WHISTLEBLOWING, M5S: SECONDO ANAC SI APPLICA ANCHE A FORZE ARMATE

Assieme ai colleghi Maurizio Cattoi, Davide Galantino e Roberto Rossini abbiamo chiesto l’intervento di Anac in seguito a quanto accaduto all’appuntato dei carabinieri Casamassima nell’ambito del caso Cucchi.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per il riscontro che il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dato alla nostra segnalazione. Le norme sul whistleblowing, che tutelano i dipendenti che denunciano illeciti all’interno degli uffici della Pubblica Amministrazione (ma anche nel privato), possono applicarsi anche agli appartenenti alle Forze Armate.

I militari quindi rientrano tra i dipendenti pubblici che possono essere tutelati e l’Anac in questi casi può avviare il procedimento sanzionatorio a carico degli autori delle ritorsioni sul dipendente che ha denunciato. Siamo molto soddisfatti: abbiamo l’ennesima conferma che la legge proposta dal MoVimento, ed approvata nella scorsa legislatura, funziona.

Auto e inquinamento, facciamo chiarezza!

di Luigi Di Maio

Sul tema auto e inquinamento, facciamo chiarezza, perché è stata fatta un po’ di confusione. Prima di tutto, non esiste nessuna nuova tassa per auto già in circolazione. Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più.

Abbiamo pensato una norma per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro? Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante.

Capisco le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un’auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più. Per questo la norma va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel.

Per questo motivo ho deciso di convocare un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli.

Tuteliamo i risparmiatori traditi

TUTELIAMO I RISPARMIATORI TRADITI

Finalmente i risparmiatori traditi dalle banche ricevono risarcimenti più ampi e veloci.In 2 minuti vi spiego come, grazie al lavoro del vicepremier Luigi Di Maio, del sottosegretario Alessio Villarosa e di tutto il MoVimento 5 Stelle, i risparmiatori traditi dal Sistema e abbandonati dalla politica, avranno risposte concrete. Collegatevi!

Pubblicato da Gianluigi Paragone su Lunedì 3 dicembre 2018

Lo avevamo promesso in campagna elettorale e per noi le promesse sono un debito, sono una parola da mantenere.

I risparmiatori truffati dalle banche portavano addosso le ferite di un sistema che non era stato in grado di tutelare il risparmio e i sacrifici di una vita. Ecco perché il Governo del Cambiamento, finalmente, è in grado di dare una risposta grazie al lavoro preziosissimo del nostro vicepremier Luigi Di Maio e del sottosegretario Alessio Villarosa, che insieme hanno lavorato affinché quella promessa della campagna elettorale diventasse una realtà.

Vediamo, brevemente, queste promesse mantenute, e scopriamo le caratteristiche di un risparmio che finalmente può essere riparato.

Non ci sarà alcuna possibilità per soggetti terzi di bloccare azioni risarcitorie nei confronti di Bankitalia, di Consob o di altri enti. Si era parlato di uno scudo. Bene, questo scudo non c’è. I risparmiatori saranno liberi di adire le vie giudiziarie nei confronti dei soggetti che, secondo il loro punto di vista, sono stati i protagonisti del risparmio tradito. Quindi non c’è nessuno scudo.

Altra cosa importante: non c’è più un soggetto terzo che deve giudicare il contenzioso. In altre parole non c’è un arbitro, non c’è un ente giudicante, non è necessario la ACF, non è necessario l’arbitro Consob o altro ente giudicante, con risparmi quindi di tempo e anche di risorse. Il risparmiatore farà una semplice richiesta di indennizzo al Ministero dell’Economia e delle Finanze, senza che nessuno debba provare nulla.

Altra cosa importante: il privilegio previsto per i risparmiatori con ISEE inferiore a 35.000 euro. Insomma, queste sono alcune delle caratteristiche importanti di un impegno che avevamo preso con i risparmiatori. Quindi un sentito ringraziamento a Luigi Di Maio, ad Alessio Villarosa e soprattutto è un gesto concreto che questo Governo, il Governo del Cambiamento e il MoVimento 5 Stelle sono in grado di dare ai risparmiatori traditi.

Il MoVimento 5 Stelle è per la libertà di stampa #IoNonCiCasco

In uno Stato democratico la libertà di stampa è una delle manifestazioni fondamentali della libertà individuale. Oltre a consentire l’espressione del pensiero, permette ai cittadini di “controllare” l’operato del potere attraverso il racconto dei fatti. Ecco il punto: il MoVimento 5 Stelle non ce l’ha con la stampa ma con i suoi comportamenti che mortificano il fondamentale ruolo dei giornalisti, narratori della realtà.

Il diritto all'informazione è alla base del cambiamento

UNA STAMPA LIBERA E UN'INFORMAZIONE CORRETTA SONO ALLA BASE DEL CAMBIAMENTO Quando i media diffondono notizie false, offensive o diffamatorie, ledono due principi fondamentali. Il primo è quello della libertà di stampa. Ovvero la libertà dei giornalisti di raccontare i fatti in maniera oggettiva e indipendente, senza condizionamenti o imposizioni da parte di lobby, poteri forti o editori in conflitto di interessi e legati a filo doppio alla politica. Editori che spesso ricevono enormi finanziamenti dallo Stato e che, tuttavia, costringono moltissimi giornalisti a lavorare sotto il ricatto del precariato e di un compenso iniquo. Il secondo principio è il diritto dei cittadini ad avere un’informazione autentica, veritiera e imparziale. Un’informazione che rispecchi correttamente la realtà dei fatti. Un’informazione libera, appunto. Quando il quotidiano Libero titola “Patata bollente”, parlando della sindaca Virginia Raggi, che servizio dà ai cittadini?Quando Il Messaggero attribuisce a Luigi Di Maio degli Sms falsi sul caso Marra, che tipo di informazione offre ai lettori?Noi del Movimento 5 Stelle ci battiamo per questo. Ci battiamo affinché la stampa sia libera e i cittadini abbiano accesso a un’informazione corretta. Ci battiamo per denunciare come l’informazione, sempre più spesso, venga usata da certi editori per fini politici, con lo scopo di delegittimare il MoVimento 5 Stelle e le iniziative dei nostri sindaci, parlamentari e ministri. Iniziative che sono state votate da milioni di cittadini e su cui i cittadini hanno il diritto di essere informati in maniera corretta, libera e imparziale. Per questo interverremo con la legge contro il conflitto di interessi degli editori e per un equo compenso a tutti i giornalisti. MASSIMA CONDIVISIONE! #IoNonCiCasco

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Sabato 1 dicembre 2018

Luigi Di Maio ha accolto con apprezzamento l’inchiesta giornalistica delle Iene sull’azienda di suo padre. Ha detto che se ci sono stati lavoratori in nero è giusto denunciarlo e prendere le distanze. Questo è il modo con cui si legittima il ruolo dei giornalisti. Quando invece la stampa scrive falsità, intenta fake news, racconta i fatti in modo distorto o li distorce per dimostrare le proprie tesi, mortifica il suo ruolo, mortifica il ruolo dei giornalisti che svolgono la loro professione con serietà. Perché fa un’altra cosa, rappresenta gli interessi di parte, a volte degli stessi editori. Si schiera con una parte politica contro un’altra. Fa campagna per delegittimare qualcuno.

In Italia succede che il MoVimento 5 Stelle da quando è nato è oggetto di durissime campagne di delegittimazione. I giornali cartacei e online godono di una grande credibilità per la loro storia lunga e importante. E milioni di persone attingono da lì le informazioni basilari. Un loro titolo falso o offensivo provoca danni enormi al diritto dei cittadini ad essere informati correttamente. È una grande responsabilità.

Quando Libero titola con “Patata bollente” parlando della sindaca Virginia Raggi, che servizio dà ai lettori? È stato condannato per questa schifezza.

E Il Messaggero che titola “Di Maio a Raggi: Marra un servitore dello Stato”, lo ricordate? Ha scritto una grande bugia, ma letta da tantissima gente.

E La Stampa che spara il titolo “Via le pensioni agli ebrei vittime delle leggi razziali”, offende noi, il Governo e tutti i lettori ignari.

Abbiamo vinto le elezioni perché tantissimi italiani non ne potevano più della vecchia politica e dei suoi fallimenti. E non permettiamo a nessuno di gettare fango sul nostro operato. Piuttosto, la stampa, i giornalisti, dimostrino di essere rigorosi e preparati a fare le pulci al potere e a chi guida il Paese. Questo è il suo compito e questo deve farlo sempre. E non solo con il MoVimento 5 Stelle.

La sanità diritto di tutti, non sarà più un bancomat

Ecco il messaggio che ho inviato ai partecipanti al Forum Risk Management in Sanità in corso a Firenze

Forum Risk Management in Sanità

Ereditiamo una situazione estremamente complicata. Veniamo da anni difficili in cui la sanità è stata un bancomat per garantire gli equilibri dei conti pubblici, con tagli che hanno significato più ingiustizie, meno servizi ai cittadini, un lavoro massacrante per il personale a causa del blocco delle assunzioni che dura da troppi anni, ma ho accettato la sfida del cambiamento per assicurare ai cittadini più diritti senza lasciare indietro nessuno! 💪🏻 🇮🇹

Pubblicato da Giulia Grillo su Martedì 27 novembre 2018

Cari tutti,
vorrei tanto essere con voi a Firenze, non mi è possibile per impegni istituzionali e per un inderogabile impegno … il piccolo Andrea che ha pochi giorni, ma non potevo non intervenire, almeno, con un breve video messaggio per augurarvi un buon lavoro.
Il Forum Risk Management in Sanità celebra il suo 13° compleanno. Un appuntamento importante che cade nell’anno in cui festeggiamo il 60° anno di istituzione del ministero e il 40° anno del Servizio Sanitario Nazionale. Appuntamenti importantissimi che servono a farci riflettere sul passato e programmare il futuro. Ho visto il programma, è denso di appuntamenti e tavole rotonde, una anche sui cambiamenti della comunicazione in sanità a cui parteciperà il mio portavoce per dare il segno di quanto siamo vicini al vostro forum.

Il tema centrale del forum che è, appunto, “Il cambiamento necessario per il diritto alla salute di tutti”. Un cambiamento indispensabile per il raggiungimento di quanto contenuto dall’articolo 32 della nostra Costituzione: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. Su cui, mi piace ripeterlo, ho giurato.
Ci sono nuove sfide da affrontare con modelli innovativi e virtuosi perché dobbiamo continuare a pensare a un Servizio sanitario nazionale equo, sostenibile e in grado di offrire gli stessi livelli essenziali di assistenza a tutti i cittadini, ovunque vivano.

La sfida, da questo punto di vista, è aperta e, quanto mai, indispensabile. Il modello italiano di sanità rappresenta un unicum nel panorama mondiale, ma le sfide si aggiornano continuamente. Eventi di questo tipo in cui l’agorà diventa un’occasione eccezionale per rincontrarsi, scambiarsi esperienze, condividere soluzioni innovative, ascoltare, parlare, trasferire le buone pratiche delle proprie aziende, insomma, per essere e sentirsi protagonisti, è vitale per il nostro sistema.

Senza l’intelligenza e il lavoro degli operatori non si cambia la sanità. C’è necessità del contributo di tutti gli attori, con le loro società scientifiche ed i loro ordini professionali.
Ereditiamo una situazione estremamente complicata. Veniamo da anni difficili in cui la sanità è stata un bancomat per garantire gli equilibri dei conti pubblici, con tagli che hanno significato più ingiustizie, meno servizi ai cittadini, un lavoro massacrante per il personale a causa del blocco delle assunzioni che dura da troppi anni.
Non si cambia una situazione così in pochi mesi, ma assicuro ogni sforzo per impostare una svolta che DEVE avvenire perché il nostro Servizio sanitario nazionale continui ad avere una lunga vita.

Il cambiamento è già in atto.

Grandi prove ci aspettano, e massimo è l’impegno mio e del Ministero affinché si dia concretezza alle questioni rimaste, finora, lettera morta, e non sono poche. La sfida è appena cominciata e noi saremo protagonisti, insieme, tutti insieme.

Ancora buon lavoro!

Lex, le proposte dei cittadini in parlamento

Il Capo Politico, come previsto dall’articolo 6 dello Statuto dell’Associazione MoVimento 5 Stelle, ha convocato l’Assemblea degli iscritti tramite la piattaforma online (Rousseau) per la giornata di lunedì 26 novembre 2018, dalle ore 10.00 alle ore 22.00.

L’Assemblea sarà chiamata a scegliere le migliori due proposte di legge degli iscritti che verranno portate in Parlamento dai nostri portavoce.
E’ possibile consultare l’elenco completo delle proposte di Lex iscritti al voto qui.
Si precisa che potranno votare solo gli iscritti entro il 22 giugno 2018 con documento certificato come da Regolamento adottato dal Comitato di Garanzia.
Ogni iscritto che partecipa all’Assemblea potrà esprimere 3 preferenze. La regolarità della votazione sarà certificata da notaio, e i risultati saranno depositati presso due notai.

Da oggi i penalisti sono in sciopero. Ma sulla prescrizione è tutto deciso. Parla la relatrice del ddl Businarolo (M5S): “I reati devono essere puniti. Non tutti gli avvocati sono contrari alla riforma”

Non è un caso che il tema della riforma della Giustizia, spesso invocato ma sempre rimandato, sia oggi al centro del dibattito politico. Malfunzionamenti e lungaggini, ormai cronici, rendono difficile l’accertamento della verità processuale. Ma tutto sta per cambiare come ci spiega Francesca Businarolo, deputato M5S e relatore del ddl anticorruzione che oggi sarà votato alla Camera.

La sospensione della prescrizione, dopo il primo grado di giudizio, in che modo migliorerà la Giustizia italiana?
“Oggi, circa un quarto dei processi celebrati in Italia non arriva fino in fondo, perché i reati contestati agli imputati vengono dichiarati prescritti in Appello. è un meccanismo che distorce la giustizia, e che non garantisce concretamente al certezza della pena. Non possiamo accettare che imputati condannati in primo grado di giudizio, anche per reati molto gravi, finiscano per rimanere impuniti semplicemente perché il tempo per giudicarli è “scaduto”. Lo stop della prescrizione dopo la sentenza di primo grado serve proprio ad evitare che tutto ciò continui a ripetersi. è soprattutto in questo senso che la riforma porta dei benefici enormi alla giustizia e, soprattutto, ai cittadini”.

La riforma della Giustizia introdurrà la figura del cosiddetto “agente infiltrato”; di cosa si tratta e quali vantaggi può portare nel contrasto ai reati interni alla PA?
“Il poliziotto infiltrato è una figura già presente nel nostro ordinamento, per il contrasto a gravi reati come quelli di stampo mafioso o il traffico di droga. In quei settori ha dato eccellenti risultati, quindi abbiamo pensato di impiegarla anche per la lotta alla corruzione. Faccio un esempio per spiegare come opererà l’agente sotto copertura: a un funzionario viene assegnato un nuovo collaboratore, che assiste ai suoi incontri. In una di queste riunioni al dirigente pubblico offrono una mazzetta e lui accetta. Se il nuovo collaboratore è un poliziotto infiltrato, riferirà tutto ai magistrati e il funzionario verrà processato. L’assoluto vantaggio è dato dalla possibilità di scoprire molti più nuovi casi di corruzione ed intervenire tempestivamente, e anche il forte effetto deterrente non è da sottovalutare”.

Per quale motivo, secondo lei, i penalisti sono sul piede di guerra e cosa vorrebbero?
Non tutti gli avvocati penalisti sono contrari alla riforma della prescrizione, è un dato di fatto. Per il resto, so che è stato indetto uno sciopero di tre giorni, per esprimere contrarietà alla riforma. Per quanto riguarda la prescrizione, mi domando in quale misura una norma che consente, finalmente, ai processi di arrivare fino alla fine possa essere considerata dannosa per qualcuno. L’obiettivo del processo è cercare di arrivare a una verità, e penso che valga per tutte le parti coinvolte, senza esclusioni.

La lentezza della Giustizia, secondo i dati, è legata soprattutto alla carenza di personale di cancelleria e di Gip. Nella riforma prevedete nuove assunzioni o altre misure capaci di migliorare tale situazione?
“Nella Manovra abbiamo previsto 500 milioni per il settore della giustizia. Questa è solo la prima di una serie di misure che accompagneranno l’azione di governo da qui all’1 gennaio 2020, data in cui entrerà in vigore la riforma della prescrizione. Abbiamo quindi un anno per mettere a regime le risorse economiche che stiamo destinando al comparto giustizia in legge di Bilancio e per portare a compimento la riforma del processo penale”.

IL WHISTLEBLOWING COMPIE UN ANNO!

Sembra ieri che eravamo in Aula ad approvare questa legge, e invece oggi siamo su quegli stessi banchi a potenziare quello che abbiamo già costruito.
Grazie al whistleblowing molte vittime stanno facendo emergere episodi di corruzione, stanno denunciando gli illeciti sul posto di lavoro. Stanno buttando giù muri d’omertà senza più temere conseguenze.

Gli onesti in realtà sono la maggioranza e con il whistleblowing non saranno più trattati come i “pochi ed isolati spioni” che danno fastidio a chi vuole fare indisturbato i propri sporchi affari.
Con questa legge non ci sono più vendette, ritorsioni, esclusioni. Vince il coraggio.

IL WHISTLEBLOWING COMPIE UN ANNO!Sembra ieri che eravamo in Aula ad approvare questa legge, e invece oggi siamo su quegli stessi banchi a potenziare quello che abbiamo già costruito. Grazie al whistleblowing molte vittime stanno facendo emergere episodi di corruzione, stanno denunciando gli illeciti sul posto di lavoro. Stanno buttando giù muri d’omertà senza più temere conseguenze. Gli onesti in realtà sono la maggioranza e con il whistleblowing non saranno più trattati come i “pochi ed isolati spioni” che danno fastidio a chi vuole fare indisturbato i propri sporchi affari. Con questa legge non ci sono più vendette, ritorsioni, esclusioni. Vince il coraggio.

Pubblicato da Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle su Giovedì 15 novembre 2018

Chi attacca l’Italia sbaglia: Les Echos, con un editoriale, difende la Manovra del Popolo

Traduzione dell’editoriale di Edouard Tétreau pubblicato sul quotidiano francese Les Echos

“Sono pazzi questi romani”. L’antifona giocosa di Asterix e Obelix, di fronte alle legioni di Cesare che vogliono scontrarsi con il villaggio degli irriducibili galli, prende una nuova piega nel 2018.

Da Parigi a Berlino passando per Francoforte e Bruxelles, non si trovano che dei giudizi abbastanza duri per sgridare l’Italia dopo la nascita di un governo non conforme alle attese degli europei virtuosi. È vero che l’accoppiamento barocco della Lega Nord e del MoVimento 5 Stelle, che ha portato Matteo Salvini e Luigi Di Maio al potere in giugno, non dovrebbe durare aldilà dell’esperienza di vita media dal 1946 di un governo italiano, ossia 360 giorni.

Questa è apparentemente la scommessa che fanno la Francia, la Germania, la Commissione di Bruxelles e la BCE. Le pressioni diplomatiche si alternano agli attacchi verbali a ripetizione e talvolta scadono semplicemente nell’insulto. Bruxelles ha deciso di aprire il fuoco tecnocratico e di colpire al portafoglio. Là dove può fare molto male a un Paese che ci assomiglia tanto, per quanto riguarda il debito pubblico eccessivo, la crescita fiacca e la disoccupazione strutturale elevata, specialmente presso i giovani. Il 37% degli italiani che ha meno di 35 anni è senza lavoro.

La sentenza del Commissario agli Affari Economici è arrivata il 18 ottobre: sforamento del budget “senza precedenti nella storia del patto di stabilità e di crescita”. Cavoli. L’affare è sufficientemente grave da spingere la Commissione a respingere il budget 2019 dell’Italia. Gli scansafatiche sono pregati di rinviare una nuova versione, altrimenti ci sarà una sanzione disciplinare – così si chiama una procedura per deficit eccessivo.

Attacco in regola sui mercati

Alla fine del sentiero, la Commissione potrebbe infliggere a questi cattivi studenti una ammenda che arrivi fino al 0.2% del PIL, e cioè 3,2 miliardi di euro. Messaggio ricevuto dagli investitori mondiali in obbligazioni, che portano avanti da quest’estate un attacco in piena regola contro la firma dello Stato italiano. Si vorrebbe scientificamente provocare una nuova crisi dell’euro che non lo si prenderebbe diversamente.

Chi sono i pazzi e i virtuosi in questa vicenda stupefacente, dove le principali istituzioni dell’Europa sembrano decise a fare piegare il più velocemente possibile un governo nato da un voto democratico, a priori non manipolato dalle potenze straniere? L’Italia, questo paese e questo popolo che ci assomiglia tanto e con il quale noi abbiamo una storia comune di 2000 anni, è stato pertanto lasciato solo di fronte ai flagelli che gli ha inflitto la storia recente e la sua geografia, dai terremoti (700 morti dal 2000), la lebbra mafiosa e, cambiando registro, i 750.000 migranti arenati sulle sue coste dal 2011.

Che abbiamo fatto noi durante tutti questi anni per l’Italia? Niente o pochissimo. È questa una ragione sufficiente per farsi perdonare e infliggergli delle lezioni europee di ortodossia economica e fiscale, respingendone alla sua frontiera i migranti che non volevamo?

Punti in comune con la Francia

Guardiamo un po’ più da vicino il bilancio spaventoso che l’Italia si è data per il 2019. Un deficit al 2,4% del PIL? Una gran storia: il deficit francese sarà del 2,6% alla fine del 2018. Sempre meglio del 4,3% prodotto dal Ministro delle Finanze Pierre Moscovici nel 2013.

Secondo scandalo: un’età di pensionamento che scenderebbe a 62 anni. Vergogna ai pigri? Si tratta tuttavia dell’età legale di pensionamento in Francia, la quale non si comprende perché, nel 2018, non è stata elevata a 65 o 67 anni sul modello della Germania e della Gran Bretagna.

Terzo casus belli: un reddito universale per i disoccupati di 780 euro al mese. Quale orrore: 229 euro di più del RSA francese per una persona sola e senza bambini – ma 46 euro di meno del RSA per una persona con bambino a carico.

Infine, indignazione suprema: la riforma fiscale del governo Conte propone di semplificare e abbassare l’imposta sulle società e gli individui, ha 2 fasce del 15 e 20%. Questo non è effettivamente molto furbo in un paese dove lo Stato è così povero e i patrimoni privati così elevati, e di cui l’evasione delle imposte è uno sport nazionale. Ma la Francia, campione del mondo per i prelievi obbligatori è credibile su questa lezione fiscale? E il presidente della Commissione europea, primo ministro per 18 anni di uno dei peggiori paradisi fiscali dell’Unione europea, può senza ridere mostrare una qualsiasi virtù in questo campo?

L’Italia, paese pilastro della costruzione europea dal trattato di Roma, non merita questi insulti e una messa al bando della comunità internazionale, con la scusa che i suoi probabili effimeri leader del momento sarebbero meno presentabili dei governi tecnocrati di Renzi, Monti e Letta, che hanno fallito nelle urne così come nei loro tentativi di risollevare l’economia del paese.

Senza voler gettare l’Italia nelle braccia dei veri fascisti – visto che la Lega Nord di Umberto Bossi non è il MSI di Giorgio Almirante – o nel campo di Vladimir Putin, è venuto il momento di andare non sul ponte di Arcole, o di Canossa, ma a Roma. Per ristabilire e rinforzare dei legami evidenti tra i nostri due paesi, in vista di reinventare una Unione europea moribonda, priva di leadership morale e di vigore democratico. Altrimenti, né l’Europa né evidentemente l’euro sopravviverebbero a una tale lacerazione.