#SpazzaCorrotti, i pentiti aiuteranno lo Stato a scovare la corruzione

I “pentiti” aiuteranno lo Stato a scoprire nuovi casi di corruzione.

La legge #Spazzacorrotti introduce una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente.
Attenzione: non si tratta di farla passare liscia ai soliti parassiti della pubblica amministrazione, ci sono regole rigidissime da seguire. Ve le illustriamo in questo video.

Corrotti, vi conviene parlare!

#SpazzaCorrotti

Francesca Businarolo su #Spazzacorrotti

La corruzione deve essere fermata con ogni mezzo: pene più certe e più severe, strumenti di indagine più efficaci, ma anche incentivi per i “pentiti”. Per questo, la #spazzacorrotti prevede una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente, aiutando lo Stato a combattere il malaffare e a recuperare i soldi dei cittadini.Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 12 settembre 2018

I corrotti devono andare in carcere

I CORROTTI DEVONO ANDARE IN CARCERE!

I CORROTTI DEVONO ANDARE IN CARCERE!VI RIPROPONGO UN ESTRATTO DEL MIO INTERVENTO DI IERI.Voglio chiarire che la certezza della pena non è incompatibile con la finalità rieducativa della pena stessa. Sono due principi che necessariamente e fisiologicamente convivono, ma il principio della certezza della pena, va ribadito e va tenuto presente per dare una risposta di credibilità ai cittadini e non a una presunta opinione pubblica, perché i cittadini quella risposta oggi ce la chiedono e da quella risposta passa la fiducia che i cittadini hanno nei confronti dello Stato italiano nella sua capacità di dare una risposta di giustizia effettiva e sostanziale.Inoltre faccio un esempio che per me è molto importante: i cittadini oggi si aspettano una risposta molto chiara e precisa nella lotta alla corruzione. Proprio ieri ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione della relazione annuale dell’ANAC. La prevenzione ed il contrasto alla corruzione è uno dei punti qualificanti del programma di governo e, come Ministro della Giustizia, intendo mettere in campo le misure più risolute per stroncare questo fenomeno. Ben conscio che nessuna lotta al malaffare potrà dirsi credibile se alla condanna per i reati contro la P.A. dei c.d ‘colletti bianchi’, non seguirà un’adeguata o alcuna pena detentiva. Ricordo che attualmente – il dato è aggiornato al 31 dicembre 2017 – il numero di questi detenuti è oggi di 370, lo 0,6% del totale.Il mio impegno sarà quindi quello di creare condizioni di piena dignità della detenzione, rispondenti alle prescrizioni europee ed internazionali, sia in termini di aumento della capienza dei posti disponibili sia in termini di razionalizzazione complessiva delle strutture carcerarie. Un ambiente il più possibile favorevole per i detenuti e per tutti coloro che, a cominciare dalla Polizia penitenziaria, lavorano a stretto contatto con detenuti ed internati e, non li elenco tutti perché non voglio dimenticarne nessuno ma davvero ringrazio tutti coloro che lavorano all’interno delle carceri.Altro dato richiamato dal Presidente Palma, è quello – drammatico – dei suicidi. 23 nelle prime 24 settimane dell’anno, che fa facilmente prevedere che alla fine del 2018 il tragico bilancio non sarà lontano da quello del 2017 in cui 50 sono stati i detenuti che si sono tolti la vita. Esiste un Piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidiarie che dovrà essere potenziato. In uno Stato di diritto non è accettabile che un detenuto preferisca la morte alla detenzione.

Pubblicato da Alfonso Bonafede su sabato 16 giugno 2018

di Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia

La certezza della pena non è incompatibile con la finalità rieducativa della pena stessa. Sono due principi che necessariamente e fisiologicamente convivono, ma il principio della certezza della pena, va ribadito e va tenuto presente per dare una risposta di credibilità ai cittadini e non a una presunta opinione pubblica, perché i cittadini quella risposta oggi ce la chiedono e da quella risposta passa la fiducia che i cittadini hanno nei confronti dello Stato italiano nella sua capacità di dare una risposta di giustizia effettiva e sostanziale.

Inoltre faccio un esempio che per me è molto importante: i cittadini oggi si aspettano una risposta molto chiara e precisa nella lotta alla corruzione. La prevenzione ed il contrasto alla corruzione è uno dei punti qualificanti del programma di governo e, come Ministro della Giustizia, intendo mettere in campo le misure più risolute per stroncare questo fenomeno. Ben conscio che nessuna lotta al malaffare potrà dirsi credibile se alla condanna per i reati contro la P.A. dei c.d ‘colletti bianchi’, non seguirà un’adeguata o alcuna pena detentiva. Ricordo che attualmente – il dato è aggiornato al 31 dicembre 2017 – il numero di questi detenuti è oggi di 370, lo 0,6% del totale.

Il mio impegno sarà quindi quello di creare condizioni di piena dignità della detenzione, rispondenti alle prescrizioni europee ed internazionali, sia in termini di aumento della capienza dei posti disponibili sia in termini di razionalizzazione complessiva delle strutture carcerarie. Un ambiente il più possibile favorevole per i detenuti e per tutti coloro che, a cominciare dalla Polizia penitenziaria, lavorano a stretto contatto con detenuti ed internati e, non li elenco tutti perché non voglio dimenticarne nessuno ma davvero ringrazio tutti coloro che lavorano all’interno delle carceri.

Altro dato richiamato dal Presidente Palma, è quello – drammatico – dei suicidi. 23 nelle prime 24 settimane dell’anno, che fa facilmente prevedere che alla fine del 2018 il tragico bilancio non sarà lontano da quello del 2017 in cui 50 sono stati i detenuti che si sono tolti la vita. Esiste un Piano nazionale per la prevenzione delle condotte suicidiarie che dovrà essere potenziato. In uno Stato di diritto non è accettabile che un detenuto preferisca la morte alla detenzione

No al decreto salva-corrotti

Diciamolo chiaramente: un ministro della giustizia, certe cose non dovrebbe nemmeno pensarle. Circa dieci giorni fa è stato smascherato il tentativo del Ministro della Giustizia Orlando di emettere un decreto che può essere definito “salva-corrotti” .

RIBADISCO: "LA RIFORMA DEL GOVERNO SULLE #INTERCETTAZIONI E' UNA ISTIGAZIONE A DELINQUERE DI STAMPO LEGISLATIVO".#FolliaPura. Diffondete.Il mio intervento di stamattina a Studio24.

Pubblicato da Alfonso Bonafede su Mercoledì 13 settembre 2017

Il decreto del governo Gentiloni cancellerebbe le intercettazioni dagli atti dei magistrati che, secondo la geniale idea del Ministro, non potranno più riportare i virgolettati: i magistrati dovranno fare la sintesi dell’intercettazione. Insomma, una norma che in un colpo solo rende gravoso e impossibile il lavoro dei magistrati, lede i diritti dell’imputato e imbavaglia la stampa.

Inoltre, il Trojan, lo strumento che serve per intercettare le persone tramite il loro cellulare (che diventa un registratore mobile), non potrebbe essere più utilizzato dai magistrati per i reati di corruzione. Sei un politico corrotto e vuoi incontrare qualche imprenditore intenzionato a pagarti una mazzetta? Hai paura che la magistratura ti intercetti trasformando il tuo cellulare in un registratore? Non ti preoccupare. Con la bozza di decreto di Orlando, la registrazione tramite Trojan verrebbe vietata per legge. Insomma, una vera e propria “istigazione a delinquere di stampo legislativo”.

Per non parlare del fatto, naturalmente del tutto casuale, che un decreto del genere cancellerebbe l’inchiesta Consip.

Se invece sei un cittadino onesto e con il tuo cellulare vuoi riprendere o registrare un politico che sta assumendo un comportamento scorretto che potrebbe configurare reato, allora se lo diffondi rischi 4 anni di carcere.

In questi giorni, mentre tutti gli addetti ai lavori stanno (ovviamente) bocciando la bozza di decreto, Orlando sta andando avanti con mezze smentite e timidi cenni di retromarcia. Da parte di Gentiloni nemmeno una parola. Renzi fa finta di nulla. Sono tutti compatti quando si parla di leggi “salva-corrotti”. I cittadini onesti di questo paese meritano rispetto: Orlando si rassegni e dichiari immediatamente che la bozza di decreto verrà interamente cancellata.