimorire gli azionisti truffati e farli votare a favore della trasformazione in Spa.

Il MoVimento 5 Stelle dice No alla trasformazione in Spa, come No aveva detto al decreto ‘banche popolari’ con il quale è stato sancito che alcuni istituti debbano diventare per forza Spa in base a una soglia di attivi assolutamente arbitraria.

Chiedono ancora una volta fiducia agli azionisti, ma su quali basi? Veniamo tenuti all’oscuro di tutto: oltre alla lettera da giorni chiediamo il libro soci, per vedere chi sono gli amici degli amici che si sono salvati prima del crack. Un diritto degli azionisti che viene negato. E poi, domani si chiama una platea a votare un piano industriale che nessuno ha visto. Così, sulla fiducia. Ma fidarci di chi? Di pirati in giacca e cravatta che hanno truffato centinaia di migliaia di azionisti? Di indagati che hanno costituito una banca “deviata” per commettere illeciti? Ma stiamo scherzando? Qui sono spariti miliardi di euro e nessuno dei piccoli azionisti sa che fine abbiano fatto. E queste persone vorrebbero altri soldi e nuova fiducia? Il No può vincere all’assemblea. E’ ora che le vittime si ribellino ai carnefici, e da quello che sto vedendo stando tra di loro, non si tratta di un’impresa impossibile.

PS: Oggi il M5S incontra i risparmiatori a Vicenza all’Hotel Tiepolo alle 18. TUTTI I DETTAGLI