Tav Brescia – Verona: Situazione ad alto rischio di illegalità

Esposto TAV

Questa mattina a Verona e provincia abbiamo annunciato che presenteremo un esposto, indirizzato a Procura della Repubblica e Questura di Verona, oltre che all’Arma dei Carabinieri, relativo alle imprese coinvolte nella realizzazione del tratto ferroviario ad Alta Velocità Brescia – Verona. Si tratta di un’azione congiunta con i rappresentanti del M5S di Brescia e provincia.

Erano presenti:

  • Samuele Baietta – candidato alle regionali
  • Gianni Bertolini – consigliere comunale Bovlone
  • Francesca Businarolo – deputata
  • Lucia Brugnoli – candidata alle regionali
  • Ulrica Castagna – candidata alle regionali
  • Chiara Corsini – candidata sindaco M5S per Valeggio sul Mincio
  • Luisa Galeoto – consigliere comunale Sommacampagna
  • Marcello Giacomelli – consigliere comunale Castelnuovo del Garda
  • Tancredi Turco – deputato
  • Diego Verona – consigliere comunale Pescantina
  • Federico Zanella – consigliere comunale Sona

Le nostre dichiarazioni

Tancredi Turco: «Per quale motivo si vuole ancora fare la Tav? Le grandi opere in Italia sono il bancomat della politica e della mafia. Ricordiamo tutti cos’è successo con l’Expo e con il Mose. Che la Tav darà da mangiare alla mafia lo si può dedurre dai costi altissimi. Sono stati stanziati fino ad ora tre miliardi di euro per la tratta fino a Verona. Soldi che possono essere spesi altrove, ad esempio per prevenire il dissesto idrogeologico».

Federico Zanella: «Abbiamo presentato l’esposto per segnalare come le aziende aderenti al Consorzio Cepav 2, che ha in carico il progetto Tav sulla Brescia Verona, abbiano dei precedenti. Solo a Sona ci saranno 400.000 metri quadri di cantieri, avremmo una galleria di due chilometri e mezzo, con il rischio di una colata di cemento nella zona delle colline moreniche».

Luisa Galeoto: «Temiamo anche per le aziende del territorio. Tra le vittime c’è Ancap un’azienda di 120 dipendenti che deve chiudere e spostarsi, non si sa a quali condizioni. Avremo anche quasi 200.000 metri quadrati di cantierizzazione e il Tav passerà vicino al santuario della Madonna di Monte, bene vincolato».

Marcello Giacomelli: «A Castelnuovo siamo interessati da circa cinque chilometri e mezzo di tracciato, pari a 350milioni di euro, circa venti volte il nostro bilancio comunale. La preoccupazione più grande riguarda i camion che passeranno durante la cantierizzazione, l’aumento di traffico durante la realizzazione dell’opera, l’inquinamento elettromagnetico. Temiamo anche gli effetti della grande cava in progetto sulla falda acquifera. Dal punto di vista turistico non abbiamo nessun tornaconto, dato che non sono previste fermate intermedie. Preferiremmo potenziare la linea attuale con fermate migliori».

Francesca Businarolo: «Si tratta di un’opera inutile e dannosa: l’esposto è stato scritto in tandem con Brescia e verrà consegnato la settimana prossima. La nostra intenzione è informare le forze dell’ordine delle indagini in corso sulle aziende che partecipano al consorzio Cepav 2. Visto i precedenti, il timore di infiltrazioni mafiose non è infondato. Noi restiamo contro il Tav, questa è la linea del Movimento, che su questa base agisce, in parlamento e sul territorio, con i rappresentanti di Piemonte, Lombardia e Veneto».

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