UN PRIMO PASSO NELLA LOTTA ALLA CORRUZIONE, MA NON BASTA

Businarolo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il sistema di email criptate annunciato dall’Agenzia delle Entrate che consentirà ai dipendenti di denunciare gli illeciti in tutta sicurezza è un primo passo nella lotta alla corruzione. Ma non basta: occorrono una rivoluzione culturale, un sistema di tutele efficiente, tanta prevenzione e una ricompensa in denaro per chi segnala reati basata sulle somme recuperate dallo Stato grazie alle segnalazioni.

Trovate qui una mia intervista pubblicata sul Diario del web:

ROMA – Luci puntate sul tema della corruzione, dopo che, venerdì, Renzi ha annunciato il via libera al pacchetto anti-corruzione in conferenza stampa. L’attenzione sull’argomento è cresciuta a seguito del piano lanciato dall’Agenzia delle Entrate, che prevede l’attivazione di un sistema di e-mail criptate per raccogliere le denunce dei dipendenti. Piano per il quale il presidente dell’Autorità nazionale anti-corruzione Raffaele Cantone ha espresso soddisfazione, ritenendolo utile a prevenire il reato e a spezzare il clima di omertà. Sull’argomento, al DiariodelWeb.it parla Francesca Businarolo, segretario della Commissione Giustizia e prima firmataria di un progetto di legge sui segnalatori

Cantone ha espresso soddisfazione per il provvedimento annunciato dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, che permetterà ai dipendenti della pubblica amministrazione di denunciare casi di illecito in tutta sicurezza. Proprio lei ha presentato un progetto di legge sul medesimo argomento. Qual è la posizione del Movimento in merito? Non si rischia di trasformare i cittadini in delatori?

«L’iniziativa dell’Agenzia delle Entrate sostanzialmente è un primo passo positivo, anche se non risolutivo, per affrontare il problema della corruzione», dichiara la Businarolo. «Sono dinamiche che spesso accadono nei posti di lavoro: i lavoratori vengono a conoscenza di informazioni, e per una questione di timore di ripercussioni, mobbing o perdita del lavoro non denunciano all’autorità, o magari agli organi interni competenti per questi tipi di problemi. Ora, sembra che si ripunti l’obbiettivo sull’etica all’interno dei posti di lavoro, e sull’onestà, soprattutto, visto che, molto spesso, a causa di poche mele marce, ci rimettono tanti lavoratori e tanti cittadini. E’ un primo passo, ma non è sufficiente secondo me. E’ importante che si garantisca che ci sia sicurezza nel passaggio dell’informazione, ad esempio, e purtroppo nessuno assicura che chi riceve la mail di denuncia sia certificato, e sia la persona più idonea a occuparsi del caso. Servirebbe quindi un sistema più ampio per tutelare i segnalatori. In inglese il segnalatore è il wistleblower, che letteralmente significa «soffiatore di fischietti»», spiega la deputata cinque stelle. «Nei sistemi di common law questa figura è riconosciuta e tutelata; il termine si riferisce a un lavoratore in ambito pubblico o privato che, svolgendo il proprio lavoro, viene a conoscenza di illeciti che possono avere ripercussioni sociali e decide di segnalare. La proposta di legge del Movimento Cinque Stelle a mia prima firma sostanzialmente tutela l’anonimato di chi sporge denuncia, per garantirlo da eventuali ripercussioni. Molto spesso, infatti, queste persone – e io ne ho conosciute tante – subiscono licenziamenti, una sequela infinita di minacce, cause legali e strascichi piuttosto pesanti dal punto di vista personale e economico: e sono persone oneste, che vogliono semplicemente fare una cosa buona per la società. L’intento è quello di mettere in moto una vera e propria rivoluzione culturale, perché, in Italia, queste dinamiche di denuncia non sono ben viste: spesso, appunto, si parla di «delazione». In realtà», puntualizza l’Onorevole, «bisogna distinguere tra una persona che lo fa per interesse personale e chi agisce per interesse pubblico. In quest’ultimo caso, non si tratta di certo di delazione, ma è qualcosa di positivo per la società. In secondo luogo, le dichiarazioni e le accuse che sfociano nella diffamazione e nell’ingiuria non vengono neanche prese in considerazione; devono essere segnalazioni di illeciti e reati supportati da prove, documentazione, che siano circostanziate e che non vadano ad intaccare, ma anzi favoriscano, gli interessi pubblici e sociali», conclude.

Per quanto riguarda il problema dell’evasione, per Equitalia non sarebbe più efficace consentire le detrazioni, come ad esempio avviene negli Stati Uniti, in modo da rendere i pagamenti tracciabili e da poter incrociare le banche dati al fine di individuare più facilmente gli evasori?

«Può essere utile, ma anche lo strumento wistleblower è utilizzato per le evasioni fiscali», spiega la deputata cinque stelle: «infatti, il fisco americano, grazie ai segnalatori, ha recuperato milioni e milioni di dollari e la cosa interessante è che in America sono previste delle ricompense concesse sulla base del recuperato da parte del fisco. Io stessa, nella mia proposta di legge, ho previsto che da quanto recuperato dall’evasione, in base a quanto deciso dalla Corte dei Conti, il segnalatore possa ottenere una ricompensa dal 15 al 30%. E’ un sistema premiale, e anche contestato da chi dice che, a seguito di questo provvedimento, ci potranno essere molte denunce unicamente per soldi; io, però, non so se sia una cosa positiva o negativa: fino ad ora, il problema della corruzione è gravissimo, e mi sembra giusto dare degli incentivi, anche economici, a chi denuncia reati che possono riguardare evasione fiscale, corruzione, falso in bilancio e così via», dichiara.

Anche viste le vicende giudiziarie che stanno riguardando Expo, secondo lei è credibile Cantone quando dice che sarà in grado di fermare i futuri imbrogli per le Olimpiadi? E il tanto atteso ddl anti-corruzione potrà cambiare la situazione?

«2024: è molto in là. Non so se Cantone avrà modo di monitorare dieci anni di attività politica e imprenditoriale sul territorio», riflette la Businarolo. «Il suo obiettivo è certamente altissimo e gli auguro di portarlo a compimento; d’altronde, sono sicura che strumenti di prevenzione alla corruzione siano fondamentali. Certo, non credo sarà facile. Penso anzi che Cantone troverà molte difficoltà, perché adesso come adesso il mondo politico non ha voglia di risolvere questo problema», dichiara. «Consideriamo proprio l’ultimo ddl che ha sfornato il Governo Renzi, quello di venerdì: è veramente timido. Non pone in essere delle vere riforme nell’ambito della lotta alla corruzione. Si parla di allungare i tempi di prescrizione, di allungare le pene, ma non si parla mai di prevenzione. A mio avviso, bisogna partire dalla prevenzione, e poi cominciare a lavorare anche sul resto», conclude.

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