MOSE. DAL DISASTRO ALLA GESTIONE: PERCHE’ ZAIA È CRITICO?

La realizzazione del Mose quanti danni ha fatto alla nostra terra? Tanti, tantissimi. Non solo perché costa una enormità di soldi – 100 milioni l’anno di manutenzione e gestione, oltre ai 5,5 miliardi di euro già stanziati negli ultimi 20 anni – ma perché la sua costruzione ha ingrassato la pancia di imprenditori e amministrati disonesti – lo scandalo Galan, con tutti i soldi della cricca spostati nei paradisi fiscali è ancora una ferita aperta per il Veneto e per il Paese intero.

La novità è che il governo sta cercando di gestire quel disastro, portando a termine il Mose e programmando la fase di manutenzione futura. Abbiamo appreso che a breve verrà nominato un commissario che sovrintenda alle fasi di completamento, collaudo e avviamento del Mose, con poteri superiori rispetto a quelli dei due amministratori straordinari. Inoltre, è previsto un soggetto pubblico che gestisca le risorse che saranno prese dalla fiscalità generale – nessuna tassa di scopo è prevista! Le due proposte sono contenute in un emendamento al Decreto Sblocca Cantieri.

Che altro chiedere? Mi pare un passo importante, anche perché così si riconosce l’interesse nazionale della ‘questione Venezia-acqua alta’. Per questo mi pare davvero insopportabile la polemica lanciata dal Presidente della Regione Zaia: non so voi cosa ne pensiate ma io vorrei che Zaia ammettesse che quell’emendamento porterà finalmente a termine, nell’interesse di tutti, un’opera simbolo, per tutto il Paese, dell’inerzia, dello spreco e del malaffare. E che nel futuro vorremmo fosse solo una struttura per preservare la bella città dai danni delle maree.

Processo Mose, ex Ministro Matteoli condannato a 4 anni per corruzione, prescritto e assolto Orsoni

#Mose: #M5S, Matteoli si dimetta da presidente Commissione Trasporti

Roma, 14 settembre – “Altero Matteoli si dimetta dall’incarico di presidente della Commissione Trasporti al Senato. Pur confidando nell’azione della magistratura per il prosieguo del processo, riteniamo quest’atto doveroso per un evidente questione di opportunità politica. Proprio relativamente ai primi elementi emersi dall’inchiesta giudiziaria sul Mose, già nel 2013 il MoVimento 5 Stelle richiamava il Ministero dei Trasporti alla necessità di attivare gli opportuni controlli e verifiche. Un altra prova che le principali grandi opere in Italia vadano controllate e revisionate da cima a fondo, vista la corruzione dilagante in parlamento. Ed è quello che farà il Governo 5 stelle”.

Così i parlamentari 5stelle del MoVimento 5 Stelle della Commissione Trasporti.


L’ex ministro dell’Ambiente e delle Infrastrutture subirà anche una confisca di oltre 9,5 milioni di euro, così come l’imprenditore romano Erasmo Cinque, anche lui condannato a 4 anni. Le tesi e la ricostruzione dell’accusa hanno retto sul fronte della corruzione: l’ingegnere Giovanni Mazzacurati ha pagato profumatamente gli appoggi politici di cui ha goduto per far avanzare il progetto. Le ipotesi di finanziamento illecito, invece, non hanno retto o sono decadute per decorrenza dei termini

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MOSE. M5S: PROCESSO NON AVRÀ COLPEVOLI – IL MINISTRO ORLANDO RISPONDE IN AULA

“Il processo Mose, la piu’ grande opera pubblica dal valore di oltre cinque miliardi, ha generato tangenti per oltre un miliardo di euro, un giro di corruzione che ha coinvolto tutti i livelli politici: dal comune, passando per la regione, fino al Parlamento ed anche ex ministri. A settembre 2017 tutti potranno tornarsene a casa, grazie alla prescrizione. C’e’ una legge ferma perche’ il PD e gli altri partiti non hanno nessuna voglia di mettere mano a questa fondamentale legge che preclude la Giustizia ai cittadini. Il Movimento Cinque Stelle ha sempre proposto di bloccare la prescrizione al rinvio a giudizio o al massimo alla condanna in primo grado cosi’ da non avere questa scure che cancella tutto”.

Con la collega Businarolo di commissione giustizia abbiamo rivolto una chiara e precisa richiesta al ministro della Giustizia Orlando durante il Question Time odierno, in merito a quali azioni vuole mettere in campo per evitare questo scempio: “La risposta ci lascia profondamente delusi. Anche perche’ quando il ministro Orlando afferma che qualsiasi legge non avrebbe retroattivita’ e’ qualcosa che diciamo da sempre, se pero’ il Parlamento si fosse mosso velocemente non avremmo perso altri due anni e mezzo: sono due e mezzo di reati che cadranno lo stesso in prescrizione. Questa e’ una grave offesa, una vergogna immane per tutti i cittadini italiani e non possiamo che indicare come colpevole questa classe politica. Una classe politica non solo colpevole ma complice”.

VIDEO DEL QUESTION TIME