Franzoso voluto nel CDA Trenord dal MoVimento 5 stelle

Una grande novità, che dà il senso della rivoluzione che stiamo portando avanti: abbiamo chiamato a far parte nel Cda di Trenord, ovvero l’operatore ferroviario della Lombardia, Andrea Franzoso.

Sapete chi è quest’uomo? E’ il whistleblower di Ferrovie Nord Milano, ovvero la holding che proprio tramite Trenord gestisce il trasporto pubblico lombardo.

Franzoso è colui che nel 2015 denunciò le malefatte e gli sperperi all’interno di Fnm, sollevando il velo su anni di ruberie. A seguito del suo gesto coraggioso, l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano, Norberto Achille, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per peculato e truffa aggravata, con l’accusa di aver usato i fondi della società per sé e la sua famiglia.

Per aver denunciato tutto questo, Franzoso è stato prima relegato al ruolo di passacarte e poi accompagnato alla porta. Per noi invece un uomo così coraggioso, onesto, con spiccata moralità, senso civico e, perché no, la schiena dritta, deve essere premiato, non allontanato.

Con noi lo Stato finalmente dà riconoscimenti a chi difende la legalità e fa il proprio lavoro a viso scoperto. Siamo convinti che l’efficienza sia nulla senza etica.

E questo è solo l’inizio.

#SpazzaCorrotti, i pentiti aiuteranno lo Stato a scovare la corruzione

I “pentiti” aiuteranno lo Stato a scoprire nuovi casi di corruzione.

La legge #Spazzacorrotti introduce una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente.
Attenzione: non si tratta di farla passare liscia ai soliti parassiti della pubblica amministrazione, ci sono regole rigidissime da seguire. Ve le illustriamo in questo video.

Corrotti, vi conviene parlare!

#SpazzaCorrotti

Francesca Businarolo su #Spazzacorrotti

La corruzione deve essere fermata con ogni mezzo: pene più certe e più severe, strumenti di indagine più efficaci, ma anche incentivi per i “pentiti”. Per questo, la #spazzacorrotti prevede una speciale causa di “non punibilità” per chi sceglie di pentirsi tempestivamente, aiutando lo Stato a combattere il malaffare e a recuperare i soldi dei cittadini.Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 12 settembre 2018

#Spazzacorrotti, allunghiamo la durata dell’interdizione dai pubblici uffici

Con la legge Spazzacorrotti allunghiamo la durata dell’interdizione dai pubblici uffici e del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione.

Corrotti e corruttori rischiano di non rimettere più piede in un ufficio pubblico per il resto della loro vita.

Via i parassiti dalla PA: lo Stato torni pulito!

#SpazzaCorrotti

Angela Salafia sulla Legge #SpazzaCorrotti

Chi sceglie la strada della corruzione deve rimanere alla larga dalla pubblica amministrazione. Con il “Daspo”, corrotti e corruttori rischiano seriamente di non poter più mettere piede in un ufficio pubblico per lavorare o per fare affari! E’ chiaro a tutti che la corruzione, adesso, non conviene più a nessuno.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Martedì 11 settembre 2018

Undici anni dopo il primo V-Day

Oggi è l'anniversario del V Day. Facciamo il punto su questi 11 anni incredibili. Collegatevi alla diretta!

Pubblicato da Luigi Di Maio su Sabato 8 settembre 2018

di Luigi Di Maio

Sono passati undici anni dal primo V-Day con cui è iniziato un percorso di cittadinanza attiva in Italia. In questi 11 anni è cambiato tutto, anche nel modo di vivere la politica da parte dei cittadini.
Gli unici che non se ne sono accorti sono i media, che continuano a trattarci come undici anni fa. Ci sottovalutano nei sondaggi, l’abbiamo visto spesso: quando otteniamo dei buoni risultati diventiamo la settima, l’ottava notizia o veniamo totalmente ignorati. Quando, invece, starnutiamo e non ci soffiamo il naso diventiamo la prima notizia della CNN, della BBC, di Rai1, del TG1.
Ed è fantastico perché adesso che siamo lì al Governo mi ritorna in mente una frase con cui, negli anni passati all’opposizione, ci rispondevano i giornalisti: “voi non siete al Governo, se ci andate poi diventiamo filo-governativi”. Già questo è un discorso abbastanza ignobile, però è assurdo che ora che siamo al Governo continuino a massacrarci.
Questo è il primo caso nella storia in cui al Governo ci vanno forze politiche che non stanno con le lobby e all’opposizione ci sono tutti gli interessi dei grandi potentati economici.
Sono passati esattamente tre mesi dalla nascita di questo Governo e come Movimento 5 Stelle rivendichiamo tantissimi risultati che abbiamo portato a casa.
La vita dei cittadini la cominceremo a cambiare dal primo gennaio 2019, quando sarà entrato in vigore il reddito di cittadinanza, ma in questi famosi 100 giorni abbiamo già abolito i vitalizi alla Camera, siamo diventati il primo Paese in Europa ad aver abolito la pubblicità sul gioco d’azzardo.
Il primo Governo ad eliminare la legge vergogna che impediva ai magistrati di intercettare i politici: lo ha fatto il ministro Alfonso Bonafede. Abbiamo fatto una legge sulle delocalizzazioni: d’ora in poi le aziende che prendono soldi dallo Stato e portano i macchinari in Turchia non lo possono più fare perché ci devono pagare una penale con gli interessi.
Siamo il Governo che ha mandato a casa il Jobs Act grazie al Decreto Dignità, che contiene una serie di misure per combattere il precariato dei giovani.
Abbiamo diminuito le emissioni nocive a Taranto del 20% per salvaguardare la salute dei cittadini.
Abbiamo abolito il redditometro, lo spesometro, eliminato le cadenze intermedie, lo split payment, che è un’altra cosa assurda per le partite iva.
Abbiamo licenziato l’Air Force Renzi, il più grande simbolo di una dominazione culturale della politica attraverso la quale si spendevano i nostri soldi per gli sprechi, visto che ci si facevano costruire le docce negli aerei: abbiamo interrotto il contratto, non si poteva fare.
Stiamo presentando un disegno di legge anticorruzione sul quale la Corte di Strasburgo ci ha fatto i complimenti. Ha detto che è una buona cosa perché questo è un Paese che ha distrutto la meritocrazia e favorito i corrotti. Se l’avessero fatto quelli di prima sarebbe diventata la prima notizia del Financial Times e invece continuiamo a ricevere attacchi.
Per non parlare di quello che stiamo facendo sulle concessioni autostradali: veniamo chiamati populisti da quando è successa la tragedia del ponte Morandi. Ebbene, per la prima volta abbiamo deciso di intervenire sulle concessionarie, togliendo le concessioni a quei soggetti che hanno fatto crollare un ponte. E noi saremmo i populisti?

Il movimento è nato nel 2009 e fino al 2013, quando siamo entrati in Parlamento, ci dicevano “non andrete da nessuna parte, avete al massimo il 5 per cento, siete un piccolo partito” e invece Grillo e Casaleggio ci avevano visto lungo. Camminavamo da soli senza rimborsi elettorali con la promessa di tagliare lo stipendio ai parlamentari e siamo arrivati ad essere la prima forza politica del Paese. Ci avevano detto che Renzi avrebbe distrutto il Movimento 5 Stelle perché ci aveva rubato i temi, ma evidentemente non ha realizzato nulla e infatti gli italiani lo hanno mandato a casa con il referendum.
Poi è arrivato Gentiloni e ci hanno detto che serviva un po’ di moderazione, eravamo troppo estremisti e incompetenti e poi, ancora una volta, il 4 marzo abbiamo vinto le elezioni politiche. Abbiamo vinto le comunali nelle grandi città, abbiamo vinto il referendum.
E’ vero che in undici anni nei media non è cambiato niente, ma noi abbiamo la rete, le piazze che non abbiamo mai abbandonato e oggi siamo una forza politica che quando fa una campagna come quella “bye bye vitalizi” è riuscita ad arrivare a 23 milioni di italiani. Il TG1 fa 6 milioni quando gli va bene, noi abbiamo raggiunto 23 milioni con una campagna e questo grazie alla lungimiranza che hanno avuto Gianroberto e Beppe: credere nella rete, in internet, nella capacità di condividere le informazioni.
La svolta per creare questo Governo è nata attorno al contratto: quando incontravo gli investitori esteri dicevano che il Movimento da solo al Governo sarebbe stato il peggiore scenario possibile e quindi, in qualche modo, ci hanno combattuto. Forse qualche danno ce l’hanno fatto, però alla fine siamo riusciti a formare un Governo che sta facendo le cose. Quella più grande sarà cambiare la vita dei cittadini italiani con il reddito di cittadinanza. Come capo politico del Movimento 5 Stelle sto lavorando per istituire un sistema che permetta alle persone di avere una vita serena e un lavoro.
Dobbiamo formare lavorativamente tante persone, riqualificarle e reinserirle nel mondo del lavoro: questo lo porteremo nella Legge di Bilancio, è la nostra priorità, come il superamento della Legge Fornero, come il disegno di legge che sta facendo Alfonso Bonafede sull’anticorruzione.

Vi rendete conto che siamo a un passo dal Daspo per i corrotti e dall’agente sotto copertura per i reati di corruzione? Significa che se tu corrotto vieni beccato con le mani “nella marmellata”, la pubblica amministrazione non la vedi più, che tu sia un politico o un funzionario pubblico.
Si parla sempre del cambiamento culturale. Per noi significa garantire un lavoro e un reddito ad una persona per fare in modo che non possa finire più nelle grinfie del voto di scambio e garantire che chi è corrotto d’ora in poi venga espulso dalla società.
Quello che stiamo facendo non è semplice, perché vedo continuamente che mettono la Lega contro di noi, ma vi dico che a Salvini dico subito quando non siamo d’accordo. Gli ho detto che non deve attaccare i magistrati, perché quei magistrati sono gli stessi che arrestano i mafiosi, gli stessi che arrestano i corrotti, gli scafisti, quindi vanno rispettati sempre.
Non possiamo basare il dibattito politico sulle dichiarazioni, dobbiamo badare ai fatti: questo è il primo Governo che sta facendo una rivoluzione. Tra l’altro, all’interno del disegno di legge di Bonafede c’è una norma che dice che d’ora in poi i partiti e le fondazioni di partito devono essere trasparenti. Cioè chi finanzia i partiti e le fondazioni deve dire chi è, altrimenti non può finanziarli.
Troppo spesso non si raccontano le tante cose che stiamo provando a fare, ma le dovete raccontare anche voi, dovete condividere questi video, farli girare sempre di più.

C’è un presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che è la perfetta sintesi di questo Governo, un cittadino che si fa Stato. E questo è fantastico. L’altro giorno lo criticavano perché fa il professore universitario, come criticano me che faccio il ministro e facevo lo steward allo stadio San Paolo. In Italia c’è la concezione di dover fare il politicante a vita, devi fare come questi soggetti che nascono parlamentari e finiscono la loro vita a fare i presidenti della Repubblica. Tutto questo sta cambiando.
L’8 settembre di 11 anni fa ho iniziato la mia prima raccolta firme e oggi siamo al Ministero dello Sviluppo Economico. Qui stiamo facendo cose incredibili: per esempio il piano clima-energia, che cambierà la concezione energetica di questo Paese. Stiamo lavorando al piano del “made in Italy” e alla lotta alla contraffazione. Ho pronto il primo provvedimento che abolisce 140 leggi in modo da avere un unico codice del lavoro, per fare in modo che imprese e persone siano molto più facilitate ad accedere a questa giungla normativa.
Stiamo lavorando alla lotta agli sprechi, al reddito di cittadinanza, che significa aiuto anche alle famiglie che fanno figli, stiamo lavorando al business sull’immigrazione, ma c’è veramente ancora tanto da fare. Però ci dovete stare vicini, perché l’atteggiamento che vedo è sempre lo stesso da 11 anni: provare a spaccarci, a metterci ansie e tentare di creare il mito che il Movimento stia per morire.

Siamo al Governo e continueremo ad essere una forza politica dalla parte della gente perché realizzeremo le cose, non ce lo dimentichiamo mai. E questo 8 settembre 2018 lo festeggio insieme a tutti voi, con un grande abbraccio che mando a Beppe Grillo e un grande “grazie” a Gianroberto Casaleggio e Davide, che sta facendo un grande lavoro sulla piattaforma Rousseau, perché una forza politica come la nostra non esiste da nessun’altra parte e dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo creato in questi 11 anni.

PERIFERIE, BUSINAROLO (M5S): “SUBITO SOLDI AI COMUNI IN AVANZO, FINANZIAMENTO GARANTITO PER PROGETTI ESECUTIVI”

Roma, 5 set – “Sul decreto periferie si fa la solita propaganda, accusandoci di togliere risorse che invece stiamo sbloccando e per le quali i precedenti Governi non hanno fatto nulla”. Replica così Francesca Businarolo, deputata del Movimento 5 Stelle a quanto affermato da alcuni esponenti del Pd veronese sulla cancellazione del cofinanziamento statale per Veronetta.

“Grazie al nostro emendamento al decreto Milleproroghe i comuni potranno spendere maggiori risorse da subito: abbiamo garantito i 500 milioni necessari a 24 progetti del bando periferie già approvati e nel frattempo permetteremo ai comuni di utilizzare gli avanzi di cassa accumulati in questi anni per rilanciare gli investimenti in opere pubbliche. Si tratta di oltre 1 miliardo di euro che verrà speso già a partire da quest’anno”, continua.

“Per quanto riguarda gli altri 96 progetti verrà in ogni caso risarcita una quota degli importi già spesi per progettazione e appalti e verrà garantito il finanziamento ai progetti attualmente già esecutivi. Certo, servono soldi per palazzo Bocca Trezza e per il Silos di Levante, e servono in fretta: sono due strutture di alto valore e di interesse pubblico per Veronetta, che è parte integrante del centro di Verona. Come è stato fatto notare in passato, infatti, è anomalo che questi due progetti siano finiti all’interno di un bando destinato alle periferie. È facile, infatti, elargire fondi con quella sciatteria che ha caratterizzato il governo Renzi, con molti interventi spot che poi risultavano non appropriati dal punto di vista procedurale”. Conclude Francesca Businarolo.

La democrazia non è un voto

di Davide Casaleggio

Nel 1903, il presidente della Michigan, Savings Bank, per convincere l’avvocato di Henry Ford a non investire nella Ford Motor Company disse «Il cavallo è qui per restare. L’automobile è solo una moda passeggera». Nel 1977, Ken Olsen, presidente di una delle più grandi aziende produttrici di computer al mondo, dichiarò che non c’era alcun motivo per cui un individuo dovesse avere un computer in casa. Tre decenni dopo, l’ex amministratore delegato di Microsoft, Steve Ballmer, era convinto che non ci fosse alcuna possibilità di mercato per l’iPhone. Nel 2008, l’amministratore delegato di Blockbuster, Jim Keyes, dichiarava che Netflix non era nemmeno sullo schermo del radar dei loro competitor.

Oggi alcuni pensano che la Rete non permetta la partecipazione alla vita politica. Gli stessi sono convinti che il modello ottocentesco di organizzare la politica sia qui per restare. Ma per quanto ci si opponga, al cambiamento non interessa se siamo pronti o meno ad accoglierlo.

Oggi i sistemi in grado di connettere un gran numero di persone possiedono proprietà emergenti che producono cambiamenti rivoluzionari. Ci permettono di costruire comunità basate su modelli di produzione e distribuzione della conoscenza, fino a pochi anni fa, impensabili.

Questo sta avvenendo anche per i modelli di partecipazione democratica alla vita politica. Connettere persone, dare loro la possibilità di condividere risorse, di decidere, di formarsi, di attivarsi sul proprio territorio fa emergere forme di cittadinanza digitale e partecipata che fino a pochi anni fa facevamo fatica a ipotizzare.

Rousseau va in questa direzione, e vuole essere promotore attivo di questa rivoluzione culturale.

Nei due anni dalla sua nascita, abbiamo sviluppato 11 funzioni e, ad oggi, Rousseau conta oltre 100 mila iscritti certificati. Da quando abbiamo iniziato a votare on line ci sono state 232 votazioni su Rousseau. Una giornata di voto ogni 20 giorni dal 2012 ad oggi.

Un nuovo modello di partecipazione è possibile. Il concetto di democrazia sta evolvendo.

La democrazia è scegliere i propri candidati. Sono state 72 le votazioni per scegliere i candidati del MoVimento 5 Stelle a tutti i livelli: il candidato premier, il Presidente della Repubblica, i portavoce nel Parlamento italiano ed in quello europeo, ma anche i candidati presidenti nelle regioni, i candidati sindaco e le liste nei comuni.

La democrazia è definire il programma di governo assieme. Per costruire il programma che ha portato il MoVimento 5 Stelle al governo gli iscritti hanno espresso oltre 2,4 milioni di preferenze distribuite su 26 votazioni, 104 quesiti e 348 priorità individuate.

La democrazia è decidere cosa finanziare. Per decidere dove destinare i tagli degli stipendi dei consiglieri regionali del MoVimento 5 Stelle gli iscritti hanno valutato oltre 350 progetti per un importo di 1,2 milioni di euro.

La democrazia è proporre una propria proposta di legge. Con 11 votazioni in un anno, Lex iscritti ha consentito agli iscritti del Movimento 5 stelle di presentare e scegliere le 22 migliori proposte di legge da depositare in Parlamento.

La democrazia è partecipare alla costruzione delle leggi. Attraverso Lex Parlamento, Lex Regioni e Lex Europa, la comunità del Movimento 5 stelle ha potuto partecipare alla definizione di oltre 600 atti presentati dai propri portavoce che hanno visto oltre 90 mila interventi degli iscritti tra integrazioni, modifiche, obiezioni, suggerimenti o segnalazioni di vizi di forma.

La democrazia è condividere le buone pratiche. Sulla funzione Sharing i portavoce in Regione ed in Comune hanno condiviso oltre 3.000 atti tra proposte di delibere consiliari, mozioni, ordini del giorno, disegni di legge e programmi elettorali,

La democrazia è formarsi. L’applicazione E-learning sulla piattaforma e gli incontri di formazione sui territori – come per esempio il Villaggio Rousseau di Pescara e le decine di tappe degli Open Day Rousseau – hanno promosso la partecipazione a corsi e giornate di approfondimento di oltre 14 mila persone.

La democrazia è attivarsi sul proprio territorio. In un solo anno dalla sua nascita, la funzione di Call to Action ha dato vita a 4.148 iniziative di cittadinanza attiva organizzate “dal basso”. Circa 70 eventi ogni settimana, mentre oltre 400 sono stati gli eventi ufficiali che i portavoce locali del MoVimento 5 Stelle hanno organizzato nei loro territori e caricato sulla funzione Activism in poco più di 6 mesi.

La democrazia è immaginare il futuro. Abbiamo costruito un modello di partecipazione alla vita politica che é un unicum nel mondo. Con la Rousseau Open Academy abbiamo deciso di spingerci oltre. Immaginare che la democrazia sia qualcosa di più di un voto su una scheda elettorale, ma un esercizio libero e consapevole dei nuovi diritti individuali e collettivi consentiti dall’uso della Rete. Una nuova stagione della democrazia partecipativa in cui dobbiamo essere protagonisti.

Democrazia significa anche avere la libertà di poter immaginare un mondo nuovo e di provare a costruirlo. Rousseau non è una moda passeggera. La democrazia diretta e partecipata è il futuro. Anche per chi immagina di poter ancora uscire a cavallo e noleggiare film da Blockbuster.

Serve al più presto dare alla Catullo certezze sia sul fronte della questione SAVE che sul tema del numero di voli ammissibili proposti in sede di Commissione Ambiente Aeroportuale

È necessario chiarezza sul futuro della Catullo – spiega Businarolo – la questione dell’ingresso della SAVE definita non conforme sia da ANAC che dall’Antitrust , e la questione del numero di voli ammissibili contenuti nel Piano di Sviluppo al 2030 presentato all’ENAC,stanno minando il futuro dell’aeroporto di Verona.

Sto preparando un interrogazione parlamentare – continua la Businarolo – al Ministro dei Trasporti affinché venga presa una decisione sui pareri dell’ANAC ed Antitrust e chieda all’ENAC come sia possibile ridurre la capacità aeroportuale del 50% per il 2030 (da 80 mila a 42 mila) compromettendo lo sviluppo economico-occupazionale di Verona e del territorio del Garda. I conti non mi tornano, come è possibile che l’aeroporto di Verona (secondo il piano presentato dalla SAVE) cresca solamente di poco più di 1 milione di passeggeri nei prossimi 12 anni arrivando solamente a 4.5 milioni di passeggeri quando il 2018 si chiuderà con più di 3.4 milioni di passeggeri ? È evidente che qualcuno gioca la carta del ridimensionamento ma ciò non può essere accettato dal territorio del Garda. Ridurre il numero di voli porterà i comuni limitrofi allo scalo di Verona a rivedere i piani regolatori, consentendo di costruire sempre più vicino al perimetro aeroportuale, compromettendo inevitabilmente il futuro sviluppo dello scalo stesso. Di esempi di mancate pianificazioni del territorio negli intorni di aeroporti in Italia ce ne sono stati tanti negli ultimi decenni,  oggi la situazione del territorio intorno allo scalo di Verona non è compromesso con ampi margini che garantiscono una crescita compatibile per l’aeroporto, perché ora compromettere tutto facendo una zonizzazione sulla base di una riduzione del 50% dei voli ammissibili per il 2030 ?
Ripeto – continua Businarolo – servono certezze affinché sia consentito allo scalo di Verona di intraprendere una fase di sviluppo importante senza impedimenti, e questo con la SAVE non potrà mai avvenire, visto anche il piano di sviluppo al 2030 presentato in ENAC. Si deve esprimere il Ministero, la questione della legalità è un principio a cui il movimento non rinuncia.

Mamme No Pfas: oggi dal vescovo, poi da Papa Francesco [VIDEO]

di Francesco Brasco di Vvox

«Salvare l’acqua per salvare la vita». È questo lo slogan che riassume la finalità della battaglia delle Mamme No Pfas che proseguono nella mobilitazione sul territorio e incontrano gli esponenti politici del Consiglio regionale, del Parlamento italiano e dell’Unione Europea. Recentemente una delegazione è stata a Bruxelles dove ha incontrato, tra gli altri, i parlamentari Curzio MalteseElisabetta Gardini e Mara Bizzotto. Sono determinatissime le famiglie dell’area rossa tra Vicenza, Verona, Padova e Rovigo (area che conta almeno 300 mila abitanti) nella lotta contro l’inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche che avvelenano le falde. Vogliono «inquinamento zero» e quindi «la chiusura della Miteni, la bonifica e i nuovi acquedotti». Le Mamme No Pfas andranno stasera a trovare il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, che a dire il vero ha già manifestato in piazza con loro a Lonigo un anno fa (ottobre 2017).

«Anche per la Chiesa l’acqua è importante, serve per il Battesimo – dicono le Mamme – e dal Vescovo ci aspettiamo che smuova la situazione toccando le coscienze delle autorità civili(Governo, Europa e magistratura) che hanno potere sull’argomento». «E poi il nostro prossimo obiettivo è sensibilizzare e incontrare sua Santità Papa Francesco – affermano le Mamme – sua è l’enciclica “Laudato Sì” per la salvaguardia del Creato e siamo sicure che ci appoggerà». Insomma i valori cristiani, a partire da quello del rispetto della vita, ci sono tutti. Intanto ieri pomeriggio sono passati il vicesindaco di Vicenza Matteo Tosetto (Forza Italia) e l’on. Francesca Businarolo (M5S). Intanto al presidio si parla anche di programmare un incontro con il Ministro dell’ambiente Costa.

L’INQUINAMENTO PARTE DA TRISSINO
La cronaca degli ultimi mesi si concentra molto sull’azienda chimica di Trissino (Vicenza), Miteni Spa che è oggetto di analisi e di indagine per presunti versamenti (alcuni accertati storicamente) di sostanze inquinanti (oltre ai Pfas anche altre come GenX e C6O4) da parte dell’Agenzia per l’ambiente della Regione del Veneto (ARPAV) e della Procura della Repubblica di Vicenza. In Regione del Veneto agiscono una commissione tecnica della Giunta e ha concluso il suo lavoro con un importante dossier di 477 pagine la Commissione d’inchiesta del Consiglio regionale.
Il primo agosto scorso l’assemblea di palazzo Ferro Fini ha votato all’unanimità una risoluzione che impegna la Giunta regionale sul piano ambientale, sanitario e sociale a risolvere il problema (per quanto le compete). Nel frattempo è stato nominato anche un commissionario straordinario per l’emergenza Pfas nella persona del direttore generale di Arpav Nicola Dell’Acqua.

MANCA UN LIMITE DI LEGGE PRECISO
Ma cosa manca davvero? Mancano dei limiti di legge certi e degli studi approfonditi e condivisi dalla comunità scientifica internazionale sulle conseguenze di queste molecole sull’organismo umano (e su flora e fauna) che sono definite “interferenti endocrini”. Ecco perché la capogruppo di Forza Italia in Parlamento europeo Elisabetta Gardini ha promesso un’azione importante per il prossimo 10 settembre che sarà appoggiata da moltissime forze politiche, lobby della chimica permettendo.

#IoSonoPlasticFree: grande successo per l’iniziativa del MoVimento 5 Stelle nata su Rousseau

L’iniziativa #iosonoplasticfree nasce per tutelare il nostro ambiente e migliorare le nostre abitudini. La giornata vissuta con i portavoce, con gli attivisti, con i cittadini e con il Ministro Sergio Costa è stata costruttiva e ci ha regalato emozioni e sorprese. Questo è solo l’inizio per un’Italia più pulita per noi e per i nostri figli. Grazie di cuore a tutti.

https://www.facebook.com/movimentocinquestelle/videos/294595301138140/

Altre iniziative saranno presto su Rousseau nella sezione Call to Action

di Sergio Costa

Sono stato in spiaggia a Eboli per sostenere la campagna #iosonoplasticfree del MoVimento 5 Stelle, che si estendeva dalla costiera amalfitana fino a Sapri. Sono felice che il Movimento abbia accolto il nostro appello, l’abbia fatto suo e abbia a sua volta coinvolto migliaia di cittadini. È stato bello immergersi in una iniziativa piena di passione per l’ambiente e di senso civico. Mi sono state rivolte tante domande sul lavoro del Ministero e sono stato felice di rispondere e vedere i volti soddisfatti delle persone. Perché quello che stiamo facendo è per il bene di tutti e per il bene del nostro Paese. Vedere che #plasticfree sia stato adottato da molte realtà differenti ma che hanno a cuore il proprio territorio mi rende felice.

La plastica usa e getta deve essere abolita dall’uso quotidiano, perché è dannosa per tutti: per noi, per il mare e per gli animali. Ci sono alternative altrettanto comode all’usa e getta ma che non danneggiano niente e nessuno. Stiamo lavorando con l’ufficio legislativo per favorire l’abolizione di queste plastiche e per la riduzione della loro presenza in mare. Sono convinto che i consorzi, con i quali ho già avviato un’interlocuzione, ci daranno una mano. Quella che stiamo scrivendo è una norma che coinvolgerà anche i pescatori, che potranno portare a terra i rifiuti in plastica pescati con le reti, contribuendo fattivamente alla pulizia del mare. Attualmente la normela vieta loro di farlo. A volte basta un poco di buon senso per rimuovere gli ostacoli che impediscono le buone pratiche.

Ma non basta: stiamo lavorando per poter aumentare la differenziata di qualità, e per accelerare l’iter dei decreti “end of waste”: un termine che gli addetti ai lavori conoscono bene ma che riguarda la vita di tutti noi. Infatti molti rifiuti non devono essere più normativamente definiti tali per poter essere recuperati, riutilizzati e divenire cosí di nuovo materia prima. Questo significa meno rifiuti da buttare via e una spinta vera, reale, all’imprenditoria dell’economia circolare, e quindi sviluppo e nuovi posti di lavoro.

Perché gli applausi dei cittadini sono l’antidoto ai colpi di coda dell’establishment

Il 18 agosto si sono svolti a Genova i funerali solenni delle vittime della tragedia del crollo di parte del ponte Morandi. Tutto il Governo, compatto, si è stretto intorno ai familiari delle vittime, dei feriti, intorno agli sfollati. Molti addetti ai lavori si aspettavano una vigorosa protesta popolare contro il Governo italiano invece è avvenuto un fatto che ha spiazzato tutti.

Luigi Di Maio e Matteo Salvini, vicepremier e leader del M5S e della Lega, sono stati accolti da una ‘ovazione’ (copyright sito Repubblica). Mentre l’opposizione con il segretario del Pd è stato fischiato dalle stesse persone. In passato, in circostanze analoghe a quella della tragedia di Genova, non era mai capitato che nel corso dei funerali ci fossero applausi verso i membri del Governo. Quanto accaduto va ben oltre la semplice analisi o derubricazione quali applausi a M5S-Lega e fischi al Pd. Quanto accaduto rappresenta un qualcosa dal fortissimo valore simbolico. Ha ragione il politologo Piero Ignazi quando paragona quegli applausi e quei fischi a quanto avvenuto nel 1993 con le monetine lanciate a Craxi fuori l’hotel Raphael.

Quanto avvenuto rappresenta uno spartiacque. L’immagine plastica della svolta avvenuta il 4 marzo e del Governo del Cambiamento.
Bene ha fatto Rocco Casalino, nel suo ruolo di portavoce del presidente del consiglio, a segnalare a dei giornalisti un fatto così rilevante. Era un suo dovere farlo, anche considerando che molti di quegli stessi giornalisti avevano chiesto di sapere se Di Maio e Conte sarebbero entrati da ingressi laterali, aspettandosi probabilmente una qualche protesta. Perchè molti di loro erano pronti a dedicare titoloni in prima pagina e aperture qualora ad essere fischiati fossero stati i membri del Governo. Da qui anche la legittima provocazione di Casalino: “Sono curioso di leggere i giornali domani”.
Il mainstream mediatico ha provato a nascondere e minimizzare, oppure a mettere il silenziatore a quegli applausi e a quei fischi.

Ma quegli applausi non possono essere nascosti perchè rappresentano la speranza, e la rinnovata fiducia verso il futuro e verso le Istituzioni. Un paradosso che chi è stato accusato di antipolitica faccia tornare nei cittadini la fiducia nella Politica. Anche i fischi non erano indirizzati a Martina in quanto tale, ma al Pd e a tutto il sistema di potere, di interessi corporativi, di lobby che per anni hanno difeso e rappresentato all’interno delle Istituzioni. Quanto è avvenuto ha fatto crollare in un secondo il castello di sabbia costruito dal Pd e veicolato dalla stampa che addebitava al MoVimento 5 Stelle una responsabilità per il crollo del ponte Morandi che chiaramente il MoVimento non ha e non poteva avere.

Andare a recuperare una vecchia dichiarazione di un ex consigliere del MoVimento che, citando una nota di Autostrade, parlava di ‘favoletta’ a proposito di un possibile cedimento del ponte, è stata un’azione spregiudicata e profondamente scorretta. Quegli applausi e quei fischi hanno dimostrato che queste operazioni non funzionano e che il Paese sa bene dove sono i responsabili.

Quell’acclamazione significa che con ancor più forza questo Governo potrà contare sui cittadini per resistere ai colpi di coda di un establishment e di un potere che si annida ancora nei palazzi pubblici, così come in qualche redazione. Quelle sacche di potere accumulato negli anni si possono ancora percepire. Nell’operato di un funzionario, così come in quello di qualche giornalista. Che magari si sente in dovere di girare un messaggio privato a un parlamentare del Pd. La notizia non dovrebbe essere che un portavoce faccia girare una notizia, ma che dei giornalisti si sentano alle dipendenze di un partito politico dovendolo avvisare di un messaggio privato.