Whistleblowing, Anac: Raddopiano segnalazioni, 783 nel 2018

In media, si tratta di oltre due segnalazioni di illeciti al giorno. Uno degli aspetti più interessanti è rappresentato dall’aumento delle segnalazioni che l’Anac, dopo averne riscontrato la fondatezza, ha inviato per approfondimenti di natura penale o contabile. Nel 2018 sono state inviate 20 segnalazioni alla Procura della Repubblica e 19 alla Corte dei Conti. Nei primi 6 mesi del 2019 gli invii alla Procura sono già stati 33 e quelli alla Corte dei Conti sono 29. Si tratta di una crescita che evidenzia un sensibile miglioramento della qualità delle segnalazioni e di una maggiore fiducia nei confronti dell’istituto.

Businarolo (M5s), trend positivo. La legge funziona bene!

Nel 2018 sono raddoppiate le denunce rispetto a sospetti di corruzione, il trend e’ in crescita anche quest’anno, come chiaramente spiega Il quarto rapporto dell’Anac. C’e’ molto da fare soprattutto per adeguare le aziende private all’uso di questo strumento che puo’ prevenire fenomeni illeciti ma comunque la norma e’ davvero molto positiva nell’ambito delle misure anticorruzione. Ringrazio il presidente Cantone per aver seguito con cura l’applicazione della legge.

Come presidente della commissione Giustizia di Montecitorio e ‘madrina’ della legge che ha introdotto in Italia il whistleblowing sono intervenuta oggi con molto piacere alla presentazione della IV relazione dell’Anac sui dati sulle segnalazioni di illeciti giunte nel 2018 e nei primi sei mesi del 2019.

Pa: whistleblowing, disponibile open source il software per segnalare illeciti

A partire da ieri e’ disponibile per il riuso l’applicazione informatica ‘Whistleblower’ per l’acquisizione e la gestione delle segnalazioni di illeciti da parte dei pubblici dipendenti.

Lo ha comunicato l’Anac. La piattaforma consente la compilazione, l’invio e la ricezione delle segnalazioni di presunti fatti illeciti nonche’ la possibilita’ per l’ufficio del Responsabile della prevenzione corruzione e della trasparenza che riceve le segnalazioni, di comunicare in forma riservata con il segnalante senza conoscerne l’identita’.

Quest’ultima, infatti, viene segregata dal sistema informatico e il segnalante, grazie all’utilizzo di un codice identificativo univoco generato dal predetto sistema, potra’ ‘dialogare’ con il RPCT in maniera spersonalizzata tramite la piattaforma informatica.

WHISTLEBLOWING, M5S: SECONDO ANAC SI APPLICA ANCHE A FORZE ARMATE

Assieme ai colleghi Maurizio Cattoi, Davide Galantino e Roberto Rossini abbiamo chiesto l’intervento di Anac in seguito a quanto accaduto all’appuntato dei carabinieri Casamassima nell’ambito del caso Cucchi.

Esprimiamo la nostra soddisfazione per il riscontro che il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, ha dato alla nostra segnalazione. Le norme sul whistleblowing, che tutelano i dipendenti che denunciano illeciti all’interno degli uffici della Pubblica Amministrazione (ma anche nel privato), possono applicarsi anche agli appartenenti alle Forze Armate.

I militari quindi rientrano tra i dipendenti pubblici che possono essere tutelati e l’Anac in questi casi può avviare il procedimento sanzionatorio a carico degli autori delle ritorsioni sul dipendente che ha denunciato. Siamo molto soddisfatti: abbiamo l’ennesima conferma che la legge proposta dal MoVimento, ed approvata nella scorsa legislatura, funziona.

IL WHISTLEBLOWING COMPIE UN ANNO!

Sembra ieri che eravamo in Aula ad approvare questa legge, e invece oggi siamo su quegli stessi banchi a potenziare quello che abbiamo già costruito.
Grazie al whistleblowing molte vittime stanno facendo emergere episodi di corruzione, stanno denunciando gli illeciti sul posto di lavoro. Stanno buttando giù muri d’omertà senza più temere conseguenze.

Gli onesti in realtà sono la maggioranza e con il whistleblowing non saranno più trattati come i “pochi ed isolati spioni” che danno fastidio a chi vuole fare indisturbato i propri sporchi affari.
Con questa legge non ci sono più vendette, ritorsioni, esclusioni. Vince il coraggio.

IL WHISTLEBLOWING COMPIE UN ANNO!Sembra ieri che eravamo in Aula ad approvare questa legge, e invece oggi siamo su quegli stessi banchi a potenziare quello che abbiamo già costruito. Grazie al whistleblowing molte vittime stanno facendo emergere episodi di corruzione, stanno denunciando gli illeciti sul posto di lavoro. Stanno buttando giù muri d’omertà senza più temere conseguenze. Gli onesti in realtà sono la maggioranza e con il whistleblowing non saranno più trattati come i “pochi ed isolati spioni” che danno fastidio a chi vuole fare indisturbato i propri sporchi affari. Con questa legge non ci sono più vendette, ritorsioni, esclusioni. Vince il coraggio.

Pubblicato da Francesca Businarolo MoVimento 5 Stelle su Giovedì 15 novembre 2018

Franzoso voluto nel CDA Trenord dal MoVimento 5 stelle

Una grande novità, che dà il senso della rivoluzione che stiamo portando avanti: abbiamo chiamato a far parte nel Cda di Trenord, ovvero l’operatore ferroviario della Lombardia, Andrea Franzoso.

Sapete chi è quest’uomo? E’ il whistleblower di Ferrovie Nord Milano, ovvero la holding che proprio tramite Trenord gestisce il trasporto pubblico lombardo.

Franzoso è colui che nel 2015 denunciò le malefatte e gli sperperi all’interno di Fnm, sollevando il velo su anni di ruberie. A seguito del suo gesto coraggioso, l’ex presidente di Ferrovie Nord Milano, Norberto Achille, è stato condannato a 2 anni e 8 mesi per peculato e truffa aggravata, con l’accusa di aver usato i fondi della società per sé e la sua famiglia.

Per aver denunciato tutto questo, Franzoso è stato prima relegato al ruolo di passacarte e poi accompagnato alla porta. Per noi invece un uomo così coraggioso, onesto, con spiccata moralità, senso civico e, perché no, la schiena dritta, deve essere premiato, non allontanato.

Con noi lo Stato finalmente dà riconoscimenti a chi difende la legalità e fa il proprio lavoro a viso scoperto. Siamo convinti che l’efficienza sia nulla senza etica.

E questo è solo l’inizio.

Whistleblowing: la legge a tutela del dipendente che segnala illeciti continua a evolvere

di Mariacarmela Lospinuso  – Digital4

Dopo pochi mesi dall’entrata in vigore della norma 179/2017, le organizzazioni pubbliche e private stanno introducendo strumenti, anche informatici, per recepire le segnalazioni di illeciti o irregolarità. Intanto Confindustria e INPS hanno emanato note di interpretazione, e una proposta di direttiva “whistleblowing” a livello europeo è al vaglio del Parlamento UE

Sono passati solo pochi mesi dall’entrata in vigore della legge n. 179 del 2017 cosiddetta “whistleblowing”, recante “Disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato”. In questo periodo non soltanto il settore pubblico, ma anche quello privato hanno dovuto compiere un’opera di adeguamento alla normativa, introducendo, all’interno delle organizzazioni, nuovi strumenti che permettano a chiunque di segnalare comportamenti illeciti o irregolarità che possano recare un danno anche solo di immagine all’organizzazione stessa nonché a terzi.

Superato l’impasse iniziale, nel momento dell’introduzione del whistleblowing nel settore privato, riguardante la sua conciliabilità con l’obbligo di fedeltà che lega il dipendente al datore di lavoro (art. 2105 c.c.), il legislatore, con la legge 179/2017, ha modificato il d.lgs. 231/2001, aggiungendo tre nuovi commi all’art. 6 che disciplina i Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo (“MOGC”).

In sintesi, le principali novità introdotte dalla norma riguardano:

  • la previsione, all’interno dei Modelli di Organizzazione Gestione e Controllo, di “uno o più canali” che consentano ai soggetti indicati nell’art. 5, lett. a) e b) del d.lgs. 231/2001, di presentare segnalazioni circostanziate di condotte illecite e fondate su elementi di fatto precisi e concordanti o di violazioni del Modello Organizzativo di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte;
  • l’attivazione di almeno un canale alternativo idoneo a garantire la riservatezza con modalità informatiche;
  • la previsione, all’interno del Modello, del divieto di atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante;
  • l’indicazione, nel sistema disciplinare, di sanzioni nei confronti di chi viola le misure di tutela del segnalante, ma anche nei confronti di chi effettua con dolo e colpa grave segnalazioni che si rivelano infondate;
  • la nullità del licenziamento ritorsivo o discriminatorio del segnalante. Sono altresì nulli il mutamento di mansioni ai sensi dell’articolo 2103 c.c., nonché qualsiasi altra misura ritorsiva o discriminatoria adottata nei confronti del “whistleblower”.

La portata innovativa della legge 179/2017 ha condotto Enti pubblici e Associazioni private ad intervenire per fornire una corretta interpretazione della norma.

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Grazie al MoVimento 5 Stelle il whistleblowing è legge anche in Italia: approvata la nostra proposta

WHISTLEBLOWING: FINALMENTE APPROVATA LA NOSTRA LEGGE CONTRO LA…

WHISTLEBLOWING: FINALMENTE APPROVATA LA NOSTRA LEGGE CONTRO LA CORRUZIONE!Una legge che protegge i cittadini onesti che denunciano gli illeciti nel pubblico e nel privato.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Mercoledì 15 novembre 2017

Ci abbiamo creduto dal 2013, quando appena entrati in Parlamento, abbiamo presentato la nostra proposta di legge a prima firma e promossa da Francesca Businarolo. Non ci siamo mai arresi nonostante le difficoltà e alla fine, insieme, abbiamo vinto: oggi viene approvata, con il voto definitivo alla Camera, la nostra legge sul whistleblowing, una legge anticorruzione che permetterà ai testimoni di illeciti gravi, di segnalare i casi a cui assistono sul posto di lavoro, pubblico e privato, protetti dal rischio di subire ritorsioni o addirittura perdere il proprio posto di lavoro.

Non senza qualche difficoltà, alla fine ce l’abbiamo fatta.

Questa legge è una pietra miliare in Italia nella lotta alla corruzione: dopo 4 anni di battaglie, e grazie a continue pressioni e al sostegno della società civile – su tutti, di Transparency International e Riparte il futuro – viene prevista una tutela per quei cittadini che decidono di segnalare illeciti o fatti di corruzione: sono i whistleblower (dall’inglese, letteralmente i “soffiatori di fischietto”), cioè tutti quei lavoratori che nella loro attività si imbattono in una possibile frode, un illecito o un altro serio rischio che possa danneggiare clienti, colleghi, azionisti, il pubblico o la stessa reputazione dell’impresa. Naturalmente la legge da oggi si applica tanto ai dipendenti delle aziende pubbliche, quanto a quelli delle aziende private.

APPROVATA LEGGE SUL WHISTLEBLOWING

CHI FINO AD OGGI HA DENUNCIATO LA CORRUZIONE È STATO UN EROE!Fino ad oggi chi ha denunciato episodi di corruzione sul suo posto di lavoro l’ha fatto per semplice senso civico. Queste persone non avevano diritto ad alcuna tutela: venivano isolate e mobbizzate.Adesso, dalla parte dei cittadini onesti, ci sarà uno strumento importante: la legge voluta fortemente dal MoVimento 5 Stelle sul whistleblowing. Una legge che li tutela, li protegge e punisce chi invece vuole contrastare la lotta alla corruzione.

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle Camera su Mercoledì 15 novembre 2017

Le persone coraggiose e oneste non sono mai mancate, ma non di rado sono state sottoposte, per aver fatto il loro dovere, a mobbing, se non addirittura licenziate. La legge del Movimento 5 Stelle mette nero su bianco il divieto di sottoporre a sanzioni, demansionare, licenziare, trasferire o sottoporre i segnalatori di illeciti a misure organizzative che abbiano un effetto negativo sulle condizioni di lavoro.

Chi dovesse essere licenziato per aver segnalato un atto di corruzione deve essere reintegrato nel posto di lavoro da parte del giudice, avere un risarcimento del danno che ha subito e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dalla data di licenziamento a quella del suo reintegro.

Non solo!

Se l’Autorità Anticorruzione (Anac) accerta che il dipendente ha subito misure discriminatorie, abbiamo previsto una sanzione a carico del responsabile fino a 30.000 euro, oltre gli altri profili di responsabilità. Se le procedure non sono conformi o mancano del tutto, nella gestione delle segnalazioni, ci sarà una sanzione fino a 50.000 euro. Infine, nel caso in cui non siano state svolte verifica e analisi delle segnalazioni, è stato introdotto un nuovo illecito: l’ANAC applica la sanzione da 10.000 a 50.000 euro a carico del responsabile che deve controllare le segnalazioni.

Questa è una normativa che mette l’Italia al passo con i Paesi più civili, che adempie alla convenzione Onu del 2003 contro la corruzione e che finalmente dà un’arma ai comuni cittadini contro quella che è una pratica tanto silenziosa quanto diffusa nella nostra società: la corruzione.

Il Senato ha approvato il disegno di legge del MoVimento 5 Stelle sul Whistleblowing

Vittoria M5S: il Senato approva la legge sul Whistleblowing!

Vi diamo una buona notizia. Oggi il Senato ha approvato il disegno di legge del MoVimento 5 Stelle sul Whistleblowing (a prima firma di Francesca Businarolo), in difesa di chi denuncia reati all'interno della pubblica amministrazione e sul luogo di lavoro. Come il recente caso di Philip, che a Firenze ha registrato e denunciato le manovre dei docenti universitari sui concorsi truccati. Persone che in tanti considerano "spioni", perfino "traditori", ma che dovremmo considerare eroi per il coraggio che dimostrano nel denunciare le ingiustizie nel mare di omertà e connivenze che li circonda. Abbiamo il dovere di difenderli e di prenderli ad esempio. Il Senato -quello che qualcuno voleva abolire perché inutile- ha fatto la sua parte. Ora il provvedimento torna alla Camera per l'approvazione finale. Un invito ai partiti: la nostra legge sulla corruzione NON È MERCE DI SCAMBIO. È semplice buon senso e indica al Paese la strada giusta da seguire.Condivido con voi il mio intervento in dichiarazione di voto.

Pubblicato da Vito Crimi su Mercoledì 18 ottobre 2017

Vi diamo una buona notizia. Oggi il Senato ha approvato il disegno di legge del MoVimento 5 Stelle sul Whistleblowing (a prima firma di Francesca Businarolo), in difesa di chi denuncia reati all’interno della pubblica amministrazione e sul luogo di lavoro.

Come il recente caso di Philip, che a Firenze ha registrato e denunciato le manovre dei docenti universitari sui concorsi truccati. Persone che in tanti considerano “spioni”, perfino “traditori”, ma che dovremmo considerare eroi per il coraggio che dimostrano nel denunciare le ingiustizie nel mare di omertà e connivenze che li circonda.

Abbiamo il dovere di difenderli e di prenderli ad esempio. Il Senato -quello che qualcuno voleva abolire perché inutile- ha fatto la sua parte. Ora il provvedimento torna alla Camera per l’approvazione finale. Un invito ai partiti: la nostra legge sulla corruzione NON È MERCE DI SCAMBIO.

È semplice buon senso e indica al Paese la strada giusta da seguire.
Condivido con voi il mio intervento in dichiarazione di voto.

Whistleblowing e Anticorruzione: ci siamo!

La legge bloccata da più di 600 giorni vedrà oggi la sua approvazione al Senato dove Forza Italia e Lega hanno cercato affossarla.

Ma faremo di tutto perché la legge sul whistleblowing a mia prima firma, targata Movimento 5 stelle, che protegge chi denuncia casi di corruzione nella pubblica amministrazione e nel privato diventi realtà!

Whistleblowing, il valore di una “soffiata” purché non anonima

da Repubblica

[ I NUOVI STRUMENTI] Nicoletta Parisi legge i dati e non cela la soddisfazione. Lei è la madrina del whistleblowing all’Anac. Ecco il boom delle segnalazioni delle “gole profonde”, cittadini che decidono di denunciare con nome e cognome (gli anonimi vengono cestinati) quello di cui sono testimoni. Nel 2014, quando nasce l’Anac, le missive furono 24, 150 l’anno dopo, 200 nel 2016 e quest’anno sono già 50. Dice il consigliere Parisi: «Riceviamo indicazioni più “pesanti”, più rilevanti di prima, la qualità è nettamente migliorata, nonostante i casi siano anche molto complessi».

Come quello di chi ha denunciato una locazione molto significativa con uno scambio di favori reciproco, «una vischiosità che rende addirittura complicato capire perfino chi è il responsabile. Parisi annuncia anche due novità. Con un progetto per le scuole, che si terrà a Roma, Ostia e Milano, «saranno gli studenti a scegliere il nome italiano dei whistleblower, anche in vista della futura legge che spero il Parlamento riesca a varare in fretta».

L’altra news riguarda una gara bandita da Anac per una piattaforma informatica , che poi sarà messa a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni, per dividere subito il nome del segnalante dai fatti raccontati. «Un modo per garantire la riservatezza e tutelarsi da possibili fughe di notizie, fonte sicura di possibili discriminazioni per chi denuncia» chiosa Parisi. (l.mi.)